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  1. LaFenice

    LaFenice Nuovo Iscritto

    Buongiorno a tutti,
    mi sono appena iscritto trovando molto completo e articolato questo forum; complimenti, si parla veramente di tutti gli argomenti facendo chiarezza sulle relative problematiche.
    Mi auguro di postare nella Sez giusta in quanto apro una nuova discussione riguardante la "Donazione" con argomenti di cui non trovo risposta.

    Premesso questo entro nel vivo della questione.

    Sono divenuto proprietario di un immobile con Atto di Donazione che riporta data Ottobre 1991.
    La parte donante (mia nonna) è deceduta i primi mesi del 2000, quindi con il 2010 si sono compiuti i fatidici 10 anni post mortem, per poter vendere in "tranquillità" oppure perchè l'atto non possa essere piu impugnato?
    Ad oggi non mi è stato mai notificato niente in merito.
    Tuttavia mi sembra di capire che debbano passare anche 20 anni dalla data della trascrizione dell'atto, correggetemi se sbaglio!
    Per motivi che non sto qui a menzionare, assieme al mio legale stiamo facendo un percorso a ritroso.
    Ebbene, per quanto riguarda l'atto di trascrizione ci sono accertamenti in corso in quanto sembra che non salti fuori.
    Il notaio, leggendo un po dappertutto sul web, ha 30 gg di tempo per effettuare la trascrizione nei pubblici registri immobiliari.
    Possibile che dopo 19 anni tale atto non sia stato fatto? Ammesso e non concesso simile gravità da parte del notaio, che cosa può comportare nei miei confronti e quali responsabilità da chi ha redatto l'atto di donazione?
    Se ciò fosse realmente vero, sono tuttavia in attesa dell'esito degli accertamenti, in teoria sarei proprietario di niente?
    Tale donazione, riporta sulla prima pagina un timbro:
    Registrato a..............il.........al n°.........con £........
    Riassumendo:
    Registrazione significa trascrizione?
    Ci sarebbero anche altre questioni per le quali vorrei dei chiarimenti ma se prima non salta fuori la trascrizione, non ha senso alcuno discuterne.
    Vi chiedo gentilmente di far luce su quanto ho esposto e vi ringrazio anticipatamente.
     
  2. ccc1956

    ccc1956 Nuovo Iscritto

    no registrazione non significa trascrizione.
    la trascrizione viene effettuata nei Registri Immobiliari e consiste nell’annotazione su un registro pubblico di un atto, dal quale risulta che una persona è titolare di un determinato diritto reale su un immobile.
    la trascrizione viene fatta sempre da un notaio.
    l'immobile ricevuto in dotazione si puo' vendere senza problemi 20 anni dopo la trascrizione oppure 10 anni dopo la morte del donante.
     
    A Jrogin e LaFenice piace questo messaggio.
  3. LaFenice

    LaFenice Nuovo Iscritto

    Ciao
    grazie per l'intervento!
    I dieci anni post mortem sono passati e come avrai letto nel post di apertura la trascrizione sembra non voler saltar fuori!
    Ammesso e non concesso che il notaio si sia "scordato" di farla, devo comunque aspettare venti anni nel caso in cui si potesse trascriverla oggi?
    E' un discorso,il mio, che non sta nè in cielo nè in terra, in quanto non ritengo si possa soprassedere ad un grave errore quale una mancata trascrizione.
    Quindi cosa succede in questo caso?
    La mia opinione è che l'atto è nullo e sono proprietario di niente.
     
  4. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    E' un bel quesito.
    Mi sembra di capire che hai già fatto la ricerca presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari e non è risultata alcuna iscrizione a tuo favore.
    Personalmente, ma premetto che sto solo ragionando "a voce alta", provvederi immediatamente alla trascrizione, poi affronterei la questione della vendita, ma fino a che il bene non risulta trascritto a tuo favore, nei confronti di terzi non sei proprietario di niente. Naturalmente l'atto pubblico registrato, che mi sembra di capire tu hai, è una prova con data certa dell'attuale donazione, che però ha valore solo tra le parti e non nei confronti di terzi fino a che non viene trascritto.

    Ad ogni modo credo che ci siano le premesse, una volta fatta la trascrizione, di poter vendere tranquilamente il bene, poichè passati i fatidici 10 anni dal decesso del donante.

    Tienici aggiornati, se lo desideri.
     
