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  1. gilbertoi

    gilbertoi Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Abito in un condomìnio datato 1935 circa, di venti appartamenti a Milano. Un Condòmino del quarto piano (che ha acquistato di recente l'appartamento in parte ristrutturato) con un figlio di circa un anno e mezzo, chiede all'amministratore di provvedere, a spese del condomìnio, all'innalzamento dei parapetti di tre porte balcone attualmente di 80 cm, fino a 110 cm, come - a suo dire - prescrive il regolamento comunale. Premetto che tutti i parapetti dei balconi, terrazzino ed i davanzali delle finestre del fabbricato hanno un'altezza che varia da 80 a 90 centimentri e come tali andrebbero tutti modificati. Ho cercato sul regolamento edilizio comunale, ma ho trovato solo delle norme riguardanti fabbricati nuovi o in ristrutturazione. Trattandosi di area privata, a mio avviso dovrebbe essere una spesa a carico del proprietario richiedente, previa autorizzazione condominiale e comunale con la presentazione di un progetto, affinchè l'opera non alteri l'estetica dei prospetti principali. Il forum è praticato di stimabili frequentatori, molti eruditi ed equilibrati e questa volta chiedo io un parere. Grazie e saluti
     
  2. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    per ora chi vuole alzare il parapetto dei propi balconi se li fa in proprio, le norme che regolano cm. 110 anziche 90, sono in vigore per le nuove costruzioni, pertanto se non viene deliberato dall'assemblea, non vi è nessun obbligo a partecipare alla spesa ciao
     
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  3. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    che disciplina le altezze dei parapetti, in Lombardia è il titolo III del regolamento d'igiene, i regolamenti comunali ripetono le prescrizioni, gli adeguamenti non mi risulta siano obbligatori anche se saggi, ritengo quindi spetti al proprietario che individua il problema, se poi il condominio ritiene di adeguare tutti i parapetti per avere più sicurezza, rispettare le norme ed avere le facciate uniformi, meglio
     
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  4. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    griz, l'obbligo vige solo sulle nuove costruzioni???
     
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  5. gilbertoi

    gilbertoi Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Grazie delle risposte e saluti
     
  6. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    mi pare sia sostanzialmente quanto ho scritto, ho pensato di approfondire
     
  7. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    chi mi spiega che nesso c'è tra un regolamento di igiene e l'altezza del parapetto di una porta finestra? Capisco di più una norma sulla sicurezza edita dai VV.FF. ma l' igiene delle costruzioni cosa c'entra con l'altezza di un parapetto?
     
  8. gilbertoi

    gilbertoi Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Ohè Luigi Criscuolo, membro senior!!! Provo a spiegartelo con un giro di parole: secondo te è igienico affacciarsi ad un parapetto alto 60 cm? Oppure può prendere fuoco più facilmente se è basso? Stammi bene :applauso:
     
  9. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Caro GIlbertoi l'altezza minima dei parapetti è stabilito dal D.P.R. 27/04/1955, che, come tale, vale su tutto il territorio nazionale.;)
    Mi dispiace per te ma affacciarsi da un parapetto alto 60 cm è rischioso per l'incolumità della persona, qui l' igiene non c'entra: l'igiene e la salubrità di un locale dipendono da diversi parametri costruttivi (per esempio la presenza di vespaio nei piani terra e di intercapedini lungo i muri perimetrali), quello che tu dici non c'entra neanche l'igiene della singola persona . Perché allora anche le scale con i gradini di alzata 30 cm (come lo sono alcune scale della riviera ligure) sono antiigieniche (possono far male al cuore delle persone anziane e/o in sovrappeso)
    E' altrettanto vero che il regolamento edilizio è di competenza comunale per cui quello che è permesso a Roma può non essere permesso a Milano. Per esempio a Milano i locali semi interrati non hanno l'abitabilità a Roma invece si: ecco in questo il regolamento di igiene, secondo me, è autorizzato a dire la sua ma non sulla altrezza dei parapetti.
     
  10. gilbertoi

    gilbertoi Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Lungi da me averti risposto in modo tecnico-legale. Volevo solo fare una battuta e scusa se mi sono permesso la confidenza! E' ovvio che tutto o quasi è regolato dalle leggi ed a queste bisogna fare riferimento. Ciao :^^:
     
  11. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    oggi ho un'informazione in più, personalmente quel DPR non lo ricordo ma il regolamento d'igiene lo utilizzo da sempre, io quella norma l'ho trovata lì e sempre utilizzata, probabilmente ripete quella che tu citi che vale a livello nazionale
     
