La dotta risposta di Azzaretto mi lascia un pò perplesso per due motivi il primo di carattere generale il secondo di carattere specifico.
Per quanto riguarda il carattere generale non sono così sicuro, come lo è Azzaretto, che una volta andati in giudizio il condominio, che si trova di fronte ad un provvedimento unilaterale di un condomino, sia dichiarato perdente. E' ovvio che il condomino che intende distaccarsi troverà un tecnico che elaborando i dati cercherà di dimostrare che il distacco non arrecherà (o arreca nel caso l'azione sia già stata fatta) alcun danno sia dal punto di vista della gestione economica dell'impianto che dal punto di vista distribuzione del calore negli appartamenti confinanti, superiori e sottostanti. Il fatto è che questa è una dichiarazione di parte: il Giudice nominerà un suo Consulente Tecnico d'Ufficio e sarà il giudizio di costui che farà pendere l'ago della bilancia a favore di una o dell'altra parte. Anche il Condominio avrà un suo consulente che cercherà di dimostrare l'onerosità del distacco per il condominio. Se fosse così semplice non pagare le spese relative al consumo del carburante che alimenta la caldaia (fermo restando che le spese di manutenzione vanno sempre pagate perchè la caldaia è un bene comune e non solo di chi ne usufruisce il funzionamento) ci sarebbe un esercito di persone che senza dire ne beh ne ba si sarebbero già staccate dal riscaldamento centralizzato. Come la mettiamo con la certificazione energetica tanto cara in Lombardia dove la regione fa pagare delle multe a chi non la fa? Gli appartamenti che hanno di fianco, sopra o sotto, un locale non riscaldato senz'altro perdono in prestazione energetica e corrono il rischio di scendere di classe di appartenenza, o comunque di fare investimenti per rimanere nella stessa classe di merito. Chi paga il ricalcolo dei millesimi di riscaldamento? Perchè la gente compra degli appartementi in un condominio per poi comportarsi da solista? Perchè queste persone non si comprano una casa unifamigliare in mezzo alla campagna o in città, con tutti gli oneri ed onori, così vedono quanto gli costa l'arrivare ai fatidici 18° di temperature d' inverno e quando gli costano i farmaci per curarsi tosse, raffreddore e compagnia?
Per quanto riguarda il caso in ispecie la soluzione migliore secondo me sarebbe quella che l'affittuario, visto le sue necessità di produzione, trovasse un locale seminterrato non riscaldato più consono alle sue esigenze. La vedo difficile rispetto a quello che ha sostenuto Azzaretto visto che all'interno del locale in questione ci sono tutt'ora i tubi del riscaldamento che in un certo qual modo continuano a cedere calore all'ambiente e costringono l' inquilino a tenere al massimo i condizionatori anche d'inverno. Quindi a meno che non decida di toglierli materialmente, costringendo il condominio a rifare l'impianto, non credo proprio che andando in giudizio esca vittorioso, anche perchè l'inquilino del piano di sopra si troverebbe il pavimento freddo anzichè tiepido e quindi un calo di temperatura. Il consiglio di Azzaretto, in questo caso,anche se "politico" mi è sembrato del tipo "giochiamo a chi toglie il piede dall'acceleratore per ultimo".


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