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5Mi Piace Questa è la discussione "Posso affittare una stanza della casa dove abito?" inserita in Locazione, Affitto e Sfratto nella categoria AREA LEGALE
Nella mia casa avrei la possibilità di affittare la stanza di mia figlia che si è trasferita fuori regione in cerca di llavoro. Non vorrei ...
Nella mia casa avrei la possibilità di affittare la stanza di mia figlia che si è trasferita fuori regione in cerca di llavoro. Non vorrei farlo sempre ma solo in questo periodo per far quadrare un po' il bilancio familiare. Voglio sapere se legalmente è possibile affittare una stanza,, senza fare un bed6breakfast vero e proprio, e quali sono gli adempimenti da rispettare. Grazie.
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Non so dirti degli adempimenti ma credo sia possibile.
E' possibile farlo. Conosco una persona che ha affittato un appartamento a 3 ragazze, e ad ognuna ha fatto il contratto SINGOLO. Preciso che non si tratta di studentesse, ma di studentesse / lavoratrici. Non hanno quindi il contratto agevolato per studenti, ma un contratto standard. E' possibile dunque affittare una stanza a una persona.
E' un po' diversa la questione. Io parlo della casa dove abito. Se ci abito e affitto una stanza forse è un po' diverso che affittare stanze di un'altra casa. Poi anche se qualcuno lo fa, e non metto in dubbio, io vorrei sapere se si può fare legalmente. Se esiste la normativa sui bed&breakfat o quella sugli affittacamere suppongo che al di fuori di queste normative forse non sia previsto, non so......
Ti garantisco che la persona che conosco ha fatto tutto in regola, registrando i 3 contratti all'agenzia delle entrate. Se avesse affittato 2 stanze a 2 ragazze, e nella terza stanza ci si fosse piazzato lui, sarebbe stata la stessa identica cosa. Nel contratto si assegna nominativamente l'uso di una stanza ben definita, e naturalmente la condivisione delle parti comuni dell'appartamento. Certo che si può fare legalmente, altrimenti l'Agenzia delle Entrate non avrebbe accettato la registrazione dei contratti.
se tu afitti una parte dell'appartamento perdi l'esensione ici per la prima casa .
E' scritto da qualche parte? Cerco proprio di sapere se ci sono norme. Se poi non si tratta di un affitto a lungo termine, ma magari per brevi soggiorni turistici?
chiedi al tuo comune , ogni comune ha regole diverse ma un afitto turistico se è inferiore a 30 giorni non viene registrato e puoi scantonare ma rischi molto .
Non voglio rischiare. Vorrei operare in maniera corretta, ma penso non sia tutto così chiaro. Per quello che sono riuscita a capire, suppongo che se voglio ospitare qualcuno per brevi periodi e non voglio farlo a nero, devo solo chiedere l'autorizzazione di costituire un bed&breakfast, e la mia casa ha tutti i requisiti adatti per farlo. Però, poichè non intendo iniziare un'attività, volevo solo sapere se sporadicamente mi è possibile mettere a disposizione una camera di casa mia e pagarci regolarmente le tasse, senza avere particolari problemi.
certamente la puoi affittare con contratto di tre mesi in tre mesi o diversamente ma registrarlo e pagare le dovute imposte, se affitti a degli europei non hai l'obbligo della cessione fabbricati, solo la comunicazione di variazione della tassa rsu.
adimecasa
località : Bergamo
hai agevolazioni come prima casa dove vuoi affittare la stanza?
Si. Finchè non cambiano le leggi, non pago l'ici e neanche l'irpef.
Ma che schifo le leggi italiane,in America puoi affittare quanto stanze vuoi,purche' si osserva la metratura,per una persona la stanza deve essere almeno 9 mq2,per due persone 16mq2,non devi dire niente a nessuno,nessuna licenza,nessun permesso,ma il padrone deve vivere nella stessa casa.I soldi d'affitto si devono aggiungere sul reddito personale,si puo' detrarre qualsiasi spesa che si fa per migliorare la stanza d'affittare,anche il mutuo,ma sui metri quadrati affittati. America the Creator of the best ......and the worst
L'america è il nuovo mondo, noi siamo nati nel vecchio mondo cosa ci puoi fare accettalo così comè, che proprio non lo trovo uno schifo come lai definito
adimecasa
località : Bergamo
Innanzitutto va detto che affittare una stanza della propria abitazione non rientra nella ipotesi del contratto di affittacamere, che è un'attività equiparabile a quella alberghiera, quindi condotta in forma imprenditoriale e non occasionale.
Concedere in locazione una o più camere a diversi soggetti, con uso in comune di bagno e cucina e di altro vano dell’immobile e senza prestazione di alcun servizio, non comporta quindi un rapporto di affittacamere ma di semprice locazione, soggetta a forma contrattuale scritta e registrazione se la durata della locazione supera i 30 giorni.
Può essere stipulato un contratto per uso transitorio, ad esempio, ed indicato in fase di registrazione che si tratta di una locazione dei locali parziale (i moduli di richiesta di registrazione lo prevedono).
Per quanto riguarda il trattamento fiscale, la casa utilizzata come abitazione principale gode di una deduzione, rapportata alla quota di possesso, pari alla rendita catastale. Ovvero non si pagano tasse se si utilizza solo come abitazione. Nel caso di locazione parziale occorre effettuare il confronto tra la rendita catastale e l’importo dell'affitto. Se la prima è superiore, l’unità è assoggettata a tassazione sulla base della rendita catastale, quindi sconta la deduzione completa. Se invece l'affitto è superiore alla rendita catastale la deduzione non è ammessa e si paga l'IRPEF sull'85% dei canoni incassati, oppure si paga il 21% o il 19% se locazione soggetta al regime di cedolare secca.
Dalle istruzioni del modello UNICO PF 2011 relative al quadro RB (immobili):
"Si considera abitazione principale quella nella quale il contribuente o i suoi familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado) dimorano abitualmente. Per l’abitazione principale compete la deduzione dal reddito complessivo fino all’ammontare della rendita catastale dell’unità immobiliare stessa e delle relative pertinenze. La deduzione va indicata nel rigo RN2."
e più avanti:
"b) se in colonna 2 (Utilizzo) di almeno un rigo è indicato il codice 3, oppure è indicato il codice 1 e nello stesso rigo è presente il canone di locazione (locazione di una parte dell’immobile adibito ad abitazione principale) riportare nella colonna 8 del primo rigo in cui il fabbricato è stato indicato, il maggiore tra il totale delle quote di rendita e il totale delle quote di canone di locazione;"
Per quanto riguarda l'ICI e l'esenzione dell'abitazione principale, bisogna invece fare riferimento ai vari regolamenti comunali in tema di ICI e vedere se il caso è contemplato, ma credo che dovrebbe comunque non venir meno l'esenzione alle stesse condizioni di cui sopra.
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