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  1. brandonstar

    brandonstar Membro Attivo

    Buongiorno a tutti, avrei bisogno di un vostro prezioso consiglio.
    Avrei trovato una casa in vendita che potrebbe interessarmi e stavo cercando di informarmi su alcune problematiche della suddetta. Ho parlato anche con il notaio ma non mi ha chiarito ne rassicurato del tutto.
    La casa in questione ha diversi problemi, e' stata costruita nel 1985 con regolare licenza edilizia ma il costruttore ha effettuato delle difformità rispetto al progetto.
    Nel 1987 sono state presentate e pagate regolarmente le istanze di Condono relative alle difformità.
    Ad oggi pero' non ancora risulta condonata (problema noto del suddetto comune isolano)
    Il notaio mi ha rassicurato su questo punto dicendomi che la casa e' commerciabile e che essendo il primo condono si puo' dormire sonni tranquilli.
    LA casa in questione dispone di uno spazio esterno adibito a cortile, regolarmente recintato e delimitato dal cortile relativo all'unita' abitativa adiacente di sinistra e di destra. Il problema è che questo spazio non risulta accatastato quindi di proprieta', probabilmente era? è? uno spazio comune al parco che poi e' stato diviso in questo modo ed e' probabile che la stessa situazione sia comune alle adiacenti unita' abitative di tale parco.
    Quali sono i vostri pareri in merito? Sullo spazio dovrebbe esserci l'usucapione? Negli atti precedenti di vendita lo spazio in questione viene menzionato solo con "annesso spazio antistante e retrostante(altro piccolo spazio adibito a veranda) l'unità abitativa" senza specificare le misure..
    Quali sono i vostri pareri in merito? Vi ripeto che il notaio mi rassicura dicendomi solo che l'unico problema un domani si verificherebbe qualora volessi vendere e che tale situazione dovra' andare bene a chi acquisterà.
    Quello che non mi è chiaro sono i seguenti punti:
    Come dimostro un domani che quello spazio esterno mi spetta e che quindi posso usucapirlo?
    Se ci dovesse essere un accertamento a cosa potrei andare incontro? Sanzioni?

    Grazie in anticipo
     
    Ultima modifica: 16 Febbraio 2018
  2. Elisabetta48

    Elisabetta48 Membro Senior

    Sono reduce da una ricerca all'indietro di atti di vendita. Ci deve essere allegata almeno al primo atto di vendita (o di frazionamento o altro) una piantina dalla quale si evince quali sono questi spazi. Gli atti successivi dovrebbero tutti avere questa a riferimento. Presso i notai, o presso l'Archivio Notarile se il Notaio è defunto o in pensione, ci sono gli atti di acquisto completi di allegati. Risalendo all'indietro dovresti trovare la piantina
     
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  3. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Dovresti fare una ricerca nel catasto fabbricati, magari appoggiandoti ad un tecnico pratico di catasto. Senza alcun problema dovresti ottenere la copia o le copie dell'elaborato planimetrico. Potrebbero essere diverse perché ogni volta che si varia una unità immobiliare per estensione, frazionamento o fusione, deve essere ripresentato aggiornato. In questa planimetria puoi vedere che destinazione ha il tratto che ti interessa e nell'elenco dei subalterni puoi risalire a chi è intestato o chi e come ne può usufruire.
    Dovresti consultare anche la planimetria dell'abitazione, che può richiederla solo l'intestatario o un tecnico professionista, appositamente delegato. In questo elaborato troverai oltre all'immobile anche le porzioni di area di proprietà esclusiva.
    E' importante sapere a che titolo il venditore possiede quel tratto di cortile, se è stato assegnato in uso dal una delibera del condominio, lo possiede, ma non è suo. Se invece fra proprietari avessero concordato di dividerselo in porzioni definite da oltre 20 anni, il venditore può far fare il frazionamento della porzione posseduta e poi vendertelo per usucapione. Successivamente provvederai a fonderlo con la tua nuova abitazione.
     
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  4. Jan80

    Jan80 Membro Junior

    Professionista
    @Gianco ti ha già illustrato i passaggi per poter far luce sulla natura di tali aree esterne, comunque io un occhio ai disegni del Condono la darei.... li hai visti?
    Se sì, come compaiono queste aree esterne? Soprattutto, almeno lì, compaiono?
    Ti ricordo che assieme ai disegni ci dovrebbero essere altri elaborati/allegati, tra i quali ti potrebbe essere particolarmente utile la documentazione fotografica, per poter far provare l'esistenza ultraventennale di tali aree private.
     
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  5. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Dice bene @Jan80, sarebbe opportuna una consultazione delle pratiche edilizie che riguardano l'immobile. Per fare ciò hai necessita di fare una richiesta di accesso agli atti all'ufficio tecnico comunale, motivando la necessità della consultazione e fornendo gli estremi della pratica: nome e cognome o nome della ditta che l'ha presentata. I dati potresti trovarli eseguendo una ricerca storica catastale.
     
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  6. moralista

    moralista Membro Senior

    Professionista
    Solo un tecnico potrebbe darti delle garanzie visionando il tutto e facendo una ricerca di tutta la documentazione depositata, sia in Comune che all'Agenzia del Territorio
     
  7. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    A volte uno vuole evitare di spendere, sperando di essere in grado di risolvere da solo il problema. Il problema che per poter ottenere per un altro accesso agli atti passa almeno un altro mese e mezzo minimo.
     
