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  • 1 Post di Nemesis

Rinunciare all' eredità

Questa è la discussione "Rinunciare all' eredità" inserita in Successione, Eredità, Donazione e Diritto di Famiglia nella categoria AREA LEGALE
Buongiorno, ho visto che ci sono già vari post sull'argomento, ma non sono riuscito a capire alcuni dettagli. Siamo tre fratelli, tutti con figli minori, ...

  1. #1
    Nuovo Iscritto L'avatar di lionardo
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    Rinunciare all' eredità

    Buongiorno,
    ho visto che ci sono già vari post sull'argomento, ma non sono riuscito a capire alcuni dettagli.
    Siamo tre fratelli, tutti con figli minori, e alla recente morte di nostro padre abbiamo deciso di fare la rinuncia all'eredità in quanto la possibilità di ricevere cartelle esattoriali piuttosto che beni è molto alta.
    Se tutti e tre rinunciamo l'eredità passa alla sorella di mio padre e quindi anche lei deve fare la rinuncia?
    I nostri figli a loro volta dovranno fare la rinuncia al compimento della maggiore età?
    Nostro padre viveva all'estero da più di dieci anni, al tribunale ci hanno detto che dobbiamo rivolgerci ad un notaio perchè non avendo la residenza in italia non c'è un tribunale competente, è vero?
    E comunque con la rinuncia siamo completamente tutelati e nessuno ci può venire a cercare?
    Grazie tante

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  2. #2
    Membro Senior L'avatar di uragano
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    Accettazione con beneficio di inventario

    nozione
    (art. 490 c.c.)


    è una dichiarazione resa con atto pubblico attraverso cui l'erede dichiara di accettare con beneficio di inventario evitando, in tal modo, la confusione del suo patrimonio con quello del defunto

    Con l'accettazione pura e semplice l'erede confonde il suo patrimonio con quello del defunto che divengono, in tal modo, un unico patrimonio; questa conseguenza può non sempre essere conveniente per l'erede, perché se nel patrimonio del de cuius i debiti superano i crediti, l'erede sarà tenuto comunque ad onorarli. Per questo motivo potrebbe convenire accettare l'eredità, non puramente e semplicemente, ma con beneficio di inventario in modo da non dover rispondere con il proprio patrimonio per i debiti che erano del defunto.

    A volte l'accettazione beneficiata non è facoltativa, ma obbligatoria; in particolare devono accettare con beneficio d'inventario:

    i minori o gli interdetti (art. 471 c.c.);

    i minori emancipati o gli inabilitati (art. 472 c.c.)

    le persone giuridiche, le associazioni, fondazioni e gli enti non riconosciuti, escluse, però, le società commerciali (art. 473 c.c.).

    La necessità della accettazione beneficiata non significa che questa sia automatica, perché è pur sempre necessario che vi sia un atto di accettazione compiuto (per quanto riguarda i minori e gli interdetti) dal tutore o dal genitore con l'autorizzazione del giudice tutelare, e per il minore emancipato e l'inabilitato, con il consenso del curatore e l'autorizzazione del giudice tutelare.

    In tutti gli altri casi l'accettazione beneficiata è facoltativa, ma qual è l'effetto del beneficio d'inventario?

    Ci risponde l'art. 490, che dopo aver affermato che l'effetto principale dell'accettazione beneficiata consiste nel tener distinto il patrimonio del defunto da quello dell'erede, ne specifica le conseguenze. In particolare con l'accettazione beneficiata l'erede:

    conserva verso l'eredità tutti i diritti e tutti gli obblighi che aveva verso il defunto, tranne quelli che si sono estinti per effetto della morte; in tal modo l'erede potrà soddisfare i crediti che aveva nei confronti del defunto

    non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti;in tal modo l'erede eviterà una damnosa ereditas, estinguendo tutti i pesi che gravano sull'eredità solo con l'attivo dell'asse ereditario senza intaccare il suo patrimonio

    i creditori dell'eredità e i legatari potranno soddisfarsi sul patrimonio ereditario a preferenza (e quindi prima) dei creditori dell'erede

    Vediamo, ora, la forma richiesta dalla legge per l'accettazione con beneficio d'inventario (art. 484 c.c.).

    forma dell'accettazione beneficiata

    è necessario l'atto pubblico a pena di nullità; la dichiarazione deve essere ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni conservato nello stesso tribunale
    entro un mese dall'inserzione, la dichiarazione deve essere trascritta, a cura del cancelliere, presso l'ufficio dei registri immobiliari del luogo in cui si è aperta la successione.
    La trascrizione consente all'erede di pagare regolarmente i creditori o i legatari (art. 495 c.c.)
    la dichiarazione di accettazione deve preceduta o seguita dall'inventario

    L'erede che accetta l'eredità con beneficio di inventario può trovarsi o meno nel possesso dei beni ereditari, in tal caso:

    Aggiunto dopo 1 ....

    erede nel possesso dei beni ereditari
    (art. 485 c.c.)
    deve fare l'inventario entro tre mesi dal giorno dell'apertura della successione o della notizia della devoluta eredità. Se non fa l'inventario entro i tre mesi, si considera che abbia accettato puramente e semplicemente; ugualmente accade se compiuto l'inventario, entro di quaranta giorni dal compimento medesimo non dichiara se accetta o rinuncia all'eredità

    erede non in possesso dei beni ereditari
    (art. 487 c.c.)
    può fare la dichiarazione di accettare col beneficio di inventario fino a che il diritto di accettare non è prescritto

    Come si vede l'accettazione con beneficio di inventario deve essere pur sempre preceduta o seguita dall'inventario; diversamente avrà l'efficacia di una accettazione pura e semplice, ma che cos'è l'inventario?

