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  1. Faber65

    Faber65 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Per un immobile in Roma accatastato A/10 quante sono le classi ?
    Faccio questa domanda in quanto proprietario di un piccolo appartamento uso ufficio (A/10) in Roma centro. L'Ag. del Territorio mi ha quasi raddoppiato la rendita catastale a seguito "revisione parziale del classamento microzona 5 ai sensi art.1 comma 335 Legge 311/2004" . Infatti la classe è stata portata da 4 a 7.
    Vorrei fare ricorso in Commissione Tributaria ma dovrei sapere quante sono in totale le classi
    (N.B.: ci vogliono 3 mesi di canone di locazione per pagare l'IMU !)
    Ringrazio anticipatamente
     
  2. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Dovrebbero essere nove.
    Pensi di proporre il ricorso senza l'assistenza di un difensore abilitato?
    Se ci fosse un errore evidente, chiedi preliminarmente l'annullamento in autotutela.
     
  3. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    Le categorie attuali R unità immobiliari a destinazione abitativa di tipo privato e locali a destinati a funzioni complementari sono 11 CAT. A
     
  4. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Si se parli di microzone, ma se vai a vedere le visure catastali degli immobili non citano R ma A/1, A/2, A/3 ecc. classe 1,2, ecc (tutte quelle previste in quel Comune) ed i vani...
     
  5. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Conosci la differenza tra classe e categoria?
     
  6. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    La categoria è definita, ma la classe è in funzione del comune che le stabilisce in funzione delle differenze fra gli immobili appartenenti alla stessa categoria. E' una scelta dell'Agenzia del Territorio concordata con il comune.
     
  7. Pitiuso

    Pitiuso Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Caso analogo in Roma Prati, per immobile c/1 già classe 5, dovuto liberare con sfratto x morosità da più di un anno, tuttora sfitto e lasciato da ripristinare, mi è stata comunicata variazione alla classe 6, con causale revisione parziale classamento microzona 5 ai sensi art 1 c 335 L 311/2004.
    La motivazione è una presunta rivalutazione della redditività x incrementata vocazione commerciale della via di ubicazione ed intensità dei flussi pedonali..
    Forse si confondono con Via Cola di Rienzo, ma il locale sta in una via secondaria, a scarso traffico pedonale e dove ci sono già altri immobili sfitti.
    Per la redditività, ove si incrementasse, non opera già l'IRPEF ?
    Come si può reagire a questo sopruso, adottato in via meramente burocratica ?
     
  8. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Piccola differenza: se l'affitti paghi anche l'IRPEF, altrimenti paghi solo l'IMU.
     
  9. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    e dici poco, con quello che i Comuni chiedono IMU-- IUC ora, c'è poco da rallegrarsi
     
  10. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Elenco completo delle categorie catastali:
    GRUPPO A (IMMOBILI A DESTINAZIONE ORDINARIA)

    In questo gruppo sono riportate tutte le abitazioni e gli uffici e si dividono in 10 classi

