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20Mi Piace Questa è la discussione "Come prelevare da un c/c bancario intestato <a firme congiunte>?" inserita in Banche e Investimenti nella categoria AREA FINANZIARIA E ASSICURATIVA
Buon giorno vorrei sapere se conoscete un modo celere per poter prelevare dei soldi (per pagare arretrati di affitto) da un c/c cointestato a firme ...
Buon giorno vorrei sapere se conoscete un modo celere per poter prelevare dei soldi (per pagare arretrati di affitto) da un c/c cointestato a firme congiunte essendo il secondo intestatario (il mio ex marito) in stato di arresto per 8 anni totali, vi premetto pero' che io non posso andare a trovarlo e parlargli dei problemi che stiamo attraversando la nostra bimba ed io anche perchè lui non ci farebbe mai un favore grazie mille a coloro che mi danno delle risposte ahhhhhhhhh dimenticavo l'affitto devo pagarlo entro e non oltre il 15 corrente mese
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il suggerimento di andare in banca è ottimo anche perchè di solito nel contratto di conto corrente ci sono claudsole, che nessuno di norma legge, che prevedono la impossibilità di uno dei cointestatari di non poter agire. La via più sicura, ma più lunga ( e ci si dovrebbe mettere in mano ad un avvocato, magari segnalato dalla banca) è quello di procedere alla separazione dei beni fra coniugi includendo il conto corrente. aggiungo che se il conto come immagino è stato aperto in epoche migliori e se il prelievo serve per pagare l affitto dovrebbe essere non impossibilie provvedere per la banca che peò sarà obbligta ad informare l altro cointestario cose che apparentemente l interessata non vuole fare.
aggiungo una considerazione che potrebbe essere utile rappresentare a quei centri di assistenza ( lo stesso comune) cioè che c'è una bimba minorenne di mezzo che puo' essere scaraventata in strada con la madre per un affitto non pagato
Sul c/c cointestato non esistono scappatoie o alternative diverse da come è stato inizialmente e volutamente impostato. La banca non può fare niente senza la firma congiunta dei due intestatari.
L'unica alternativa,secondo me, visto che il marito risulta detenuto e quindi anche privo di poteri civili e di patria potestà e che esiste anche un minore sarebbe quello di rivolgersi al tribunale dei minori o al giudice tutelare per vedere se legalmente fosse possibile trovare una alternativa per ll normale utilizzo del c/c anche nell'interesse sopratutto del minore,notificando poi la sentenza alla banca per annotare l'avvenuta modifica.
Ciao
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grazie a tutti siete gentiliper quanto riguarda il giudice tutelare di como già fatto ma la sua risp (autogiurisprudenza) è stata che la cosa non è di sua competenza manca poco piu' di una sett ho una paura terribile
Credo che il giudice tutelare non abbia capito bene il problema. E' il giudice che autorizza un terzo a compiere operazioni (comprese quelle bancarie) negli interessi del minore. Una persona in regime di detenzione perde i diritti civili.
sarebbe utile conoscere in che regime sei sposata ( comunione o separazione beni) quando e da chi stato firmato il contratto d affitto( se c è e se è registrato)
il giudice non può lavarsene le mani.
cari ormai ho perso l'ottimismo credenza e tutto ora provero' ad avere un appuntamento con il giudice ma sono già pronta al peggio questa è la giustizia italiana vorrei urlare a tutti quelli che dicono DONNE DENUNCIATE NON SUBITE io lo ho fatto dal 2005 lo hanno arrestato a gennaio e ancora ne pago le conseguenze scusate ma oggi proprio non ho fiducia in nessuno
coraggio! siamo tutte con te. e sii orgogliosa dell'esempio dato a tua figlia.
carissima, come ex dirigente bancario anche se ho svolto tutta o quasi la mia attività all' estero ho voluto affrontare il tuo problema per curiosità professionale in uno con il desiderio di darti un mano. Ho parlato in banca mi dicono che devi andare dove hai il conto, rappresentare il problema e farti indirizzare una lettera con la quale ti elencan cosa si aspettano di avere per eseguire i pagamenti.In tale occasione porranno come "conditio sine qua non" l intervento del giudice tutelare a protezione del minore e tu senza fare la questuante potrai andare dal giudice e "cortesemente" farlo ritornare sui suoi passi :lui lo farà ma così non si è piegato al tuo volere ma alle" pretese" delle solite banche che non vogliono correre rischi ed il suo orgoglio sarà salvo. Buona fortuna
già il suo orgoglio sarà salvo ma per la sua incompetenza Monia74 avrà perso unbel pò di tempo. ma del resto può dirsi civile un paese che prevede il regolamento di giurisdizione? ovvero vado dal giudice A che si dichiara incopetente a favore di B. vado da B che dice che è competente A. allora, sempre pagando fior di quattrini al legale, che giustamente, non lavora gratis vado da unterzo giudice affinchè stabilisca che dei due tra A e B non sa fare il suo lavoro. questo ammesso che possa permettermelo. e sempre senza che quello tra A e B non ha capito nulla risponda della sua ignoranza!
cara arianna, ho 72 anni. quando ci fu il 68ne avevo 29, con mio fratello che ne aveva 31 convenimmo che "ce li saremmo portati dietro per tutta la vita" i 68 ini che avevano il 18 politico, facevano gli esami di gruppo e ci sprangavano. Io che sono stato anche produttore di vino, che ha il nome di famiglia, aggiunsi che per la ricerca di assistenza medica legale avremmo dovuto fare come il vino....chiedere l annata ed emigrai ritornando nel 2006
potessi emigrare anch'io! ti assicuro che se avessi una laurea spendibile all'estero l'avrei già fatto. in quanto all'annata hai ragione ma il regolamento di giurisdizione credo, magari sbagliando, che sia antecedente al 68. dunque è un problema di endemica incapacità di un ordinamento di far rispondere qualcuno delle sue azioni. problema che condivide con l'intera nazione. o giù di lì.
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