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  • 1 Post di ralf

Rinnovo del contratto d'affitto commerciale

Questa è la discussione "Rinnovo del contratto d'affitto commerciale" inserita in Locazione, Affitto e Sfratto nella categoria AREA LEGALE
Ciao a tutti, ho acquistato un appartamento locato, il contratto scade nel 2012 (12° anno). Ho acquiasito sufficenti info per stabilire che : L'appartamento probabilmente ...

  1. #1
    Membro Junior L'avatar di Fornillo
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    Rinnovo del contratto d'affitto commerciale

    Ciao a tutti, ho acquistato un appartamento locato, il contratto scade nel 2012 (12° anno).

    Ho acquiasito sufficenti info per stabilire che :
    L'appartamento probabilmente non poteva essere venduto perchè l'appartamento è accatastato come abitazione, quindi non per uso commerciale.
    L'agenzia immobiliare lo sapeva ma non ne ha dato peso o ha taciuto per interesse.
    Il notaio e chi doveva controllare la regolarità del tutto, non se ne è accorto.
    Io non sono tenuto a modificare il contratto di affitto esistente cambiando il nominativo del proprietario sul contratto, continuerò ad emettere regolare ricevuta dichiarandola in sede di 730.
    Al momento della stipula del contratto di affitto (07/2000) locatore e conduttore hanno scritto che erano a conoscenza del fatto che precedentemente l'immobile era utilizzato come abitazione.

    La domanda è questa:

    Se ufficialmente io non ho obblighi di modifica verso l'attuale contratto, alla sua scadenza se vorrò rinnovarlo/continuarlo , dovrò comunque farne un altro visto che nel frattempo il proprietario è cambiato.
    Siccome è mia intenzione far in modo che l'appartamento sia liberato, potrei far finta di niente ed in seguito appellarmi al fatto che sia impossibile affittarlo ad uso ufficio e rifiutarmi di continuare con la locazione senza pagare l'indennità di avviamento?

    Grazie

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  2. #2
    Membro Premium L'avatar di ralf
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    Ciao , ricapitoliamo Perchè non poteva essere venduto? A mio parere poteva essere sicuramente venduto, quello che non è in regola è il contratto d'affitto che fa riferimento ad una locazione commerciale.Sul rogito l'immobile viene dichiarato affittato? E viene indicato che tipo di contratto? Se si dice affittato ad uso commerciale tu ne eri quindi a conoscenza,certo che in quel caso il notaio avrebbe delle belle responsabilità,visto che una abitazione non si può affittare per uso diverso.Se invece dice solamente affittato la questione è diversa.Partirei quindi da questa verifica per tutelarti da responsabilità. Quello che non farei è di fare finta che nulla fosse, scinderei infatti le tue responsabilità da quelle del venditore che a suo tempo stipulò il contratto. Il problema nasce proprio sulla questione indennità di avviamento,se darai lo sfratto per finita locazione il conduttore a chi la chiederà? Probabilmente a te.Se lasci che il contratto si rinnovi probabilmente diventeresti responsabile tu direttamente del contratto stesso,assumendotene le responsabilità.
    Preciso che non sono un legale e, vista la matassa piuttosto ingarbugliata, mi rivolgerei ad un avvocato prima di fare qualsiasi cosa. In bocca al lupo.

    A Fornillo piace questo messaggio.
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  3. #3
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    Se il contratto scade, per essere rinnovato forse dovrà comunque essere riscritto, dato che il proprietario è cambiato.
    In quel caso, potrei io oppormi alla nuova stipula visto che l'immobile è uso abitativo?


  4. #4
    Membro Premium L'avatar di ralf
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    Caro Fornillo, il problema non è chi farà il contratto e quando,questo è un contratto irregolare, l'inquilino può in ogni momento "accorgersene" e dire che deve cercare una soluzione diversa perchè lì non può stare.Può chiedere quindi i danni e tutti i miei consigli partono da questo ultimo punto. Occorre ricostruire quindi tutta la vicenda partendo dallo studio delle carte, contratto di affitto,rogito,ricevute ecc.Ribadisco quindi la necessità di un consulto di persona con un legale.

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  5. #5
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    Ho parlato con l'avvocato di mio padre che nei 10 minuti gratis che mi ha concesso, ha detto che dovrò pagare l'indennità.

    Ma mi è venuta ora in mente una domanda, se al momento della stipula del contratto nel 2000 il canone era fissato a sole 350.000 Lire ed ora dopo 10 anni il canone è di 300€ , mi/vi chiedo questo:
    se tra due anni dovessi chiedere una nuova stipula del contratto con un canone piu equo, conforme ai costi attuali, il conduttore può rinunciare alla stipula senza che gli debba pagare l'ndennità, o va pagata comunque?

    Dovendo io, nuovo locatore, eventualmente stipulare tra 2 anni un nuovo contratto con il conduttore, potrei chiedere una verifica dei locali per stabilire se sono conformi all'utilizzo che ne deve fare il conduttore ed eventualmente farlo dichiarare non adatto per poi non stipulare un nuovo contratto ne dover pagare l'indennità?


  6. #6
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    Se aumenti il canone alla scadenza del contratto il conduttore puo' decidere di recedere dal contratto, ma tu gli devi l'indennita' SUL NUOVO CANONE.

    Attenzione, perche' alla fine il gioco puo' essere costoso per te.

    Ti consiglio anche io di ricostruire tutta la vicenda e di affidarti in toto ad un legale.


  7. #7
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    Quì,se ho capito bene tutti i passaggi, non c'è nessun contratto nuovo da fare, è un appartamento ,quindi un contratto ad uso commerciale è irregolare, il conduttore può, in linea generale, sempre chiederne l'annullamento e fare una richiesta danni alla proprietà. Almeno è la mia interpretazione.


  8. #8
    Membro Junior L'avatar di Fornillo
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    Io ho trovato una sentanza del '97 nella quale veniva negata l'indennita' ad un conduttore perche' la posizione della sua attività non era essenziale per l'attivita stessa.


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