    • A/1 = Abitazioni di tipo signorile: unità immobiliari appartenenti a fabbricati, ubicati in zone di pregio, con caratteristiche costruttive, tecnologiche, di rifinitura e dotate d'impianti e servizi di livello superiore a quello dei fabbricati di tipo residenziale. Superficie commerciale superiore ai 240 mq, dotato di almeno 3 servizi igienici, ampi spazi comuni ubicato in stabile con possibilità di ascensore e portineria. Solitamente sono appartenenti ad edifici, anche plurifamiliari, ubicati in zone di pregio o in località signorili centrali, caratterizzati da ottima esposizione prevalente, ricco grado di finimento, grande ampiezza media dei vani, completezza degli impianti. In taluni casi possono far parte di questa categoria anche mini-appartamenti ricavati dal frazionamento di ville, qualora si trovino in zone di particolare pregio o prestigio. Nei fabbricati ai quali appartengono le abitazioni di tipo signorile è ammessa la compresenza delle categorie C/6, C/1, A/10 o D/5. Le unità immobiliari urbane attribuibili a questa categoria sono davvero poche, anche perché non si deve tener conto solo dell'edificio o della unità immobiliare ma anche della zona di ubicazione e dell'esposizione prevalente.
    • A/2 = Abitazioni di tipo civile: unità immobiliare appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello rispondenti alle locali richieste di mercato per i fabbricati di tipo residenziale. Possono essere mini-alloggi di consistenza notevolmente inferiore a quella propria di abitazioni di tipo civile e fabbricati a schiera, con caratteristiche costruttive, di rifinitura e dotazione d'impianti e servizi propri della categoria. Nelle località a vocazione turistica possono essere qualificati in A/2 anche abitazioni prive di riscaldamento. Una delle caratteristiche che li distingue può essere la presenza di almeno 2 servizi igienici.
    • A/3 = Abitazione di tipo economico: unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche di economia sia per quanto riguarda la rifinitura che per materiali impiegati e con impianti tecnologici limitati ai soli indispensabili. Il grado di finimento è fra l'ordinario ed il semplice, l'ampiezza dei vani medio-piccola, completezza d'impianti tecnologici limitati ai soli indispensabili.
    • A/4 = Abitazione di tipo popolare: unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e di rifiniture di modesto livello. Dotazione limitata d'impianti quantunque indispensabili. Tale categoria non trova più applicazione alle unità immobiliari abitative di recente edificazione, ma può essere attribuita ad abitazioni di vecchia costruzione con grado di finimento semplice, con dotazione scarsa d'impianti e non corrispondenti agli standard correnti. In passato molte unità immobiliari sono state accatastate in questa categoria (anche gli edifici per edilizia economica e popolare) ma oggi le nuove costruzioni, tranne rare eccezioni, non hanno le caratteristiche per essere definite A/4.
    • A/5 = Abitazioni di tipo ultra-popolare: unità immobiliari appartenenti a fabbricati edificati nel periodo antecedente agli ultimi eventi bellici, non ristrutturati e con livelli costruttivi e di dotazioni d'impianti e di servizi insufficienti oppure ordinariamente inferiori agli standard attuali; la rifinitura è di modesto livello e vetustà. In realtà esse non rappresentano più unità abitative ordinarie.
    • A/6 = Abitazione di tipo rurale: come le abitazioni del tipo ultra-popolare (A/5), le abitazioni di tipo rurale sono rispondenti, nello spirito della norma, a realtà edilizie e di utilizzazione consueta all'epoca della formazione del N.C.E.U. Attualmente queste unità non rappresentano più tipologie abitative ordinarie perché sono al di fuori degli standard minimi indispensabili per l'uso a cui dette categorie fanno riferimento. Gli immobili già censiti in questa categoria (A/6) sono caratterizzati dall'assenza o carenza degli indispensabili servizi igienici e, spesso, anche di altre dotazioni ora ritenute indispensabili. Attualmente queste unità vengono adeguate alle minime condizioni abitative - e, quindi meritano un nuovo appropriato classamento - oppure non avendo subito interventi di riadattamento per il principio dell'ordinarietà non possono che essere classate -sia pure nelle classi più basse - nella categoria che rappresenta le unità più povere di dotazioni: la categoria A/4.
    • A/7 = Abitazione in villino: per villino deve intendersi un fabbricato, anche se suddiviso in unità immobiliari, avente caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture proprie di un fabbricato di tipo civile o economico ed essere dotato, per tutte o parte delle unità immobiliari, di aree coltivate o meno a giardino. Normalmente una unità immobiliare per essere classificata "villino", deve essere composta da almeno 3 vani più una cucina e i servizi.
    • A/8 = Abitazioni in ville: Devono intendersi ville quegli immobili caratterizzati essenzialmente dalla presenza di parco e/o giardino, edificate in zone urbanistiche destinate a tali costruzioni o in zone di pregio con caratteristiche costruttive e di rifiniture, di livello superiore all'ordinario. Sono costituite da un numero elevato di vani con rifiniture interne di discreto pregio. Sono ubicate generalmente nella periferia dei centri più importanti oppure in campagna e in zone di villeggiatura circondate da abbondante verde (parco, giardino, cortile).
    • A/9 = Abitazioni in castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici: In questa categoria ricadono i castelli ed i palazzi che per loro struttura, la ripartizione degli spazi interni e dei volumi edificati non sono comparabili con le unità tipo delle altre categorie; costituiscono ordinariamente una sola unità immobiliare. E' compatibile con l'attribuzione della categoria A/9 la presenza di altre unità, funzionalmente indipendenti, consimili nelle altre categorie. I castelli di proprietà dello Stato, se ospitano pinacoteche, biblioteche, musei, gallerie, si devono assegnare alla categorie B/6. Se invece a causa del loro interesse storico od artistico, sono conservati senza alcuna delle particolari sopraddette destinazioni, quali monumenti nazionali inaelinabili, si fanno rientrare nella categorie A/9, senza però determinare determinare la rendita.
    • A/10 = Uffici e studi privati: Possono essere uffici privati e "open space". Dette unità immobiliari sono caratterizzati dalla presenza di ampie superfici, da attrezzare con pareti mobili, secondo le esigenze temporali dell'ufficio. Possono ospitare scuole private, agenzie assicurative, laboratori professionali (per esempio gabinetti medici ubicati nei piani elevati, laboratori odontotecnici, laboratori per analisi ecc.)
    • A/11 = Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi: Rifugi di montagna, baite, trulli, sassi, nuraghi, dammusi, chalet, baracche in zone terremotate ecc. Nell'attribuzione di questa categoria bisogna essere più che certi che la UIU siano sicuramente tipiche del luogo: un esempio su tutti è costituito dai trulli pugliesi.
    GRUPPO B (IMMOBILI A DESTINAZIONE ORDINARIA)

    In questo gruppo vengono riportati tutti gli immobili per lo più di uso pubblico (escluso B/7 e B/8) e le cui attività ospitate non hanno fini di lucro.

    • B/1 = Collegi e convitti: Collegi e convitti, educandati, ricoveri, orfanotrofi, ospizi, conventi, seminari, caserme.
    • B/2 = Case di cura e ospedali: Costruiti o adottati per tale destinazione, non suscettibile di destinazione diversa senza radicali trasformazioni, se non hanno fine di lucro.
    • B/3 = Prigioni e riformatori: Questa categoria è ben identificabile e non ha bisogno di ulteriori specifiche.
    • B/4 = Uffici pubblici: Si comprendono in questa categoria gli uffici vescovili e parrocchiali adibiti a uffici costituenti unità immobiliari indipendenti. Molti uffici considerati pubblici (es. gli uffici postali) nel tempo hanno subito trasformazioni di proprietà e di produzione di reddito, quindi non vanno più accatastati con questa categoria.
    • B/5 = Scuole e laboratori scientifici: Costruiti o adottati per tale destinazione, non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni, se non hanno fine di lucro
    • B/6 = Biblioteche ecc.: Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, accademie che non hanno sede in edifici della categoria A/9. Rientrano nella B/6 anche i castelli di proprietà dello Stato, se ospitano pinacoteche, biblioteche, musei, gallerie. I circoli ricreativi sono da assegnare alla categoria B/6 quando non hanno fine di lucro e, in quanto tale, sono assimilabili alle unità immobiliari adibite ad attività culturali.
    • B/7 = Cappelle ed oratori non destinati all'esercizio pubblico dei culti: le cappelle e gli oratori di proprietà di privati non destinati all'esercizio pubblico dei culti vanno accertate nella categoria B/7 e sono soggette a determinazione della rendita catastale.
    • B/8 = Magazzini sotterranei per deposito derrate: Un magazzino adibito alla conservazione di prodotti agricoli, qualora non sia da ritenersi rurale, si accerta come unità immobiliare della categoria C/2, a meno che, essendo sotterraneo, non debba essere accertato come unità immobiliare della categoria B/8. I locali ad uso deposito e stagionatura dei formaggi o di altri prodotti dell'industria alimentare, quando sono privi d'attrezzatura industriale e suscettibili senza radicali trasformazioni, di ordinaria destinazione, sono da considerarsi come magazzini e locali di deposito, e pertanto da accertarsi nella categoria C/2, a meno che , essendo sotterranei, non debbano essere accertati come unità immobiliare della categoria B/8.
    GRUPPO C (IMMOBILI A DESTINAZIONE ORDINARIA)

    In questo gruppo troviamo negozi, botteghe, magazzini ed altre destinazioni che hanno fine di lucro ad eccezione delle categorie C/4, C/5 e C/6 per cui è necessario che non ci sia scopo di lucro.



