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Questa è la discussione "Esenzione irpef prima casa per forze dell'ordine e forze armate" inserita in Pratiche Amministrative e Agevolazioni per la Casa nella categoria AREA AMMINISTRATIVA FISCALE E TRIBUTARIA
Quale appartenente all'Arma dei Carabinieri, esprimendo fin d'ora la mia gratitudine a chi vorrà dedicarmi un po' del proprio tempo per dirimere alcuni miei dubbi, ...
Quale appartenente all'Arma dei Carabinieri, esprimendo fin d'ora la mia gratitudine a chi vorrà dedicarmi un po' del proprio tempo per dirimere alcuni miei dubbi, vado a porre i seguenti quesiti:
1) A fine anno io e mia moglie, fiscalmente a carico, in regime di comunione dei beni, diverremo proprietari, al 50%, di un'immobile sito in un un Comune diverso da quello nel quale, per il fatto che vi presti servizio, abbiamo fissato la nostra residenza anagrafica. In virtù di ciò, tenuto conto che entrambi, nel breve periodo, non trasferiremo la residenza nella città in cui è ubicato l'immobile, atteso peraltro che non siamo proprietari di nessun'altra unità immobiliare e che attualmente occupiano un alloggio di servizio concesso a titolo gratuito dall'amministrazione Militare, potremmo beneficiare dell'esenzione Irpef per l'abitazione principale o dovremmo considerarla come "abitazione a disposizione", con il conseguente obbligo, in capo ad entrambi, qualora superasse il limite di reddito, di presentare il modello 730 in forma congiunta?
2) Per tale acquisto io e mia moglie abbiamo acceso un mutuo ipotecario, cointestato. Quale appartenente alle Forze dell'Ordine, al fine di usufruire della detrazione d'imposta nella misura del 19% sugli interessi passivi, sono dispensato dall'obbligo, nell'arco dei 12 mesi, di trasferire la residenza nel nuovo appartamento. Mia moglie, invece, proprietaria al 50%, fiscalmente a carico, è tenuta al rispetto di tale obbligo. La mia domanda è questa: "trasferendo quest'ultima la residenza anagrafica nel nuovo appartamento, nell'arco dei dodici mesi, da quando potrà portare in detrazione gli interessi passivi per la quota di sua spettanza? O meglio, a partire dalla prima rata o da quelle successive al momento in cui trasferisce la residenza? Ed infine, la residenza si intende trasferita dal momento in cui si formalizza la richiesta all'anagrafe comunale, con il conseguente rilascio della ricevuta attestante ciò, o ad effettiva definizione della pratica con l'avvenuta iscrizione anagrafica?
Rinnovando, fin d'ora, la mia gratitudine a chi vorrà usarmi la gentilezza nel fornirmi i chiesti chiarimenti, saluto cordialmente tutti gli utenti del forum.
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