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jessica1111

Nuovo Iscritto
Conduttore
#1
Mia nonna è assegnataria di una casa popolare e con lei,da quando sono nati, vivono due figli con residenza lì . Adesso mia nonna verrà trasferita in una residenza per assisterla cioè una residenza sanitaria assistita (RSA) . Cosa succede mia nonna cambia residenza ? Gli altri due figli rimangono in quella casa ? Nel contratto di locazione e adesso ci sono i miei due zii ? Sono subentrati loro ? Grazie per la risposte
 

Excalibur

Membro Attivo
Proprietario Casa
#2
I tuoi zii oltre ad avere la residenza, sono nel nucleo familiare di tua nonna? La RSA prevede l'obbligo di trasferire la residenza - quella in cui è ricoverato mio suocero sì, ma so che non tutte lo chiedono.?
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
#3
siamo alle solite: gli appartamenti di edilizia economico popolare diventano proprietà indisponibile degli enti gestori e possesso dei discendenti degli assegnatari.
La Cassazione con sentenza n. 9783 del 13.05.2015 ha sancito che:
"Non basta la parentela o la convivenza di fatto con l’assegnatario di una casa popolare per poter subentrare nel godimento di tale bene alla sua morte: affinché, infatti, un terzo soggetto possa ottenere la voltura del contratto di assegnazione della casa popolare in proprio favore occorre che, prima del decesso, egli fosse stato già riconosciuto come membro del nucleo familiare di appartenenza dell’originario conduttore da un espresso provvedimento dell’ente concedente e gestore."
tuttavia qui ci sarà un problema: l'attuale intestatario non è morto ma ha solo cambiato residenza. Ovviamente tutti i componenti del nucleo familiare dovrebbero seguire il capofamiglia se non lo fanno genereranno un nuovo nucleo familiare; i tuoi zii sono entrambi scapoli? credo che se nel contratto possa subentrare qualcuno questo potrà essere fatto solo ad uno dei due e l'altro?
 

SuperRomu

Membro Junior
Professionista
#4
siamo alle solite: gli appartamenti di edilizia economico popolare diventano proprietà indisponibile degli enti gestori e possesso dei discendenti degli assegnatari.
La Cassazione con sentenza n. 9783 del 13.05.2015 ha sancito che:
"Non basta la parentela o la convivenza di fatto con l’assegnatario di una casa popolare per poter subentrare nel godimento di tale bene alla sua morte: affinché, infatti, un terzo soggetto possa ottenere la voltura del contratto di assegnazione della casa popolare in proprio favore occorre che, prima del decesso, egli fosse stato già riconosciuto come membro del nucleo familiare di appartenenza dell’originario conduttore da un espresso provvedimento dell’ente concedente e gestore."
tuttavia qui ci sarà un problema: l'attuale intestatario non è morto ma ha solo cambiato residenza. Ovviamente tutti i componenti del nucleo familiare dovrebbero seguire il capofamiglia se non lo fanno genereranno un nuovo nucleo familiare; i tuoi zii sono entrambi scapoli? credo che se nel contratto possa subentrare qualcuno questo potrà essere fatto solo ad uno dei due e l'altro?
Gent.le utente Luigi Criscuolo,
In base all'emanazione della sentenza della Corte di Cassione da lei citato, aggiungo che alcuni Enti Gestionali hanno adottato una normativa interna che poi è divenuta punto particolare dei requisiti, che in alcuni casi seppur il custode dell'alloggio è in vita e per motivi salutari egli cambia la sua residenza in una RSA, ed i figli che hanno maturato gli anni di residenza con la custode dell'alloggio, l'ente gestionale, concede la voltura ai figli.
A Napoli la I.A.C.P. ha emesso voltura a casi simili per un numero indefinito di volte.
 

jessica1111

Nuovo Iscritto
Conduttore
#9
siamo alle solite: gli appartamenti di edilizia economico popolare diventano proprietà indisponibile degli enti gestori e possesso dei discendenti degli assegnatari.
La Cassazione con sentenza n. 9783 del 13.05.2015 ha sancito che:
"Non basta la parentela o la convivenza di fatto con l’assegnatario di una casa popolare per poter subentrare nel godimento di tale bene alla sua morte: affinché, infatti, un terzo soggetto possa ottenere la voltura del contratto di assegnazione della casa popolare in proprio favore occorre che, prima del decesso, egli fosse stato già riconosciuto come membro del nucleo familiare di appartenenza dell’originario conduttore da un espresso provvedimento dell’ente concedente e gestore."
tuttavia qui ci sarà un problema: l'attuale intestatario non è morto ma ha solo cambiato residenza. Ovviamente tutti i componenti del nucleo familiare dovrebbero seguire il capofamiglia se non lo fanno genereranno un nuovo nucleo familiare; i tuoi zii sono entrambi scapoli? credo che se nel contratto possa subentrare qualcuno questo potrà essere fatto solo ad uno dei due e l'altro?
Si sono scapoli uno invalido al 100%
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
#10
La RSA prevede l'obbligo di trasferire la residenza...
Quando una persona viene accolta in casa di riposo o una R.S.A., ossia una struttura che rientra nell'ambito dell'art. 5 del Regolamento anagrafico, approvato con D.P.R. n. 233/1989, il responsabile della convivenza, da individuare nella persona che normalmente dirige la convivenza stessa, deve provvedere a richiederne l'iscrizione anagrafica.
 