  5. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Sembra anche a me che senza trascrizione tu non possa dirti proprietario e dunque vendere. ma forse bisognerebbe scoprire che risulta proprietario dopo la morte della nonna. Ovvero la nonna muore, presumibilmente sui suoi beni, escluso (?) quello donato si sarà aperta e visti i tempi intercorsi forse anche chiusa una successione. o no? il bene in questione era incluso? Prova a darci qualche altro indizio magari ti diamo idee migliori..
     
  6. LaFenice

    LaFenice Nuovo Iscritto

    Ciao e grazie per l'interessamento.
    La nonna muore e mio padre eredita il suo appartamento ed avrebbe ereditato anche il mio donato ma stamani mi è giunta notizia che la trascrizione dell'atto esiste :D quindi sono risorto a nuova vita:D e ne sono proprietario a tutti gli effetti.
    Anche io come Jrogin ho creduto, forse anche a ragione, che senza l'atto di trascrizione fossi proprietario di niente.
    Ebbene, adesso posso continuare a risolvere quei problemi per i quali avevo già precedentemente dato incarico al mio avvocato.
    Si parla di due terratetto adiacenti con uscita tergale sul cortile.
    Tale corte viene frazionata e donata in parte insieme all'immobile.
    Quindi una corte di mia esclusiva proprietà e la rimanente a comune con il quartiere adiacente.
    Sulla corte di mia esclusiva proprietà c'è un lavandino con presa d acqua (allacciata al mio contatore) per lavare i panni e la nuova proprietaria (in quanto mio padre ha venduto) vuole avere accesso a tale servitù.
    Dato che sull'atto di donazione si fa riferimento che l'immobile viene donato con tutti gli inerenti diritti, ragioni ed azioni, accessioni e pertinenze, oneri e servitù attive e passive, credo che tale servitù sia passata alla mia proprietà con il frazionammento e la donazione della corte.
    Non esiste un contratto specifico per la servitù e per quanto abbia consultato libri, navigato in internet, mi pare proprio che quanto vanta la nuova proprietaria sia campato in aria.
    Voi cosa ne pensate?
     
  7. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Ottimo!!:D:applauso:
     
    A LaFenice piace questo elemento.
  8. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Credo che la servitù debba risultare da atto scritto e che si possano vantare solo se riguardano diritti strettamente connessi al godimento del fondo che non possano essere altrimenti realizzati. Ad esempio sono tenuto a consentire il passaggio attraversoil mio fondo al vicino proprietario di un fondo attiguo se non esiste altra strada non se è solo la via più breve. Pertanto, nel tuo caso chiedere l'accesso all'acqua per lavare la macchina non credo imèpedisca alla signora di godere della sua casa. é inoltre da considerare che l'acqua la paghi tu! dunque...
     
  9. LaFenice

    LaFenice Nuovo Iscritto

    Non solo.......................
    stamani ho visionato il contratto di vendita dell'immobile ereditato da mio padre.
    Su tale atto risulta evidente, ed è cosa certa, la vendita della mia corte esclusiva (che risulta per altro da atto di donazione) con annesso lavandino e rubinetto acqua allacciata al mio contatore.
    Ecco perche la nuova proprietaria tenta di vantare tale diritti di accesso e di uso.
    E' stata venduta una cosa che apparteneva alla mia proprietà dal 1991, ed è in regola anche il "frazionamento e fusione".
    Non ho parole!!!:-o:-o:-o
     
  10. giuseppina fogli

    giuseppina fogli Nuovo Iscritto

    Salve, Vi esterno il mio caso. Mio padre in vita mi acquista un appartamento e io in cambio rinuncio al mantenimento riconosciutomi con sentenza del tribunale. Firmo un foglio nel quale dichiaro che i soldi necessari per l'acquisto me li versa mio padre e nel contempo io rinuncio al mantenimento sia passato che futuro.
    Muore mio padre, con testamento lascia la disponibile a favore di due figli avuti da un secondo matrimonio a me la sola legittima. Mi spetta una percentuale del 16,67% sull'interno patrimonio. Viene presentata la successione senza menzione alcuna all'appartamento acquistatomi ma poi non mi si vuole liquidare la mia quota in quanto asseriscono che il mio appartamento altro non è che una donazione e che come tale deve essere portata in detrazione della mia quota. Si badi che oltre alla disponibile i miei due fratelli (astri) hanno "acquistato" da mio padre anche quote societarie a prezzi ridicoli capitalizzando 3 appartamenti. Posso dimostrare che trattasi di un accordo tra le parti con liquidazione una tantum l'acquisto del mio appartamento e non una donazione come pretendono loro. Potete aiutarmi??
     

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