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griz

Membro Storico
Professionista
ho ricevuto incarico da un cliente di sistemare un'intestazione catastale ma ho dei dubbi sulla legittimità di quanto dovrebbe risultare:
Coniugi dal 1969, anno 1973 marito acquista un terreno, all'intervento dell'istituzione del nuovo diritto di famiglia i coniugi non specificano nulla quindi il regime patrimoniale è della comunione, su questo terreno viene edificata la casa coniugale, pratica edilizia cointestata; essendo il terreno intestato solo al marito, la casa viene accatastata a suo nome, la moglie non compare. Oggi vorrebbero sistemare l'intestazione catastale modificando con un'istanza inserendo la comunione della proprietà. Posto che al catasto potrebbero anche modificare, è giuridicamente corretto? Cioè, la moglie si può ritenere comproprietaria?
Ho cercato un po' in rete ma sembra che la cosa non sia così scontata
 

Franci63

Membro Assiduo
Proprietario Casa
Cioè, la moglie si può ritenere comproprietaria?
Oggetto della comunione sono sia gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il 16.1.1978, sia quelli compiuti dal 21.9.1975 al 15.1.1978, purché ancora esistenti nel patrimonio del coniuge acquirente , ma non anche gli acquisti effettuati prima, che rimangono di proprietà individuale del coniuge che li aveva fatti.
Leggi anche:
Successioni e Donazioni - Consiglio Notarile di Parma
 

griz

Membro Storico
Professionista
ok quindi rimane nel diritto della moglie il credito relativo alla partecipazione alle spese di costruzione della casa. Sarà dura spiegarglielo, sembrava molto motivata :)
La soluzione sarebbe un atto di cessione della metà? Comunque poco praticabile, i due sembrano tranquillamente conviventi
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
Art. 228 della legge n. 151/1975:
Le famiglie già costituite alla data di entrata in vigore della presente legge (*), decorso il termine di due anni dalla detta data (**), sono assoggettate al regime della comunione legale per i beni acquistati successivamente alla data medesima a meno che entro lo stesso termine uno dei coniugi non manifesti volontà contraria in un atto ricevuto da notaio o dall'ufficiale dello stato civile del luogo in cui fu celebrato il matrimonio.
Entro lo stesso termine i coniugi possono convenire che i beni acquistati anteriormente alla data indicata nel primo comma siano assoggettati al regime della comunione, salvi i diritti dei terzi.
Gli atti di cui al presente articolo compresi i trasferimenti eventuali e conseguenti di diritti sono esenti da imposte e tasse e gli onorari professionali ad essi relativi sono ridotti alla metà. Essi non possono essere opposti a terzi se non sono annotati a margine dell'atto di matrimonio.


(*) 20 settembre 1975.
(**) termine prorogato fino al 15 gennaio 1978, ex art. 1 del D.L. n. 688/1977, convertito con modificazioni dalla legge n. 804/1977.
 

Franci63

Membro Assiduo
Proprietario Casa
La soluzione sarebbe un atto di cessione della metà?
Dipende dagli obiettivi.
Ma mi pare una spesa superflua, soprattutto se non hanno problemi tra di loro.
Puoi sempre ricordare alla signora ( nel caso fosse una sua preoccupazione), che
qualora mancasse prima il marito, a lei spetterà il diritto di abitazione sulla casa coniugale, quindi nessuno la potrà allontanare da lì, anche se ci fossero altri eredi.
 

griz

Membro Storico
Professionista
Entro lo stesso termine i coniugi possono convenire che i beni acquistati anteriormente alla data indicata nel primo comma siano assoggettati al regime della comunione, salvi i diritti dei terzi.
quindi perchè la casa diventasse in comunione avrebbero dovuto fare un atto nel quale dichiravano di volerlo?
cosa che oggi non è più possibile?
 

griz

Membro Storico
Professionista
Dipende dagli obiettivi.
Ma mi pare una spesa superflua, soprattutto se non hanno problemi tra di loro.
Puoi sempre ricordare alla signora ( nel caso fosse una sua preoccupazione), che
qualora mancasse prima il marito, a lei spetterà il diritto di abitazione sulla casa coniugale, quindi nessuno la potrà allontanare da lì, anche se ci fossero altri eredi.
sono d'accordo, in effetti non so esattamente dove vogliano arrivare, comunque ora dovrò dare la cattiva notizia
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
quindi perchè la casa diventasse in comunione avrebbero dovuto fare un atto nel quale dichiravano di volerlo?
Sì.
cosa che oggi non è più possibile?
È possibile, ma con un ordinario atto notarile, non esente da imposte e tasse e il relativo onorario professionale non ridotto alla metà. Con la particolarità che i beni così trasferiti sarebbero oggetto di comunione "ordinaria", e non di comunione "legale", come sarebbe stato se avessero "convenuto" entro il 15/1/1978.
 
