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  1. matbif

    matbif Membro Junior

    Proprietario di Casa
    confino (purtroppo) con un campo e la mia casa e' molto vicina al confine ( circa 2 metri, forse meno)
    Volevo chiedervi a quale distanza dalla recinzione il contadino puo' arare?
    Tra l'altro ho appena rifatto fare la recinzione e oggi con l'aratro girando il tratttore ha rotto la rete nuova!
    premetto che la nuova recinzione l'ho pagata interamente io perche lui era addirittura contrario. il campo e' solo un piccolo pezzo di terra tra due villette ( a 20 metri di distanza l'una dall'altra)
    Io ho anche il progetto approvato per una piscina quindi credo che la rete sia addirittura obbligatoria in caso di piscina, correggetemi se sbagkio...
     
  2. celefini

    celefini Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Le norme relative ai muri di confine, sono dettate dal codice civile agli articoli 874 e seguenti. Se il muro è stato completamente costruito sulla tua proprietà è tuo, se invece fosse stato fatto a confine tra i due fondi, il muro è in comune tra i due proprietari, e quindi potresti chiedergli la metà della somma spesa. Il diritto di proprietà del proprio fondo inizia dal muretto, e quindi il confinante può arare il fondo a ridosso del muro. Per il danno arrecato alla recinzione, puoi chiedere tranquillamente il costo del suo ripristino , sempre che si assuma la responsabilità di quanto accaduto. La recinzione di una proprietà, è un diritto, riconosciuto dal codice civile, bisogna solo informarsi se esistono delle comunali per la sua esecuzione.
     
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  3. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Trovo strano che il fabbricato disti dal confine meno di 2 metri. Vero è che il codice civile impone una distanza minima di m 1,5, ma i piani urbanisti generalmente impongono distanze di 8, 10 m per le zone agricole e 3, 5 m per le zone abitate e di espansione. Prima di smuovere le acque, ti consiglierei di verificare la regolarità della tua posizione, poi se è vero che il predetto codice disciplina i muri di recinzione, non altrettanto fa con le recinzioni in rete metallica. E' comunque evidente che, se il vicino ti arreca un danno, ti deve rimborsare.
     
  4. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Chi rompe paga, è assodato.
    Ma perchè nel suo terreno, il proprietario non può arare e piantare i...cavoli che vuole?
    Quante manovre sbagliate compiamo con le macchine e si procurano danni.
    Eppure possiamo di nuovo circolare.
    Il trattorista con l'aratro ha fatto la stessa cosa, non impediamogli di arare come meglio crede.
     
  5. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Il contadino può arare da dove inizia la sua proprietà o il suo possesso o usufrutto, ossia dal confine delimitato da un muretto o una rete o da entrambi se dovesse mancare (non nel nostro caso) sarebbe necessario materializzare il confine tra i fondi facendo un rilievo topografico e con l'aiuto della estratto di mappa catastale si è in grado di "ricostruire il confine REALE dei fondi" in modo da poter realizzare la recinzione.
     
  6. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Intervengo sul consiglio di Daniele78: il tracciato del confine, avvalendosi della mappa catastale, individua il "confine catastale", che per quanto un topografo si impegni non coinciderà mai con quello tracciato da un altro collega, il quale avrà operato con serietà, se la differenza fra le due misurazioni rientra in tolleranza, generalmente m 1,00, 1,20 se la mappa è nella scala 1:2000; il "confine reale" è quello riconducibile al possesso. Può essere materializzato da una rete metallica, da una siepe, da un muro a secco ed è individuato dalla metà dell'interfilare, misurato all'esterno dei filari estremi nelle vigne.
     
  7. Elisabetta48

    Elisabetta48 Membro Assiduo

    Ognuno ha i suoi problemi, caro matbif: io ho dovuto supplicare il mio confinante perchè arasse fino a ridosso del muro. Mi entravano attraverso la rete dei rovi che sembravano alberi. Una volta ero andata io a disboscare sul suo campo vicino al muretto che sostiene la rete e ho beccato pure un nido di vespe in terra (ma sono scappata in tempo). Credo che in fondo anche tu dovresti essere contento se ti tiene pulito vicino a casa (salvo pagare i danni se rompe qualcosa, naturalmente: la volta prossima ci starà più attento)
     
  8. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Si Gianco vero ma se fosse necessario materializzare il confine poiché trovi 2 prati dove non hai recinzioni, termini, reti come fai ad individuarlo senza rilievo? Si le differenze tra 2 rilievi ci saranno sempre, ma senza non sarebbe possibile "materializzare i confini" in modo diverso.
     
