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  1. ralf

    ralf Nuovo Iscritto

    La cedolare secca sugli affitti farà incassare 3,414 miliardi di euro nel 2011. E' quanto emerge dalla relazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato al nuovo testo Calderoli del decreto sul federalismo municipale. Un gettito di poco superiore ai 3,187 miliardi che sarebbero entrati nelle casse dello Stato sottoponendo all'IRPEF, e relative addizionali, i redditi da affitti. La relazione, considerando i dati di competenza, stima, inoltre, una perdita di gettito IRPEF di 3,266 milairdi nel 2012 e 3,345 nel 2013.

    Gettito IRPEF che ora si perde perché sostituito, appunto, dalla cedolare. Il calcolo (per entrambi i sistemi di tassazione) é stato effettuato considerando l'emersione di
    base imponibile conseguente al forte inasprimento delle sanzioni, previsto nella bozza di decreto, sui contratti di affitto non registrati. Nel 2012 il gettito di competenza della cedolare secca è previsto di 3,814 miliardi e di 4,213 nel 2012.
    Fonte sole 24 ore
     
  2. Gigio16

    Gigio16 Nuovo Iscritto

    Ma è passata o è ancora al vaglio?
    Grazie
     
  3. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    Come sotto si può riscontrare la cedolare secca al 23% (e non al proclamato 20% come esiste già in Germania da molto tempo) tende a favorire solo chi ha un reddito superiore a 28.000,00 €, pertanto favorisce in progressiva le grandi proprietà immobiliari, e conseguentemente non agevola il piccolo proprietario che dall'affitto di un immobile arrotonda lo stipendio o la pensione.

    Nella sua ultima versione, ufficializzata da pochi giorni, la cedolare sugli affitti equipara praticamente – con le due aliquote previste – il trattamento fiscale dei contratti liberi e dei contratti agevolati (c.d. contratti concordati): la cedolare, cioè, diventa conveniente, in entrambi i casi, solo per i locatori con reddito superiore a 28.000 euro. Ma nel nuovo testo, c’è anche un miglioramento, perché si abolisce la forte discriminazione – che avevamo segnalato – presente nel testo precedente: la cedolare sostituirà infatti l’imposta di registro, per i contratti liberi, a partire dall’anno prossimo anziché dal 2014. Anche quanto previsto, nello stesso provvedimento sul federalismo comunale, per la tassa rifiuti, è meno peggio dell’ipotesi che a suo tempo era stata fatta, e che avevamo fortemente criticato perché si sarebbe trattato di una vera e propria nuova patrimoniale, che sarebbe andata ad aggiungersi all’ICI, non ancora abolita nemmeno per tutte le prime case. Ora, infatti, la tassa rifiuti sarà calcolata «anche» sulla base della rendita catastale e non, sempre e solo, con riferimento esclusivamente alla rendita”.





    CEDOLARE SECCA, EFFETTI SULL’IRPEF

    Contratti liberi

    Canone di locazione = 100



    Scaglione di reddito

    (e aliquota relativa)




    IRPEF


    Cedolare secca

    del 23%

    Fino a 15.000 euro (23%)
    19,55




    23

    Tra 15.000 euro e 28.000 euro (27%)
    22,95

    Tra 28.000 euro e 55.000 euro (38%)
    32,3

    Tra 55.000 euro e 75.000 euro (41%)
    34,85

    Oltre 75.000 euro (43%)
    36,55





    Contratti agevolati (c.d. “concordati”)

    Canone di locazione = 100



    Scaglione di reddito

    (e aliquota relativa)




    IRPEF




    Cedolare secca

    del 20%

    Fino a 15.000 euro (23%)
    13,68




    20

    Tra 15.000 euro e 28.000 euro (27%)
    16,06

    Tra 28.000 euro e 55.000 euro (38%)
    22,61

    Tra 55.000 euro e 75.000 euro (41%)
    24,39

    Oltre 75.000 euro (43%)
    25,58





    La tabella illustra le conseguenze che si avranno sull’IRPEF – sia per i contratti liberi (quattro anni più quattro, a canone libero) sia per quelli agevolati (c.d. “concordati”, tre anni più due, a canone calmierato) – per i locatori che opteranno per il passaggio al regime della cedolare secca sugli affitti.

    Per rendere con immediatezza l’idea degli effetti della misura sui contribuenti che opteranno per il regime della cedolare secca, si è ipotizzato un canone di locazione pari a 100.

    La base imponibile è costituita:

    § nell’attuale regime fiscale, dal canone di locazione al netto della deduzione del 15% e – per i contratti agevolati – dell’ulteriore deduzione del 30%;

    § nel regime fiscale della cedolare secca, dall’intero canone di locazione.

    Da sottolinearsi che nella cedolare secca sono incorporate le addizionali regionale e comunale IRPEF (la cui misura è stabilita dalle competenti amministrazioni, anche con distinzioni per fasce di reddito), l’imposta di registro (sin da subito per i contratti agevolati e dal 2012 per i contratti liberi) e l’imposta di bollo.







    CEDOLARE SECCA SUGLI AFFITTI





    Quando entra in vigore




    A decorrere dall’anno 2011





    Quali soggetti riguarda




    Persone fisiche che optino per tale regime (sono escluse le locazioni effettuate nell’esercizio di un’attività di impresa o di arti e professioni nonché da enti non commerciali)







    Quali locazioni riguarda




    Le locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo, e relative pertinenze locate congiuntamente, anche qualora non siano soggette a registrazione (contratti di durata non superiore a 30 giorni complessivi nell’anno)











    Quali imposte sostituisce




    § IRPEF

    § addizionale regionale IRPEF

    § addizionale comunale IRPEF

    § imposta di registro: per i contratti agevolati (c.d. “concordati”), nei Comuni ad alta tensione abitativa, dal 2011; per contratti liberi ed altri contratti, dal 2012

    § imposta di bollo





    Qual è l’aliquota




    § 20 per cento per i contratti agevolati (c.d. “concordati”), nei Comuni ad alta tensione abitativa

    § 23 per cento per contratti liberi ed altri contratti







    Qual è la base imponibile




    Il canone di locazione stabilito dalle parti (comunque non inferiore alla rendita catastale)





    Quando si versa




    Entro il termine per il versamento dell’IRPEF





    Altre caratteristiche




    La registrazione del contratto assorbe “gli ulteriori obblighi di comunicazione”, incluso quello relativo alla comunicazione alla Pubblica Sicurezza ex art. 12. l. n. 59/’78 (conv. dalla l. n. 191/’78).
     

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