    • C/1 = Negozi e botteghe: Locale avente accesso indipendente, adibito ordinariamente alla vendita di merci e prodotti in genere, anche se mancante di mostra. Rientrano nella C/1 i locali occupati da barbieri, modiste, orologiai, nonché uffici telefonici, le ricevitorie postali, i banchi del lotto, le esattorie delle imposte dirette, le agenzie bancarie o assicurative, le biglietterie, le sale d'aspetto delle linee automobilistiche di servizio pubblico, gli ambulatori medici ecc. posti in comuni locali che hanno ingresso diretto dalla strada pubblica e comuni caratteristiche dei locali per bottega. Vi rientrano anche i locali adibiti ad esposizione o a "musicstore" ed in genere quei locali singoli o a gruppi - costituenti unità immobiliari - dove si effettua la vendita, con prevalenza al dettaglio, di merci, di manufatti, prodotti, derrate ecc. e quei locali dove la vendita si accompagna con prestazioni di servizio come, ad esempio, trattorie e ristoranti, pizzerie, panetterie (intese come locali di vendita al minuto del pane), bar anche se compresi in una stazione ferroviaria o simili), caffè ecc.
    • C/2 = Magazzino ad uso deposito: fienili, soffitte e cantine disgiunte dall'abitazione; locali dove si esercita la vendita all'ingrosso di merci, manufatti, prodotti, derrate ecc. o solo adibiti a contenere questi ultimi, ma che non abbiano appressamenti per mostre (vetrine). Generalmente i locali della categoria C/2 sono di maggiori dimensioni rispetto a quelli della C/1, sono ubicati in posizione prevalentemente eccentrica e non hanno, di solito, apprestamenti per mostre. Sono C/2 anche i depositi per merci compresi nel recinto di una stazione ferroviaria o di un aeroporto.
    • C/3 = Laboratori per arti e mestieri: Sono C/3 anche quando costituiti da diversi tipi di costruzione, come, ad esempio, una falegnameria con tettoia per deposito legnami o locali utilizzati per la lavorazione artigianale del marmo; i caseifici, i forni da pane, i macelli e i molini di scarsa importanza economica e quando occupano comuni locali suscettibili di diversa destinazione ordinaria senza radicali trasformazioni; sono C/3 anche le officine per la riparazione di autoveicoli; gli impianti per lavaggio autovetture, se dotati di attrezzature semplici e, quindi, con esclusione degli impianti fissi nei locali; le porzioni di stazioni di servizio adibite ad autofficine e/o autolavaggio chiuso, con idonea attrezzatura e relativa area asservita; tutti quei locali nei quali gli artigiani (per esempio fabbri, falegnami ecc.) provvedono alla lavorazione e alla trasformazione di semilavorati, in prodotti finiti. Questi locali adibiti a laboratori artigianali sono normalmente ubicati in periferia o nel corpo delle città e solo eccezionalmente in località centrali. Di regola non hanno gli adattamenti delle botteghe per la vendita, sebbene talvolta l'artigiano lavori non soltanto per commissione ma anche per la vendita diretta al pubblico.
    • C/4 = Fabbricati e locali per esercizi sportivi: Costruiti o adottati per tale destinazione, non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni, se non hanno fine di lucro. Sono C/4 anche i ricreatori religiosi, le costruzioni destinate all'esercitazione dei pompieri, i locali e i fabbricati per il dopolavoro.
    • C/5 = Stabilimenti balneari e di acque curative: Fabbricati per la previdenza sociale, adibiti a stabilimenti termali dalla previdenza sociale.
    • C/6 = Stalle, scuderie, rimesse e autorimesse: Box per auto, posti auto scoperti, rimesse per autoveicoli o per imbarcazioni, autorimesse. Queste ultime se costruite o adattate per tale destinazione e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni, se non hanno fine di lucro.
    • C/7 = Tettoie chiuse o aperte: Quando non destinate ad uso pubblico si determina la sola consistenza. Lavatoi pubblici coperti, posti auto su aree private coperte o su piani "pilotis". Queste ultime unità immobiliari, caratterizzate da spazi delimitati con segnaletica a terra - ricavati su aree o spazi privati, quali i piani "pilotis", e che venivano censite nella categoria C/6, troveranno ora collocazione nella categoria C/7.


    GRUPPO D ( IMMOBILI A DESTINAZIONE SPECIALE)

    In questo gruppo vanno censite tutte quelle grosse attività che danno grossi profitti.

