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  1. martino954

    martino954 Nuovo Iscritto

    Mi sono accordo di avere stipulato ormai 5 anni fa un contratto d'affitto per uso abitazione per 4.800 euro all'anno; mentre facendo i conti partendo dalla rendita catastale, rivalutandola del 5% e moltiplicando per 120 trovo un valore superiore di circa 1.000 euro all'anno. Ora io ho tenuto vuoto l'appartamento per diversi anni, non trovavo nessuno con minime garanzie di pagarmi; ho infine affittato ad una brava vedova, sapevo io ad un canone basso, ma è un condominio, avrei dovuto pagare anche le spese di condominio con la casa vuota.
    Ora sono certo che mi chiamerà l'Ade, come se fossi un evasore, non mi crederà, dovrò portare contratto, tutti i bonifici bancari di tutti i mesi
    e poi mi faranno pagare su quello che non ho incassato.
    Vorrei aggiungere che non sono pessimista, per natura e quello che mi sta per capitare capiterà anche ad altri: come si potrebbe chiamare un regime fiscale in cui le ragioni non vengono ascoltate, si suppone che i contribuenti dicano il falso, .... etc.
    Non potrò fare ricorso contro eventuali decisioni sfavorevoli perchè i ricorsi li fanno i commercialisti e quelli, è giusto, costano.
    Scusate lo sfogo e grazie a tutti
    Martino
     
  2. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    è evidente che sei una brava persona hai affittato ad una vedova senza immensi patrimoni alle spalle e questo ti fa onore pertanto provo a farti vedere l'altra faccia della medaglia fermo restando che pagare tasse su ciò che non si percepisce rode non poco in un paese dove le norme sono fatte dai grandi evasori a loro uso e consumo e dove chi non ha pagato il dovuto si vede fare pure un sostansiosissimo sconto (vd Pavarotti). dunque tu ricavi dall'appartamento 4800 euro tolte le tasse e le spese condominiali resti, sia pure in maniera inferiore, in attivo mentre prima che non potevi recuperare nemmeno le spese eri in perdita netta. non è molto ma è meglio di niente.
     
  3. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Io non credo che in fatto di imposte sul reddito da fabbricati esista un minimo (definito sulla base della rendita catastale) da pagare. Credo invece che l'AdE, riscontrato che il reddito è inferiore ad un valore proporzionale a tale rendita, attiverà sacrosanti controlli per verificare la presenza di reddito occultato. E qualora non riusicrà a dimostrare l'esistenza di tale reddito, ossia riscontrerà che tutto è in regola, l'accertamento verrà archiviato.
     
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  4. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non c'è, infatti, un minimo da pagare. C'è però un valore minimo degli affitti, legato appunto al valore catastale dell'immobile, al di sotto del quale scatta l'accertamento da parte dell'AdE.

    Appunto. Se si dimostra che tutto è in regola, non si devono temere sanzioni.
     
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  5. martino954

    martino954 Nuovo Iscritto

    Io posso dimostrare che ogni mese l'inquilino ha fatto un bonifico sul mio conto di un importo pari al valore che si desume dal contratto, pure aggiornato con l'indice istat, come da lettera che ho mandato all'inquilino.
    Ma la mia domanda è più complicata: siccome so (ho in corso un ingiustissimo accertamento da redditometro) quanto sia difficile dimostrare all'Ade che si è a posto, mi chiedevo se la presentazione dell'elenco di detti bonfici fatti basterà (l'Ade mi potrebbe contestare - non ci sono prove - ma nell'accertamento in corso, si dirà che è, cosa diversa - dicono che qua non c'è la presunzione di un maggiore reddito e non mandano le cartelle, ma i "famosi" questionari!, mi potrebbe contestare che io ho ricevuto-cosa falsissima- una parte dell'affitto in nero). Cioè quali prove oltre ai bonifici sul mio conto potranno esigere per ottenere di essere creduto?
    Grazie
    Martino
     
  6. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Lo dimostrino. Ossia sono loro che devono dimostrare che c'è il nero (con l'evidenza documentale), non sei tu che devi dimostrare che non c'è! Mi sembra più che ovvio.
     
