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  1. uGuccione

    uGuccione Nuovo Iscritto

    La signora A ha sposato in seconde nozze mio padre deceduto da diversi anni.
    Vive sola nella casa di mio padre, ha come parenti due nipoti -figlie del fratello deceduto - e come cognata la moglie dello stesso.
    La signora A, vedova di mio padre, comincia a manifestare sintomi di demenzia senile ed è sempre meno in grado di provvedere alla conduzione della propria vita.
    Chi deve prendersi cura di lei anche sotto il profilo dell'adozione di eventuali provvedimenti (interdizione ecc..) a me, unica figlia del marito deceduto e sposato in seconde nozze, o alle nipoti?
     
  2. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Secondo la legge non lo so. Secondo principi umanitari (e di eredità..) dovreste occuparvene un po tutte. E' abbastanza arida come discussione, ma penso che dal punto di vista prettamente "economico" il gravame maggiore spetti alle nipoti, poichè la signora lascerà quanto meno la metà della casa dove vive alle stesse, mentre tu, per l'altra metà dovresti già esserne proprietaria.
     
  3. uGuccione

    uGuccione Nuovo Iscritto

    E' quello che sto facendo da un punto di vista umano e che spontaneamente continuerò a fare con i limiti di vivere in una città diversa. Quello che vorrei conoscere - nel malaugurato caso di un qualsivoglia incidente - su cui ricade giuridicamente la responsabilità per non avere predisposto i necessari rimedi tanto più che non conosco nemmeno le nipoti. Aggiungasi poi che vorrei mettere al riparo dalla sua anormale prodigalità, per le sue future esigenze di vita, una non lieve somma di denaro depositata in Banca, lasciatale da mio padre e di cui ignoro assolutamente l'entità nonchè il trattamento bancario. Tutto ciò mi angoscia per lei! Datemi, Vi prego, una risposta. Grazie
     
  4. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    A conti fatti, sarebbe opportuno il parere di un buon legale. Non credo che tu abbia nulla da temere dal punto di vista di una eventuale denuncia per mancata assistenza di incapace. Semmai saranno le nipoti a doversi preoccupare.
    Per i soldi in banca, credo che tu non possa fare nulla se il conto è intestato solo a lei. Auguri.
     
  5. moni66

    moni66 Nuovo Iscritto

    Io richiederei che venga attivata l'amministrazione di sostegno, in questo modo vengono tutelati gli interessi di tutti e, soprattutto, quelli della tua matrigna che potrebbe cadere vittima di profittatori.
     
    A maidealista piace questo elemento.
  6. uGuccione

    uGuccione Nuovo Iscritto

    grazie sia a BARBERO che a MONI66. Desidererei però, se possibile, avere
    una risposta precisa sul soggetto (io ovvero le nipoti) obbligato alla tutela della mia matrigna con l'indicazione delle fonti legislative. Chiedo troppo? Ma gli amici di propit sono tutti dei fuoriclasse! Grazie
     
  7. moni66

    moni66 Nuovo Iscritto

    Non sono un avvocato, quindi prendi con le dovute cautele quanto ti dico, tu sei un'affine, ma non una nuora, quindi legalmente non mi risulta tu abbia nessun obbligo legale nei suoi confronti, nè lei nei tuoi.
    Se leggi l'articolo 433 del codice civile:
    Persone obbligate
    All’obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell’ordine:
    il coniuge;
    i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali;
    i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti;
    i generi e le nuore;
    il suocero e la suocera;
    i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

    Come puoi vedere non sono citati i nipoti (che sono parenti collaterali e non discendenti), quindi secondo me nessuno di voi è obbligato legalmenti al versamento di alimenti.
    Che io sappia, a parte che nel rapporto genitori/figli, gli obblighi sanciti dalla legge riguardano esclusivamente gli alimenti e nient'altro.
    Occuparsi fisicamente di una persona e delle sue necessità quotidiane non mi risulta sia materia regolamentata.
    Ma è sicuramente meglio che sia un legale a dare una conferma a questo
    Ciao
     
  8. uGuccione

    uGuccione Nuovo Iscritto

    Grazie a moni66: gentilissima! Ma mi chiedo come si concilii la sua risposta - di esclusione delle nipoti dall'abbligo di prendersi cura della propria zia - con il loro diritto per rappresentazione di partecipare alla sua eredità cioè con il riconoscimento della qualità di legittimari. Non vale la regola eius commoda, eius incommoda? Comunque ancora grazie per la disponibilità e il tempo dedicatomi.
     