Excalibur

Membro Attivo
Proprietario Casa
#11
Quando una persona viene accolta in casa di riposo o una R.S.A., ossia una struttura che rientra nell'ambito dell'art. 5 del Regolamento anagrafico, approvato con D.P.R. n. 233/1989, il responsabile della convivenza, da individuare nella persona che normalmente dirige la convivenza stessa, deve provvedere a richiederne l'iscrizione anagrafica.
@Nemesis, accolgo con piacere l'informazione di cui ero sprovvista. Come ho scritto, la RSA dove è ricoverato mio suocero rispetta la legge, altre dove sono parenti prossimi di miei amici non lo fanno. Ma chi è che deve controllare?
 

Excalibur

Membro Attivo
Proprietario Casa
#12
tuttavia qui ci sarà un problema: l'attuale intestatario non è morto ma ha solo cambiato residenza
Concordo con te su tutta la linea ma se l'intestatario cambia residenza per malattia - anche se chi ha bisogno di una RSA è in genere affetto da malattie degenerative e di rado può tornare a casa - cosa dovrebbe fare il resto della famiglia?
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
#13
cosa dovrebbe fare il resto della famiglia?
Se fanno parte del nucleo famigliare dell'intestatario continuano a rimanere nell'appartamento altrimenti si cercano un'altra abitazione. Troppo spesso le case diciamo, come genericamente si dice a Roma, degli "ENTI" vengono passate da madre in figlio o da nonna e nipote o da zio a nipote in modo da poter continuare nel possesso di quell'appartamento, magari assegnato 40/50 anni fa, all'interno dello stesso ceppo famigliare. Questi appartamenti non ritornano più in circolazione per essere messi a disposizioni di chi cerca una sistemazione economica popolare.
Se non mi sbaglio già ti avevo scritto di quel tizio che abita in una casa di proprietà comunale che sta a due passi da Piazza Mazzini che fu assegnata prima dell'epoca fascista al nonno in quanto dipendente di non so quale ministero. Lui è ancora dentro e paga quattro copechi a confronto dell'affitto a mercato libero.
Ti cito un altro episodio avvenuto questa volta in quel di Milano. Non so se hai sentito che a Milano in Piazzale Corvetto c'erano delle case occupate da emigranti di tutti i tipi. Orbene io dai 5 anni ai 34 anni sono stato residente in un appartamento che sta poco distante da quel gruppo di case che fanno parte del "Villaggio Regina MArgherita" : si tratta di case popolari costruite ai primi anni del '900. Quando andavo alle scuole elementari avevo moltissimi compagni di classe che abitavano in quelle case; modeste ma dignitose occupate regolarmente da famiglie monoreddito di ceto operaio. Ora il tempo passa; non so quanti dei miei compagni di classe siano ancora vivi, ma crescendo, sposandosi hanno trovato un'altra sistemazione. I loro genitori, pian piano hanno lasciato liberi gli appartamenti. Appartamenti che avevano bisogno di essere messi in regola per quanto riguarda la luce elettrica: avevano ancora le trecce esterne ai muri, non avevano la messa a terra. Occorrevano dei soldi che l'allora IACP diventato ALER non aveva: nessuno voleva prendersi l'onere di far sottoscrivere contratti d'affitto che avrebbero potuto causare rogne all'ente ed ai dirigenti. Gli appartamenti sono rimasti vuoti per qualche tempo, poi è scattata l'occupazione di egiziani, marocchini, tunisini, bengalesi, romeni e qualche italiano. Ora che gli illegali sono il doppio dei legali (2/3 contro 1/3) i tentativi di far sloggiare chi non aveva diritto sono naufragati di fronte alla insurrezione degli occupanti. Il tempo lavora a loro favore prima o poi verranno legalizzati perché sono tanti e troppi. Inutile dire che tutto il quartiere ne ha risentito a livello delle quotazioni immobiliari: è un pò come all'epoca della Pantanella.
 

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