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  7. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Appunto. Se non hanno evidenza che tu percepisci un affitto in nero, non vedo come possano contestarti redditi maggiori di quelli che tu gli puoi dimostrare di percepire.
    Se hanno bisogno di ulteriore documentazione, saranno loro a chiederti di cosa hanno eventualmente bisogno.
     
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  8. Elizabeth

    Elizabeth Nuovo Iscritto

    Non in tutte le città ma capita non raramente che il valore ricavato moltiplicando la rendita catastale rivalutata per 120 dia un affitto oltremodo fuori mercato. Mio padre ha difficoltà ad affittare un appartamento in una zona centrale di una città del sud dove, e lo si ricava guardando gli annunci delle agenzie immobiliari on line, il prezzo medio della zona con stessa metratura varia da 300 a 500 euro al mese. Sta provando a 450 con grosse difficoltà perché ce ne sono di offerte in zona per 400 euro...Bene, secondo quei calcoli dell'AdE si dovrebbe affittare a quasi 1000 al mese!!! Io chiedo: che trovino un appartamento che ha questo affitto in tutta la città! Ma neanche se fosse il doppio di metratura. Eppure.....:rabbia:
     
  9. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Indirettamente hai fornito un ulteriore elemento di prova a favore del contribuente, ovvero che il mercato in quella zona si muove su prezzi differenti dalla presunzione dell'AdE. È ancora più evidente che l'AdE, ove decidesse di effettuare accertamenti in quella zona, starebbe sprecando denaro pubblico provocando un danno all'erario... Tu pensa, la Finanza che procura un danno erariale...:risata::risata::risata:
     
  10. Elizabeth

    Elizabeth Nuovo Iscritto

    Non sempre è facile provare quello di cui ti "accusano". Nel senso che se fanno un accertamento in base a dati teorici e non verificati sul territorio, non credo sia per te contribuente così semplice, come dite, dimostrare all'impiegato dell'agenzia delle entrate che tu hai dichiarato veramente la cifra corretta mentre lui ha accertato secondo suoi calcoli ipotetici non corrispondenti alla realtà, e chiudi la partita così. Non puoi neanche dire "dimostratemi voi che non è come dico io", non è così che funziona, sono loro che vogliono da te le prove! Sai che ti dice il funzionario? "Ha ragione, anche noi a volte ci rendiamo conto che l'affitto che noi valutiamo è improponibile in quella zona, ma ci sono dei calcoli che noi facciamo in base alle procedure, non possiamo certo valutare facendo un sopralluogo prima di ogni accertamento" (sic!). O accetti o c'è il ricorso.
    Ho la netta sensazione che a volte si punta solo a fare cassa, soprattutto sulle locazioni commerciali dove hanno il dente avvelenato... Sull'abitativo, per buona pace di martino957 non calcano la mano, da quel che so.
    Non lo trovo un sistema giusto. Sarebbe corretto da parte degli uffici rivedere meglio questo metodo della rendita rivalutata moltiplicata per 120 per decidere se accertare o no perchè non sempre i calcoli sono giusti e veritieri e, oserei dire, a volte sono vessatori....
     
  11. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Con la sentenza n. 156 del 2001, la Corte costituzionale ha affermato che:
    "...rientra nella discrezionalità del legislatore, con il solo limite della arbitrarietà, la determinazione dei singoli fatti espressivi della capacità contributiva che, quale idoneità del soggetto all’obbligazione di imposta, può essere desunta da qualsiasi indice che sia rivelatore di ricchezza e non solamente dal reddito individuale...".

    Qualche esperto potrebbe dire se è questo il punto di partenza dell'AdE per compiere questi due atti:
    1) imporre un accertamento
    2) ritoccare verso l'alto l'imposta sul reddito da locazione, anche se correttamente dichiarato.
     