    • D/1 = Opifici: Fabbricati ove si svolge un'attività industriale a mezzo di meccanismi inamovibili per necessaria infusione, ovvero gli stabilimenti o le fabbriche che occupano interi fabbricati o porzioni di fabbricati nei quali si svolge un'attività intensa a produrre un bene economico e, comunque, capace di trasformare la materia prima in prodotti finiti e vendibili (ad esempio una fabbrica di automobili o di motocicli, un polverificio, uno zuccherificio, una distilleria, ecc.), oppure si tratta di attività intensa a generare prodotti e servizi per venderli ad altri o ricavarne un'utile (ad esempio, autosilos dotati d'impianti di sollevamento delle autovetture); o di falegnamerie che non hanno carattere artigianale, cabine elettriche, centrali idroelettriche. Rientrano inoltre nella stessa categoria anche i forni da pane, i caseifici e i molino di rilevante importanza economica e cioè, quando, per le condizioni di fatto, vi si possono riconoscere le caratteristiche degli opifici. Nel dichiarare immobili o parti di essi in questa categoria è necessario essere certi che ci sia trasformazione di materia prima e creazione di prodotti e/o servizi che producono utili.
    • D/2 = Alberghi e pensioni: Villaggi turistici, le case di riposo o i pensionati per anziani, le locande, gli ostelli e i dormitori.
    • D/3 = Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli simili: Discoteche, parchi gioco, zoo-safari e simili quando hanno fine di lucro. Le attività esercitate sono caratterizzate essenzialmente dalla cessione di servizi o svaghi a pagamento e sono pertanto assimilabili a quelle esercitate nei locali per spettacolo.
    • D/4 = Case di cura e ospedali: Quando hanno fine di lucro.
    • D/5 = Istituti di credito, cambio ed assicurazione: Quando hanno fine di lucro.
    • D/6 = Fabbricati e locali per esercizi sportivi: Quando hanno fine di lucro. Sale per bowling, stadi e piscine, aree con attrezzature sportive, campi sportivi senza costruzioni (ad es.: calcetto, tennis, pallavolo, basket, baseball, ecc.) o cono semplici gradinate, impianti con attrezzature sportive, anche con coperture pressurizzate. Si considerano attrezzature sportive anche i campi da golf, i maneggi e simili.
    • D/7 = Fabbricati per le speciali esigenze industriali: Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un'attività industriale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni. Sono compresi in essi i caselli esistenti negli svincoli autostradali ed i locali per deposito attrezzi posizionati lungo le autostrade concesse all'industria privata, gl'impianti per il lavaggio auto (se del tipo automatico con presenza di attrezzature specifiche e semprechè non rientrino a far parte delle stazioni di servizio); le discariche per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani con gestione reddituale; le aree di deposito di rottami, inerti, ecc. nel caso in cui oltre al deposito, nelle aree in cui si svolge l'attività di lavorazione e commercializzazione del materiale, anche se con carattere sussidiario; gli impianti di depurazione delle acque di rifiuto delle proprietà di persona o società esterna o estranea al complesso abitativo (condomini "orizzontali" o consorzi residenziali) per cui si possa ipotizzare che la relativa gestione sia reddituale; le porzioni di costruzioni utilizzate dai concessionari d'auto, se dotate di locali con attrezzature specifiche per le operazioni di manutenzione degli autoveicoli; i caselli ferrotranviari; le centrali del latte; i fabbricati per gl'impianti d'estrazione di acque dal sottosuolo ed in genere le industrie denominate "di occupazione" ovvero sia le "industrie estrattive" (quelle cioè che hanno lo scopo di ricavare direttamente dal sottosuolo i suoi prodotti).
    • D/8 = Fabbricati per le speciali esigenze commerciali: Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un'attività commerciale non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni. Sono compresi in essi: le aree per deposito di rottami o inerti, porti turistici, ecc. qualora la loro destinazione sia di semplice stoccaggio; capannoni industriali utilizzati per la conservazione dei surgelati; macelli; campeggi; fiere; spazi espositivi; mostre; mercati; compendi commerciali come i grandi magazzini di supermercati, ipermercati ed autogrill autostradali; gli autosilos privi d'impianti di sollevamento ed i parcheggi "a raso" di tipo pubblico; i parcheggi a pagamento su aree private; i posti barca nei porti turistici costituiti da ben delimitati specchi d'acqua sui quali vengono esercitati diritti reali - ancorché in regime di concessione demaniale - e caratterizzati dalla presenza di servizi, quali l'approdo, anche se del tipo galleggiante, l'allaccio per la fornitura d'acqua, di luce, di telefono, oltre ad eventuali locali di uso esclusivo; le serre, nel caso in cui la loro funzione sia di solo stoccaggio di piante e fiori; anche se in stato vegetativo, in quanto è preminente l'attività commerciale.
    • D/9 = Edifici galleggianti e ponti: Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo; i ponti privati soggetti a pedaggio. I ponti e le passerelle non privati si accertano nella categoria E/2.
    • D/10 = Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole: Nel caso in cui le caratteristiche di destinazione e tipologiche siano tali da non consentire, senza radicali trasformazioni, una destinazione diversa da quella per la quale furono costruiti. Ad esempio costruzioni strumentali all'esercizio dell'attività agricola diverse dalle abitazioni, quali, ad esempio, i silos in muratura per la stagionatura di foraggi o per la conservazione di cereali, i locali o strutture a servizio dell'attività agricola diverse dalle abitazioni, quali ad esempio, i silos in muratura per la stagionatura di foraggi o per la conservazione di cereali, i locali o strutture a servizio dell'attività agricola adibite alla mera "protezione" di piante allo stato vegetativo non su suolo naturale, che siano, però, prodotti delle colture praticate dall'azienda cui i manufatti stessi sono asserviti ecc. . Vi sono nostre comprese quelle costruzioni destinate ad attività agricole.


    GRUPPO E (IMMOBILI A DESTINAZIONE PARTICOLARE)

    In questa categoria sono compresi tutti gli edifici particolari che non trovano applicazione nelle categorie precedenti e che sono destinati ad uso pubblico.



