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  1. lello12

    lello12 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Buongiorno,
    avrei bisogno di aiuto per sapere all'incirca a quanto possono ammontare le spese di successione per un appartamento lasciato, con testamento, da mio zio vedovo e senza figli a 3 nipoti (io sono uno dei tre).

    Non so se ho ben capito che anche c'è una tassa (non so la percentuale) da applicare sul valore catastale dell'appartamento che è di 654,61

    Ringrazio per l'attenzione e spero che qualcuno mi possa aiutare
     
  2. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Spannometricamente e se non ho mal compreso la linea di parentela...
    6% del valore in asse + imposte di registro (solitamente 3%).

    Tutto dipende da quanto dichiarate come valore...in teoria quantomeno 80mila euro...ma solo una perizia sul posto sarebbe più corretta.

    Da valutare eventuali spese/detrazioni.

    Onorari di professionisti e notai da preventivare.
     
    Ultima modifica: 7 Dicembre 2015
  3. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    654,61 euro non è il valore catastale , ma è la rendita catastale.
    Il valore catastale, che è la base imponibile per il calcolo dell’imposta di successione è costituita dalla rendita catastale (rivalutata del 5%) moltiplicata per uno dei due seguenti coefficienti:
    - 110, per la prima casa
    - 120, se non è prima casa.
    Ipotizzando che nessuno di voi tre abbia i requisiti necessari per fruire delle agevolazioni "prima casa", la base imponibile sarà:
    654,61 x 1,05 x 120 = 82,480,61 euro. L'imposta di successione è il 6% di tale valore (senza nessuna franchigia), che sarà liquidata dall'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate. Se l'eredità comprende altri beni o diritti oltre a quell'appartamento, l'imposta andrà calcolata sul valore complessivo di tutti i beni e diritti ereditati.
    All'atto della presentazione della dichiarazione di successione dovranno essere versate (in autoliquidazione) l'imposta ipotecaria (2% del valore catastale come sopra determinato), catastale (1% del valore catastale come sopra determinato), l'imposta di bollo di 64 euro, la tassa ipotecaria di 35 euro e i tributi speciali (poche decine di euro), per un importo totale di circa 2.600 euro.
     
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  4. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Valori coincidenti al mio "spannometricamente" ...con una precisazione a favore degli eredi:
    -se intendete vendere l'immobile nel breve termine allora, come detto, meglio far periziare il valore commerciale e portare il valore dichiarato in "aderenza" a quello che sarà il probabile prezzo di vendita in modo da trarre beneficio dalla tassazione inferiore.
     
  5. lello12

    lello12 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    ..grazie tantissime per l'aiuto a Dimaraz e Nemesis..
    per quanto riguarda la precisazione di Dimaraz non ho totale chiarezza in merito a portare il probabile prezzo di vendita per una tassazione inferiore..in che senso ? Inferiore al 6% ?
    Si spera di riuscire, a successione avvenuta, a vendere nel breve termine l'appartamento, il valore commerciale dell'appartamento è circa 180.000,00.
    Oltre all'appartamento ci sono circa 25.000,00 in banca..pure su questi ci sarà la tassazione del 6%?
    Se la base imponibile dell'appartamento è di 82.480,61 + 25.000,00 in denaro = 107.480,61 al 6% = 6448,83 + circa 2600 euro ...ho capito bene ?
     
  6. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    No, l'aliquota sarebbe sempre quella, ma calcolata su un valore inferiore.
    Allora lascia perdere qualsiasi ipotesi di indicare nella dichiarazione di successione un valore inferiore al valore catastale come avevo indicato.
    Ovviamente sì. Tieni presente che la banca pagherà solamente dopo aver ricevuto la prova dell'avvenuta presentazione della dichiarazione di successione.
     
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  7. lello12

    lello12 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    ..grazie ancora, ho le idee più chiare ! Preziosi !
     
  8. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Intendevo che venisse indicato come valore dell'immobile più alto (in "aderenza" al valore di mercato) perché dichiarando il valore catastale notevolmente inferiore...poi sarà tutto guadagno tassato con aliquote più alte di quelle ereditarie.
     
  9. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    La cessione degli immobili acquisiti per successione non dà luogo a plusvalenza imponibile.
     
  10. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    E' molto interessante...e chiedo: ha qualche attinenza (solo concettuale) con la vecchia INVIM???
    E a Dimarraz: quando si vende un alloggio mi sembra che il venditore non paghi
    nulla allo Stato...io ho venduto il mese scorso un garage ed ho ricevuto in fase di rogito la cifra pattuita...Ritornando al caso...i tre nipoti pagheranno quello che entrambi avete esposto e non vedo la convenienza di esporre un valore più alto
    di quello catastale fino ad avvicinarsi a quello commerciale...Ho capito male???
    Grazie come sempre. qpq.
     
  11. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Mi riservo sulla questione eccepita da Nemesis...potrei o non essere aggiornato o aver equiparato (sbagliando) quanto capitatomi per dei terreni edificabili.

    Sulla vendita di immobili non ci sono tasse dirette ma vanno poi calcolate in sede di dichiarazione dei redditi restando esenti solo a certe condizioni.
     
  12. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    No.
    L'art. 67 del TUIR (approvato con D.P.R. n. 917/1986) recita:
    Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell'esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e inaccomandita semplice, né in relazione alla qualità di lavoratore
    dipendente:
    a) le plusvalenze realizzate mediante la lottizzazione di terreni, o l'esecuzione di opere intese a renderli edificabili, e la successiva vendita, anche parziale, dei terreni e degli edifici;
    b) le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, esclusi quelli acquisiti per successione (...) nonché, in ogni caso, le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione. (...)
     