    Rispondiamo: è una operazione dal carattere prevalentemente contabile (artt. 769 e ss. c.p.c.) che serve a determinare l'attivo e il passivo del patrimonio ereditario; l'art. 775 c.p.c. indicando analiticamente il contenuto del processo verbale dell'inventario, ci fa capire in maniera precisa in cosa consiste l'inventario.

    Non bisogna credere che con l'accettazione con beneficio d'inventario il chiamato all'eredità non divenga erede; al contrario diverrà erede, ma i suoi poteri sul patrimonio del defunto non saranno certamente quelli pieni che gli sarebbero derivati dalla accettazione pura e semplice; con l'accettazione beneficiata, infatti, l'erede diviene l'amministratore del patrimonio del de cuius, patrimonio che amministra nel suo interesse e in quello dei creditori e dei legatari; proprio perché l'erede amministra pur sempre delle cose sue, l'art. 491 c.c. prevede la sua responsabilità per l'amministrazione solo per colpa grave. Pagati i creditori e i legatari con l'attivo disponibile del patrimonio ereditario (art. 495 c.c.), l'erede non sarà responsabile per i crediti rimasti ancora insoddisfatti, mentre i creditori potranno ancora agire in regresso contro i legatari per le somme che sono ancora loro dovute.

    Chiudiamo l'argomento riportando le ipotesi di decadenza dal beneficio di inventario;

    decadenza dal beneficio di inventario

    alienazione dei beni ereditari senza autorizzazione (art. 493 c.c.)
    omissioni o infedeltà nell'inventario (art. 494 c.c.)
    nelle altre ipotesi previste dall'art. 505 c.c. (inosservanza delle procedure previste dalla legge)

    scusa avevo dimenticato una parte.

    Ultima modifica di uragano; 15-11-2011 alle 17:44 Motivo: Uniti i due messaggi consecutivi dello stesso utente

  3. #3
    Nuovo Iscritto L'avatar di lionardo
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    Grazie tanto, non sapevo di questa possibilità.
    Il fatto è che avremmo optato per la rinuncia proprio per la difficoltà di fare "l'inventario" a cui fai riferimento, visto che mio padre viveva all'estero da molti anni. Per di più pensiamo che i beni siano del tutto irrisori, e abbiamo paura di possibili tasse non pagate o cose del genere.
    In pratica non credo che valga la pena di prendersi l'onere di fare l'inventario, vorremmo solo tutelarci da possibili rivalse.
    Grazie comunque


  4. #4
    Membro Premium L'avatar di StLegaleDeValeriRoma
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    La situazione va esaminata con l'ausilio di un professionista che dopo aver verificato l'esistenza di attività o passività a carico del de cuius vi consiglierà per l'accettazione con beneficio di inventario se opportuna.
    Avv. Luigi De Valeri


  5. #5
    Membro Senior L'avatar di raffaelemaria
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    e se il papà fosse un paperone?


  6. #6
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    Se volete rinunciare informatevi presso un otaio su come si fa e sopratutto non toccate nulla, nemmeno un euro, dei beni del defunto. una volta fatta, giusta o sbagliata che sia la vostra scelta, nessuno potrà chiedervi nulla. rinunciare serve a questo.


  7. #7
    Membro Senior L'avatar di Nemesis
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    Citazione Originariamente Scritto da lionardo Visualizza Messaggio
    Se tutti e tre rinunciamo l'eredità passa alla sorella di mio padre
    Se tutti e tre rinuncerete, l'eredità si devolverà per rappresentazione ai vostri figli (nipoti del de cuius). I quali potranno accettare o rinunciare a loro volta (o non fare nulla, lasciando prescrivere il loro diritto a rinunciare). La loro rinuncia sarà possibile solo con l'autorizzazione del giudice tutelare (previa nomina di un curatore speciale).
    Invece un'eventuale loro accettazione dovrà essere obbligatoriamente fatta con beneficio di inventario.
    Solamente in caso di rinuncia di voi tre figli, e di tutti i vostri figli (che subentrerebbero a voi per rappresentazione), entrerebbero "in gioco" gli altri chiamati all'eredità (nella fattispecie, la sorella del de cuius).

    Ultima modifica di Nemesis; 16-11-2011 alle 13:56
    A lionardo piace questo messaggio.

  8. #8
    Nuovo Iscritto L'avatar di lionardo
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    perfetto,
    grazie tante a tutti.
    Alla fine mi sembra che sia proprio il caso di rivolgersi ad un buon professionista perchè mi sembra decisamente ingarbugliata la situazione.
    grazie di nuovo


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