  12. martino954

    martino954 Nuovo Iscritto

    Risponderei ancora con una informazione: forse molti non sanno che se la proposta di accertamento dell'ade non è possibile accettarla, si ricorre ad un commercialista o altra figura professionale per il ricorso (di solito un ricorso non costa meno di 1.000 euro), la metà della imposta richiesta si paga subito e poi si aspetta forse anche un anno della propria vita per vedere cosa ne pensa il giudice tributario e poi si va avanti da uun altro giudice, se va male e forse ci vuole di più di altri 1.000 euro. Non sto a dire che il contribuente e l'Ade non sono sullo stesso piano....
    Martino
     
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  13. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Visto il preventivo del comercialista sarebbe preferibile girarsi tutti gli uffici dell'AdE esistenti nei dintorni di casa (più facile per chi è in pensione) fino a capire esattamente e senza ombra di dubbio in forza di quale legge l'imposta accertata dall'ufficio prevarrebbe su quella calcolata con l'UNICO.
    E il commercialista lo lascerei libero di lavorare per le imprese.
     
  14. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Se la situazione è così esasperata ciò è dovuto all'elevatissimo tasso di evasione in Italia. Pensateci bene, la prossima volta che pagate qualcosa senza farvi rilasciare regolare ricevuta/fattura.

    Per martino957
    Non ho particolare esperienza in merito. Ma ricordo che in passato i miei genitori sono stati oggetto di accertamenti da parte dell'AdE. Hanno fatto ricorso, senza dover ricorrere ad un professionista, e lo hanno vinto. Certo, si sono dovuti sbattere un bel po', però alla fine non hanno avuto esborsi.
    Certamente concordo con te: l'AdE ed il contribuente non sono sullo stesso piano, ma se lo fosse, tanti veri evasori non verrebbero scoperti (e qui torno alle prime due righe di questo mio post).
     
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  15. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    parole sante.

    io sono riuscita a risolvere il problema addirittura per telefono (nel frattempo mi ero trasferita a 700 km di distanza), sebbene sbattendomi un bel pò.

    secondo me il problema non è tanto che l'ade ed il contribuente non sono sullo stesso piano, è che non TUTTI i contribuenti sono uguali...
     
  16. Elizabeth

    Elizabeth Nuovo Iscritto

    Per testimonianza diretta vi dico che non tutti i contribuenti sono uguali, che non tutti gli uffici dell'AdE si comportano allo stesso modo (per telefono non risolvi un bel niente in molti uffici del centro e del sud), e che se fai ricorso per le controversie aventi ad oggetto tributi di valore superiore a 2.582,28 euro è indispensabile l’assistenza di un difensore abilitato che devi pagare tu (alla mia vicina di casa ha chiesto già 2000 euro solo per iniziare il ricorso e aspetta da quasi un anno...) Il Presidente della Commissione (o della Sezione) o il Collegio possono ordinare alla parte di munirsi dell’assistenza tecnica, anche nei casi in cui questa non è obbligatoria. Alla fine ti fai due calcoli, ti accorgi che l'onere della prova spetta tutta a te e qualunque cosa produci non è abbastanza per il direttore di quell'ufficio dell'AdE e opti esasperato per l’accertamento con adesione che consente al contribuente di definire le imposte dovute ed evitare, in tal modo, l’insorgere di una lite tributaria con le spese conseguenti. Se la cifra non giustifica tutto lo sbattimento, le spese legali o del commercialista etc tec, provi a negoziare la cifra finale adducendo i tuoi motivi direttamente con l'AdE e paghi. Perchè se la cifra non è esagerata non vale la pena il ricorso, a meno che non lo vuoi fare per principio sapendo che serviranno tanti soldi e tempo e stress anche se vinci.

    ma è anche vero che un piccolo contribuente viene totalmente sovrastato da questa disparità perchè tu devi discolparti, loro non devono provare un bel niente. Ti dicono: secondo noi tu dovevi darci tanto in base ai nostri calcoli, provaci che non è così altrimenti paghi.
     
  17. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Perdonami, come fanno ad ordinarti un qualcosa che non è obbligatorio? Forse ho io un caratteraccio e sono pignolo, ma questo lo chiamo abuso d'ufficio e lo denuncio.

    Questo è il principio su cui si fonda l'attività dell'AdE. L'onere della prova è posto a carico del contribuente.

    Condivido, ma una volta che ho fornito le prove (bonifici, valori di mercato, ecc...) e queste sconfessano i loro calcoli, io non pago e ricorro, anche chiedendo i danni, se ne ricorrono i presupposti, provocati dal loro accanimento.
     