    • E/1 = Stazioni per servizi di trasporto terrestri, marittimi ed aerei: Più precisamente si ritiene che siano da ricomprendere nell'unità immobiliare "stazione" esclusivamente gli immobili o loro porzioni strumentali all'attività del trasporto, vale a dire solo quegli immobili utilizzati a titolo esclusivo dal soggetto giuridico erogante il servizio pubblico per l'esercizio della propria specifica attività. Di conseguenza gli eventuali esercizi commerciali, immobili a destinazione ricettiva od altro, pur ricompresi nel recinto di una stazione od aeroporto (ad es. dutyfree, centri commerciali, dormitori, ostelli, depositi per le merci, bar, ristoranti ecc.) devono essere censiti sulla base delle loro caratteristiche intrinseche derivanti dalla loro destinazione oggettiva e reale e non possono essere inglobati nell'infrastruttura utilizzata per il trasporto pubblico, avente classamento nella categoria E/1.
    • E/2 = Ponti comunali: Ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio, nonché passi volanti in prosecuzione di strade pubbliche.
    • E/3 = Costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche: In questa categoria restano comprese tutte le unità immobiliari nelle quali si esercitano attività finalizzate al soddisfacimento di esigenze pubbliche, con esclusione di quelle aventi fini esclusivamente o prevalentemente commerciali ed industriali. Ad esempio: i chioschi per informazioni al pubblico, per impianti di erogazione carburanti (limitatamente alla zona destinata all'erogazione del carburante), in uso alle forze dell'ordine, le tettoie ad uso pubblico sulle spiagge, i padiglioni destinati ad uso di refettori per finalità di assistenza pubblica, le pese ed i gabinetti pubblici, le discariche pubbliche, con esclusione di quelle in cui sono presenti immobili o impianti destinati al riciclaggio. Non rientrano in tale categoria i manufatti, anche se eretti su suolo pubblico assegnato in concessione, ove risultino soddisfatti i requisiti di stabile permanenza nel luogo in cui sono installate e di autonomia funzionale e reddituale, previsti dal decreto del Ministero delle Finanze n.28/1998. In particolare dette unità, laddove "raggruppabili in classi", sono da censire nella pertinente categoria ordinaria. Solo immobili "singolari" per l'estrema precarietà della struttura, l'assenza di una permanenza continuativa nel luogo in cui sono installate, nonché per la scarsa diffusione sul territorio, tali da non permetterne il raggruppamento in "classi", possono essere censiti nella categoria E/3.
    • E/4 = Recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche: Fiere, spazi espositivi, mostre, mercati e simili, costituite soprattutto da aree scoperte, saltuariamente attrezzate con strutture e stand amovibili per le esigenze espositive, e con modeste costruzioni destinate a soddisfare alcune esigenze primarie (biglietteria, servizi igienici, accoglienza ecc.); le tettoie infisse su suolo pubblico e le aree attrezzate a sosta per caravan, quando non presentano caratteristiche che determinano le speciali esigenze per un'attività commerciale.
    • E/5 = Fabbricati costituenti fortificazioni e loro dipendenze: Sono censibili in questa categoria gli immobili adibiti a caserme e fortificazioni, purché abbiano carattere monumentale. Nell'eventualità che in questi immobili o complessi immobiliari trovino ospitalità altre funzioni culturali (musei, scuole, circoli culturali e ricreativi, ecc.), commerciali o terziarie (negozi, uffici ecc.), è necessario verificare preliminarmente la possibilità di articolare gli stessi in distinte unità immobiliari, da censire nelle pertinenti categorie ordinarie o speciali, ed, in caso negativo, operare sulla base del criterio di prevalenza.
    • E/6 = Fari, semafori ecc.: Fari, semafori, torri per rendere di uso pubblico l'orologio comunale.
    • E/7 = Fabbricati destinati all'esercizio pubblico dei culti: Fabbricati destinati all'esercizio pubblico dei culti anche se di proprietà di privati, purchè abbiano le caratteristiche proprie all'uso specifico cui sono destinati. Questa categorie comprende esclusivamente i luoghi di culto pubblici, ossia aperti a tutti coloro che professano una determinata confessione religiosa e che risulta coerente con le caratteristiche intrinseche dell'immobile. Al riguardo si evidenzia che già nelle massime vigenti è previsto che destinazioni correlabili a questa fattispecie siano censite in unità autonome (ad esempio gli uffici parrocchiali, gli oratori, i cinema parrocchiali, i magazzini, le autorimesse, la casa canonica ecc.).
    • E/8 = Fabbricati e costruzioni nei cimiteri: Fabbricati e costruzioni nei cimiteri, esclusi i colombari, i sepolcri e le tombe di famiglia. Non possono essere ricompresi in questa categoria gli immobili o le porzioni d'immobili, con destinazione autonoma (ad esempio gli uffici, i magazzini, le autorimesse, la casa del custode ecc.).
    • E/9 = Edifici a destinazione particolare non compresi nelle categorie precedenti del gruppo E: Questa categoria è il contenitore residuale di tutte le altre costruzioni distinte dalla singolarità tipologica e dalla stretta correlazione dell'uso al soddisfacimento di un pubblico servizio. Valgono pertanto tutte le limitazioni in precedenza citate, ed in particolare non risultano compatibili con tale destinazione le unità immobiliari costruite per le esigenze di un'attività commerciale, industriale, ad ufficio privato, ovvero per funzioni diverse purchè dotate di autonomia funzionale e reddituale. Tra queste si rilevano i fabbricati, le loro porzioni o i compendi immobiliari destinati ad uffici postali e centri postali meccanizzati, per i quali le qualificazioni pertinenti sono C/1, D/5 e D/7, in relazione ai caratteri dimensionali, tipologici e funzionali.
    GRUPPO F (Entità Urbane): In questo gruppo ricadono tutte le entità urbane o gli accessori che non hanno rendita.

