Nemesis

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possono benissimo rinunciarvi, quando sarà ora
Tutti i chiamati possono rinunciare all'eredità e tutti i legittimari possono rinunciare a esercitare l'azione di riduzione. Ma entrambe le rinunce, se fatte con l'ereditando ancora in vita, sono nulle, in quanto contrastanti con il divieto di patti successori (art. 458 c.c., già citato).
 

affitto

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Tutti i chiamati possono rinunciare all'eredità e tutti i legittimari possono rinunciare a esercitare l'azione di riduzione. Ma entrambe le rinunce, se fatte con l'ereditando ancora in vita, sono nulle, in quanto contrastanti con il divieto di patti successori (art. 458 c.c., già citato).

Ho letto l'articolo 458 ed in effetti è come detto.
Ma allora i genitori come possono avere "certezza" che dopo la loro dipartita la ripartizione avvenga come voluto?
In ogni caso dovrebbero fare testamento indicando questa ripartizione?
 

basty

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@Nemesis: Non contestavo la affermazione. Osservavo che appare abbastanza singolare arrivare a pensare di chiedere la sottoscrizione delle volontà ai figli. Sono un pò all'antica....: le cose devono essere eque all'origine, e se tali devono essere rispettate.

Non mi trovo in quella situazione, ma se lo fossi ne parlerei coi figli e trarrei le conclusioni.
 

basty

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Ma allora i genitori come possono avere "certezza" che dopo la loro dipartita la ripartizione avvenga come voluto?
In ogni caso dovrebbero fare testamento indicando questa ripartizione?
Il testamento è lo strumento che permette di operare a priori delle precise assegnazioni, che non richiederanno successivi atti di divisione.

Ma per essere inattaccabili devono rispettare il valore delle quote riservate ai legittimari: meglio ancora se si avvicinano alle quote della successione legittima.
 

affitto

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Visto che i figli sono ad oggi consenzienti, lo scopo era quello di trovare una forma se esistente che li agevoli un domani nel realizzare questa ripartizione che tra l'altro per valore catastale è abbastanza equa.
 

basty

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Visto che i figli sono ad oggi consenzienti, lo scopo era quello di trovare una forma se esistente che li agevoli un domani nel realizzare questa ripartizione che tra l'altro per valore catastale è abbastanza equa.
La motivazione è comprensibilissima: bene sarebbe che anche il valore commerciale fosse simile. Poi se rimanesse anche della liquidità, si potrebbero pareggiare le quote anche con una diversa assegnazione di queste.

Spesso ci sono anche altre considerazioni: ad esempio un figlio preferisce la montagna, l'altro il mare, e viene dato più peso alle possibilità di fruizione, piuttosto che al valore intrinseco.
 

chiacchia

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Usate la donazione che dopo 20 anni è convalidata di tutto.....sperando vivamente che viviate :) ancora altri 20 e più anni non dovrebbero esserci problemi, poi se gli appartamenti sono quasi equi non converrebbe a nessuno dei due spendere soldi per una piccola differenza che costerebbe di più.
 

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