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  1. ariegio

    ariegio Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Buonasera a tutti,
    sono un proprietario di appartamento che,per mettermi in regola,ho effettuato dei lavori con gli inquilini all'interno dello stesso,sull'impianto elettrico portandolo a norma.
    L'impianto elettrico è stato fatto in muratura quindi aprendo delle tracce e cio' a comportato polvere e sporcizia.
    Ora gli inquilini vorrebbero che io pagassi una ditta di pulizie per far ripulire l'appartamento dopo questi lavori.
    E' giusto che la pago io questa ditta o anche loro devono contribuire alle spese?
    Aggiungo inoltre che,è vero che l'impianto elettrico non era a norma,ma è anche vero che il lavoro è stato fatto su loro richiesta consapevoli quindi che le tracce avrebbero sporcato l'appartamento.
    C'è qualcuno così gentile da consigliarmi sul da farsi?
    Grazie 1000 in anticipo a tutti.
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Prima di tutto, se i lavori si sono protratti per più di 20 gg. gli inquilini avevano il diritto di andare in albergo a tue spese.
    Considera quanto avresti speso.
    Sono rimasti in casa con tutti i disagi, come minimo le spese di pulizia spettano a te.
     
  3. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Interpretazione "creativa" dell'art. 1584, comma 1 c.c.
     
  4. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    Ah, Nemi Nemi....(ti piace il diminutivo?:))

    Art. 1584 c.c. Diritti del conduttore in caso di riparazioni.-
    Se l'esecuzione delle riparazioni si protrae per oltre un sesto della durata della locazione e, in ogni caso, per oltre venti giorni, il conduttore ha diritto a una riduzione del corrispettivo, proporzionata all'intera durata delle riparazioni stesse e all'entità del mancato godimento. (1)

    (1) la riduzione del corrispettivo deve essere quantificata dal giudice
     
  5. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Non sono nemorense e non ho a che fare con i boschi. :)
     
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  6. Elisabetta48

    Elisabetta48 Membro Assiduo

    Gli impresti un aspirapolvere.
    Scocciare per qualche traccia nel muro? Ma chi sono questi: i signorini Nobilini?
    Non mi sembra sia equiparabile a un caso di riparazioni che si prolungano. E' una messa a norma chiesta da loro stessi.
     
  7. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Quanto siete compiacenti e riduttivi!!!
    Al giudice spettava quantificare la riduzione del corrispettivo.
    Un bel Kirby e ciccia!!! Erano stati loro a fare la richiesta delle riparazioni e...pretendavano.:risata::risata:
     
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  8. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    in previsione di questo lavoro sarebbe stato un comportamento da buon padre di famiglia coprire con dei teli tutto il mobilio e spostare temporaneamente i quadri, prorpio per evitare di impolverarli.
    Mi domando ma a seguito di tali lavorazioni non è stato imbiancato l' appartamento? ci sono visibili le tracce eseguite?
    In ultimo l'impresa non ha fatto una prima pulizia sommaria portando via i calcinacci ed asportando grossolanamenti i residui di malta? Visto che gli inquilini erano dentro mentre erano in atto queste lavorazioni non le seguivano pulendo mammano che l'impresa finiva le stanze?
     
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  9. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Domanda ai forumisti: L'art. 1584 c.c. è derogabile?
    Domanda all'autore della domanda: Sul contratto è scritto qualcosa a proposito di quel tipo di lavori?
    Grazie.
     
  10. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    l'ART. 1584 c.c. recita:
    Se l'esecuzione delle riparazioni si protrae per oltre un sesto della durata della locazione e, in ogni caso, per oltre venti giorni, il conduttore ha diritto a una riduzione del corrispettivo, proporzionata all'intera durata delle riparazioni stesse e all'entità del mancato godimento (1).
    Indipendentemente dalla sua durata, se l'esecuzione delle riparazioni rende inabitabile quella parte della cosa che è necessaria per l'alloggio del conduttore e della sua famiglia, il conduttore può ottenere, secondo le circostanze, lo scioglimento del contratto [1622].

    Per quanto riguarda il primo comma mi sembra che la messa in regola di un impianto elettrico in una unità immobiliare, a meno che questa non abbia 145 stanze, non richiede più 3-4, facciamo 5 giorni lavorativi, compresi i tempi per lo spostamento delle suppellettili. Quindi non mi sembra che l'inquilino abbia diritto ad una riduzione dell'affitto.
    Per quanto riguarda il secondo comma, la tipologia di lavori è tale da consentire la vivibilità della unità immobiliare medesima, magari con qualche piccolo sacrificio della durata di 4-5 giorni.
     
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  11. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    :^^::^^:

    Sì, convenzionalmente tra le parti.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 24 Gennaio 2014
  12. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    La messa a norma degli impianti perchè si è resa necessaria solo ora e non prima di locare? da chi è venuta l'idea o la richiesta di tale intervento?
     
  13. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Come volevasi dimostrare. D'acciaio. @dolly, niente da fare.
    Scusate tutti, ma la messa a norma dell'impianto elettrico non è obbligatoria affinchè si possa locare un immobile?
     