Ultima modifica:

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
Esistono due tipi di comunioni, non tre (salvo considerare quella ereditaria). Quella "legale", non ha quote, come già scritto. Quella "ordinaria" ha le quote, che non è detto che siano sempre 50% e 50%.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Grazie prof.....
avevo messo tra parentesi il due, perchè sospettavo ritornasse la distinzione che mi avevi già spiegato l'altro giorno.
Un aspetto piuttosto curioso che non conoscevo. (non penso sia l'unica cosa che ignoravo, ma essendo una situazione piuttosto frequente, trovo strano non ci fosse mai stata occasione per venirne a conoscenza)

p.s.: si, certo per quanto riguarda le due (o più) quote: avevo indicato il 50-50 per capirci, visto che non osavo chiamarla "ordinaria"
 

Elisabetta48

Membro Senior
Spero di non aggiungere confusione, ma tempo fa avevo fatto ricerche su questo tema per una vicenda analoga successa in famiglia. Mi ero imbattuta in questa sentenza
"Acquisto del coniuge ante 1975 può ricadere in comunione nata da intesa tacita- Tribunale di Pescara, sentenza 05.05.2003"

http://www.altalex.com/documents/news/2004/05/03/acquisto-del-coniuge-ante-1975-puo-ricadere-in-comunione-nata-da-intesa-tacita

Interessante la nota alla sentenza fatta dall'Avv. Stefania Rimato
http://www.altalex.com/documents/news/2004/05/03/comunione-patrimoniale-dei-coniugi-pre-riforma-ed-ammissimibilita-di-intesa-tacita

Può essere utile????
 

griz

Membro Storico
Professionista
l'ho già letta, si tratta di una sentenza del tribunale in merito ad una disputa, purtroppo non vale come principio, per raggiungere lo scopo è necessario avviare un procedimento giudiziario, è più facile la vendita della quota del 50%. Non credo però si arriverà a tanto
 

Elisabetta48

Membro Senior
in effetti non so esattamente dove vogliano arrivare
Io ho un "sospetto"... Mi dà l'idea di una coppia senza figli (se avessero figli, ereditare dall'uno o dall'altro o da tutti e due non cambierebbe nulla) ma con dei nipoti, figli di fratelli. Se la signora dovesse venire a mancare per prima, ai suoi parenti non riuscirebbe a lasciare proprio niente se tutto è intestato al marito.
Ho visto in passato un caso simile: due coniugi hanno passato parecchio tempo a studiare come poter lasciare in modo certo qualcosa ai nipoti dell'uno e dell'altra chiunque dei due morisse per primo.
Forse invece il motivo per cui vogliono sistemare la cosa è tutt'altro...lo scoprirai.

Quanto alla sentenza, l'ho sempre conservata perchè pensavo che in caso di contenzioso potesse tornare utile. Come dici tu, temo che un modo tranquillo per spenderla non ci sia.
 

griz

Membro Storico
Professionista
sono anziani e parlavano di un figlio quindi la situazione è abbastanza normale, secondo me è la signora che ha sempre pensato di essere proprietaria e oggi si è accorta che non lo è quindi si arrabbia. Oggi darò loro la notizia che la situazione non è facilmente risolvibile e vedremo, penso che non se ne farà nulla come è logico che sia
 

Antonio Abiuso

Membro Attivo
Proprietario Casa
Se la signora si è inc****ta di brutto potrebbe venirle in mente di far fuori il coniuge con qualche pozione, così si becca l'abitazione sine die della casa oltre alla sua quota ereditaria.
 

griz

Membro Storico
Professionista
aggiornamento: hanno deciso che si farà una donazione dal marito alla moglie per il 50% della proprietà
 

Franci63

Membro Assiduo
Proprietario Casa
aggiornamento: hanno deciso che si farà una donazione dal marito alla moglie per il 50% della proprietà
Fai loro presente che potrebbero aver problemi qualora ( loro o il figlio) avessero la necessità di vendere l'immobile .
Se proprio vogliono che la moglie sia proprietaria di parte dell'immobile, forse conviene una vendita, con saldo la remissione del debito del marito verso la moglie per i costi di costruzione.
 

griz

Membro Storico
Professionista
gliel'ho detto ma la signora dice che lei non venderà mai, i figli erediteranno fra un po' di tempo quindi non ha importanza, da quanto ho capito ma non ho voluto approfondire, c'è qualche problema di coppia
 

Antonio Abiuso

Membro Attivo
Proprietario Casa
Il problema di coppia sembrerebbe soltanto psicologico, o meglio umorale, in dipendenza di dissidi di probabile natura senile. Considerato il caso descritto dei due anziani coniugi con un solo figlio (da ritenersi quindi il loro unico 'legittimario'). A questo punto per mettere pace nel cuore dell'interessata, e di riflesso nella coppia, si potrebbe farle un semplice discorsetto più o meno di questo tenore: signora, passi sopra alla questione del mio e tuo e lasci la situazione come sta, senza inquietarsene e magari bevendocene sopra un goccetto; tanto le ipotesi sono solo due: muore il marito e allora l'intero suo patrimonio è per legge destinato in parti uguali a lei e al figlio. Se invece muore prima lei la devoluzione rimarrebbe poi la medesima.
Con la conseguenza che alla fine della giostra rimarrebbe comunque il figliolo a calamitarsi il tutto. Le par poco ai fini di decongestionare la situazione?
 

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