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  1. marctiello

    marctiello Membro Junior

    il mio inquilino non si decideva mai ad adeguare il canone (ISTAT). dopo 2 lettere scritte da me, 3 fax e varie telefonate, gli ho fatto scrivere da un legale e, miracolo, si è deciso.
    Il compenso dell'avvocato a chi tocca?
     
  2. Gatta

    Gatta Membro Attivo

    Direi che la sua morosità ti ha indotto a ricorrere ad un legale.
    E quindi dette spese vanno a carico della parte che ha provocato tale intervento senza il quale certamente l'inquilino non si sarebbe attivato per sanare il debito.
    Purtroppo caro marctiello le cose in Italia vanno così ed in linea di massima una lettera di un avvocato "spaventa".E questa è una delle tante riprove.
    Si tratta poi di stabilire se,a fronte di un modesto credito e di un inquilino tutto sommato corretto (coi tempi che corrono!),convenga irrigidirsi sul punto.
    Ciao.
    Gatta
     
  3. cichi

    cichi Membro Junior

    Purtroppo le spese sono a carico del proprietario, fino a quando non si arriva ad ottenere un titolo giudiziale, che pone la soccombenza a carico dell'altra parte.
     
  4. Gatta

    Gatta Membro Attivo

    Pienamente d'accordo,cichi.
    Gatta
     
  5. Nerone

    Nerone Membro Attivo

    E' anche vero che ci sono degli avvocati che nel formulare la richiesta economica aggiungono anche, nella stessa raccomandata, il loro onorario che dovrà pagare colui che lo ha indotto a scrivere la richiesta a motivo del mal comportamento . Evidentemente il legale a cui ti sei rivolto non lo ha fatto e quindi spetta pagare a te
     
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  6. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Anche se l'avvocato pone le spese al destinatario, questo può solo pagare il dovuto e non le spese del legale (al momento) salvo non sia il Giudice a stabilirlo, ovvero le spese per l'avvocato le paga chi lo consulta ;)
    Ovvero l'avvocato non è Giudice di se stesso e deve rilasciare fattura al richiedente.
     
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  7. Gatta

    Gatta Membro Attivo

    Attesochè l'argomento interessa e potrebbe coinvolgere anche altri utenti del Forum,mi permetto,modestamente,di fare il punto della situazione circa questi rapporti cliente-avvocato che in genere vengono affrontati in maniera piuttosto superficiale.
    Rapporti che,in effetti,si verificano quotidianamente e che di recente anche le disposizioni Monti hanno cercato di regolare (richiesta preventivo etc.).
    Va considerato anzitutto (per chi non lo sapesse) che tra cliente ed avvocato s'instaura un legame che trova la sua fonte nell'art.2229 e segg.cc sub "Esercizio delle professioni intellettuali" (cfr.in particolare 2233).
    Tale rapporto,non soggetto a requisiti di forma,è il c.d.contratto d'opera intellettuale.
    Ciò premesso va altresì aggiunto che il vigente tariffario (DM 127/2004 e segg.) degli Avvocati prevede che "onorari e diritti" sono "... sempre dovuti all'avvocato dal cliente indipendentemente dalle statuizioni del giudice sulle spese giudiziali".
    Aggiungasi che anche sotto il profilo deontologico (cfr.art.50) chiedere compensi alla controparte (salva l'ipotesi della solidarietà) non è consentito.
    Tutto ciò premesso resta da considerare che nel caso esposto, spesso ricorrente,per il cliente pagare le spese a causa di un comportamento illecito (morosità) altrui,concreta palesemente un danno.
    Pertanto sarebbe equo che questo danno venisse risarcito (azione tesa alla condanna alle spese da ripetere,come ben precisa il "cichi").
    E quindi diventerebbe un problema da considerare quello di ottenere un titolo giudiziale.
    Rimane in ultima analisi da riflettere su quanto in premessa:l'avvocato nell'assumere l'incarico ha il preciso dovere di spiegare la situazione al cliente, come del resto prescritto dal codice deontologico (doveri di lealtà,correttezza,indipendenza,dignità e probità).Ebbene, se venissero rispettate queste regole prima di allacciare un contatto,non ci troveremmo in seguito a situazioni del genere chiaramente alquanto spiacevoli per chi le subisce.
    Grazie della cortese attenzione.
    Gatta
     
  8. cichi

    cichi Membro Junior

    Innanzitutto grazie della citazione "Gatta".
    Da avvocato posso dirti che è deontologicamente corretto avvisare il cliente.
    Più difficile è poi dimostrare "per tabulas" che tale onere sia stato rispettato.
    Saluti.
     
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  9. Gatta

    Gatta Membro Attivo

    Grazie a te,cichi.
    Siamo sulla stessa lunghezza d'onda.
    "Per aspera ad astra".
    Ciao.
    Gatta
     
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  10. marctiello

    marctiello Membro Junior

    :ok: tutto chiaro! grazie a tutti x gli interventi chiarificatori!

    ;)
     

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