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  1. dombon66

    dombon66 Nuovo Iscritto

    Salve, sono iscritto da pochi giorni al forum, e volevo porre una domanda.
    Il 20 gennaio 2011 mamma ha ricevuto una raccomandata dal comune di residenza dove richiedono il pagamento dell'ICI del 2005.In realtà essendo mamma invalida al 100% con accompagno, pago sempre io la sua ICI. Nel 2005 ho pagato solo la rata di giugno, ma mi sono dimenticato di quella di dicembre. L'aliquota usata e' stata il 5 x mille, come l'anno precedente.

    volevo chiedere:
    1. l'ICI del 2005 è andata in prescrizione? Precisamente il comune l'ha inviata il 30 dicembre del 2010, ma mamma l'ha ricevuta il 20 gennaio del 2011.
    2. Inoltre il comune ha fatto i calcoli con l'aliquota massima (7 x mille) senza dare nessuna comunicazione a mamma. E' lecito questo?
    3. Qualcuno sa se ci sono delle agevolazioni per una vedova e invalida al 100% ?

    Grazie in anticipo a chi vorrà rispondere.
    Saluti.
    Domenico.
     
  2. 1) Purtroppo il Comune ha inviato l'accertamento entro il 31.12.2010, e a quella data il 2005 non era ancora prescritto. 2) Per stabilire la regolarità del 7 per mille devi controllare la delibera ICI comunale del 2005. Scrivi di aver sempre pagato il 5 per mille: ti basavi forse su qualche agevolazione di cui il Comune non ha tenuto conto nell'accertamento (spesso a fine anno gli accertamenti vengono spediti in fretta, senza "andare per il sottile" per evitare la prescrizione...). Controlla bene. 3) Ogni Comune può applicare agevolazioni a sua discrezione, quindi non posso che ripeterti di verificare le delibere. Ciao, buona serata
     
  3. dombon66

    dombon66 Nuovo Iscritto

    Innanzitutto grazie x la risposta.
    Ho sempre pagato il 5 x mille xchè era quella l'aliquota ordinaria.
    Sono venuto a sapere che hanno aumentato l'aliquota al 7 x mille perchè il comune era in dissesto finanziario
    e senza dare nessuna comunicazione formale ai cittadini. Io tra l'altro risiedo a roma da 10 anni, e quindi non sono venuto a sapere di questo aumento (anche io pago l'ICI per gli stessi immobili). Il comnue è tenuto ad informare i cittadini
    di questo aumento?
    Ho fatto un po' di conti e la differenza tra 7x1000 e 5x1000 e di circa 350 euro.
    Cerco di percorrere tutte le strade per evitare di pagare le 900 euro (sanzioni+interessi) di mia madre,
    io vorrei pagare al 5x1000.
    Per controllare le delibere ICI, le devo chiedere al comune?
    Grazie di nuovo per la disponibilità!!!
    Domenico.
     
  4. Purtroppo il Comune non ha nessun obbligo di comunicare la variazione delle aliquote al singolo cittadino. Di solito vengono affissi manifesti che riproducono la delibera comunale, e alcuni Comuni inviano ad ogni contribuente la delibera e il bollettino di pagamento, ma sono "scelte" e non obblighi di legge. Puoi trovare le delibere in comune o sul sito internet del Comune stesso. Ciao, buona serata
     
  5. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La prescrizione, se ben ricordo, inizia alle ore 0.00 del 1° gennaio del sesto anno successivo a quello cui si riferisce l'ICI. Se la contestazione del comune non è ARRIVATA, ripeto, ARRIVATA, entro quel momento, direi che la pretesa è prescritta. Poiché l'ICI in questo caso è riferita al 2005, il sesto anno è il 2011. Secondo me il pagamento è prescritto.

    Di solito i comuni inviano una guida ICI nel corso dell'anno cui l'ICI si riferisce. Questa guida di fatto serve per il 16 dicembre, allorché è possibile avere tutti i dati per il calcolo dell'ICI. Infatti a giugno l'acconto pagato è semplicemente pari al 50% dell'ICI pagata per l'anno precedente e a dicembre si fa, con la guida, il calcolo del saldo: ICI - acconto.
     
  6. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    due cose che non mi sembrano chiare, 1° ICI prima casa non in essere per quel periodo 2° la raccomandata l'hai ricevuta il 20 del mese successivo alla scadenza della prescrizione, pertanto fa fede la date del ricevimento della a.r., insisti con il comune e vedrài che qualcosa otterrai ciao :daccordo:
     
  7. Ai fini della prescrizione, per il notificante (Ente impositore) vale la data in cui ha consegnato l'atto all'Ufficio postale. Quindi nel caso esaminato l'atto del Comune non è prescritto.
     
