Luigi Criscuolo

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Proprietario Casa
dal 1° gennaio 2009, lo "scambio sul posto" è ora così strutturato:
a) l'utente conferisce tutta l'energia prodotta nel sistema elettrico gestito dal GSE;
b) il GSE riceve l'energia e la vende sul mercato;
c) l'utente acquisterà l'energia necessaria a coprire i propri fabbisogni presso l'impresa fornitrice (es.: Enel), pagandone il relativo corrispettivo;
d) il GSE corrisponderà all'utente un contributo in conto scambio, per rimborsarlo del costo sostenuto per l'acquisto dell'energia, che non avrebbe dovuto sostenere nei limiti di quella autoprodotta. Tale contributo è quantificato in misura al valore risultate dalla differenza tra il valore dell'energia conferita e il valore dell'energia acquistata (entrambi al netto dell'IVA).
Quindi se l’energia immessa in rete sarà superiore a quella acquistata il soggetto che ha sottoscritto il contratto di "scambio sul posto" maturerà un credito monetario chiamato contributo.
I proventi del GSE, derivanti dalla vendita di energia in presenza di contratto di “scambio sul posto” , costituiscono reddito da imputare direttamente ai singoli condomini in proporzione ai millesimi di proprietà.
Tali somme possono assumere la configurazione di "redditi diversi" per i privati e gli enti non commerciali, mentre costituiscono "reddito d'impresa" per le persone fisiche o giuridiche, imprenditori.

A questo punto l' Amministratore farà due contratti: uno con il Gestore dell'elettricità per avere l'energia necessaria per il funzionamento delle parti comuni del condominio ed uno con il GSE per la vendita dell'energia prodotta con il fotovoltaico.
Entrambi i contratti saranno intestati al condominio e le movimentazioni di denaro in entrata ed in uscita passeranno dal c/c condominiale.
Nel resoconto del bilancio della gestione ordinaria del condominio ci sarà la partita del fornitore della elettricità nelle uscite, assieme alla partita dei pagamenti agli aventi diritto dei "redditi diversi" ed alle partite dei pagamenti degli altri fornitori, mentre la partita dell' acquisitore della elettricità sarà messa nelle entrate, assieme alle quote pagate dai condomini ed all'eventuale riscossione dell'affitto dell'appartamento condominiale.
La quantificazione delle quote da versare per la gestione del condomino si fanno sull' ammontare delle spese; quindi non vedo dove possa essere nata la domanda del postante iniziale. Le entrate nate da "redditi diversi" dovrebbero essere accreditate ai condòmini in base alle quote mm di proprietà mediante bonifico o emissione di a/c .
Certo che se il condominio deliberasse di impiegare le somme derivanti da "redditi diversi" per ridurre le singole quote condominiali questa scelta porterebbe l'amministratore ad emettere delle bollette più basse. Questo tuttavia non esimerebbe i proprietari dal dichiarare tali entrate perché l'amministratore manderebbe ogni fine anno una dichiarazione di quanto ogni condòmino ha incassato indirettamente.
Nel caso di appartamenti dati in affitto, all’amministratore non spetta il provvedere a ripartire le spese tra condomino e inquilino, salvo che simile incarico gli sia stato affidato dal proprietario del bene (in tal caso l’incarico di ripartizione è tuttavia svincolato dal mandato ad amministrare, con la conseguenza che l’amministratore può richiedere un compenso ulteriore per tale attività). Quindi nel caso di affittanza il conduttore pagherà quello che si trova scritto nella bolletta.
 
Ultima modifica:

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
1° paginata ....
avanti la prossima

p.s.: nel frattempo magari potrebbe tornare utile una rilettura degli adempimenti dell'amministratore: in particolare l'art. 1130bis.
Il rendiconto condominiale contiene le voci di entrata ed uscita ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio ......

Dalle nostre parti ciò non si traduce in una sola riga che riporta la somma algebrica tra entrate ed uscite, senza l'evidenza delle varie partite.
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
Il rendiconto condominiale contiene le voci di entrata ed uscita ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio ......
verissimo tanto è vero che non sposto neanche una virgola. Ma questo non significa che l'amministratore debba fare una bolletta particolare per i condòmini che hanno dato in affitto il loro appartamento.

Dalle nostre parti ciò non si traduce in una sola riga che riporta la somma algebrica tra entrate ed uscite, senza l'evidenza delle varie partite.
non mi sembra di aver detto ciò; tuttavia "dalle vostre parti" un amministratore ha diviso per 89 condomini, distribuiti su tre edifici con 3 scale ognuno, la condanna al risarcimento danni richiesti da un condomino (il 90°) per la installazione in esterno di un ascensore ad opera di solo 6 condòmini serviti da una sola scala.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Non vorrei la mettessimo in caciara....:
le abitudini degli amministratori non significano nulla, sia che siano abituati a gestire le u.i solo verso i proprietari, sia che riportino anche una suddivisione tra proprietari ed inquilini.

Il condominio (nella figura dell'amministratore) non dovrà fare alcun bonifico ai proprietari singoli per accreditare le entrate dall'Enel.
Basterà che riporti , tra le singole voci in conto proprietà, sia le uscite che le eventuali entrate: il proprietario sarà tenuto a corrispondere direttamente la somma algebrica di questa partita (conguaglio)

Poi ci sono le spese sotto le partite Gestione: se negli accordi l'amministratore riscuote solo dai proprietari, questi salderanno questi conguagli di gestione: e presumo che avranno previsto sul contratto di locazione il rimborso da parte dei conduttori di queste voci; che documenteranno all'inquilino coi prospetti forniti dall'amministratore.

Che poi ci sia un ulteriore accordo o consuetudine, per cui provvedono direttamente gli inquilini ad anticipare acconti e versare a saldo il conguaglio, non inficia il nocciolo della questione.

Cioè alcune voci (entrate o uscite) sono convenzionalmente attribuite ai proprietari
Altre (la gestione) sono riversate sugli inquilini

Ciò a prescindere dalla responsabilità dei proprietari nei confronti del condominio, e degli obblighi del conduttore nei confronti del proprio locatore.

A me sembra un principio di una linearità fuori discussione: poi nella pratica lo scambio fisico del denaro normalmente avviene solo sulla differenza, (tizio deve a caio 1000, caio deve a tizio 900, tizio darà a caio solo 100) ma ciò non significa che l'inquilino deve solo 100, cioè questa differenza.
 

mogheghe

Membro Attivo
Proprietario Casa
"....quindi non vedo dove possa essere nata la domanda del postante iniziale. ...."

su un forum dove si parla anche di viti e bulloni che si muovono all'interno di un condominio, ci sta anche che si possa porre una questione sul GSE sul riparto dell'eventuale introito se spetta al proprietario o al conduttore.
 

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