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  1. FRANCOGIORGIO

    FRANCOGIORGIO Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Vi espongo il mio caso.
    I miei genitori in comunione dei beni.
    Muore mia madre (5 anni fa) viene diviso tutto con la successione, ma mio padre non mi dice che ci sono dei buoni fruttiferi postali del valore di 70000 euro a nome suo e di mia madre.
    Pochi mesi fa e morto anche mio padre, prima che morisse mi dice dell'esistenza di quei buoni e che li ha ritirati dalla posta, li ha reinvestiti a nome suo di mia sorella e di suo nipote.
    Senza fare testamento ne' un documento dal notaio.
    Ora, posso chiedere a mia sorella di dividerci la somma o spettano tutti a lei.
    Inoltre ho la certezza, che mia sorella sia andata alla posta, li abbia ritirati e reinvestiti in buoni fruttiferi a nome di sua figlia minorenne.
    Cosa posso fare per avere cio' che mi spetta.
    Giorgio
     
  2. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Possibile che tuo padre ti abbia rivelato la COSA senza dirti il motivo
    della sua scelta??? Come in tutti gli ambiti...non vi è solo il lato del diritto giuridico che tu metti in bella mostra...vi è anche quello squisitamente umano e spirituale da tener sempre presente specie in ambito familiare...Non so se hai più di un figlio...ma quando anche tu sarai in odore di lasciare questa terra il pensiero che uno dei due possa mettere in discussione le tue scelte non ti arrecherà piacere e farai come il sottoscritto che maledice la legge sulla Collazione, ritenendola liberticida di un diritto naturale superiore a quello artefatto previsto dal nostro ordinamento sulle successioni ereditarie.
    Per la parte tecnica ti risponderanno gli esperti che credo ti chiederanno di esplicitare meglio tutta la composizione dell'asse ereditario...Magari per salvaguardare sia pure solo virtualmente la
    quota disponibile riservata a tuo padre. Cordialmente. QUIPROQUO.
     
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  3. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    in sostanza, tuo padre ha deciso in vita di regalare dei soldi a tua sorella, non credo tu possa fare qualcosa
     
  4. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    E invece no...l'entità della somma non consente di trasformare una Donazione INDIRETTA (manca l'atto pubblico) in una regalia...il Codice Civile è molto chiaro in materia...anche se non proprio "certosino" ( ed è uno dei tanti punti deboli del "maledetto",da me. istituto giuridico). Alla prossima. QPQ.
     
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  5. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    prova a sentire tua sorella, e dopo potrai avere più chiarimenti su tutto quanto da te sposto detto così sembra BANALE, SE APPROFONDISCI LA COSA FORSE UNA SPIRALE DI LUCE troverai, solo sentendo tua sorella però ciao e auguri
     
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  6. gerardo schiavone

    gerardo schiavone Membro Attivo

    A proposito di Collazione, per evitarla, un genitore può vendere ad un figlio un immobile? Oppure c'è il rischio che la vendita passi ugualmente come una donazione?
     
  7. FRANCOGIORGIO

    FRANCOGIORGIO Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Vorrei rispondere a quiproquo.
    Premesso che ho solo chiesto un'informazione per sapere quali sono i miei diritti.
    E non devo spiegazioni personali sulla mia richiesta.
    Vorrei dire che al mondo ci sono genitori che per tutta la vita hanno trattato i figli in modo indegno e che sono capaci di fare ricatti e dispetti ai figli.
    Ti assicuro che mio padre fino a che non si e ammalato e non e' diventato vecchio ( anche se ha trattato i figli come schiavi) ha sempre dato i soldi a tutti divisi ugualmente.
    Solo negli ultimi mesi di vita ( con mia sorella che lo assisteva retribuita mensilmente da noi)
    guarda caso a intestato tutto a lei ( premetto che anche io andavo ad assisterlo nei momenti di liberta dal lavoro) non ti sempre alquanto sospetto.
    Mio padre non mi ha spiegato il motivo voleva solo che lasciassi il lavoro la mia famiglia e lo assistessi 24 ore su 24.Mia sorella ha potuto assisterlo ( ricordo sempre retribuita) solo perche era disoccupata e la manteneva il marito.
     
