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  1. fabjjo

    fabjjo Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ciao a tutti,
    Vorrei un'informazione. Nel 2000 ho acquistato un appartamento a Roma. In fase di ristrutturazione dei pavimenti abbiamo deciso di scambiare la posizione del bagno e cucina.
    In poche parole dove era il bagno è stata fatta la cucina e viceversa. Senza modificare la metrature s'intendea.
    Ora non ho mai preso in considerazione la cosa ma volendo aggiornare la mappa catastale intendo la planimentria quanto potrebbe costarmi?
    Avete qualche consiglio da darmi o contatti a cui rivolgermi a Roma per non pagare cifre sproporzionate?
    Ma se lascio tutto così come è? Cosa succede?
    Magari provvederò ad aggiornarla il giorno che deciderò di vendere l'appartamento.

    Grazie a tutti.
    Fabio Roma
     
  2. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    a prescindere dai costi ti consiglio di interpellare un tecnico per capire se quanto hai fatto sia a norma o meno, infatti:
    un'operazione del genere necessita anche di una pratica edilizia, se hai scambiato le destinazioni dei locali avresti dovuto tenere conto delle misure dei locali e dei disimpegni
    dal punto di vista catastale possiamo anche sostenere che nel momento in cui hai semplicemente invertito le destinazioni di due locali di servizio, la rendita catastale non ne verrebbe modificata quindi se vogliamo interpretarla secondo le norme che regolano il catasto, l'aggiornamento non è necessario
    nel momento in cui invece dovessi vendere l'appartamento, il tuo contraente vorrà la corrispondenza della schada alla realtà, cosa prevista anche dalla normativa
    Tornando all'inizio: senti un tecnico e fatti dare un parere
     
  3. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Nel 2000 era già in vigore la norma che i bagni devono essere preceduti da un antibagno hai rispettato questa regola?
     
  4. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    era in vigore anche la legge sulle barriere architettoniche, si deve sempre stare attenti ad apportare modifiche agli immobili, è vero che ad interpellare il professionista si spende ma ad agire in proprio pensando di risparmiare a volte poi ci si trova con problemi e si spende per risolverli
     
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  5. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Follie legislative: uno non è neanche più libero di farsi il bagno che desidera? e se non ci fosse lo spazio per l'antibagno? e se l'antibagno non mi consentisse di montare una vasca e lasciasse spazio solo per la doccia? Che assurdità...
     
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  6. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    se ognuno fosse libero di gestire tutto quanto a sua immagine ci troveremmo a vedere autentiche aberrazioni, i regolamenti sisstono e disciplinano la gestione degli immobili in modo da permettere di vivere in modo igienicamente idoneo e salutare, questo tutela la comunità e l'individuo
     
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  7. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Diciamo 60 e 40. Se fosse tutto semplice e poco costoso sarebbe più normale l'approccio alle faccende. Et voila il motivo per cui in Italia chi fa da se' fa per tre.
     
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  8. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    togli pure il fosse. Personalmente tra le case viste per comprarne una e quelle viste per motivi professionali posso dire che ognuno fa le modifiche come meglio gli garba, poi, eventualmente, se c'é qualche cosa da regolarizzare si aspetta il condono.
     
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  9. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    poi si trova a vendere l'immobile e non riesce se non regolarizzando tutto e spendendo sspesso anche cifre importanti, sopratutto impreviste
     
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  10. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    vedi in una unita immobiliare inserita in un edificio di solito i bagni, come le cucine, sono messi incolonnati uno sopra l'altro perché è opportuno che ciascun bagno scarichi nel medesimo discendente progettato e ciascuna cucina scarichi nel discendente nel quale confluiscono anche le altre cucine.
    Tutti hanno il diritto di cambiare la disposizione dei locali della unità immobiliare acquistata a proprio piacimento. Tuttavia se mi consenti chi sposta questi servizi si trova a dover risolvere dei problemi di allaccio e di scarico per la mancanza delle pendenze. Recentemente mi è capitato di fare un sopralluogo in un appartamento convertito in "bed&breakfast". Il proprietario ha dovuto ricavare un bagno per ogni camera: morale le tazze dei gabinetti, nonostante il "sanitrit", e i piatti doccia sono sopraelevati di una decina di centimetri rispetto al pavimento per dare energia cinetica al deflusso degli scarichi. Il bagno è tutto un saliscendi. Le porte sono tutte a soffietto ed a scomparsa nel muro. Per carità il proprietario ha fatto così perché lui ci guadagna, il suo esercizio è sempre "full booked", ma uno che ci vive è diverso. Poi i gusti son gusti.
     
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  11. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Luigi, Griz, io non dico che non debbano esserci delle regole. È più che giusto. Ma non si deve esagerare. Mi dite a cosa serve l'obbligatorietà di un antibagno? È un vincolo architettonico inutile, a mio avviso.

    p.s. ho ristrutturato casa nel 2007 e l'architetto responsabile dei lavori non si è minimamente preoccupato di informarmi. Io comunque non avrei potuto realizzarlo a meno di rinunciare al bagno. Capite perché dico che è un'esagerazione?
     