  9. moni66

    moni66 Nuovo Iscritto

    Non ho mai sentito parlare della regola eius commoda, eius incommoda al di fuori della regolamentazione dei contratti. Per quanto riguarda invece l'obbligo dei nipoti, su questo mi sono consultata con 2 avvocati anni fa (avendo io uno zio invalido di cui di occupava mio padre, obbligato in solido con l'altro fratello) ed entrambi mi hanno confermato che noi nipoti (io, mio fratello e mia cugina), alla morte dei nostri genitori, non saremmo stati obbligati nei confronti dello zio, in quanto l'obbligo citato dall'articolo 433, non sarebbe stato "ereditato" dai nipoti.
    A questo punto, se invece a qualcuno risulta qualcosa di diverso, sarei interessata anch'io a saperne qualcosa, dato che mio padre è già morto e invece lo zio gode ancora di ottima salute.
     
  10. uGuccione

    uGuccione Nuovo Iscritto

    eius commoda eius incommoda mi risulta essere un principio generale del nostro ordinamento giuridico che sta ad indicare che ogni situazione giuridica costituisce un unicum e come tale produce inscindibilmente effetti positivi e negativi. Tale brocardo trova pertanto applicazione anche nell'interpretazione del contratto (ma non solo) costituendo quella "regola" ermeneutica alla quale ti riferisci.
    Dico questo quale profana della materia giuridica alla quale mi avvicino solo come autodidatta.
    In ogni caso ancora grazie delle ulteriori precisazioni alle quali mi ero avvicinata anche io relativamente alle quali però mi è sorto un dubbio .. amletico che ha determinato la richiesta di aiuto.
    E precisamente: se nè io (figlia del vedovo sposato in seconde nozze) nè le nipoti (uniche parenti anche se in linea collaterale) siamo obbligate giuridicamente a prenderci cura dell'interessata, chi dovrà occuparsi di lei magari per promuovere quell'amministrazione di sostegno - introdotta nel 2004 nel libro primo del codice civile - alla quale fai riferimento?
    Puo essere che la soluzione sia da ricercare in una norma diversa dal 433 cod. civ. ? Ti ringrazio ancora di cuore per la tua collaborazione veramente pregievole
     
  11. moni66

    moni66 Nuovo Iscritto

    Ti riporto come esempio, come è stato e viene tuttora trattato il caso di mio zio disabile, premettendo che la sua è una disbilità psichica in forma non grave, nel senso che è più o meno in grado di occuparsi fisicamente di se stesso, ma non di amministrarsi, non è in grado di rapportarsi con gli enti esterni, pubblici o meno, non è in grado di capire un estratto conto, o capire il contenuto di una lettera dell'ufficio tributi o di una banca, ma riesce a recarsi in posta e pagare una bolletta, per intenderci. Non ha la cognizione del valore dei soldi ecc..
    Lui è in carico ai servizi sociali del suo comune di residenza, tutti i giorni gli vengono consegnati i pasti (pranzo e cena) e una volta alla settimana riceve una visita da personale del comune che verifica lo stato dell'abitazione, pulizia, problemi, ecc..
    Per il momento non è stata ancora attivata l'amministrazione di sostegno, perchè c'è ancora l'altro mio zio che riesce ad aiutarlo in tutte le pratiche quotiane per le quali lui non è in grado, quando non ci sarà più lui, occorrerà attivarsi in questo senso.
    Il ricorso può essere presentato direttamente al Giudice Tutelare e puoi trovare molto materiale online.
    In ogni caso:
    Possono fare richiesta di amministrazione di sostegno: il beneficiario (persona interessata), i familiari entro il 4° grado, gli affini entro il 2° grado
    Devono fare richiesta di amministrazione di sostegno: I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e nell’assistenza della persona, venuti a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l'apertura del procedimento di ammininistrazione di sostegno, sono obbligati presentare il ricorso al giudice tutelare
     
  12. uGuccione

    uGuccione Nuovo Iscritto

    Gazie, grazie, grazie. Ancora grazie
     

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