Personalmente non vedo nessuna differenza, l'importante è che le quote siano corrisposte entro i termini stabiliti dall'assemblea.
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Questa è la discussione "Modifica delibera" inserita in L'Amministratore di Condominio nella categoria COMUNIONE E CONDOMINIO
Salve, ho un problema che riguarda il condominio dove abito. Circa 15 giorni fa abbiamo deliberato, con maggioranza, dei lavori di ristrutturazione allo stabile. Per ...
Salve, ho un problema che riguarda il condominio dove abito. Circa 15 giorni fa abbiamo deliberato, con maggioranza, dei lavori di ristrutturazione allo stabile. Per "aiutare" un condomino ad affrontare le spese, abbiamo deliberato la soluzione di chiedere un finanziamento. 4 condomini su 5 sono stati favorevoli, 1 solo ha chiesto di saldare in un unica soluzione. Il verbale è stato firmato davanti all'amministratore. Ora ,da un paio di giorni,un condomino che era favorevole al finanziamento comunica che desidera anche lui saldare in un unica soluzione. Può farlo? Può modificare la delibera firmata? Grazie
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Personalmente non vedo nessuna differenza, l'importante è che le quote siano corrisposte entro i termini stabiliti dall'assemblea.
quando dici di "chiedere un finanziamento" di chi parli ? di ciascuno di voi singolarmente od in nome del condominio ed a ch lo chiedereste ? se è il condominio a richiederlo se giuridicamente è accettato come persona giuridica dal finanziatore dovrete richiedere l' assenso di quest ultimo a liberare dall impegno condominiale chi ha già versato tutto
La delibera di assemblea assume contenuti obbligatori per i condòmini, nella misura in cui sono rispettate le formalità e le maggioranze previste dalla legge.
I terzi, invece, prendono atto delle delibere approvate, e assumono i comportamenti conseguenti.
Ad esempio una delibera straordinaria di eseguire un lavoro straordinario, come conseguenza, concede all' amministratore il potere di firmare il contratto di appalto ed obbligare così il condominio agli obblighi conseguenti.
Da queste considerazioni deriva quanto segue:
Se la delibera autorizza l' amministratore a chiedere il finanziamento, ciò consegue di autorizzare l' amministratore a chiedere un prestito o un mutuo alla banca a nome e per conto del condominio. Se l' amministratore è "potente" (ossia con molti conti correnti e molta forza contrattuale presso la banca erogante), in questo caso significa che, per importi modesti voi avete autorizzato l' amministratore ad andare "in rosso", per finanziare le spese straordinarie; il fatto che poi alcuni condomini decidano di finanziarsi in proprio è irrilevante.
Pertanto vi consiglio di contattare l' amministratore per capire bene che cosa avete deliberato, e come l' amministratore intende applicare la delibera.
Per approfondimenti su questo argomento ti lascio il link che segue:
La Community AziendaCondominio • Leggi argomento - Mutuo ipotecario per lavori straordinari in condominio
Ultima modifica di Antonio Azzaretto; 10-02-2012 alle 22:58
Antonio Azzaretto | Se la mia risposta ti è stata utile, clicca su Mi Piace qui sopra
Esperto di propit.it
Esperto in Materie Economiche e Condominiali
"Una immensa risata salverà il mondo!"
domando pr imparare
Quello che io ho scritto ha un senso ? non pensi che la morosita' possa divenire un problema?
La morosità è un problema per il condominio, perchè diminuisce la capacità finanziaria di onorare gli impegni comuni.
La morosità è un problema per i creditori, perchè l' amministratore sarà costretto a ritardare i pagamenti.
La morosità è un problema per l' amministratore, perchè deve attivarsi per recuperare le quote condominiali non pagate.
La legge sta sopra tutti questi rapporti contrattuali, e li regola come può secondo le norme del codice civile, della giurisprudenza, e delle consuetudini.
Per capire bene ciò che intendo, puoi immaginare la Grecia come un grosso condominio, e l' Unione Europea come se fosse la banca che ha erogato un finanziamento e vuole che il debitore paghi i suoi debiti.
L' amministratore (ossia il governo greco), chiede di fare sacrifici ai condòmini (ossia ai cittadini), al fine di onorare gli impegni che la Grecia ha assunto nei confronti dei mercati finanziari.
Siccome in Europa la legge comune non esiste (si sono dimenticati di farla quando si è costituita l' Unione Europea), allora vale solo la legge del mercato, ossia la legge della giungla (...chi ha più soldi o è più cattivo comanda)!
Ultima modifica di Antonio Azzaretto; 11-02-2012 alle 07:08
Antonio Azzaretto | Se la mia risposta ti è stata utile, clicca su Mi Piace qui sopra
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"Una immensa risata salverà il mondo!"
nel caso in questione il mio timore è che la banca che finanzia e se uno dei condomini non paga è l'ammre non ci mette del suo la banca si potrà rivaledre su chi à ha già versato tutto
La regola generale è che ogni condomino risponde per l' intero debito.
La regola particolare (creata dalla giurisprudenza) è che ogni condòmino risponde per la propria quota millesimale, e che i condòmini morosi rispondono prima di quelli che hanno già pagato.
Tutto il resto non è ancora stato scritto dalla giurisprudenza.
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"Una immensa risata salverà il mondo!"
Le sentenze della cassazione fanno giurisprudenza, ma vanno contro le consuetudini di mercato.
...in altre parole non sono ragionevoli, e non tengono conto degli interessi dei fornitori.
La prova di questa situazione, è che la solidarietà condominiale, probabilmente diventerà legge quando la nuova normativa sarà approvata (se mai sarà approvata!!)
Infatti, la proposta approvata al Senato all' articolo 1118 (che nessuno ha contestato, oppure ha letto con attenzione) recita testualmente:
Il condomino non puo` rinunziare al suo diritto sulle parti comuni, ne´essere liberato dal vincolo di solidarieta`nei confronti dei terzi.
Per approfondimenti ti lascio il link che segue:
http://www.senato.it/service/PDF/PDF...T/00519194.pdf
Ultima modifica di Antonio Azzaretto; 11-02-2012 alle 13:31
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