    • F/1 = Aree urbane: Possono essere risultanti da una demolizione totale o parziale di fabbricato urbano, da un frazionamento di corti comuni non censibili o di pertinenze scoperte esclusive.
    • F/2 = Unità collabenti: Sono le costruzioni inidonee ad utilizzazioni produttive di reddito, a causa dell'accentuato livello di degrado. Tra queste le costruzioni non abitabili o agibili e comunque di fatto non utilizzabili, a causa di dissesti statici, di fatiscenza di elementi strutturali e impiantistici, ovvero delle principali finiture ordinariamente presenti nella categoria catastale, in cui l'immobile è censito o censibile, ed in tutti i casi nei quali la concreta utilizzazione non è conseguibile con soli interventi edilizi di manutenzione ordinaria o straordinaria. In tali casi alla denuncia deve essere allegata un'apposita autocertificazione (da realizzare nello spazio destinato alla relazione nel file DOCFA) attestante l'assenza di allacciamento alle reti dei servizi pubblici dell'energia elettrica, dell'acqua e del gas.
    • F/3 = Fabbricati o loro porzioni in corso di costruzione: Possono essere interi fabbricati o porzione di essi. Di solito tale categoria si utilizza quando in un fabbricato sono stati ultimate per l'abitazione o l'uso soltanto alcune UIU e di esse non si può decidere ancora nè la consistenza, nè la destinazione.
    • F/4 = Fabbricati o loro porzioni in corso di definizione: Si tratta di unità per le quali non è possibile stabilire la reale superficie.
    • F/5 = Lastrici solari: Per lastrico solare si deve intendere una terrazza praticabile, completa di parapetti e con accesso autonomo.
     
    Ultima modifica: 7 Gennaio 2014
  11. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    e stiamo ancora a far lezione...daniele, non imparano mai. La prossima volta non spiegare: subito interrogazione e voto trimestrale. :D
     
    A Daniele 78 piace questo elemento.
  12. Pitiuso

    Pitiuso Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Al di là del sempre utile elenco delle CATEGORIE CATASTALI, repetita ... aliquando iuvant, sulle quali è più facile dirimere controversie con l'Agenzia del Territorio, ( un'abitazione popolare(?) in centro di ROMA o in zona diventata trendy, con rendita catastale inferiore ad abitazione civile in semicentro è spesso ....poco difendibile) le controversie e la domanda vertono sulle CLASSI, strumento non così ben definito e utilizzato dal il fisco negli accertamenti per aumenti di rendita catastale di tipo percentuale, spesso applicati con metodologie generiche, senza ricognizione effettiva degli immobili. Non c'è un difetto in diritto nell'applicare ad un'intera microzona lo stesso aumento ?
     
  13. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    c'è un difetto della democrazia. E' una scelta che una volta si sarebbe detto "fa gli interessi dei ricchi" spopola così i quartieri centrali spostando in periferia gli abitanti che non si possono permettere queste ridefinizioni. La democrazia deve essere progressiva. Non colpire a casaccio con metodi nazisti.
     
  14. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Si so che cerchi le CLASSI e non le CATEGORIE, siccome c'è molta confusione tra le une e le altre non solo qui su forum ma anche se cerchi in Internet, ecco che mi è sembrata doverosa indicare almeno le CATEGORIE.

    Aggiungo quello che ho trovato su un forum di professionisti, in quanto anche sul sito dell'ADE devi piangere quando cerchi queste informazioni (oltre a non trovarle)...anche su molti manuali tecnici è difficile trovarle. Riporto qui sotto:

    Attribuzione delle Categorie e Classi

    Caratteristiche differenziali e elementi basilari per l'attribuzione delle categorie alle unità immobiliari urbane.
    La normativa di riferimento (catastale), i punti essenziali della Legge Finanziaria e dell’Intesa della Conferenza Sato/Città ed Autonomia locali.

    CARATTERISTICHE DIFFERENZIALI E GLI ELEMENTI BASILARI PER L’ATTRIBUZIONE DELLE CATEGORIE ALLE UNITA’ IMMOBILIATI URBANE

    La formazione di ciascuna categoria, ossia la qualificazione in genere delle unità immobiliari urbane, viene determinata dalla constatazione
    dell’esistenza nel Comune o nelle varie zone censuarie in cui può essere suddiviso il Comune stesso, di unità immobiliari aventi analoghe destinazioni e caratteristiche intrinseche.

    La categoria cioè deriva dall’individuazione delle più salienti qualità Intrinseche rilevate dalle caratteristiche strutturali, costruttive e di uso dell’unità
    e ancora del fabbricato in se stesso da esse costituito (particella edilizia).

    Caratteristiche Intrinseche, per la determinazione della categoria

    1. Grado di finimento e stato di conservazione e manutenzione.
    2. Caratteristiche estetiche ed igieniche.
    3. Esposizione prevalente.
    4. Dimensioni dei vani in rapporto a quelli ritenuti normali.
    5. Importanza e sviluppo dei servizi interni.
    6. Esistenza di servizi comuni.

    Caratteristiche Estrinseche, per la determinazione della classe

    1. Genere della località.
    2. Ubicazione.
    3. Collegamento con i servizi pubblici di trasporto.
    4. Esposizione prevalente.
    5. Epoca della costruzione.
    6. Qualità delle strutture.
    7. Stato di conservazione e manutenzione.
    8. Grado di finimento.
    9. Ampiezza media dei vani.
    10. Richiesta sul mercato dei fitti.
    11. Impianti.
    12. Consistenza catastale.

    Questi dodici punti si riferiscono alle categorie del gruppo A.

    1. Situazione stradale.
    2. Ubicazione.
    3. Sviluppo su strada.
    4. Ampiezza.
    5. Epoca di costruzione.
    6. Qualità delle strutture.
    7. Stato di conservazione e manutenzione.
    8. Richiesta sul mercato dei fitti.

    Questi otto punti si riferiscono alle categorie del gruppo C e precisamente C/1, C/2, C/3 e C/6.

    Mentre è pressoché uniforme in tutto il Territorio Nazionale la suddivisione in cinque gruppi (A, B, C, D, E) articolati in numerose categorie (A/1, A/2, A/3, …) sono assai
    incerti i criteri in forza dei quali un immobile rientri nelle diverse categorie: ad es. una u.i.u. classificata come A/2 piuttosto come A/3.
    Nella Circolare 134 del 1941, il Ministero avvertiva, in riferimento alle prime otto classi della categoria A, che “trattandosi di qualificazione relativa e variabile da luogo
    a luogo, deve corrispondere al significato che ha “localmente” (v. anche la Circolare Ministeriale 14/03/1992 n. 5).

