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Questa è la discussione "Ocse: Italia 5a per costo compravendita case (12% del prezzo) 20/01/2011" inserita in La Biblioteca di propit.it nella categoria RISORSE UTILI
Ocse: Italia 5a per costo compravendita case (12% del prezzo)
20/01/2011
- In Italia il costo delle transazioni immobiliari è il 12% del prezzo del ...
Ocse: Italia 5a per costo compravendita case (12% del prezzo)
20/01/2011
- In Italia il costo delle transazioni immobiliari è il 12% del prezzo del bene acquistato, e per oltre l'8% è a carico dell'acquirente.
Lo ha calcolato un rapporto Ocse (l' Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sul mercato della casa e le sue politiche, basato su dati del 2009, incluso nello studio dal titolo Obiettivo crescita, che l'organizzazione presenterà nei prossimi mesi.
Il Paese membro dell'organizzazione in cui le transazioni sono più costose è il Belgio, con oltre il 14%, seguito da Francia e Grecia; l'Italia è al quinto posto, davanti a Turchia e Spagna, mentre in fondo alla classifica si collocano Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca, con costi inferiori al 4%.
L'Italia è inoltre il Paese Ocse con il minore scarto, meno dello 0,2%, tra tasso d'interesse di mercato e costo del finanziamento tramite prestito ipotecario, ovvero con minore incidenza degli sgravi fiscali sull'accesso alla proprietà.
Un dato che l'organizzazione parigina giudica positivamente, in quanto ritiene che sgravi fiscali eccessivi possano “avere come effetto un investimento eccessivo nell'immobiliare e all'esclusione di investimenti più produttivi, cosa che ha conseguenze sfavorevoli su produttività e crescita".
Nel corso degli ultimi dieci anni infatti, spiega ancora l'Ocse, “nel corso degli ultimi dieci anni la facilità di accesso al credito ha amplificato l'instabilità dei prezzi, con impennate dei prezzi reali delle case del 90% o più” in numerosi Paesi, tra cui Spagna, Irlanda, Gran Bretagna e Australia.
In futuro, quindi, è auspicabile che “in futuro le innovazioni sui mercati del credito dovranno accompagnarsi a una supervisione più stretta e delle regole prudenziali più rigorose”.
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