  14. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Secondo me le spese sono a carico del proprietario in quanto legate a manutenzione straordinaria.Per la pulizia dipende da cosa intendi. Se solo polvere di mattone o cemento un aspirapolvere va bene (credo che l'impresa abbia già tolto il grosso del materiale, ma non è scontato) se ci fossero ancora pezzi di mattone o di cemento o intonaco, aspirarli con l'aspirapolvere significa romperla.
     
  15. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Impianti a norma, quando serve il certificato


    Ancora articoli di commento al DM 37/08


    1^ articolo


    Non occorre nessun intervento sugli impianti domestici se questi sono in regola con le norme precedenti, ossia se ci sono tutte le certificazioni di sicurezza anche se queste sono precedenti al nuovo Regolamento sulla sicurezza degli impianti negli edifici. In caso di vendita o di affitto di un appartamento, invece, il contratto non si può fare se non c'è la certificazione, a meno che la controparte non accetti espressamente, e per scritto, che gli impianti possono non essere a norma. Sono le due importanti precisazioni contenute in una Circolare del ministero dello Sviluppo Economico che fa chiarezza su alcune questioni interpretative sul Regolamento entrato in vigore il 27 marzo.


    Nessun intervento sui "vecchi"impianti.

    Il primo importante chiarimento è dunque quello che riguarda tutti gli impianti. Si deve fare qualcosa, oggi, per mettersi a norma? No, è la risposta del ministero: la sicurezza degli impianti precisa infatti il testo - deve essere valutata in base alla loro conformità alla norme di sicurezza vigenti al momento della loro realizzazione e della loro modifica. E inoltre "nessuna norma del regolamento, pone un nuovo generale obbligo di procedere all'adeguamento degli impianti preesistenti conformi alle precedenti norme di sicurezza ad essi applicabili." Quindi nessun controllo e nessuna spesa da mettere in conto. Quando si cede l'appartamento - Chi si appresta a vendere casa, invece, deve tener conto del fatto che il Regolamento rende obbligatorio consegnare a chi compra tutta la documentazione sulla sicurezza degli impianti e questo deve risultare dal rogito. Non è una novità, visto che legge lo impone fin dal 1991, ma ora quest'obbligo è stato meglio precisato come "garanzia del venditore" , e inoltre la Circolare ribadisce che la documentazione sulla sicurezza va consegnata al momento in cui l'immobile viene ceduto, non solo in vendita ma anche in affitto o comodato gratuito.


    La "garanzia" del venditore

    Il Regolamento sulla sicurezza, infatti, prevede che "L'atto di trasferimento riporta la garanzia del venditore in ordine alla conformità degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza e contiene in allegato, salvo espressi patti contrari, la dichiarazione di conformità". Con questa clausola in sostanza il venditore assume su di sé la responsabilità per ogni spesa o danno derivante dall'eventuale non conformità che si dovesse appurare in seguito.



    Niente certificati solo con una clausola esplicita - La clausola di garanzia del venditore è obbligatoria, ma poiché il Codice Civile consente agli interessati di accordarsi sulla limitazione o l'esclusione della garanzia del venditore, a condizione che il venditore non abbia taciuto in mala fede eventuali vizi dell'immobile, è comunque possibile accordarsi diversamente; ma non semplicemente omettendo la clausola sulla garanzia o utilizzando formule generiche. In sostanza, puntualizza la Circolare, il notaio in questo caso deve mettere nero su bianco che le parti accettano di limitare o escludere la garanzia, a seguito della dichiarazione del venditore, e della presa d'atto del compratore, circa la non conformità o la possibile non conformità di ciascun impianto alle norme di sicurezza ad esso applicabili. Senza questa clausola o senza i documenti il rogito non si può più fare. E lo stesso vale, ricordiamolo, per i contratti d'affitto.




    Fonte: repubblica.it

    - See more at: http://www.voltimum.it/news/6039/cm...erve-il-certificato.html#sthash.HZACxDR7.dpuf
     
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  16. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Non resta che sapere dall'O.P. se avesse la conformità ai sensi della vecchia 46/90...a quel punto non sarebbe servita nessun adeguamento.
     
  17. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    se non si legge attentamente le domande, le risposte sono vaghe e non inerenti
     
  18. Elisabetta48

    Elisabetta48 Membro Assiduo

    Se l'inquilino che viveva in casa nel corso dei lavori ha lasciato che l'impresa se ne andasse lasciando lì calcinacci e affini... beh, lasciami dire che è un bel pollo :shock:

    Buon fine settimana a tutti
     
    A Rosario1955 piace questo elemento.
  19. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Ci sono polli e ci sono colleghi di lavoro che proprio lavorano male...e ci finisce di mezzo tutta la categoria.

    Ho letto la risposta ma un impianto a norma con la vecchia norma 46/90 senza la circolare esplicativa sopra non sarebbe stato più in regola, visto che la 46/90 è stata abrogata in favore del DM 37/08. Ora sappiamo tutti che lo è comunque. Mentre SOLO un impianto esistente SENZA aver mai avuto la conformità impiantistica ci ricade. C'è una bella differenza.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 25 Gennaio 2014
    A Luigi Criscuolo e Elisabetta48 piace questo messaggio.
  20. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    se si vuole creare lavoro, cerca di creare problemi, e chi più ne ha più ne metta, di cose inutili cè ne sono, ma crearsele no
     

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