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  1. ivodivo

    ivodivo Nuovo Iscritto

    Buongiorno a tutti,

    vorrei sottoporvi il mio problema nella speranza che qualcuno si sia trovato nella mia situazione e sia riuscito a trovarne la soluzione.

    Io e la mia compagna siamo cointestatari di immobile prima casa con relativo mutuo ipotecario (risalente a 6 anni fa).

    Abbiamo l'opportunità di ampliarci acquistando l'appartamento limitrofo al nostro.

    L'agenzia delle entrate prevede questa ipotesi e garantisce l'accesso alle agevolazioni "prima casa" anche per il secondo acquisto (sempre che l'immobile risultante non cosituisca bene di lusso).

    Ma veniamo all'inghippo: per acquistare il secondo immobile ho bisogno di un nuovo piccolo mutuo. Nessun istituto bancario però è disposto a concedermelo alle condizioni "prima casa" adducendo come motivazione il fatto che quando poi unirò fisicamente e catastalmente i due immobili l'ipoteca inizialmente di primo grado iscritta sul secondo immobile si trasformerebbe in ipoteca di secondo grado (perchè successiva alla prima) e quindi non accettabile da parte dell'istituto erogante.

    Ho chiesto delucidazioni ad un paio di notai che smentiscono questa versione perchè una ipoteca per definizione nn può cambiare di grado (cosa che risulta anche dalle mie indagini), ma nonostante tutte le rassicurazioni del caso l'operazione è ancora bloccata.

    Tutta la questione nasce dal fatto che al momento della stipula del rogito del secondo immobile siamo obbligati a indicare l'impegno ad unire i due immobili entro tre anni, pena il rimborso delle imposte all'agenzia delle entrate per differenza tra prima e seconda casa.

    Vi risulta che le cose stanno effettivamente così?
    E' davvero obbligatorio indicare nel rogito l'impegno ad unire i due immobili o può essere sottinteso?

    Grazie.
     
  2. salves

    salves Membro Assiduo

    Professionista
    O trascritta in rogito o no in ogni caso è un elemento che se non eseguito comporta la perdita dei requisiti e qundi delle agevolazioni.

    Quindi la richiesta di trascriverla a mio parere appare irrisoria.

    Ciao salves
     
  3. FrancescoRoma

    FrancescoRoma Nuovo Iscritto

    Con la risoluzione 142/E del 4 giugno 2009, l'Agenzia delle entrate chiarisce che le agevolazioni fiscali spettanno anche a coloro che decidono di ampliare la prima casa con un immobile adiacente. Gli alloggi devono però essere accorpati in un’abitazione unica. L'accorpamento prevede chiaramente una variazione catastale con un diverso subalterno quindi la Banca potrà ampliare il Mutuo ed iscrivere ipoteca sull'intero immobile accorpato.
     
  4. ivodivo

    ivodivo Nuovo Iscritto

    Intanto grazie per le risposte.
    Forse non sono stato molto chiaro.
    Il problema nasce dal fatto che non voglio chiedere un ampliamento del mutuo allo stesso istituto ma un secondo mutuo ad un altro. Viceversa il problema non esisterebbe anche con la compresenza di due ipoteche di grado diverso visto che farebbero capo allo stesso soggetto erogante.
    Purtroppo la banca che mi ha concesso il primo mutuo ha tassi elevatissimi e mi sono dovuto rivolgere ad altri.
    Quello che non capisco è questo: il nuovo mutuo e la relativa ipoteca vengono accesi nel momento in cui si stipulerà l'atto notarile per l'acquisto del secondo immobile. In quell'istante l'istituto erogante ha come garanzia una ipoteca di primo grado (perchè l'immobile originario con la sua ipoteca non viene in alcun modo coinvolto). Quello che poi avverrà in seguito (fusione dei due) non va in alcun modo ad inficiare il grado e la validità delle due ipoteche......
     
  5. FrancescoRoma

    FrancescoRoma Nuovo Iscritto

    La fusione come detto da origine ad un nuovo subalterno, a questo punto le banche avrebbero le due ipoteche iscritte su due appartamenti fantasma per cui prive di consistenza.
    Puoi benissimo surrogare il mutuo con una banca più conveniente e alla stessa chiederai un ampliamento di credito propiro in virtù di una maggiore consistenza.
     

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