  8. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La data di consegna all'ufficio postale non è stata indicata nel post, ove invece si parla di invio (30 dic 2010), cosa ben diversa.
     
  9. dombon66

    dombon66 Nuovo Iscritto

    Grazie a tutti x gli interventi. La mia speranza è che gli interventi di jac0 e adimecasa siano veri,
    ma temo che, purtroppo, abbia ragione Grazia.
    Comunque il comune non ha utilizzato le Poste Italiane per inviare le raccomandate, ma una società privata che si chiama Poste e Comunicazioni Private (PCP). Il 30 dicembre 2010 hanno consegnato 1000 buste a questa società, che poi ha notificato le raccomandate ai cittadini nel mese di gennaio 2011 (a mia madre il 20 gennaio).
    So che mi stò arrampicando sugli specchi ... ma questi 900 euro non mi va di pagarli !!!

    Un saluto Domenico.
     
  10. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Quel che conta è la data di notifica (analogamente alle multe che arrivano per violazione del Codice della Strada). Il Comune si è affidato ad un privato per la consegna, ma il privato non è riuscito a notificare il provvedimento in tempo (31/12/2010). Ti consiglio di recarti di persona all'Uff. Tributi Locali del comune ove è l'immobile facendo presente che il provvedimento è arrivato a debito prescritto. La comunicazione con cui invochi la prescrizione devi farla per iscritto. Fatti rilasciare la ricevuta. Auguri.
     
  11. In base alla sentenza della Corte Costituzionale n. 477/2002 del 26.11.2002, per l'Ente impositore vale la data della consegna all'Ufficio postale ( o analoghi) e non la data di notifica al contribuente.
     
  12. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    la data di invio deve essere sulla busta della a.r. e il giorno indicato del timbro postale e non la data di emissione, alcune sentenze son discordi in merito a quanto detto sulle date, pertanto è tutto da verificare:daccordo:
     
  13. I Comuni si conformano alla sentenza della Corte Costituzionale che ho citato prima. Buona serata
     
  14. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ho preso nota della sentenza, che ho visto applicata anche nel caso delle notifiche delle contravvenzioni.
    Mi domando allora se anche la DISDETTA DI LOCAZIONE, comunicazione che il proprietario invia al conduttore alla scadenza naturale del contratto, debba essere considerata un atto NON (o NON PIU') ricettizio. Mi domando cioè se tale disdetta è regolare allorché viene CONSEGNATA all'ufficio postale sotto forma di raccomandata con ricevuta di ricevimento 180 giorni prima della scadenza del contratto. Finora avevo assunto che dovesse PERVENIRE al conduttore 180 giorni prima, cosa ben diversa.
     
  15. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Ho trovato : Contemporaneamente, alla luce di una giurisprudenza decisamente maggioritaria di questa Corte regolatrice che nella specie deve essere ulteriormente confermata, si osserva - in termini opposti, rispetto a quanto invoca l'odierno ricorrente - che la lettera raccomandata - anche in mancanza dell'avviso di ricevimento - costituisce prova certa della spedizione attestata dall'ufficio postale attraverso la ricevuta, da cui consegue la presunzione, fondata sulle univoche e concludenti circostanze della spedizione e dell'ordinaria regolarità del servizio postale, di arrivo dell'atto al destinatario e di conoscenza ex art. 1335 c.c. dello stesso.
    Spetta, pertanto, al destinatario l'onere di dimostrare di essersi trovato senza sua colpa nell'impossibilità di acquisire la conoscenza dell'atto (Cass. 16 gennaio 2006, n. 758).
    In altri termini, la produzione in giudizio della lettera raccomandata con la relativa ricevuta di spedizione attestata dall'ufficio postale - anche in mancanza dell'avviso di ricevimento - costituisce prova certa della spedizione e da essa consegue la presunzione, fondata sulle univoche e concludenti circostanze della spedizione e dell'ordinaria regolarità del servizio postale, di arrivo dell'atto al destinatario e della sua conoscenza ex art. 1335 cod. civ. dello stesso e tale presunzione è superabile dal destinatario attraverso elementi di prova contrari (Cass. 13 aprile 2006, n. 8649; Cass. 25 settembre 2006, n. 20784).
    Raccomandata, prova certa, avviso di ricevimento, necessit, insussistenza
    :daccordo:
     
    A piace questo elemento.
  16. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La domanda mia era un'altra. I 180 giorni di preavviso minimo sono:
    - tra consegna all'ufficio postale (come risulterebbe dalla sentenza citata da Loretta Grazia) e scadenza del contratto,
    oppure
    - tra consegna al conduttore (atto ricettizio) e scadenza del contratto?
    Ovviamente la prima regola è più favorevole al proprietario.
    Grazie.
     

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