  12. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Siccome non sono depositario della scienza innata mi sono ulteriormente documentato.
    Purtroppo l’altezza dei parapetti è una faccenda controversa. Mi spiego:
    Il comma 3 dell’ art. 10 del D.P.R .n.°547 del 27.04.1955 che ha per titolo “ Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro” recita “Per le finestre sono consentiti parapetti di altezza non minore di cm 90 quando, in relazione al lavoro eseguito nel locale, non vi siano condizioni di pericolo” .
    Questo D.P.R. è stato abolito e sostituito dal Dlgs n°81 del 09.04.2008 che ha per titolo "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" noto come Testo Unico per la SICUREZZA, che è stato integrato e corretto dal Dlgs 106/2009, e che di fatto, ha anche abolito il Dlgs 626/1994 (Sicurezza negli ambienti di lavoro) e il Dlgs 494/1996 (Sicurezza nei Cantieri mobili e temporanei)
    Sia il D.P.R 547/1955 che il Dlgs 81/2008 e sue successive modificazioni, si riferiscono alla sicurezza degli ambienti intesi come luoghi di lavoro dove sono presenti persone in maniera continuativa per esplicare la loro attività all’interno di edifici, oppure come dipendenti, o lavoratori autonomi, che lavorano in ambiente edilizio. Si potrebbe obiettare che non c’è alcuna estensione, e quindi prescrizione, alla sicurezza degli edifici adibiti ad abitazione.
    L’Art. 31. “Balconi” del Regolamento Edilizio del Comune di Roma, che risale al 18.08.1934 ed è tuttora in vigore (sic!), dice tante cose sulle dimensioni e sulle sporgenze ma non fa alcun riferimento sull’altezza dei parapetti dei balconi.
    Il più recente (si fa per dire) D.M. 236/1989 (emanato dal Ministero LL.PP) che ha per oggetto il “superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche” stabilisce al punto 8.1.8. Balconi e terrazze che “Il parapetto deve avere una altezza minima di 100 cm ed essere inattraversabile da una sfera di 10 cm di diametro.” Questa norma si applica, secondo l’Art.1. Campo di applicazione:
    1) agli edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, ivi compresi quelli di edilizia residenziale convenzionata;
    2) agli edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, di nuova costruzione;
    3) alla ristrutturazione degli edifici privati di cui ai precedenti punti 1) e 2), anche se preesistenti alla entrata in vigore del presente decreto;
    4) agli spazi esterni di pertinenza degli edifici di cui ai punti precedenti.
    Quindi alla luce di tutto ciò chi costruisce nuove case con balconi è obbligato a progettare i parapetti dei balconi (ma anche delle finestre) alti almeno 100 cm; non c’è alcun obbligo per gli edifici già costruiti tranne il caso in cui vengano eseguiti lavori di ristrutturazione.
    Tuttavia secondo l’ Art. 78 del D.P.R. 380/2001 noto come Testo Unico dell’ EDILIZIA, fermo restando quanto disposto dagli articoli 1120, secondo comma, e 1121 terzo comma, del C.C. le delibere che hanno per oggetto le innovazioni negli edifici privati dirette ad eliminare le barriere architettoniche, che sono state trattate all'articolo 27, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118 ed all'articolo 1, primo comma, del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503, per quanto concerne gli edifici pubblici, sono approvate dall'assemblea del condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall'articolo 1136, secondo e terzo comma, del codice civile.
    Pertanto se un portatore di handicap, oppure chi ne esercita la tutela o la potestà, chiede di portare a 100 cm l’altezza dei parapetti delle finestre delle parti comuni, bisogna farlo.
     
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  13. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    tanto per procedere con le informazioni:
    il regolamento d'igiene per la Regione Lombardia, tittolo III, all'art 3.2.12, recita:
    le finestre devono avere parapetti di altezza non inferiore a cm 100 per tutti i piani, i balconi e le terrazze devono avere parapetti di altezza non inferiore a cm 100 per i primi 2 piani e cm 110 per tutti gli altri piani
     
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  14. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Bene questo sembra dimostrare che gli "igienisti" sanno legiferare meglio degli "edili".
    La norma mi sembra ben congegnata e pensata per le generazioni future: personalmente il mio terrazzo ha il parapetto alto 95 cm compreso di copertina e per me che sono basso 1,65 cm é confortevole l'appoggio.
    Ho visto un sito per la sicurezza in edilizia della svizzera italiana e l'altezza minima è 90 cm se il parapetto è in cemento, 100 cm se è con la ringhiera.
     
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  15. gilbertoi

    gilbertoi Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Per Luigi Criscuolo Membro Senior. Sono senza parole. Mi complimento per l'erudizione e la completezza delle informazioni. Ti ringrazio moltissimo. Questo tuo testo potrà certamente aiuitare molti parteciopanti al forum.
     
  16. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    peccato che la nuova normativa non sia retroattiva, altrimenti quanto lavoro per noi amministratori nel fare manutenzione ai vecchi balconi dei condomini che tutti sono da alzare almeno 20/30 cm. in h.:daccordo::idea:per crearsi del lavoro, ciao
     

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