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nicotropea

Membro Attivo
Proprietario Casa
Antonio è proprietario di un immobile (per 1/3) in cui sta effettuando manutenzione straordinaria e ha intenzione di sostituire una cucina con elettrodomestici di classe A.
La cucina rientra nel bonus mobili del 2020.
Antonio, ahinoi è stagionale e al momento è disoccupato. Se nel corso del 2020 dovesse essere ancora disoccupato, può presentare lo stesso il 730 e usufruire del bonus mobili?
 

alberto bianchi

Membro Storico
Proprietario Casa
Antonio, ahinoi è stagionale e al momento è disoccupato. Se nel corso del 2020 dovesse essere ancora disoccupato, può presentare lo stesso il 730 e usufruire del bonus mobili?
La Dichiarazione può farla, anzi deve farla, ma se non ha capienza fiscale non avrà alcun beneficio per detto anno. Potrà, se trova un lavoro, a fronte del quale pagherà delle imposte adeguate, potrà recuperare (compensare) le 9 rate di credito rimanenti (o parte di esse).
 

nicotropea

Membro Attivo
Proprietario Casa
Ok. Antonio è proprietario dell'immobile (per 1/3 eredità). La moglie di Antonio, che non è proprietaria dell'immobile, ma lavora, può usufruire del bonus mobili? Deve fare lei la Cila? O è sufficiente in questo caso un'autodichiarazione?
 

Nautilus

Membro Attivo
Proprietario Casa
Per usufruire della detrazione bisogna essere proprietari (almeno in parte) o familiare residente nell'immobile e aver pagato le spese.
 

Biz Consulting

Membro Ordinario
Professionista
La detrazione può essere richiesta anche dai famigliari conviventi dei soggetti che ne hanno la proprietà o anche solo un titolo di detenzione (usufrutto, locazione, comodato, ecc) sull'immobile.
I famigliari, ovviamente, devono dimostrare di aver sostenuto direttamente le spese e avere capienza fiscale sufficiente.
Nel caso di arredi ed elettrodomestici i pagamenti possono avvenire con qualsiasi strumento tracciabile: carte di credito o debito, bonifici parlanti (non sono obbligatori) o, semplicemente, tradizionali.
L'immobile può anche non essere quello di residenza, basta che sia a disposizione del nucleo famigliare (es. casa di villeggiatura).
Per cui, da come hai descritto la situazione e fermi i requisiti appena elencati, la moglie di Antonio può beneficiare del bonus mobili.
In merito alla documentazione da presentare al Comune, per avere conferma che si tratti di una semplice manutenzione straordinaria, basta indicare all'Ufficio Tecnico gli interventi che si vogliono effettuare e verrà comunicato che tipo di comunicazione/richiesta autorizzativa serve per procedere (CILA, SCIA, ecc.).
Le suddette possono essere presentate o da chi ha un titolo di proprietà sull'immobile o, in alternativa, da chi ne ha la diretta disposizione, previa autorizzazione del/i proprietario/i (che va allegata alla richiesta).
Spero che sia tutto chiaro.
Buone detrazioni ad Anotnio e alla moglie.
 

nicotropea

Membro Attivo
Proprietario Casa
Grazie a tutti per le risposte esaustive. Fin qui ci siamo.
Ultimo quesito, meglio con ipotesi, per le date relative al bonus mobili per il corrente anno 2020.

Il 24/01/2020 il tecnico il tecnico ha presentato la CILA (manutenzione straordinaria).

Il 24/02/2020 comprerò la cucina e la camera da letto.

Con il 730/2021 posso inserire tranquillamente queste spese come bonus mobili, vero?
 

uva

Membro Senior
Proprietario Casa
Nel caso di arredi ed elettrodomestici i pagamenti possono avvenire con qualsiasi strumento tracciabile: carte di credito o debito, bonifici parlanti (non sono obbligatori) o, semplicemente, tradizionali.
Quando io ho usufruito del bonus mobili nel 2018, i pagamenti dovevano avvenire tramite bonifico (semplice, non "parlante") oppure bancomat o carta di credito.
Non erano ammessi pagamenti con assegni bancari, anche se l'assegno è uno strumento tracciabile.
 

uva

Membro Senior
Proprietario Casa
Il 24/02/2020 comprerò la cucina e la camera da letto.
Avendo usufruito del bonus mobili, chiarisco un particolare (che non sapevo, e se il fornitore non me lo avesse detto avrei sbagliato!)

Il pagamento, anche parziale, dei mobili non deve essere precedente all'inizio dei lavori di ristrutturazione della casa.
Se nel tuo caso l'inizio lavori è documentato dalla data della CILA, è importante che eventuali pagamenti per acconti cucina e camera da letto abbiano data non anteriore al 24/01/2020.
Come ho scritto nel post precedente, mi risulta che i pagamenti con assegni bancari non siano ammessi.

Ho risposto in base alla mia esperienza del 2018. @Biz Consulting potrà confermare o meno se quanto ho scritto è conforme alla normativa attuale.
 

Biz Consulting

Membro Ordinario
Professionista
Buongiorno a tutti.
Confermo sia che il pagamento non può essere fatto con assegno (non è riconosciuto come un pagamento "sicuramente" tracciabile) sia che, riporto esattamente quanto scritto nella GuIda al Bonus mobili ed elettrodomestici dell'Agenzia delle Entrate, "Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni" (fa fede la data riportata sulla documentazione presentata al Comune).
 

nicotropea

Membro Attivo
Proprietario Casa
Tutto chiaro: prima si presenta la CILA - mettendoci la manutenzione straordinaria - e poi si comprano i mobili.