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  8. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Nessuno deve spiegazioni personali...di solito alla fine...prima o dopo le danno ( le diamo...) tutti al fine di avere un quadro della situazione il più completo possibile e nell'interesse dello stesso postante...che poi alla fine l'hai fatto anche tu...e questo mi permette di intervenire proprio sul lato che mi è più congeniale. Premetto che anche il tuo caso è molto interessante...Sul lato giuridico anche se non sono un esperto credo che tu possa prima interpellare tua sorella e a risposta negativa ricorrere all'avvocato. Sul lato umano si evince che nonostante una crudezza caratteriale di tuo padre non completamente esplicitata (???) lui ha cercato di essere paritetico nella "dazione" di denaro o altro. E' questo va a suo attivo...nel suo passivo o negativo va ascritto la mancata suddivisione paritetica
    di quest'ultima somma patrimoniale, versata di fatto solo a tua sorella. Presumo che tua madre fosse d'accordo di escludere questi buoni dall'asse della "sua" eredità...Altrimenti la metà di essi, pari a
    35.000 euro andava suddivisa per quattro ( 25% o 30%al babbo, il
    resto per tre...)...Per non complicarci la vita simuliamo che tuo padre
    fosse diventato titolare al 100% di tale somma e che avesse deciso di
    lasciarli per intero a tua sorella. Io posso solo ipotizzare che, vestendo i panni di tuo padre, ma col "MIO" verbo comportamentale, il motivo
    che mi avrebbe indotto a tale scelta lo avrei cercato evidenziando
    il reddito netto spendibile (tenore...) di quella figlia confrontandolo con quello degli altri due fratelli...Un padre-padre resta tale fino alla fine della vita...e nel suo metro di giudizio può starci anche una valutazione sul merito...ma la preminenza è riservata al bisogno...allo stato di necessità che travalica anche gli eventuali demeriti del
    premiato-prescelto...Se, come mi sembra di intuire, tuo padre ha ravvisato in tua sorella un certo stato di bisogno o una situazione socio-economica meno tranquilla dei due fratelli...questo potrebbe essere il motivo che insieme cerchiamo. Questa è una valutazione che solo tu potrai fare...e decidere poi di conseguenza...Posso solo aggiungere (non per te) per gli amici...omissis...che se non ci fosse la "COLLAZIONE" ereditaria tu e tua sorella risparmiereste, nel caso di lite, le ingenti spese processuali con due chef che affettano il vostro Tacchino già cotto e pulito affettandolo ciascuno dalla sua parte...e la memoria del padre-padre "ONORATA" a suo totale merito...qpq.
     
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  9. FRANCOGIORGIO

    FRANCOGIORGIO Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Grazie a tutti delle risposte ...........e dei consigli parlero con mia sorella poi decidero' cosa fare .............:)
     
  10. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Con un solo figlio credo di no...con più figli è sempe possibile... anche se il padre ha cercato di suddividere pariteticamente, il pericolo può venire, oltre da meschinerie personali, da una eccessiva reale rivalutazione di un cespite (mobiliare o immobiliare...) inizialmente
    paritetico...E' una delle tante storture...buona soltanto a far aumentare il grado di litigiosità fra fratelli... Per farti capire se il padre ha dato 100 ad entrambi i figli che con tale somma acquistarono due alloggi di pari valore...se alla dipartita del padre, magari dopo qualche decennio dalla donazione, uno dei due alloggi vale 200 e l'altro 300, ebbene quest'ultimo dovrà in sostanza "sganciare" 50 (100diviso due).
    E se il disgraziato si trova in una grave situazione di incapienza...in teoria il fratello "LESO" gli potrebbe pignorare l'alloggio...Dire che è una stortura è un eufemismo...per me è una gran "PORCATA"...ed ecco perchè mi sono scagliato in altri post contro le due leggi. E continuo ad invitare chiunque volesse contraddirmi con argomenti non di facciata. Cappitto mi hai??? qpq.
     
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  11. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Se il padre ha effettuato una donazione diretta di denaro, è l'importo donato a essere oggetto della collazione. Quindi nella fattispecie prospettata non c'è niente da "sganciare", dato che i due figli hanno ricevuto in donazione lo stesso importo.
     