    Secondo la giurisprudenza, il classamento catastale deve avvenire in base alle caratteristiche strutturali dell’immobile e non in base alla sua occasionale destinazione;
    pertanto unità immobiliari ad uso abitativo non possono essere ritenute parte di un opificio industriale.

    Il classamento catastale è sancito dall’art. 9 del D.P.R. 01/12/1949, n 1142 (G.U. n. 53 del 04/03/1950) e dalla Circolare n. 134 del 06/07/1941, integrata con
    l’istruzione II del 24/05/1942. Rivestono particolare importanza anche gli articoli 6 (categorie), 7 (classi), 13 (revisione dei quadri di categorie e classi), 40 (unità immobiliare urbana) del richiamato D.P.R. 1142.

    Riguardo all’Istruzione II è il caso di porre l’attenzione sull’argomento denominato “Classamento” ove, al paragrafo 22, cita testualmente:

    “Assegnazione della Categoria” Per la destinazione e per altre qualità intrinseche che determinano la categoria, si avrà riguardo alle caratteristiche costruttive ed all’uso appropriato dell’unità immobiliare.
    Pertanto, nell’assegnazione della categoria, non si terrà conto delle destinazioni anormali o occasionali, di prevedibile breve durata e non conformi a quelle che, sul luogo,
    hanno normalmente analoghe unità immobiliari.

    Si pone attenzione anche al paragrafo 23 della stessa Istruzione II in merito alla “Classe”, che cita testualmente:

    Assegnazione della Classe”
    Per l’assegnazione alla classe si avrà riguardo:

    a) Come elemento diretto: principalmente a tutte le condizioni estrinseche dell’unità immobiliare e, secondariamente, alle condizioni intrinseche non considerate nella
    determinazione della categoria; le une e le altre in quanto influenzino il reddito;
    b) Come elemento – di controllo limitatamente alle categorie per le quali nella località è in uso il sistema dell’affitto al reddito fondiario lordo unitario.

    CARATTERISTICHE PER LE CATEGORIE PIU’ SIGNIFICATIVE
    Categoria A/4
    Caratteristiche delle particelle edilizie: (da considerarsi in linea secondaria)

    1. Fabbricati a due o più piani con prospetti semplici.
    2. Piani di altezza normalmente da 2,70 a 3,00 metri.
    3. Finestre piuttosto piccole.
    4. Scale scomode ad una o due rampe con gradini in pietra.
    Caratteristiche intrinseche delle unità immobiliari: (da prendersi in come base per la determinazione della categoria

    1. Vani scarsamente disimpegnati, soffittati in modo semplice, pareti tinteggiate a calce, pavimenti in comuni piastrelle di cemento.
    2. Serramenti ordinari.
    3. Accessori al servizio diretto piuttosto scarsi (disimpegni, corridoi, ripostigli, dispense, ecc.).
    4. Gabinetto senza pretese igieniche e piuttosto piccolo sovente ricavato nelle cucine o su ballatoi.
    5. Impianti a vista di luce, acqua e gas.
    6. Consistenza da ritenersi normale per la categoria vani 4,00 – 5,00.

    Categoria A/5
    Caratteristiche delle particelle edilizie: (da considerarsi in linea secondaria)

    1. Fabbricati di solito a 1, 2 o 3 piani al massimo.
    2. Prospetti grezzi e rustici.
    3. Altezza normalmente dei piani da 2,30 a 2,70 metri.
    4. Scale strette e scomode, di solito ad una sola rampa con gradini di pietra ed alzate elevate.
    5. Finestre strette e basse.

    Caratteristiche intrinseche delle unità immobiliari: (da prendersi come base per la determinazione della categoria)

    1. Vani piccoli, non disimpegnati, bassi d’aria (2,20 . 2,60 metri).
    2. Solai in legno soffittati o soffittati sommariamente.
    3. Pavimenti in mattoni o battuto di cemento.
    4. Serramenti ordinari in legno.
    5. Mancanza pressoché completa di accessori al servizio diretto (corridoi, ripostigli, dispense, ecc.).
    6. Gabinetto rustico molte volte in uso comune e quasi sempre piccolissimo e ricavato nelle cucine o nello spessore dei muri o in corpo a parte.
    7. Impianti a vista di luce, acqua e gas.
    8. Consistenza da ritenersi normale per la categoria vani 3,00 – 4,00.

    Sono da considerarsi in detta categoria anche le unità di altezza superiore ai metri 2,60 ma che hanno finiture di infimo ordine e di grado inferiore a quelle elencate.

    UNITA’ TIPO
    (Si riportano alcune unità tipo presenti nel Comune di Genova nella Zona Censuaria 1^ e 1^A) A/4 classe 1 Via Camaldoli civico 11 vani 4,50 altezza metri 3,10
    Via Fontanile civico 4 vani 4,50 altezza metri 3,20

    A/4 classe 2 Salita Granarolo civico 94 vani 3,50
    Via Casini civico 18 vani 4,50

    A/4 classe 3 Via Bologna civico 26 vani 6,50
    Salita Vecchia del Monte civico 5A vani 4,50

    A/4 classe 4 Via Pisa civ 3 v 6,00 altezza m 3,10
    Via Donghi civ 31 vani 6,00