L'Agenzia delle Entrate, comunque, non brilla in chiarezza, @uva:
"Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà".
Mi pare di aver capito: fai lavori di edilizia libera, cambi la cucina, compili un'autodichiarazione e usufruisci del bonus mobili.
È così?
 

Nautilus

Membro Attivo
Proprietario Casa
Tutto chiaro: prima si presenta la CILA - mettendoci la manutenzione straordinaria - e poi si comprano i mobili.

L'Agenzia delle Entrate, comunque, non brilla in chiarezza, @uva:
"Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà".
Mi pare di aver capito: fai lavori di edilizia libera, cambi la cucina, compili un'autodichiarazione e usufruisci del bonus mobili.
È così?
Sì, ma i lavori devono rientrare nella casistica delle ristrutturazioni o manutenzioni straordinarie.
 

uva

Membro Senior
Proprietario Casa
fai lavori di edilizia libera, cambi la cucina, compili un'autodichiarazione e usufruisci del bonus mobili.
La ristrutturazione fatta da me rientrava nell' "edilizia libera". Ecco la procedura che ho seguito.
Ho preparato una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in carta libera, senza necessità di autenticare la firma.
Oltre all'autodichiarazione, le date di inizio e fine lavori sono documentate dal contratto di appalto sottoscritto con l'impresa a cui avevo affidato l'incarico "chiavi in mano", che ha redatto dei verbali appunto di consegna cantiere per inizio lavori e riconsegna al committente alla fine degli stessi.

Ho ordinato i mobili con due mesi di anticipo affinché mi venissero consegnati a fine lavori e non in ritardo, quindi ho dovuto pagare al fornitore un acconto all'ordine con bonifico bancario ordinario (non il bonifico "parlante" richiesto per il bonus ristrutturazioni).
E' importante che il pagamento acconto mobili non sia antecedente all'inizio lavori di ristrutturazione: io rischiavo di non essere in regola per 3 giorni di differenza!
Anche il saldo alla consegna dei mobili è stato pagato con bonifico.

Infine ho fatto la pratica Enea per gli elettrodomestici.
Nel 2018 era un adempimento non sanzionabile, nel senso che se il contribuente non lo fa non perde il diritto alla detrazione.
 

uva

Membro Senior
Proprietario Casa
che lavori hai eseguito?
Siccome ne ho parlato a lungo su questo Forum, per non ripetere tutto ti metto il link della discussione iniziata ad aprile 2018:
(post dal n. #12 in avanti).

Non ho fatto né CIL né CILA perché il Comune, da me interpellato, non li ha richiesti. Mentre altri amici del Forum sostenevano che fosse obbligatorio fare la CIL!

Siccome vedo che tu @Biz Consulting sei molto competente, mi interesserebbe la tua opinione, anche se adesso per me l'argomento non è più di attualità.
 

Biz Consulting

Membro Ordinario
Professionista
Siccome ne ho parlato a lungo su questo Forum, per non ripetere tutto ti metto il link della discussione iniziata ad aprile 2018:
(post dal n. #12 in avanti).

Non ho fatto né CIL né CILA perché il Comune, da me interpellato, non li ha richiesti. Mentre altri amici del Forum sostenevano che fosse obbligatorio fare la CIL!

Siccome vedo che tu @Biz Consulting sei molto competente, mi interesserebbe la tua opinione, anche se adesso per me l'argomento non è più di attualità.
Ciao @uva , ho letto tutta la discussione che mi hai linkato e, come immaginavo, ti sono stati dati dei suggerimenti incompleti se non, in alcuni casi, totalmente fuorvianti.
Ciò premesso, seppure la descrizione che hai fatto dei lavori che hai eseguito sia un po' generica, mi pare di aver capito che non sei intervenuta sulle strutture, neppure nel bagno.
Deduco che in quest'ultimo locale tu abbia al massimo modificato gli impianti nelle diramazioni senza intervenire sulle colonne montanti.
Me lo fa pensare il fatto che il Comune non ti abbia chiesto di presentare il progetto d'impianto.
A questo link trovi un post che ho scritto qualche anno fa (ma che è ancora attuale) che spiega perché alcuni interventi sui bagni, nonostante siano rilevanti, restano comunque delle manutenzioni ordinarie.
Se così fosse, hai eseguito una mera manutenzione ordinaria, che non ti dava accesso né al Bonus Ristrutturazioni né, di conseguenza, al Bonus Mobili.

Morale della favola: il Comune ti ha dato le info giuste e l'autocertificazione non era assolutamente un documento adatto per il tuo caso.
Infatti, essa deve essere redatta solo qualora, pur agendo in manutenzione straordinaria o in ristrutturazione (caso assai raro e che non mi è mai capitato), la regolamentazione comunale non preveda la presentazione di alcuna comunicazione/richiesta autorizzativa, fermo restando che l'inquadramento tecnico dei lavori resta quello previsto dalla regolamentazione nazionale (TUE e decreti connessi).
L'Agenzia delle Entrate ha introdotto la possibilità per il contribuente di autocertificare proprio perché in queste situazioni, non così diffuse (a me è capitato solo un caso in Umbria), non esisterebbe alcuna altra documentazione "ufficiale" a dimostrare l'inquadramento tecnico delle opere, il quale deve essere ben indicato e chiaro nell'autocertificazione, riportando i corretti riferimenti di legge.

Insomma, sempre che non abbia capito male che lavori hai eseguito, mi sa che è meglio che speri che l'Agenzia delle Entrate non decida di fare una verifica sulle tue dichiarazioni, perché mi sa che non avrebbero per te un buon esito...
Le soluzioni sono due:
1- o speri nella fortuna e che nessuno controlli
2- o dichiari di aver sbagliato e restituisci le detrazioni già fruite che non ti sarebbero spettate
 
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