Ciao.
Per quanto concerne il primo quesito, ti conviene chiedere al Comune un certificato di destinazione urbanistica.
Quello che vi risulta fa fede per il pagamento dell'ICI.
Per quanto riguarda invece la mancata comunicazione della variazione della destinazione, è vero che la norma lo prevede, ma è anche vero che la Cassazione ha chiarito (giusto per riaffermare il concetto che il cittadino è un suddito...) che la mancata comunicazione non ha sostanzialmente alcun effetto, e quindi rimangono dovute sia l'imposta principale che gli interessi e le sanzioni.
Il concetto è secondo me assurdo, ma è così.
Purtroppo non sto trovando nel mio computer la sentenza, ma se fai una ricerca su internet penso dovresti trovarla. Se hai difficoltà fammelo sapere e te la cerco io.
A me è capitato un caso analogo.
Dapprima il Comune era piuttosto rigido, poi ho presentato un'istanza dove facevo appello all’art. 10, comma 2 dello Statuto del Contribuente (L. 212/2000) secondo cui “Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, […] qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell’amministrazione”, e sanzioni ed interessi mi sono stati abbonati.
Ti consiglio di fare anche tu così (ma prima vai a parlare con il funzionario).
Se non trovi ascolto, non ti resta che fare ricorso in Commissione Tributaria, ma tieni presente che, alla luce della sentenza di cui ti dicevo, potresti avere difficoltà a far valere le tue ragioni.
Ciò, anche visti i costi che dovrai affrontare per il ricorso, impone una seria valutazione e, se l'importo non è eccessivo, forse ti converrà - nonostante tu abbia ragione - pagare.
Così va l'Italia...


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