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  1. Paolissimo

    Paolissimo Nuovo Iscritto

    Buongiorno

    ho provato a vedere se il mio quesito avesse avuto dei precedenti, ma non ho trovato traccia di situazioni simili.
    In breve: abito in un appartamento che è di mia proprietà per 1/3, mentre gli altri 2/3 sono di mia madre e mio fratello.
    Per il mio 1/3 pago un'aliquota IMU "umana" e ho anche la detrazione per la prima casa, mentre mia madre e mio fratello, pur non pretendendo canoni di locazione da me, si trovano a pagare l'aliquota massima tipica della seconda casa.
    Nella città in cui abito il Comune intende avere un po' di riguardo per chi concede un'abitazione in locazione a canone concordato, riducendo l'IMU a livello di prima casa.
    Potrei trasformare questa situazione di mera tolleranza nei miei confronti da parte di mia madre e mio fratello in un contratto a canone concordato (es. 1 euro al mese, visto che - se non erro - per questo tipo di canoni non esiste un valore minimo presunto) e quindi far loro ottenere un concreto risparmio in termini di IMU?
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Leggi e vedrai che non è possibile attuare quel che dici tu, bisogna adeguarsi a delle normative ben specifiche

    *** NORMATTIVA ***

    saluti
    jerry48
     
  3. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Per un canone concordato dovrai rispettare dei valori minimi che non sono certo di 1 euro al mese, inoltre se viene indicato un canone legale sia madre che fratello dovranno dichiararlo in denuncia dei redditi.
    Quello che risparmiano di IMU se lo ritroveranno maggiorato in tasse da denuncia dei redditi.
    Lascia perdere.
    Saluti.
     
    A piace questo elemento.
  4. Paolissimo

    Paolissimo Nuovo Iscritto

    Perdonatemi, ma ho letto questo e, se non ci sono novità più recenti, credo che preveda un'eccezione proprio in questo caso:

    "La Legge Finanziaria 2005 introduce delle modifiche significative ai valori minimi stabiliti per il calcolo dell’IRPEF e dell’imposta di registro con riferimento ai redditi derivanti da fabbricati concessi in locazione" (omissis)
    Da evidenziare che, mentre il disegno di legge escludeva tutti i contratti
    previsti dalla L.431/98 ossia liberi, per studenti e transitori, la Legge Finanziaria
    2005 prevede come isolato caso di non applicazione della normativa, i contratti di
    locazione ad uso abitativo individuati come “concordati



    Sbaglio?
     
  5. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    I canoni concordati possono essere stipulati sono nei comuni ad alta densità abitativa (da elenco) hanno una durata di 3+2 e sono fissati dai comuni e stipulati tramite l'assistenza di sindacati o di associazioni simili.
    Consentono delle agevolazioni a livello fiscale (-30% dell'imponibile già al netto del 15%) e in taluni comuni anche a livello di IMU.
    Danno diritto ad agevolazione anche se viene applicata la cedolare secca (19% anzichè 21%).
    Ovviamente devi vedere se il tuo comune rientra nel suddetto elenco, inoltre dovrai appoggiarti ad una associazione sindacale e dichiarare un canone che è di poco inferiore all'importo degli affitti liberi a valore di mercato.
    Naturalmente poi il contratto di affitto dovrà essere registrato e il reddito di affitto dovrà essere dichiarato.
    Si può stipulare anche senza appoggio di associazioni ma il canone dovrà comunque coincidere con gli importi fissati dai vari comuni.
    Vedi dunque che per canone concordato non si intende quello concordato fra te e i tuoi familiari ma quello concordato fra i comuni e le associazioni dei consumatori.
    Le agevolazioni che indichi tu sono quelle per le registrazioni , gli aumenti istat e i rinnovi non certo per la tassazione del reddito da locazione. Saluti.
     
  6. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Riguarda i fini fiscali.

    L'imponibile IRPEF (la parte del canone che va dichiarata sul 730 o su
    Unico) è del 59,5%, anzichè l'85% ordinario.

    L'imposta di registrazione (che proprietario e inquilino devono di norma pagare metà per uno) è del 1,4% annuo sul valore del canone, anzichè del 2%.

    saluti
    jerry48
     
  7. Paolissimo

    Paolissimo Nuovo Iscritto

    Ne sei certo? io continuo a trovare esempi diversi

    - per le imposte sui redditi, il comma 342 della Finanziaria dispone che non si procede
    all’accertamento quando i redditi di fabbricati derivanti da locazione sono stati dichiarati
    in misura non inferiore a un importo corrispondente al maggiore tra il canone di
    locazione risultante dal contratto (ridotto del 15%) e il 10% del valore dell’immobile.
    Quest’ultimo non è il valore venale, ma il valore sempre determinato mediante
    l’applicazione dell’articolo 52, comma 4, del Dpr 131/1986.
    In altri termini, se il valore catastale dell’immobile locato è di 120mila euro, non è
    soggetto ad accertamento il canone mensile stabilito ad esempio in misura pari a 1.200
    euro.

    Infatti, moltiplicando 1.200 euro per dodici mensilità e riducendo il prodotto ottenuto del
    15%, si ottiene il risultato di (1.200 x 12 - 15%) 12.240 euro e quindi un ammontare
    superiore al 10% del valore catastale di 120mila euro.
    Anche qui occorre precisare che la normativa in questione non si applica ai contratti di
    locazione cosiddetti «3+2» (con canone "concordato" tra proprietari e inquilini)
    .
     
  8. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Alla fine è sempre più conveniente pagare un'IMU maggiorata che un'IRPEF su una locazione fittizia con tutti gli obblighi che ne derivano (registrazione, istat, eventuale cessazione).
    Senza contare che un reddito più alto può comportare conseguenze negative ai fini pensionistici, tiket sanitari ,eventuale ISEE per prestazioni sociali, riduzione tasse universiarie, buoni libri, agevolazioni sui trasporti pubblici, accessi asili nido ecc. ...(a meno che non si debba chiedere un finanziamento, in tal caso sarebbe una agevolazione)....
     
  9. Dalam

    Dalam Membro Attivo

    Professionista
    ... puoi leggere tutte le leggi che vuoi. Ma per applicare i canoni concordati devi limitarti ad applicare quanto previsto dalla legge 431/98 ed applicare l'accordo territoriale della tua città.
    E questi prevedono un minimo sotto il quale non si può andare. Punto e basta. Semplice. No ? E pertanto non ti conviene tutto l' " ambaradan " che avevi pensato......
    Anche perchè se non ci fosse un canone minimo gli italiani - che per una gran parte si considerano " furbetti " si metterebbero a fare contratti convenzionati con cedolare secca ad un euro mensile in non sai quanti casi :^^::^^:
     
  10. Paolissimo

    Paolissimo Nuovo Iscritto

    Boh, non metto in dubbio quanto da voi sostenuto, ma se guardo l'accordo del mio comune, trovo riferimenti a valori minimi e massimi, ma quando si passa poi alle tabelle trovo solo indicazione di valori massimi, e mai minimi. (volevo allegare il link, ma non sono autorizzato)

    Riguardo ai presunti furbetti che stipulerebbero dei contratti a un euro/mese, bisogna tener presente che "carta canta", quindi poi il conduttore potrebbe pretenderne il rispetto e non mi sembra che per il locatore sia una gran furbata
     

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