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  12. rita dedè

    rita dedè Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    @Nemesis ....... Meno male che arrivi tu a rimettere la questione in ordine,cavolo mi stava per prendere un collasso........
     
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  13. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    ti stava per prendere un collasso o una collazione ?
     
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  14. rita dedè

    rita dedè Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Sta zitto @alberto...... Nun me c'è fa pensà!!!!! In alcune famiglie...... Ci stanno delle matasse.........[DOUBLEPOST=1414019213,1414019054][/DOUBLEPOST]Na ja poveri genitori ma perché nun se magnano tutto fin quando sono in vita?[DOUBLEPOST=1414019416][/DOUBLEPOST]No!! Hanno da dà la roba ali fii!!! Pe poi dopo faie fa zizzagne!! E gente completamente estranea affetta il tacchino!!! Come ha detto bene @qpq!!!
     
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  15. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    A furia di postare mi sono lasciato prendere da un eccesso di esemplificazione dovuta anche a varietà giurisprudenziale che nel corso dei vari dibattiti avuti su propit sono stati evidenziati, se ben ricordo da @JERRY48, e che aggiungevano alla durezza della legge
    interpretazioni anche sull'esborso di denaro al momento del rogito...e se sotto forma di assegni o altro...Per cui l'esempio che Nemesis ha corretto andrebbe riformulato tenendo conto dell'Art.747 che si riferisce alla collazione per imputazione (solo) sugli immobili e calcolandolo al valore dell'aperta successione ( vedi anche l'Art.766) e delle successive innumerevoli sentenze ai vari livelli (1 -2- 3-) dei tribunali...Che quando le lessi...il groviglio di cui spesso parlo si ispessì... ora non sono in grado di riportare il fondo di tali sentenze, ma non mancherà l'occasione di ritornarci sopra...anche su questo stesso forum se dovesse continuare...per esempio con altre esperienze
    sul vissuto di altri propisti...Ciò non toglie di ribadire la mia estrema critica sulla Collazione ereditaria che ingigantisce il serbatoio delle LITI giudiziarie provocando e aggravando divisioni e contrasti nella ristretta cerchia familiare. Alla prossima...qpq.
     
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  16. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    se vende incassa dei soldi e questi vanno in eredità se non vengono pserperati in vita.

    ma nel tuo esempio il padre in vita ha dato 100.000 euro ad entrambi i figli non due appartamenti. uno dei figli anziché comprare un appartamento poteva comprarsi una Ferrari e dopo dieci anni, quando muore il padre, la sua Ferrari vale molto meno dell' appartamento comprato dall'altro fratello e allora cosa fa chiede la collazione?

    per ritornare al O.P. i 70.000 euro in buoni fruttiferi postali cointestati tra madre e padre, alla morte della madre andavano suddivisi in assenza di un suo testamento in questo modo: 1/3 di 35.000 cioé 5.833,30 euro al coniuge superstite; 2/3 in parti uguali ai due figli cioé 5.833,30 euro ciascuno.
    Dei 5.833,30 euro del padre se questo è morto senza testamento ai due figli spettano ciascuno 2.916,67 euro. Inoltre c'é il residuo da dividere a metà dei 35.000 euro originari dai buoni fruttiferi postali quindi 17.500 euro.
    Quindi @FRANCOGIORGIO ha diritto di chiedere a sua sorella5.833,30 +2.916,67 + 17.500 = 26.249,97 euro relativamente ai buoni fruttiferi a meno che non sia stato compensato dal padre ancora in vita con qualche bene di pari valore.

