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Risultati da 1 a 8 di 8

Riscatto anni universitari/laurea

Questa è la discussione "Riscatto anni universitari/laurea" inserita in Fisco, Detrazioni e Tasse nella categoria AREA AMMINISTRATIVA FISCALE E TRIBUTARIA
Ho una domanda in merito al riscatto degli anni di laurea, non ho trovato una sezione specifica dove postare, spero che questa sia la più ...

  1. #1
    Nuovo Iscritto L'avatar di carpediem
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    Riscatto anni universitari/laurea

    Ho una domanda in merito al riscatto degli anni di laurea, non ho trovato una sezione specifica dove postare, spero che questa sia la più indicata, nel caso non lo fosse mi scuso e prego un moderatore di spostarla.

    Ho fatto la domanda prima di cominciare un nuovo lavoro con retribuzione piu elevata, e per il riscatto di 3 anni mi sono stati richiesti circa 26000 euro. In 120 "comode" rate mensili viene circa 220 euro/mese.

    Ovviamente se dovessi ripresentare la domanda oggi tale importo aumenterebbe, per cui il riscatto è una decisione da prendere subito o da non prendere più...

    Ho calcolato che recupererei subito con la detrazione il 27% del capitale investito (circa 60 euro/mese), per cui il "peso" sarebbe di 160 euro/mese.
    Facendo i calcoli attualmente dovrei recuperare in "anni" per la pensione di anzianità circa 1 anno e mezzo, inoltre aumenterebbe il montante della contribuzione (sono nel regime totalmente contributivo) che non ho capito quanto si rivaluta...
    Inoltre il "peso" della rata dovrebbe progressivamente scendere nei 10 anni (inflazione ed adeguamenti salariali e (spero) di carriera)...

    Dite che è un buon investimento o allo stesso importo ci sono investimenti migliori? ho ancora 15 giorni per scegliere!!!

    Grazie per qualsiasi consiglio vogliate darmi!!!

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  2. #2
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    Se tu avessi i 26000 oggi, probabilmente ti converrebbe investirli direttamente in altre forme, visto il (probabile) lungo lasso di tempo che ti attende prima della pensione.
    Ora non so dirti quali siano le modalità di rivalutazione delle somme versate da parte dell'Inps.
    Sicuramente, nel tempo (10 anni!!!), il peso del versamento si riduce, anche sensibilmente. Considera anche che non paghi alcun interesse sulla rateazione (e, di questi tempi, non è poco).

    Credo, però, che alla fine tutto si riduca alla valutazione di quanto possa essere importante per te quell'anno e mezzo di anticipo per andare in pensione con qualche euro in più sul cedolino mensile...


  3. #3
    Nuovo Iscritto L'avatar di carpediem
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    beh... intanto vale un anno e mezzo in piu di pensione percepita (se e quando la percepirò, visto che ho 30 anni e 5 anni di contributi alle spalle...), a livello di importo potrebbe anche essere un pelino penalizzante visto il coefficiente di età ridotto...

    Comunque l'unico dubbio è nella comparazione con altri piani pensionistici, sia in fondi aperti che il chiuso di categoria (Cometa)...

    Inoltre l'altro dubbio è una eventuale riforma pensionistica con eliminazione della pensione di anzianità, perderei il vantaggio "temporale" accumulato.

    Di pro, invece, ci sono la detraibilità dell'importo (che comunque è la stessa nel caso di fondi pensione), la rateizzazione "interessante", e la considerazione che è l'unico investimento possibile in "anni" e non in Euro...

    Ciao!!!


  4. #4
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    Conviene fare il riscatto? Dipende dalle situazioni. Se l’obiettivo è anticipare l’anno del pensionamento allora praticamente non esistono alternative.
    Meno si guadagna, paradossalmente, meglio è. Soprattutto quando si punta al riscatto per accorciare la durata della propria vita professionale.
    per una laurea magistrale di 5 anni per un neolaureato che non abbia mai lavorato tocca pagare 4800 euro all'anno x 5 anni = 24k euro suddivisibili in 120 rate, 10 anni.
    Per chi è all’inizio della propria carriera il costo del riscatto è di solito abbastanza consistente. Lo Stato cerca di venire incontro ai contribuenti con due tipi di incentivi. Il primo è la possibilità di dedurre dal reddito l’intero importo dei contributi versati, e nel caso di giovani che non lavorano sono i genitori a potere dedurre i contributi del figlio per il 19%.


  5. #5
    Membro VIP L'avatar di arianna26
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    Mah. secondo me dipende anche dai tuoi progetti futuri e da quanti soldi hai per realizzarli. se ad esempio, tu volessi comprare casa senza avere altri soldi 22o euro in più potrebbero trasformarsi in parecchi interessi in meno.


  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da arianna26 Visualizza Messaggio
    Mah. secondo me dipende anche dai tuoi progetti futuri e da quanti soldi hai per realizzarli. se ad esempio, tu volessi comprare casa senza avere altri soldi 22o euro in più potrebbero trasformarsi in parecchi interessi in meno.
    se uno puo' pagarli fa bene a pagarli........................anche perche' 5 anni in meno di lavoro quando uno ne ha 60 di anni sono un gran sollievo.


  7. #7
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    Ho trovato un documento interessante dove si confrontano i rendimenti di un TFR in azienda, un fondo negoziale e l'ipotesi di versare i contributi all'INPS (quest'ultima si considera ipotetica poichè non realizzabile nella pratica, ma è quello che accade nel caso del riconoscimento anni universitari)

    lavorosocieta.cgil.it/Attualit%C3%A0/2011/FALLIMENTO_PREVIDENZA_COMPLEMENTARE.pdf

    Prima di tutto si evinche che il montante contributivo versato si rivaluta di una percentuale pari alla media di rivalutazione del PIL nominale dei 5 anni precedenti ed il PIL nominale è al lordo dell’inflazione (per es. se il PIL reale si rivaluta dell’1%, e l’inflazione è del 3% vuol dire che il PIL nominale si rivaluta del 4%).

    Questo documento mi porta a dire che i vantaggi sono molteplici... che ne pensate?


  8. #8
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    la data fatidica è passata ed ho fatto il primo pagamento, per cui alla fine ho deciso di riscattare.

    Alla luce della nuova riforma, non essendo stato cancellata la pensione di anzianità, sembra una buona mossa, anche perchè la quota di pensione che verrebbe abbattuta in caso di pensionamento prima dei termini della vecchiaia (il famoso 2% annuo), da come ho capito, si calcola soltanto sulla quota del retributivo, che io non vedo neppure con il cannocchiale... vorrebbe dire che, avendo iniziato a lavorare a 25 anni, andrei in pensione a 66 anni con la vecchiaia, mentre con il riscatto (3 anni) andrei a 64 anni con l'anzianità...

    Sono giuste le mie considerazioni (ho fatto i calcoli ad anni, non considerando i mesi...)?


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