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  8. moralista

    moralista Membro Senior

    Professionista
    In Agenzia del Territorio non c'è attesa se non recandosi direttamente, in Comune dipende dalla disponibilità del tecnico, non sempre ci gira per il verso giusto, o non trova il faldone al proprio posto, magari senza essere andato in archivio per una semplice ricerca
     
  9. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    scrivi da Roma e parli di problemi isolani!!!. Il fatto di aver pagato le cifre previste per condonare non significa che il comune abbia accettato di condonare. Ci sono delle violazioni che sono insanabili il comune non ti condona (ma si tiene i soldi che hai già versato) e non spende neanche i soldi per comunicarti di aver cassato la richiesta di condono. Quindi per prima cosa chiedi un appuntamento per sapere che fine ha fatto la domanda di condono e come mai non hanno risposto a chi lo ha chiesto. C'è stato anche un condono successivo nel '94; come mai il proprietario di allora non ha sentito il bisogni di cautelarsi e ripresentare la domanda?
    Il notaio dice male perché se tu compri rischi di comprare una casa con degli abusi non sanabili e che tu dovrai demolire se il comune te li scova.
    Diverso è il discorso del giardino/cortiletto se si tratta di area comune visto che parli di altre proprietà potrebbe trattarsi di un bene comune non censibile (BCNC) non usucapibile in quanto condominiale. a meno che non ci sia una delibera di tutti i proprietari (1000/1000) che consenta ai condòmini frontisti di ampliare la parte di giardino/cortile già di loro proprietà.
     
  10. moralista

    moralista Membro Senior

    Professionista
    Vedo tanti profili striminziti e/o carenti che ad altri forumisti non è stato permesso di iscriversi con così poche notizie personali pubblicate
     
  11. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Se la pratica di condono è completa il comune non può negare la concessione edilizia a sanatoria. Se sono trascorsi oltre (se non erro) 5 anni dall'inoltro della documentazione integrativa, senza che il comune abbia chiesto eventuali altri documenti mancanti, anche in questo caso la concessione è dovuta. Comunque, il comune deve o dovrebbe comunicare i termini di scadenza per l'integrazione della documentazione mancante, oltre i quali provvederà al diniego.
     
  12. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    questo lo dici tu. Mi sono capitate diverse sanatorie alle quali il comune di Roma non ha risposto perchè le violazioni riguardavano le norme istitutive di parchi archeologici o le norme paesaggistiche. quindi soldi versati e non restituiti e demolizione di quanto fuori norma. Per certi reati edilizi si entra nel penale.
     
  13. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Se sono reati, necessariamente esiste una sanzione penale.
     
  14. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Il condono edilizio indicava quali fossero gli immobili che rientravano e quali quelli esclusi. Ovviamente se un fabbricato è stato edificato in una zona totalmente inedificabile, mai avrebbe potuto ottenere la concessione a sanatoria. In questo caso il richiedente ha applicato male le norme previste dalla legge.
     
  15. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    non era propriamente così. Si trattava di locali originariamente lavatoi, acquistati dal condòmino dell'ultimo piano con tutto il lastrico condominiale, che prima ci ha fatto una piccola dependance di una stanza con bagno; poi ha verandato la struttura esistente ricavando un bilocale. Il proprietario ha fatto domanda sia al primo che al secondo condono, il comune non ha mai risposto nonostante l'oblazione perché il palazzo si trovava all'interno di uno dei parchi archeologici di cui dispone la capitale e si è pure tenuto i soldi versati a suo tempo a titolo di oblazione. Facendo dei lavori di sostituzione degli infissi della veranda un dirimpettaio ha segnalato i lavori alla Polizia Municipale che sopraggiunta ha fatto un verbale ed ha bloccato il cantiere ponendolo sotto sequestro. Altro che il comune deve rispondere entro 5 anni. Il proprietario è stato costretto a riportare a monolocale la costruzione così come l'aveva acquistata.
     
  16. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    La frese che ho scritto va letta per intero, altrimenti altera il senso. Poi se il fabbricato ricadeva
    Era evidente una zona di totale inedificabilità. Pertanto, mai avrebbero potuto condonare un fabbricato abusivo. Per i soldi versati, il richiedente, credo entro 5 anni avrebbe potuto richiedere la restituzione.
     
  17. brandonstar

    brandonstar Membro Attivo

    sto facendo fatica a capire cosa vuoi intendere!?

    Vi ringrazio dei preziosi consigli:
    Stamane ho avuto notizia dal venditore che ha presentato al comune una pratica Doxa con il suo geometra per inserire il cortile antistante e retrostante in planimetria, probabilmente è d'obbligo l'aggiornamento della planimetria prima del rogito. Come mi avete indicato devo comunque indagare su questi spazi per capire a che titolo mi spettano è come risultano accatastati attualmente!?..ma se il geometra presenta una documentazione simile al comune presumo che lo farà comprovandolo in modo dettagliato oppure è solo un mero aggiornamento topografico?
     
    Ultima modifica: 20 Febbraio 2018
  18. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    guarda che tu hai scritto
    allo faccio fatica a capire prima io
     
  19. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    @brandonstar, la pratica si chiama DOCFA e la variazione del cortile non deve essere comunicata al comune essendo una variazione di proprietà, a meno che non alteri i posti auto.
     
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