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  1. fanasti

    fanasti Nuovo Iscritto

    Salve a tutti...
    Mia zia insieme ad un suo socio (con cui ha una s.n.c),possiede un negozio di abbigliamento ed è proprietaria dei locali, in cui svolge la sua attività commerciale, da 10 anni ca. Sta pensando di chiudere la sua attività e di vendere i locali. Il suo commercialista le ha però comunicato che dovrà pagare una plusvalenza pari al 43%, dato che non sono passati ancora 30 anni dall'acquisto, anni dopo i quali , le ha detto, non è più dovuta la plusvalenza anche sui locali adibiti ad attività commerciali(sulle abitazioni private dovrebbe invece essere dopo 5 anni)...
    E' possibile che sia così alta la percentuale? Praticamente si brucerebbe in tasse metà dei risparmi di una vita? C'è davvero una legge in merito? Cercando su internet non sono riuscita ad aiutarla ad avere informazioni precise al riguardo.
    Inoltre 5 anni fa ha fatto delle opere di ristrutturazione e miglioria dei locali: nuovo impianto elettrico e idraulico, nuovi impiantiti, nuova soppalcatura del locale, restauro, intonacatura e pittura di tutto il locale, messa in vista delle volte a mattone del soffitto.
    Avevo letto che nel fare il calcolo delle plusvalenza, nella sottrazione tra il valore attuale di vendita e il valore di acquisto si poteva aggiungere al valore di acquisto, le spese per ristrutturazioni che di fatto hanno aggiunto valore ai locali.
    Sempre il commercialista le ha invece detto che quelle spese in quegli anni le ha già scaricate...ma non sono due cose differenti? L'averle già scaricate non si riferisce solo all'I.V.A? e non al valore dell'immobile?

    Vi ringrazio, per l'attenzione, spero di essere stata minimamente chiara nell'esposizione dei dubbi, data la mia ignoranza in materia.
     
  2. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
  3. Marco Costa

    Marco Costa Membro dello Staff

    Salve,
    rispondendo alla seconda parte del tuo post ti direi ....
    "scaricate" non si intende solo dall'IVA ma anche come costo che abbassa i ricavi
    se tua zia ha gia' inserito le spese di manutenzione come costo detratto totalmente nell'anno di esecuzione non puo' ora conteggiarle come aumento del valore iniziale del bene strumentale
    Le spese di manutenzione straordinaria vanno ad aumentare il valore di acquisto del bene strumentale quando non si scaricano totalmente nell'anno di esecuzione ma seguiranno le percentuali di ammortamento applicate al bene strumentale, questa procedura generalmente si applica quando tali spese sono straordinarie in quanto giustificate dalla predisposizione di una DIA
    Un esempio :
    immobile acquistato a 70 - Effettuati lavori straordinari con DIA per 20 (mandati in aumento del valore a bilancio del bene) - Fondo ammortamenti con saldo 50 bene venduto a 100
    70+20-50 = 40 valore attuale (costo) 100 = (ricavo)
    100-40 = 60 plusvalenza

    saluti Marco ;)
     
  4. nuoviorizzonti

    nuoviorizzonti Membro Attivo

    Professionista
    per come la vedo io non è così grave... non dimentichiamo che scaricando i costi della ristrutturazione ha pagato meno imposte; inoltre, considerando l'attività di impresa nella sua globalità (e non solo riferita alla vendita dell'abbigliamento) la zia ha un effettivo guadagno dalla vendita dell'immobile che deve essere tassato per scaglioni (43% come comunicato dal suo commercialista) come un reddito d'impresa;
    la zia non "brucia" in tasse i risparmi di una vita ma paga """solo""" il 43% su un ulteriore guadagno che deriva dalla vendita dell'immobile legato all'attività esercitata... va considerata come un buona liquidazione; per evitare tutto questo l'ideale sarebbe stato acquistare l'immobile persona fisica e poi avviare l'attività ma in questo modo non avrebbe scaricato negl'anni le spese di gestione e ristrutturazione... pro e contro
     
    A Marco Costa piace questo elemento.

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