  18. Elizabeth

    Elizabeth Nuovo Iscritto

    Lo trovi scritto proprio sul sito dell'AdE alla voce Assistenza Tecnica: "Il Presidente della Commissione (o della Sezione) o il Collegio possono ordinare alla parte di munirsi dell’assistenza tecnica, anche nei casi in cui questa non è obbligatoria." e ti spiegano anche le delizie del ricorso che ti scoraggiano all'istante.... Ripeto, parliamo di cifre piccole, quelle che possono riguardare un piccolo contribuente "normale", che in queste situazioni è sicuramente in una posizione di grande inferiorità e debolezza.

    Ti faccio un esempio. Tu compri un locale commerciale a 300 mila euro. Loro seguono le tabelle OMI e ti calcolano un'imposta di registro con oneri e spese di oltre 5000 o 6000 euro in più perchè secondo l'OMI, ti dicono, in quella zona il locale doveva costare 500 mila. Sto dando cifre solo come esempio, non sono esatte in proporzione. Non vale dire che 300 era il prezzo richiesto, che l'immobile era invenduto da due anni perchè a prezzo superiore di 350, che era in condizioni pietose, che era occupato con un conduttore difficile, che aveva bisogno di ristrutturazioni etc etc. Non gliene importa niente. Porti foto, porti prove, ricevute...Loro non discutono sul fatto che tu possa avere ragione sul prezzo effettivo pagato ma sul fatto che secondo loro l'AdE si aspettava una certa imposta di registro che non quella che tu hai pagato. Assurdo vero? :basito: Prova a sconfessare i calcoli con il funzionario o con il direttore di un ufficio con poche transazioni che ha tutto il tempo di fare tutti gli accertamenti su ogni compravendita. La scelta è o paghi subito e ti riducono la "multa" o fai ricorso. Sai perfettamente che hai tutte le prove, che sei nel giusto ma solo iniziare il ricorso sono circa due mila euro (perchè ti serve il professionista, ti obbligano ad averlo oltre quei 2800 euro!). E se c'è un appello? quanto durerà, e lo stress? Invece paghi subito con l'adesione, ti riducono le sanzioni di un quarto e forse alla fine spendi più o meno quanto spenderesti vincendolo il ricorso. Ma ti eviti lo stress, le apparizioni, l'attesa...Su cifre piccole il ricorso per te contribuente non è conveniente e loro dell'Ufficio lo sanno. A meno che tu non decida di andare avanti per una questione di principio sapendo che in ogni caso sborserai dei soldi. Ma non tutti possono permettersi la questione di principio ;)
    Triste, ma solo chi ci passa può crederci. Se trovi un'impiegato "umano" ti riduce ancora di più il salasso tenendo conto delle tue motivazioni, e magari alla fine invece di 6000 ne paghi 3000 ma di cancellare l'accertamento perchè il loro calcolo secondo l'OMI non ha senso non se ne parla se non con il ricorso.
     
  19. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Forse neanche festeggeranno domani l'unità d'Italia! Ah! se Garibaldi lo sapesse!
     
  20. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Direi che è un mondo sbagliato.
    Da quello che hai esposto si capisce inoltre perché tanto accanimento verso i piccoli contribuenti. Sono delle mucche da mungere e basta. Il solito schifo: ci si fa forti coi deboli e deboli coi forti.

    Dal sito dell'AdE, al link che tu citi:
    "Sospensione dell’atto impugnato
    ...il ricorrente ha facoltà di chiedere alla Commissione tributaria competente la sospensione dell’atto impugnato (ad esempio avviso di accertamento o cartella di pagamento), mediante la proposizione di un’apposita istanza, qualora ritenga che dall’atto gli possa derivare un danno grave e irreparabile...
    ...Se la Commissione concede la sospensione gli effetti permangono fino alla data di pubblicazione della sentenza di primo grado...."
    Questo dovrebbe consentirti di non pagare in anticipo le somme richieste in accertamento in attesa dell'esito del ricorso.

    Infine, poiché il ricorso è assimilato al processo civile, ritengo tu possa chiedere anche il rimborso delle spese sostenute per il ricorso in caso di esito favorevole.

    E l'OMI non è il vangelo, ma solo una rilevazione, peraltro parziale, delle transazioni immobiliari
     

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