  12. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    I geni nella storia hanno sempre detto: falla semplice. Vi sono delle semplicità a cui tutti arrivano: scaricare le acque nere in quelle bianche se non ci arriva il committente sicuramente ci arriva l'esecutore. Mettiamola nel penale e non ci si pensa più. Questo caso, ad esempio, mi trova d'accordo con tovrm, se i lavori sono stati fatti a regola d'arte dovrebbe essere sufficiente aggiornare il catasto (ed in questo caro fabjjo puoi farti un giretto per geometri o architetti e farti fare un preventivo. a Roma sai quanti ne trovi?) avvertire il condominio nella persona dell'amministratore che dovrebbe garantire, meglio, doveva supervisionare prima la regola d'arte, ossia che gli scarichi siano conformi ed il gioco dovrebbe essere finito. E' il più che stroppia. Per concludere nel rispondere alle tue domande, mi rifaccio alla risposta del primo intervento di griz: per quanto riguarda l'imposta stai a posto, resta l'aggiornamento del catasto quindi o ci pensi ora e appunto puoi chiedere quanto ti costa, dipende dalla parcella di un geometra credo che tu possa cavartela con un ottocento euro, oppure rimandi ad una eventuale vendita
     
  13. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    per @arciera: purtroppo non si può farla facile, è necessario che il Comune recepisca il cambiamento, non c'entrano gli scarici ed il resto, nel momento in cui il nostro si proponga di vendere dovrà dichiarare la conformità e la corrispondenza di quanto esistente ai relativi atti amministrativi, se il bagno è al posto della cucina e non ha antibagno e magari il bagno non soddisfa le norme sull'abbattimento della barriere architettoniche, la casa non è a norma, quindi non è vendibile a meno di dichiarare il falso o sistemare tutto quanto. Dichiarare il falso poi nel momento in cui il nuovo proprietario dovesse andare in comune e scoprire la cosa, i problemi sarebbero grossi e molto costosi da risolvere
    hai ristrutturato ne 2007 e hai costruito un bagno senza antibagno?, trovo strano che il progettista abbia presentato un progetto così. In Lombardia si può realizare un bagno senza antibagno ma deve essere direttamente collegato ad un locale e non essere l'unico servizio dell'appartamento, in poche parole: se il bagno è al servizio diretto di una camera, può essere senza antibagno, altrimenti no, un disimpegno qualsiasi può essere interpretato come antibagno: il pianerottolo delle scale ad esempio
     
    Ultima modifica di un moderatore: 31 Ottobre 2013
  14. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Anche un ingegnere edile mi aveva fatto una proposta di redistribuzione degli ambienti senza antibagno. Siamo proprio sicuri di questa cosa? Ma -soprattutto- a cosa serve? Solo a rubare spazio utile, mi sembra...
     
  15. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Senz'altro l'antibagno è obbligatorio nei bagni dei locali pubblici e nei bagni degli uffici, pubblici e privti, aperti al pubblico e anche non al pubblico. Nelle case private non sono molto sicuro, tuttavia osservo che nelle case moderne ci saranno dei bagni che per girarsi bisogna essere dei contorsionisti ma sono tutti con antibagno. Bisogna altresi vedere cosa prescrive il regolamento edilizio della tua città. Poi vedi tu.
     
  16. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    No Luigi l'antibagno è obbligatorio anche nel privato, di solito nei regolamenti edilizi di ogni comune viene menzionato ed inoltre il progetto concessorio dell'immobile (dovendone mandare un copia anche all'ASL) te lo richiedono eccome se te lo richiedono, che poi si faccia una parete in cartongesso e dopo il sopralluogo per l'agibilità del tecnico comunale la stessa venga "tolta" è un'altro discorso ma servirebbe sempre:

    http://arredamentoxarredare.lacasag...erve-antibagno-come-arredare-anti-bagno/1201/

    c'è da dire che la soluzione dell'antibagno non sempre piace però con un pò d'inventiva riesci a tirarlo sempre fuori senza rubare troppi spazi. Purtroppo si deve.
     
  17. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    ma io non avevo sostenuto il contrario avevo solo palesato un dubbio.
     
  18. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ancora nessuno ne ha spiegato la ratio...
     
  19. Boss05

    Boss05 Membro Junior

    Professionista
    L'antibagno serve come filtro tra il locale igienico e un altro locale. Non sarebbe bello se aprissi la porta del gabinetto e la gente seduta sul divano in salotto ti vedesse che ancora ti stai allacciando la cintura no?!
    L'antibagno serve a creare questa zona filtro/disimpegno in modo da rendere più igienicamente abitabile e fruibile la casa. In pratica con il piccolo accorgimento dell'antibagno tu puoi posizionare il servizio igienico dove meglio credi senza essere obbligato a crearlo in una zona precisa della pianta. (per esempio avere per forza il bagno che si affaccia sul corridoio). Inoltre non dimentichiamo che spesso nell'antibagno si può posizionare la lavatrice così tua moglie può fare il bucato mentre tu giochi a texas poker nella vasca da bagno, senza disturbarvi ;)
    Io non lo vedo assolutamente come spazio "rubato" al bagno, anzi...se ben pensato è uno spazio assolutamente utile nella distribuzione interna di un alloggio e per la vivibilità dello stesso.
    Spero vada bene questa ratio...
    Fonte: sono architetto
     
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  20. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Se la casa è grande è pure possibile ricavare l'antimateria. Ma cosa succederebbe a tutte quelle case dove i bagni non erano previsti e si sono dovuti creare exnovo? e dove si sono creati? dividendo le cucine, laddove c'era la possibilità di legarsi all'acqua, oppure proprio dividendo la camera comune, il salotto. Ho visto moltissime case nel centro d'Italia dove l'acqua è arrivata dopo la guerra, addirittura nei '60 e nei '70! Case costruite nel 700 o nell'800, con una stanza dentro l'altra. Come salvare capra e cavoli?
     

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