Occorre vedere se la Regione ove è ubicato il tuo fabbricato ha una propria Legge in materia urbanistica. In questo caso, bisogna vedere cosa prescrive per il certificato di abitabilità. In caso contrario (cioè se la Regione non ha legiferato in proposito), si applica il DPR 380/2001 (cd. "Testo Unico per l'Edilizia"): questo non prevede nessuna perizia giurata, bensì la presentazione di una pratica completa degli allegati (dichiarazione di conformità impianti, collaudo se necessario, catasto, ecc. ecc.). Se, come dici, il fabbricato è sempre stato sprovvisto del certificato (cioè non si tratta di una aggiornamento dello stesso in conseguenza dell'effettuazione di opere edilizie), andrà richiesta come fosse una nuova costruzione. In definitiva, per essere abitabile devi certificare l'esistenza dei seguenti requisiti: 1. conformità urbanistica (cioè ai permessi rilasciati); 2. conformità strutturale (se le strutture non sono mai state modificate dagli anni 70 non necessita, a meno che l'edificio sia realizzato in cemento armato. In questo caso necessita del collaudo statico di cui al R.D. 2229/1939); c) conformità impianti (elettrico e termico se esclusivi e successivi al 5/3/1990; in caso contrario basta certificare la sussistenza dei requisiti minimi. Se l'impianto termico è invece condominiale e l'impianto supera 35 KW occorre anche la certificazione dei VV.F); d) conformità degli scarichi (cioè se sono recapitati in fognatura mista, nera, fossa biologica, depuratore, ecc.); dichiarazione sussistenza requisiti igienico-sanitari; conformità catastale; eventuale conformità impianti di sollevamento (se esistenti: ascensori, montacarichi). Qui in Toscana l'abitabilità viene certificata da un tecnico (geometra, architetto, ingegnere, agronomo, perito edile), ma non tramite perizia giurata, che allega anche i documenti di cui sopra. Il comune poi ha 180 gg. per controllare (ma in pratica può sempre controllare).


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