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  1. owner

    owner Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Sono proprietario di un alloggio in condominio ed ho domandato all'amministratore di eseguire la pratica per beneficiare della detrazione fiscale per lavori straordinari deliberati dall'assemblea dei condomini per ristrutturazione delle parti comuni. Dopo avermi comunicato inizialmente che avrebbe provveduto, quando gli ho chiesto i documenti per la dichiarazione dei redditi l'amministratore mi ha invece risposto che la maggioranza dell'assemblea non era interessata alla richiesta delle detrazioni e quindi non aveva prodotto la documentazione necessaria.
    In ogni caso l'amministratore ha praticamente già tutti i documenti necessari e deve comunque eseguire la ripartizione delle spese, per cui gli rimane ben poco da fare se non inviarmi una dichiarazione ai sensi della normativa vigente (solo a me se sono l'unico interessato ad averla) e conservare i documenti stessi.
    Ritengo che si tratti di un diritto individuale che non può essere annullato da una assemblea condominiale e chiedo conferma in merito.
    In subordine posso svolgere la pratica autonomamente per la quota risultante dal riparto spese?
    Grazie
     
  2. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    L'amministratore è tenuto a fare la pratica anche per i pochi interessati. Non si capisce e comprende l'atteggiamento da te riportato. In sub ordine potrai coadiuvare la pratica che comunque deve risultare condominiale e a te ripartita in millesimi di proprietà.
     
  3. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Per poter usufruire anche parzialmente (1 solo condomino) delle agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni delle parti comuni, l'amministratore avrebbe dovuto fare gli appositi bonifici come prescritti dalla legge.
    Se ha fatto pagamenti con bonifici normali o assegni, nessuno può usufruire delle agevolazioni fiscali. Saluti.
     
    A possessore e alberto bianchi piace questo messaggio.
  4. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    L'assemblea infatti non può in alcun modo menomare un diritto personale del singolo, e se il condòmino facesse causa vincerebbe. L'amministratore avrebbe dovuto comunque seguire l'iter per l'agevolazione fiscale e ripartire la spesa su base millesimale: chi non era interessato non avrebbe detratto.
    Esiste al riguardo una sentenza (che purtroppo non ho adesso sottomano), unica nel suo genere, che non dà possibilità di agire diversamente.
    Se quindi anche uno solo desidera beneficiare dell'agevolazione, l'amministratore non può rispondere "no, perché l'assemblea non era interessata..." in quanto, essendo appunto un diritto personale, servirebbe per lo meno l'unanimità.

    No.
    Il motivo risiede nel fatto che oggetto dell'intervento sono le PARTI COMUNI e non quelle ESCLUSIVE.
     
    A possessore e alberto bianchi piace questo messaggio.
  5. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Nel mio condominio stiamo effettuando lavori di rifacimeto della facciata con un costo notevole, l'amministratore ha inviato i bollettini per le quote ed anche un prospetto dove ognuno deve effettuare da se le operazioni per lo sgravio fiscale.
    Da quanto dici l'amministratore stà agendo male, ho già richiesto nuovamente il suo intervento ed mi ha risposto tale e quale come prima, ognuno deve richiedere lo sgravio per la sua quota.
    Bello sarebbe avere quella Sentenza così da sollecitarlo nuovamente.
     
  6. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    E' infatti assolutamente sbagliato il comportamento dell'amministratore trattandosi di lavori sulla facciata quindi su "parte comune".
    Domani che vado in studio, se ho tempo, vedo di reperire quella sentenza.:)
     
  7. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    :ok:
     
  8. Elisabetta48

    Elisabetta48 Membro Assiduo

    A quel punto però io non gli pagherei la mia quota... Che mi faccia causa...
     
  9. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    No, in quanto rischieresti solo di diventare passibile di un D.I.

    E' il condòmino a trovarsi nella posizione di poter fare causa.
     
  10. Elisabetta48

    Elisabetta48 Membro Assiduo

    Certamente. Quello che intendevo dire è che non ce lo vedo un amministratore a fare un decreto ingiuntivo sapendo di essere dalla parte del torto... E dalla parte del torto lo è se ha fatto i pagamenti in modo da non consentire l'accesso alle agevolazioni
     
  11. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Ho trovato questo;