  13. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    La plusvalenza costituisce reddito diverso, e quindi reddito imponibile nelle condizioni e con le eccezioni di cui all'art. 67 del TUIR, che ho parzialmente sopra riportato.
    Inoltre, l'art. 1, comma 496 della legge n. 266/2005 (legge finanziaria 2006) recita:
    In caso di cessioni a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, all'atto della cessione e su richiesta della parte venditrice resa al notaio, in deroga alla disciplina di cui all'articolo 67, comma 1, lettera b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sulle plusvalenze realizzate si applica un'imposta, sostituiva dell'imposta sul reddito, del 20 per cento. A seguito della richiesta, il notaio provvede anche all'applicazione e al versamento dell'imposta sostitutiva della plusvalenza di cui al precedente periodo, ricevendo la provvista dal cedente. Il notaio comunica altresì all'Agenzia delle entrate i dati relativi alle cessioni di cui al primo periodo, secondo le modalità stabilite con provvedimento del direttore della predetta Agenzia.
    Se ci si avvale di questa possibilità, il notaio deve versare l’imposta sostitutiva entro il termine previsto per il versamento dell’imposta di registro, cioè entro 30 giorni dalla stipula dell’atto.
     
    Ultima modifica: 9 Dicembre 2015
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  14. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Grazie Nemesis come sempre puntualissimo. Io comunque sono costretto a tradurre per me e per i tanti come me avvezzi al gergo popolare a depurare tutti i richiami codicistici che a volte ci spaventano per scoprire l' osso scarneficando
    adeguatamente. Quasi come in un ambulatorio di Anatomia Patologica. Che paura...! Quindi provo a tradurre che la vecchia Invim
    è stata abolita per il venditore (privato) di immobili ricevuti per successione o acquistati da oltre 5 anni. Che dovrebbe significare che se ho comprato un immobile tre anni fa a 100 e lo rivendo a 120, sulla differenza di 20 il notaio
    ne dovrà trattenere sei. Mentre per lo stesso alloggio acquistato da mio zio tre anni orsono e acquisito da me per testamento solo il 6% . E' così???
     
  15. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    No.
    Nel primo caso l'imposta sostitutiva del 20% su 20 (120-100)di plusvalenxza significa una tassa di 4 che versi direttamente...se invece fai dichiarazione il calcolo cambia e potresti anche non dover versare nulla.
    Nel calcolo dovresti comunque tener presente che al momento dell'acquisto hai pagato delle tasse.

    Nel secondo caso (immobile acquisito perchè ereditato dallo zio) il 6% lo paghi (oltre alle altre imposte accessorie) a prescindere da qualsiasi vendita futura.

    Eventuali "differenze/complicazioni" nel caso di acquisto di immobile con agevolazioni "prima casa" e vendita prima del decorso si anni 5 dall'acquisto (con immancabili eccezzioni).

    Confermo il mio errore sulla tassazione di plusvalenza su beni ereditati che si applica su tutto tranne che per gli immobili (nel mio caso vi era immobile ma oggetto di cessioni sono state solo le aree fabbricabili).
    Ed è invero "strano" un fisco che si accanisce quasi su tutto e "trascuri" l'immobile (di qualnque natura esso sia) ereditato.
    Assurdità nella stranezza...se l'immobile è donato (alias anticipo sulla successione/eredità agli occhi del fisco)...la plusvalenza verrebbe tassata se vendita entro i 5 anni dalla donazione.
     
    Ultima modifica: 9 Dicembre 2015
  16. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Non dalla donazione, ma dalla data di acquisto da parte del donante.
    Se però per la maggior parte del periodo intercorso tra l'acquisto a titolo gratuito e la cessione l'immobile è stato adibito ad abitazione principale del donatario o dei suoi familiari, la plusvalenza non è imponibile.
     
  17. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Giusta precisazione.
     
  18. lello12

    lello12 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Buongiorno a tutti,
    altra richiesta di aiuto :
    mio zio è mancato 6 mesi fa, oggi presentiamo al notaio domanda di successione.

    Ai fini IMU io, dalla morte dello zio, risponderò di un terzo dell'appartamento,
    ora...avendo io una prima casa...sarà per me un pezzo di seconda casa !

    Per l'IMU di quest'anno cosa bisogna fare ?

    Spero di poter avere dei chiarimenti e ringrazio !
     
  19. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Quantomeno da noi l' Ufficio Tributi del Comune sono a disposizione per farti tutti i calcoli del caso.
    Verifica se anche il tuo Comune adotta questa "filosofia"
     
  20. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Devi controllare sul regolamento IMU del comune dove è situato l'immobile se sia stato previsto il differimento dei termini per il pagamento nel caso di immobili ricevuti in eredità (*).
    In mancanza di tale previsione, il versamento va (andava, nel caso dell'acconto) effettuato entro i normali termini.
    (*) Per esempio, il regolamento potrebbe prevedere che nel caso di decesso avvenuto nel 1° semestre dell'anno, gli eredi o anche un solo erede per conto degli altri, possono effettuare il versamento in acconto dell'imposta relativa agli immobili ereditati, entro il termine di versamento previsto per il saldo d'imposta. Nel caso di decesso avvenuto nel 2° semestre dell'anno, gli eredi o un erede per conto degli altri, possono effettuare il versamento a saldo dell'imposta relativa agli immobili ereditati, entro il termine previsto per l'acconto d'imposta relativo all'anno successivo.
     
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