  9. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Dalle mie parti, il confine tra due appezzamenti di terreno agricolo senza recinzioni di nessun genere, era delimitato da una striscia di terreno di circa 1 metro che nessuno dei due confinanti, quando arava intaccava minimamente, e lo so con precisione perchè mio padre con i suoi trattori prima un OM con le ruote di ferro, poi un LANDINI a testa calda, poi un Ansaldo Fossati cingolato, ancora un Fiat D/7 cingolato apripista e i vari Fiat gommati con cabina ad aria condizionata e a 4 ruote motrici che hanno usato due miei fratelli più piccoli di me. (mi sono dilungato un pò, perchè ciò fa parte della mia giovinezza ed è stato bello ricordarlo)
     
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  10. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Jerry c'è un problema però ossia che il metro di fascia di rispetto ipotetica; proprio perché non è materializzato,con il tempo si perde e si tende ad uscire con l'aratro dei mezzi. Quest'anno ho fatto un lavoro pubblico che constava di recinzione adiacente ad una strada interponderale e tutti intorno campi arati. Ora di partire con il lavoro l'ente appaltante si rende conto di difformità tra rilievo topografico-mappa catastale, e stato di fatto dei luoghi. Si è scoperto che con il passare degli anni chi arava il terreno adiacente la stradina si è sempre più spostato oltre confine e la stradina interponderale si è "traslata" di qualche metro e di conseguenza anche il terreno su cui sorge la recinzione. La stradina poi attraversata da trattori e mietitrebbie si è ancora "traslata". Si è proceduto in questo modo: 1) rilievo della zona, per materializzare i punti di tracciato dove mettere i pali della rete 2)incontro con tutti o confinanti per prendere visione del rilievo e differenze dello stato di fatto (le differenze erano oltre i 2 metri in alcuni punti in altri oltre, però non visto che da più di 30 anni la usavano in quel modo non potevi cambiare lo stato di fatto). 3) esecuzione dei lavori come da rilievo
     
  11. Elisabetta48

    Elisabetta48 Membro Assiduo

    Credo che questo sia un classico... Anche io faccio come Jerry un salto indietro nel tempo: mio padre, geometra, veniva spesso coinvolto in liti di paese tra confinanti perchè c'era sempre qualche furbone che poco alla volta, in modo quasi impercettibile, si mangiava un po' di terreno altrui...
     
  12. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Il problema è che scoperto ciò dopo 30/40 anni o più non ci puoi far molto e riportare tutto come prima al massimo tenti d'inquadrare al meglio tenendo conto delle differenze
     
  13. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Più che la strada interpoderale era il "pezzo" (da noi si chiama così) di terra che era pubblica e che delimitava la stessa con gli allacci alle tubature per l'irrigazion che veniva presa di mira.
    Per quanto riguarda il confine tra i due appezzamenti di terra, era anche la maestria del trattorista con l'aratro a far sì che tutto filasse "dritto", appunto.
    Le mietitrebbie non facevano e non fanno danni ai confini.
    Mio padre ne aveva due e prima due trebbie. (Che tempi!!!)
     
  14. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Jerry non tutti son precisi quando passano con trattori o mietitrebbie, e con il passare del tempo 30 anni e più queste "differenze" si ampliano. Ben inteso credo nella buona fede ma anche in buona fede puoi fare errori
     
  15. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Da noi nella zona attorno a Cagliari, anticamente, i limiti fra le proprietà, se seminativi, erano individuati dall'asfodelo, in lingua madre: "su cardilloni", che vegetava sempre nel solito posto o in alternativa sui vertici del perimetro, venivano posizionati termini lapidei, infissi profondamente sul terreno. Rispondendo a Daniele 78, è evidente che nei terreni a pascolo o a seminativi i confini sono soggetti all'aratura, evidentemente condizionata dall'operatore sul mezzo. La dividente, in assenza di termini certi, nel tempo si sposta. Pertanto è necessario procedere al suo ripristino con un rilievo topografico appoggiato o a punti trigonometrici o in alternativa a punti stabili presenti sulla stessa mappa dall'impianto: vecchi fabbricati rurali, termini lapidei, riconoscibili da una "T", vecchi ponti in muratura. Ricordo che i rilievi per la formazione delle mappe catastali sono stati eseguiti all'inizio del secolo scorso. Va da se che le introduzioni in mappa successive, non hanno la stessa valenza. Passando alle strade "interpoderali" è necessario fare una distinzione fra strade comunali, provinciali, statali e strade vicinali, interpoderali, rappresentate in mappa con un lato o entrambi tratteggiati o addirittura semplicemente servitù di passaggio consolidate. Nel caso delle strade di proprietà pubblica non possono essere usucapite ed il loro percorso deve essere ripristinato dagli stessi enti a fronte di una richiesta in bollo con allegato il risultato con relativa dichiarazione tecnica che attesti la traslazione. Negli altri casi, così come si usucapisce il diritto a passare, lo si può perdere, se si utilizza o non si transita per vent'anni consecutivi, senza saltare un anno. La sua posizione, se risulta traslata da oltre vent'anni, se qualche avente diritto si oppone, non potrà essere variata.
     
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  16. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Infatti Gianco confermo ciò che dici la strada è interponderale non penso sia comunale non ho eseguito il rilievo ma un altro tecnico incaricato dal Ente pubblico proprietario del fondo (la partecipata pubblica che gestisce il servizio delle acque potabili e reflue) su cui io sono andato a realizzare una recinzione in maglie metalliche. La stradina è uno sterrato che divide i poderi confinanti, priva di qualunque utenza, però il Comune ha imposto una distanza della recinzione da bordo/filo bordo strada di 1,5 mt.
     

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