    3.6. La responsabilità dell’amministratore condominiale in relazione alle
    agevolazioni fiscali.
    Nel capitolo precedente si è gia precisato come la detrazione possa essere richiesta
    con comunicazione di inizio lavori sia dall’amministratore condominiale, sia da uno dei condomini, riportando sulla stessa il codice fiscale del condominio o del singolo richiedente.
    Nella generalità dei casi, dunque, sarà l’amministratore (se nominato) ad occuparsi di siffatte incombenze, che peraltro rientrano a pieno titolo fra le competenze a lui assegnate ex lege ( art. 1131 cod.civ.): tutela e conservazione delle cose comuni.
    Da tale circostanza si desume che l’amministratore, nell’adempiere alla richiesta di
    siffatte agevolazioni, non avrà diritto ad un compenso suppletivo, salvo chiedere un
    rimborso spese per le eventuali spese sostenute in più (raccomandate, fotocopie, ecc.)
    La corresponsione di un onorario aggiuntivo sarà, tuttavia, prevista qualora
    l’amministratore si faccia, altresì, carico di coordinare i lavori. Si deve ritenere,
    infatti, che tale attività di coordinamento non rientri nelle sue competenze, cosicché in tal caso l’onorario sarà dovuto, nonché potrà essere ricompreso fra le spese detraibili.
    Per quanto riguarda le fatture da pagare per lo svolgimento dei lavori, giova ribadire alcuni particolari cui l’amministratore (o chi per lui) dovrà fare attenzione:
    • dal 4 luglio 2006, qualora ad eseguire i lavori sia un’impresa con dipendenti,
    sulle fatture va evidenziato il costo della manodopera, pena la perdita della
    detrazione;
    • dal 1° gennaio 2007 si dovrà trattenere il 4% di ritenuta ( vedi capitolo 2.3.);
    • dal 1998 va trattenuto il 20% di ritenuta fiscale sulle fatture di direttore dei
    lavori e progettista (oltre che dell’amministratore).
    Come già affermato precedentemente, la detrazione è concessa a beneficio del
    singolo condomino e non a tutto il condominio, da qui discendono importanti
    conseguenze relativamente alla responsabilità dell’amministratore.
    Innanzitutto, l’amministratore non deve controllare, ai fini dell’ottenimento della
    detrazione, la dichiarazione dei redditi compilata da ciascun condomino-contribuente.
    L’amministratore, quindi, non ha responsabilità alcuna rispetto ai condomini morosi.
    Questi non deve, nemmeno, farsi carico di dichiarare la morosità al Centro Servizi di Pescara, anche per evitare confusione, qualora il singolo moroso si ravvedesse,
    versando quanto dovuto prima dell’invio della dichiarazione.
    Ciò che rimane nella sfera di controllo dell’amministratore, invece, sarà la facoltà di non inviare al moroso la documentazione per applicare la detrazione, quanto meno fino a debito saldato, fermo restando l’obbligo di denuncia alle Finanze nel caso di controlli.
    Certamente, può accadere che gli altri condomini si facciano carico delle spese
    imputabili al moroso, considerata la solidarietà che li lega in relazione al credito
    maturato dalle imprese e dagli artigiani che hanno eseguito i lavori
    In questo caso, essi non hanno possibilità di scontare in detrazione il surplus versato;
    magra consolazione, essi saranno titolari di un diritto di credito nei confronti del
    vicino moroso.
    Certamente, non potranno addebitare alcuna responsabilità all’amministratore
    condominiale, in capo al quale non vige l’obbligo di controllare gli adempimenti
    delle obbligazioni pecuniarie dei condomini. http://www.studiotributariovillani....iscale_amministratore_condominio_06-04-07.pdf

    Comunque se Dolly recupera la sentenza, sarebbe di grande d'aiuto
     
    A Elisabetta48 piace questo elemento.
  12. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Personalmente non credo agli scrupoli di questi soggetti. Se avanza una somma non pagata, l'amministratore sarà per legge tenuto a richiedere il D.I.
    Invece, qualora l'amministratore non ottemperi ai suoi doveri, causando un danno ai condomini, è tenuto a risponderne: gli si farà causa per il risarcimento degli sgravi fiscali non usufruiti per via della sua condotta.
     
  13. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    Sentenza della Corte d’Appello di Milano, 6 febbraio 2008.
    La quale, però non investe propriamente la responsabilità dell'amministratore, ma afferma che se è vero che il compimento di tali attività, proprio in quanto di specifica competenza dell’amministratore in ragione della sua veste istituzionale, non può considerarsi in via di principio impedito o precluso (in favore del condòmino interessato ad effettuare la detrazione fiscale) sol perché un certo numero di condòmini abbia deciso – approvando la delibera de qua – di rinunciare ad esercitare il diritto alla detrazione fiscale; è altrettanto vero che tale delibera potrebbe considerarsi idonea a legittimare l’amministratore a ritenere non necessarie tali pratiche ed attività, essendo in certo senso esonerato dall’obbligo di compierle in forza di un’autorizzazione promanante dalla maggioranza dei soggetti che gli hanno conferito il mandato a gestire le cose comuni.
    Già sol per questo, dunque, ossia per il rischio che l’amministratore possa non svolgere le attività funzionali all’esercizio della detrazione fiscale in ragione della delibera – per lui esonerativa – adottata a maggioranza, non potrebbe negarsi l’interesse ad agire dei
    singoli condòmini dissenzienti ai fini dell’annullamento o, ancor più esattamente, della dichiarazione di nullità di tale delibera (incidendo essa sui diritti individuali non disponibili da parte della maggioranza assemblare).
    Quindi, come avevo già detto nel post n. 4, l’assemblea condominiale non può decidere sull’accesso al beneficio dell’agevolazione fiscale in quanto si tratta di materia sottratta alla sua competenza, poiché incide su diritti soggettivi di natura tributaria dei singoli condòmini.
    E solamente una decisione presa con l’unanime consenso di tutti i condòmini può svincolare l’amministratore dai propri compiti in merito a queste incombenze.

     
    A Elisabetta48 e condobip piace questo messaggio.
  14. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Grazie Dolly :ok:
     

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