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  1. Cia

    Cia Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Voglio dare un appartamento a mia figlia (per lei sarebbe prima casa nella quale stabilire la sua residenza) conservando per me prudenzialmente i diritti sull'immobile (per situazioni familiari di carattere riservato)
    Domando per quale delle soluzioni sarebbe meglio optare

    1) appartamento dato a mia figlia in usufrutto;
    2) appartamento dato in comodato d'uso gratuito;
    3) appartamento dato con diritto di abitazione;
    4) altro?

    Rispetto ad ognuno delle su prospettate soluzioni, quali sarebbero le implicazioni di carattere fiscale (IRPEF, IMU, ecc.)?

    Per complettezza di informazione preciso che sono gà comproprietara con il coniuge di due case (di cui una abitazione principale). Grazie
     
  2. massimo binotto

    massimo binotto Membro Attivo

    Professionista
    Beh dipende...
    L'usufrutto ed il diritto di abitazione sono diritti reali per i quali la cessione comporta un'atto notarile.
    Il significato è più o meno lo stesso, solo che il diritto di abitazione è meno vincolante dell'usufrutto.
    Con l'usufrutto tua figlia deve pagare IRPEF, IMU, ecc.
    Con il diritto di abitazione solo l'IMU, poichè l'IRPEF rimane a carico della proprietà.

    Il comodato d'uso invece non è un diritto reale ma un contratto.
    E come tale va registrato all'Agenzia delle Entrate.
    Tu rimani proprietaria dell'immobile e tua figlia lo gode gratuitamente.
    In tal caso IRPEF, IMU, ecc. sono a carico tuo.
     
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  3. Cia

    Cia Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Grazie.
    Tuttavia, tu dici: "il diritto di abitazione è meno vincolante dell'usufrutto", vale a dire ...............
    Inoltre, come verrebbe considerata ai fini del carico IRPEF ed IMU la casa data in comodato a mia figlia, visto che già sono intestataria di due appartamenti, di cui uno è prima casa?
     
  4. massimo binotto

    massimo binotto Membro Attivo

    Professionista
    Il diritto di abitazione è un diritto reale di godimento su bene altrui.
    Il diritto di abitazione ha per oggetto una casa e consiste nel diritto di abitarla solo per i bisogni del titolare del diritto e della sua famiglia.
    Il codice non consente di cedere il diritto ad altri o di dare in locazione la casa gravata da questo diritto.

    L’usufrutto è un diritto reale che consiste nel poter godere di un bene, e dei relativi redditi, di proprietà altrui. Ma con una limitazione, importante e fondamentale: il divieto di alterare la destinazione economica della cosa stessa. Al proprietario del bene resta solo la nuda proprietà. Cioè la proprietà spogliata del potere di trarre utilità dalla cosa. La durata dell’usufrutto non può eccedere la vita dell’usufruttuario. L’usufruttuario può cedere il proprio diritto per un certo tempo o per tutta la sua durata, se ciò non è vietato dal titolo costitutivo”. L’usufruttuario, quindi, non è obbligato a prendere lui stesso possesso dell’immobile e può concludere, ad esempio, dei contratti di locazione con terze persone. L’usufrutto non è cedibile né trasmissibile agli eredi in caso di morte del beneficiario, mentre invece continua a sussistere in caso di morte del proprietario.

    Ai fini IRPEF e IMU per te la casa in comodato è una seconda casa e, salvo agevolazioni ai fini IMU, non ci sono alternative: tocca pagare a te le tasse maggiorate perchè seconda casa.
     
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  5. Cia

    Cia Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Esaustivo! Mille grazie
     
  6. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    No. Il titolare del diritto di abitazione è l'unico soggetto passivo anche ai fini dell'IRPEF.
    Il contratto di comodato di un immobile va obbligatoriamente registrato solamente se stipulato in forma scritta o se sia enunciato in altri atti.
     
