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  1. mauro62

    mauro62 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Salve a tutti.
    Nel 2013 io e mio fratello abbiamo per successione ricevuto una abitazione in cui abbiamo messo la nostra residenza per fruire delle agevolazioni prima casa cui avevamo diritto.
    Ora a me solo sorgerebbe la convenienza di cambiare residenza in un altro comune e mi chiedevo, pur non alienando la mia quota dell'immobile, se posso farlo o meno senza sanzioni da parte a. Entrate.
    Devo aspettare 5 anni, quindi per me altri 2, oppure esistono scappatoie?
     
  2. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Premesso che esiste altra sezione del forum più adatta per gli argomenti di natura fiscale, l'acquisto agevolato derivante da successione non preclude la possibilità, in sede di successivo acquisto a titolo oneroso di altra abitazione, di fruire dei benefici "prima casa", sempre che sussistano le condizioni di cui alle lettere a), b) e c) della nota II-bis all'art. 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al T.U. delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con D.P.R. n. 131/1986.
     
  3. mauro62

    mauro62 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Ok, ma io non devo acquistare una nuova casa, ma trasferire residenza in un'altra che è già mia al 100%.
     
  4. Gagarin

    Gagarin Membro Attivo

    Professionista
    Non so se il fatto di aver messo la propria residenza in una casa avuta in eredità, ai fini di fruire delle agevolazioni prima casa, sia la stessa cosa di averla messa (o doverla mettere) in una casa acquistata e non ereditata. Se fosse la stessa cosa, l'acquirente, per avere diritto alle agevolazioni fiscali, deve avere già la residenza nello stesso Comune dove si trova l'immobile o portarcela entra i 18 mesi dall'acquisto. Nonostante diversi pareri contrastanti dei forumisti, il mio notaio mi ha confermato più volte su mia insistenza, che, dopo aver ottemperato a tale incombenza, la residenza potrà essere trasferita quando si vuole (teoricamente anche il 19° mese). C'è anche una sentenza in tal senso favorevole al contribuente. I 5 anni di cui si parla mi sembra si riferiscano alla rivendita dell'immobile e non alla residenza.
     
  5. mauro62

    mauro62 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    [​IMG]
    Stavo leggendo qui:
    Cambio di residenza entro i 5 anni dall'acquisto prima casa
    Mi pare controversa la cosa.
    Quale è la sentenza?
     
  6. Gagarin

    Gagarin Membro Attivo

    Professionista
    La cosa "sembra controversa" perchè tanti scrivono tanto per farlo: quello scritto (forse di un notaio) che viene citato nel forum da te segnalato è chiarissimo. Poi ognuno può dire la sua, avere le sue pregiudiziali e le sue paure, incutere timore, allarmare, metter le mani avanti per non cadere, descrivere l'AdE come uno spauracchio o un rapace pronto a ghermire la pecorella, etc.., ma non cambia la sostanza di quanto scrivono e dicono le persone competenti (notai in primis). La sentenza ce l'ho sicuramente conservata in qualche angolo del computer e appena la ritrovo te la mando, però tieni presente che, come già qualcuno ha fatto notare, l'AdE evidentemente solo in modo sporadico, a causa sicuramente di qualche funzionario diciamo eufemisticamente "molto zelante", ha inviato qualche accertamento sul cambio di residenza, altrimenti sul web ci sarebbero sentenze a iosa sull'argomento, mentre, invece, è difficile trovarne e l'unica che ho trovato è favorevole al contribuente. Eppoi, ripeto, il mio notaio, titolare di uno studio tra i più vecchi di Roma, non è uno stupido, segue la mia famiglia da tantissimi anni, non ha mai dato un consiglio sbagliato ed io mi fido ciecamente di lui: se mi ha detto che la residenza può essere cambiata anche il giorno dopo la "scadenza" dei 18 mesi, io ci credo.
     
  7. mauro62

    mauro62 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    [QUOTE…....... Eppoi, ripeto, il mio notaio, titolare di uno studio tra i più vecchi di Roma, non è uno stupido, segue la mia famiglia da tantissimi anni, non ha mai dato un consiglio sbagliato ed io mi fido ciecamente di lui: se mi ha detto che la residenza può essere cambiata anche il giorno dopo la "scadenza" dei 18 mesi, io ci credo.[/QUOTE]
    Grazie della risposta.
    Ora mi sorge un altro dubbio. Ovvio che dovrò pagare IMU seconda casa sul 50% della quota della casa che lascerò. Ma per la tassa rifiuti, come regolami?
    Già prevedo che lo ufficio preposto mi chiederà un contratto di comodato registrato ( e costoso) in cui stabilire che la casa viene fruita solo da mia fratello che ci rimane residente ( e che si intesterebbe, subentrando, tutte le utenze). Non basterebbe scriverlo, senza registrazione Ade?
     
  8. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Non occorre un contratto scritto, e quindi registrato.
     
  9. mauro62

    mauro62 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Questo perché si tratta di un parente stretto(fratello)? Ma l'ufficio Tia non potrebbe contestarmi il fatto che cmq quella casa è anche nella mia disponibilità e farmi pagare la relativa tariffa rifiuti maggiorata come seconda casa (almeno sul mio 50% di proprietà) ?
    Per questo ponevo il quesito sul comodato (registrato o meno, meglio ovviamente quello non oneroso per me!).
     
  10. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    No.
    Premesso che la TIA non esiste più da qualche anno, soggetto passivo della tassa sui rifiuti (TARI) (*) è chiunque possiede o detiene, a qualsiasi titolo, i locali o le aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.
    Se trasferirai la tua residenza, tuo fratello continuerà la sua detenzione (a titolo di comodato, verbale). Comunicherai la cessazione della tua occupazione dei locali e tuo fratello comunicherà l'inizio della sua occupazione, e pagherà a suo nome la tassa dovuta.
    (*) I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con regolamento di cui all'articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997, prevedere l'applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo della TARI. Il comune nella commisurazione della tariffa può tenere conto dei criteri determinati con il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158. La tariffa corrispettiva è applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
     

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