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  1. NATI74

    NATI74 Nuovo Iscritto

    Ciao a tutti, sono nuova e digiuna della materia.
    Vedo che tante agenzie immobiliari vendono appartamenti accatastati C2 o C6, 2 camere cuina bagno e giardino a 75000-80000 euro. Io francamente non ho capito se si può abitare in questi immobili oppure no. Capisco che non ci si possa mettere la residenza perchè in teoria non sono abitabili ma ci posso abitare? E poi se non è legale, perchè le agenzie pubblicizzano in questo modo sui siti ? grazie a chiunque mi voglia dare una risposta. Natascia:)
     
  2. massimo binotto

    massimo binotto Membro Attivo

    Professionista
    Per l'Agenzia del Territorio (ex Catasto) la categoria C/6 significa: stalle, scuderie, rimesse ed autorimesse.
    La categoria C/2 significa: magazzini e locali di deposito.
    Per cui, se una unità immobiliare è accatastata in queste categorie, non può essere abitata.
    Almeno ufficialmente.
     
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  3. leontino

    leontino Nuovo Iscritto

    Professionista
    la vera destinazione d'uso dell'immobile è data dalle autorizzazioni edilizie comunali. Quindi ponendo una autorizzazione edilizia per uso abitazione ed accatastata C/6 o C/2 è sufficiente fare la variazione catastale dell'immobile. Diversamente se l'autorizzazione edilizia è per uso autorimessa (C/6) o magazzino (C/2) ed ed è giustamente accatastato con queste categorie allora bisognerebbe, se possibile, ottenere un permesso in sanatoria da parte dall'amministrazione comunale.
     
  4. nuoviorizzonti

    nuoviorizzonti Membro Attivo

    Professionista
    aggiungo ai post;
    probabilmente (ma non in tutti i casi) "potrebbero" esserci le condizioni per un cambio di destinazione d'uso ma con tutti i rischi a carico dell'acquirente.
    Sicuramente pubblicizzare questi immobili è un ottimo specchietto per le allodole.... OCCHIO! :daccordo:
     
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  5. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La variazione catastale potrebbe anche non essere concessa. Dipende dal Piano Regolatore del Comune, oltre che dal rispetto di tutta una serie di caratteristiche che deve possedere il locale in questione (ad esempio, sono previsti determinati rapporti tra le superfici vetrate e quella dell'appartamento, che possono variare da Comune a Comune.
    In alcuni Comuni, poi, è richiesta la realizzazione di opere (e quindi la presentazione di una DIA), mentre per altri è possibile fare il cambio anche senza tali opere, se non necessario.
    In genere le agenzie dovrebbero sapere se è possibile fare il cambio di destinazione d'uso. Io però farei comunque verificare la cosa da un tecnico.
     
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  6. vaivalentina

    vaivalentina Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Carissima io vivo in locale accatastato c/2 e ho pure la residenza, tutto bene per 5 anni fino a quando una vicina pazza non ha fatto una denuncia e ora sto cercando di rimediare ma non è affatto facile nè economico. Potrei avere anche delle consenguenze sul piano penale. Alle agenzie non importa nulla perchè dopo che l'immobile è stato venduto i guai li passa l'acquirente se viene fatta una denuncia.Ciao
     
  7. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    A meno che non richiedi al venditore (sempre che accetti) di occuparsi lui del cambio di destinazione d'uso e la metti come clausola sospensiva del contratto di acquisto e stabilisci un termine per l'adempimento.
     
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  8. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    se stai cercando un appartamento non cercare c/6 e/o c/2 ma cerca nelle categorie a, non lasciarti ingolosire del prezzo ti potrebbe costare molto di più ciao adimecasa:daccordo:
     
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  9. britallico2

    britallico2 Ospite

    la residenza puoi averla eccome, anche sulle panchine del parco, se e' li' che risiedi.
     
  10. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Basta che non vi sia un'abusiva occupazione di un immobile.
     
  11. britallico2

    britallico2 Ospite

    Il cosiddetto piano lupi mi pare, un altro non votato che sparira' alle prossime elezioni.
    per avere residenza/luce/gas basta dichiarare nella dichiarazione sostitutiva dell'atto di proprieta' che non si ha altro posto dove andare, con il risultato che si avra' la residenza/luce/gas.
    E volendo, la luce e il gas lo si fa pagare al comune.
    Il punto di partenza indiscutibile è quello, sottolineato più volte da tutti, che l’iscrizione anagrafica è un diritto soggettivo che non può essere condizionato in alcun modo dall’autorità comunale.
    Lo dicono qui
     
  12. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Una legge dello Stato: art. 5 del D.L. n. 47/2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 80/2014.
     
  13. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Scusa @britallico2 ma non ti seguo, in realtà da tempo per attivare una fornitura acqua,elettrica ecc. ti vengono richiesti atto di notorietà e gli estremi catastali del fabbricato se non erro già dal 2005/2006 in seguito ad un comma di una finanziaria. Quindi con gli estremi catastali ci mettono 2 secondi a fare una visura e scoprire cos'è l'abitazione (la categoria) la consistenza e gli intestati...per cui farei molta attenzione a vivere in un immobile C/2, c/6. E di conseguenza la possibilità di non fornirti il contratto per abitazione in quanto oltre ai C/2 a C/6 devi avere anche una categoria A. Tutto ciò se l'uso dell'energia elettrica che ne fai è per uso domestico. Se invece l'uso della corrente è per uso cantiere (stai costruendo) oppure devi alimentare le parti comuni di un edificio, oppure devi alimentare un area commerciale o industriale le cose cambiano ed anche i costi. Tant'è vero che quando si attiva la nuova fornitura (numero verde all'Enel) la prima cosa che ti chiedono dopo i tuoi dati personali e l'indirizzo della fornitura è l'uso che ne vuoi fare, seguono la potenzialità (kw a contratto) la tensione (220, 380) e quante forniture (1,2 o più).
     

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