  7. Fridrick

    Fridrick Membro Junior

    buonasera, approfitto della discussione per chiedervi questa cosa: usufrutto e diritto di abitazione possono entrambi essere a termine (anziche vitalizi) giusto? e se il soggetto che detiene l'usufrutto/diritto di abitazione dovesse venire a mancare prima del termine cosa succede? i due diritti possono in qualche modo essere "ereditati" (fino al termine originario) o decadono e il nudo proprietario diviene pieno proprietario?
     
  8. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    L'usufrutto ed il diritto di abitazione sono personali. Pertanto il loro godimento cessa con il decesso del titolare e nel caso dell'usufrutto il nudo proprietario diviene automaticamente proprietario. Il suo unico compito è quello di inoltrare all'Agenzia del Territorio la denuncia di riunione dell'usufrutto alla nuda proprietà.
     
  9. Fridrick

    Fridrick Membro Junior

    Buongiorno, innanzitutto grazie per la risposta
    Con riferimento al diritto di abitazione lo "sospettavo", mentre avevo qualche dubbio in più sull'usufrutto essendo quest'ultimo cedibile a terzi (e mi veniva quindi da pensare che se io usufrutturio cedo un usufrutto a termine ad es con durata residua 10 anni questo resti "valido" fino al suo termine e che non sia più legato alla mia vita)
     
  10. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Se l’usufrutto sia stato ceduto per atto inter vivos, esso, fino alla morte dell’originario e primo usufruttuario, si rende suscettibile di successione mortis causa ove l’originario cessionario deceda prima del cedente, e, se il cessionario in questione non ne abbia disposto per atto di ultima volontà, esso si trasmette per legge agli eredi dello stesso (ed è suscettibile di successive trasmissioni mortis causa), non essendosi estinto e continuando a far parte del patrimonio relitto fino alla sua estinzione per morte del primo usufruttuario.
    Inoltre l’usufruttuario che dispone per atto inter vivos e a titolo oneroso del proprio usufrutto, cede un diritto che non potrà mai eccedere la durata della propria vita.
     
  11. Fridrick

    Fridrick Membro Junior

    Chiarissimo! Il mio dubbio riguardava questo punto
    Grazie ancora
     
  12. Cia

    Cia Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ritorno all'inizio della discussione. Forse la domamda è sciocca ma comunque..... Essendo destinata l'abitazione alla figlia (per lei prima casa) in usufrutto o comodato o altro, si deve prevedere l'acquisto da parte mia (già proprietaria di due case) con l'aliquota del 4% o no?
     
  13. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Solo se la intesti a tua figlia, come ha stabilito la Cassazione (sentenza n. 10196/99) e pure le Finanze.
    Si tratterebbe di una donazione indiretta.
     
  14. carlas

    carlas Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Domanda: se cedo l'appartamento in comodato a mio figlio a tempo indeterminato e tra noi c'è la massima fiducia su tutti i fronti, siamo obbligati a stendere un contratto, e registrarlo (168 euro + 32 di marche) ? E' vietato accordarsi con una stretta di mano tra madre e figlio?
    Cosa dice la legge (e l'Agenzia delle Entrate) in proposito?
    Grazie ragazzi. Siete sempre preziosi...
    P.S. - Tra l'altro, non mi risulta che il mio Comune conceda vantaggi ai fini IMU in caso di comodato a parenti di primo grado.
     
  15. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Non esiste obbligo della forma scritta e pertanto il contratto verbale non è soggetto a registrazione obbligatoria, a meno che sia enunciato in altri atti.
     
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  16. carlas

    carlas Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Ma è vero che sono previste maggiorazioni IRPEF sugli appartamenti sfitti? Se non scrivo il contratto di comodato l'appartamento può risultare sfitto?
     
  17. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Gli appartamenti sfitti dal 2012 non sono più soggetti ad IRPEF ma solo ad IMU con le aliquote previste da ogni singolo comune, idem se l'appartamento è concesso in comodato gratuito. Saluti.
     
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  18. carlas

    carlas Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Grazie essezeta67 ! Una notizia quasi buona...
     

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