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  1. jonathan1980

    jonathan1980 Nuovo Iscritto

    Buongiorno.

    Vorrei un'informazione riguardo una donazione.

    Mia madre vorrebbe donarmi un'immobile che ha ereditato.
    Al momento è separata ed è in procinto di divorziare.
    Se in fututo dovesse risposarsi, il nuovo marito potrebbe fare una azione di riduzione al momento della successione (se mia madre dovesse mancare per prima) anche se la donazione è stata fatta prima del loro matrimonio? Un mio amico avvocato ha detto di no, un altro ha detto di sì.

    Grazie.
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    C’è stata una interessantissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione (sentenza n. 1373 del 20 gennaio 2009) che, riformando una sentenza del Tribunale e della Corte di Appello di Napoli, ha stabilito che quando si va a determinare la quota di riserva spettante al legittimario non si può distinguere tra donazioni anteriori e donazioni successive al momento in cui è sorto il rapporto dal quale deriva la qualità di legittimario e quindi la legittimazione attiva ad agire per ottenere, in caso di lesione, la quota riservata dalla legge.

    In sostanza, quindi, secondo la Suprema Corte il fatto che il matrimonio sia successivo alla donazione (come nel tuo caso prospettato) non fa venir meno la lesione della quota di legittima e, colui che ha ricevuto la donazione, deve conferire il valore della donazione nella successione.

    Tieni presente che l'azione di riduzione è soggetta alla prescrizione decennale.
    saluti
    jerry48
     
  3. jonathan1980

    jonathan1980 Nuovo Iscritto

    Grazie per l'informazione!
     
  4. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    una sentenza non fa testo, bisogna vedere la giurisprudenza in generale, e i ns. avvocati si faranno sentire in questo post ciao
     
  5. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Le funzioni della Corte di Cassazione

    In Italia la Corte Suprema di Cassazione è al vertice della giurisdizione ordinaria; tra le principali funzioni che le sono attribuite dalla legge fondamentale sull'ordinamento giudiziario del 30 gennaio 1941 n. 12 (art. 65) vi è quella di assicurare "l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni". Una delle caratteristiche fondamentali della sua missione essenzialmente nomofilattica ed unificatrice, finalizzata ad assicurare la certezza nell'interpretazione della legge (oltre ad emettere sentenze di terzo grado) è costituita dal fatto che, in linea di principio, le disposizioni in vigore non consentono alla Corte di Cassazione di conoscere dei fatti di una causa salvo quando essi risultino dagli atti già acquisiti nel procedimento nelle fasi che precedono il processo e soltanto nella misura in cui sia necessario conoscerli per valutare i rimedi che la legge permette di utilizzare per motivare un ricorso presso la Corte stessa.
    Il ricorso in Cassazione può essere presentato avverso i provvedimenti emessi dai giudici ordinari nel grado di appello o nel grado unico: i motivi esposti per sostenere il ricorso possono essere, in materia civile, la violazione del diritto materiale (errores in iudicando) o procedurale (errores in procedendo), i vizi della motivazione (mancanza, insufficienza o contraddizione) della sentenza impugnata; o, ancora, i motivi relativi alla giurisdizione. Un regime simile è previsto per il ricorso in Cassazione in materia penale.
    Quando la Corte rileva uno dei vizi summenzionati, ha il potere-dovere non soltanto di cassare la decisione del giudice del grado inferiore, ma anche di enunciare il principio di diritto che il provvedimento impugnato dovrà osservare: principio cui anche il giudice del rinvio non potrà fare a meno di conformarsi quando procederà al riesame dei fatti relativi alla causa. I principi stabiliti dalla Corte di Cassazione non sono, invece, vincolanti per i giudici, in generale, quando questi devono decidere cause diverse, rispetto alle quali la decisione della Corte Suprema può comunque considerarsi un "precedente" influente. In realtà, i giudici delle giurisdizioni inferiori si conformano alle decisioni della Corte di Cassazione nella maggioranza dei casi.
    Non è necessaria alcuna autorizzazione speciale per presentare un ricorso innanzi alla Corte Suprema.
    Secondo l'articolo 111 della Costituzione ogni cittadino può ricorrere alla Corte di Cassazione per violazione di legge contro qualunque provvedimento dell'autorità giudiziaria, senza dover esperire alcun appello in materia civile o penale, o contro qualunque provvedimento che limiti la libertà personale.
    Alla Corte di Cassazione è anche attribuito il compito di stabilire la giurisdizione (vale a dire, di indicare, quando si crea un conflitto tra il giudice ordinario e quello speciale, italiano o straniero, chi abbia il potere di trattare la causa) e la competenza (vale a dire, di risolvere un conflitto tra due giudici di merito).
    La Corte di Cassazione svolge anche funzioni non giurisdizionali in materia di elezioni legislative e di referendum popolare per l'abrogazione di leggi.

    Ben vengano gli interventi degli avvocati del forum.
    saluti
    jerry48
     
  6. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    puoi fare qualsia referendum, e ottenere la maggioranza, ma cosa risolvi ti cambiano una virgola ed il significato, non è più lo stasso, vedi il referendum sul finanziamento hai partiti che fine ha fatto ciao
     
  7. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Che ci possiamo fare? In Italia il diritto non esiste.
    E' stata legittimata l'illegittimità.

    Da loro imbarbicati nelle stole di ermellino.
    saluti
    jerry48
     
  8. Luky

    Luky Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Condivido quanto scritto da JERRY48, non si scherza con le sentenze, sono esse che fanno giurisprudenza. L'avvocato può essere bravissimo ma la legge (e le sentenze) parla(no) chiaro e noi in Italia siamo soggetti ed oggetti all'ordinamento ed alla legislazione corrente. Pertanto il rischio di un'azione di riduzione esiste, nei tempi e nelle circostanze sopra rappresentate ma esiste, anche, la prescrizione. Saluti
     
  9. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    tutto questo esiste perchè non c'è responsabilità nella magistratura anche se sbagliano, non sbagliano mai (per loro)
     
    A arianna26 piace questo elemento.

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