    non è così.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 3 Novembre 2014
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  17. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ho già detto che l'esempio da me postato andava ( e lo sarà in seguito alla prossima occasione) riformulato sui casi concreti riportati anche dalla numerosa giurisprudenza...anche i conteggi sui buoni postali partivano per pura comodità non più dai due genitori, ma solo dal padre superstite...perchè tutti gli eredi possono pretendere che qualunque elargizione ( che per il codice e...per il fisco...diventa donazione indiretta) di poco superiore alla lieve entità prevista dal codice civile debba essere calcolata al "valore attuale" (anche le centomila euro di venti anni prima vanno rivalutate...) e portata
    "all'ammasso" dell'asse ereditario e poi suddivise, in assenza di testamento, in base ai parametri di legge. dove, in sfregio al de cuius,
    non viene riconosciuta la quota della "disponibile"...Comunque Luigi, non è con poche frasi che si possa stabilire l'equità...e la materia resta
    complessa... tanto complessa che mi fa ridire che se non ci fosse la Collazione sarebbe meglio per tutti. Perchè si avrebbero due percorsi
    da seguire: A) O l'accettazione del testamento...B) oppure, in sua assenza, i parametri indicati dalla legge (che non sono in contestazione)...Ma così facendo. scomparirebbero d'incanto le agognate liti ereditarie...e tu...Cappiscce a mme...!!! qpq.
     
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  18. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Caro qpq a me sembra di aver capito che tu manterresti la quota disponibile anche nel caso in cui il de cuius non fa testamento e questo purtroppo non è permesso dalla legge. Chi fa testamento deve rispettare i diritti degli eredi legittimi, se ci sono, tanto è vero che si parla di eredi ligittimati, protetti dalla quota legittima. Poi della quota cosidetta legittima fa quello che vuole.
    Certo che le elargizioni date in vita dal de cuius vanno portate alla data dell'apertura del testamento in caso di collazione; ma le somme di denaro uguali si equivalgono nella rivalutazione. non ne vedo il problema.
     
  19. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Si...se le somme sono state elargite (donate) nello stesso momento...
    No se elargite in notevoli tempi diversi...come è accaduto a me dove la differenza fra le due figlie è di ben 9 anni...Ora per disattendere ai Diktat di tutto l'apparato legislativo sulle successioni ereditarie, che io aborro, non vi è molto spazio di manovra. Il primo spazio per un futuro de cuius e padre-padre come me è quello di evitare il testamento, dopo aver fatto ricorso in vita a innumerevoli elargizioni pecuniari che per definizione sono inodore e comunque senza traccia scritta, rendendo quasi impossibile il pazzesco ricorso alla Collazione sia ai "legittimari", sia ai loro discendenti. Diverso il caso di chi non ha nè coniuge, nè figli, nè ascendenti...ma solo fratelli e figli di fratelli scomparsi. Per evitare la suddivisione legale, nel caso di preferenza per uno o più di essi, sarà necessario il Testamento. Quindi in mancanza di testamento, nel mio caso, le due figlie troveranno da spartirsi solo un piccolo alloggio di montagna e pochi spiccioli in banca. E chiuderò gli occhi con la soddisfazione di avere reso inerme quella porcheria di legge che si chiama "COLLAZIONE". Le due figlie, tra l'altro, sono consapevoli di questa mia avversione e che comunque condividono, e hanno sottoscritto una dichiarazione d'onore (non ha valenza giuridica) che le impegnano moralmente di non adire mai a tale miserabile strumento legislativo. A questo punto, immancabile come sempre,
    l'amico FradJACOno interviene e mi chiede: ma chi te lo fa fare di postare con tanti particolari privati??? Risposta: se anche uno solo dei propisti ne trarrà spunti per predisporsi mentalmente al plagio, pardon, alla imitazione, io ne sarò molto contento. Se poi qualcuno volesse invece esternare il proprio disaccordo, ne sarei egualmente
    contento. Perchè io continuo ad essere certo di essere incerto...
    Grazie per l'attenzione. QPQ.
     
  20. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    elargire è sinonimo di donare: più esattamente significa donare con generosità ed abbondanza.
    Per quanto riguarda la collazione questa non è un passo obbligato della ricostruzione del patrimonio ereditarioio dico sempre che gli eredi possono accettare le disposizioni del de cuius anche quando queste sono contrarie alle norme del c.c. . In modo particolare quando gli eredi sono i figli. O questi accettano le volontà paterne oppure la legge dice che il patrimonio va diviso in parti uguali. La legge non fa favoritismi: il genitore può farli; e se gli altri figli non accettano questa disparità di trattamento a favore del figlio prediletto, o più debole, quando il genitore muore hanno la possibilità di stabilire una certa equità. Non vedo nulla di sbagliato in ciò.
     

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