    A/4 classe 5 Via Prè civico 3 vani 8,00 Vico Chiuso Cappa civ 7 v. 4,50

    A/4 classe 6 Via Finocchiaro Aprile civico 16 vani 4,50 altezza m 3,15

    A/4 classe 7 Via Cairoli civico 14 vani 6,00

    A/5 classe 1 Via Finocchiara civico 27 vani 4,00

    A/5 classe 2 Via Fontana Rossa civico 9 vani 3,50

    A/5 classe 3 Via Domenico Chiodo civico 13 vani 13,00 altezza m 3,50

    A/5 classe 4 Salita degli Angeli civico 12 vani 5,50 altezza metri 2,40

    A/5 classe 5 Via San Fruttuoso civico 16 vani 4,50 altezza metri 2,50

    A/5 classe 6 Via Prè civico 74 vani 3,50

    A/5 classe 7 Via Prè civico 68 vani 4,50

    A/5 classe 8 Vico degli Angeli civico 1 vani 3,50

    NORMATIVA DI RIFERIMENTO

    --> R.D.L. n. 652 del 13/04/1939 – art. 3.
    --> Legge n. 1249 del 11/08/1939.
    --> Circolare del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali n. 40 del 20/04/1939.
    --> Circolare del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali n. 127 del 18/07/1939.
    --> Circolare del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali n. 134 del 06/7/1941, integrata con l’Istruzione II del 24/05/1942.
    --> D. Lgs. n. 514 del 08/04/1948.
    --> D.P.R. n 1142 del 01/12/1949 – art. 9.
    --> Circolare del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali n. 5 del 14/03/1992.
    --> D.P.R. n 138 del 23/03/1998.

    LEGGE FINANZIARIA 2005
    (L. n 311 del 30/12/2004 art 1, commi dal n 334 al 340)- sunto significativo -

    Comma 335: Revisione del classamento su aree urbane limitate (microzone) e caratterizzate da elevati livelli di sperequazione rispetto alla media generale del territorio comunale.

    Comma 336: Revisione del classamento di singole unità immobiliari di proprietà privata non dichiarate in catasto o per le quali sussistono situazioni di fatto non più coerenti con il classamento catastali per intervenute variazioni edilizie.

    Comma 340: Rideterminazione della superficie delle unità immobiliari di proprietà privata per le quali le superfici dichiarate ai fini del calcolo della tassa comunale di smaltimento rifiuti, risultino inferiori all’80% della superficie catastale.

    “DETERMINAZIONE” 16/02/2005 (G.U. n. 40 del 18/02/2005)
    (Intesa Conferenza Stato/Città ed Autonomie Locali – seduta del 04/02/2005 rep. n 69)

    - si richiamano in quanto riguardano -

    Articolo 2: Individuazione delle unità immobiliari oggetto di rideterminazione della rendita;

    si rammenta il comma 2 della determinazione dove si evincono i requisiti delle unità immobiliari non soggette di trattazione e precisamente per il punto a), b) e c).

    Articolo 4: Adempimenti a carico dei titolari reali sulle unità immobiliari.

    Articolo 5: Adempimenti a carico dell’Agenzia del Territorio in caso di inadempienza da parte dei soggetti interessati.

    Ciò premesso, gli interventi edilizi cui far riferimento per l’eventuale necessità di procedere alla presentazione della Denuncia di Variazione possono essere così indicati:

    --> interventi edilizi che abbiano comportato un incremento di valore nell’ordine del 15% del valore di mercato e della redditività della u.i.u. a seguito di (cfr. DPR. 6.6.2001 n 380 – Testo Unico in Materia Edilizia art 3):

    --> manutenzione straordinaria così come definiti alla lettera b), in particolare quando detti interventi abbiano comportato una variazione della consistenza ovvero delle
    caratteristiche distributive interne ed impiantistiche rispetto all’origine;

    --> restauro e risanamento conservativo così come definiti alla lettera c) qualora abbiano interessato l’intero edificio;

    --> ristrutturazione edilizia così come definiti alla lettera d);

    --> interventi edilizi che abbiano comportato, in modo permanente, il cambio di destinazione d’uso;

    --> l’avvenuto rilascio di licenze ad uso commerciale che comportino modifiche permanenti della destinazione d’uso (categoria catastale non coerente con la destinazione autorizzata);

    --> l’avvenuto passaggio dalla categoria esente a quella soggetta ad imposizione (abitazioni funzionali all’esercizio dell’attività agricola prive dei requisiti indicati nel
    D.P.R. 23 marzo 1998, n 139).

    Per contro possono non sono soggette a Denuncia di Variazione le u.i. già censite ed oggetto di interventi edilizi che non hanno comportato:

    --> modifica della destinazione d’uso;

    --> incremento del valore e del reddito ordinario in misura significativa, a seguito di interventi di:

    --> manutenzione ordinaria così come definiti alla lettera a);

    --> manutenzione straordinaria così come definiti alla lettera b) sempre che non abbiano comportato una variazione della consistenza, delle caratteristiche distributive interne ed impiantistiche originarie;

    --> restauro e risanamento conservativo così come definiti alla lettera c) qualora non abbiano interessato l’intero fabbricato;

    --> adeguamento di impianti tecnologici alle norme tecniche e di sicurezza, riparazioni e rinnovo di impianti esistenti, opere di consolidamento e conservazione delle strutture.

    In funzione di quanto sopra, con riferimento all’argomento d’attualità individuabile nell’”avviso bonario” inviato dal Comune di Genova ai contribuenti (Delibera n. 40 del 24.05.05), a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, comunque non vincolante, si suggerisce:

    --> In caso di intervenute variazioni planimetriche dell’u.i.u. (modifica degli spazi interni, realizzazione di servizi, ecc.) la necessità di presentare Denuncia di Variazione in quanto l’opera è tale da comportare la modifica della Categoria e/o della Classe (da inferiore a superiore);

    --> In caso di avvenuta installazione di ascensore, la necessità di presentare Denuncia di Variazione in quanto l’opera è tale da comportare la modifica della Categoria (dalla inferiore alla superiore).

    Nel caso di specie è necessaria una attenta valutazione dell’incidenza dell’opera sugli immobili in funzione della loro ubicazione rispetto al piano terreno (di massima è ipotizzabile che l’ascensore non abbia certamente influenza riguardo alle u.i.u. al piano terreno e non ne abbia in maniera significativa anche per il secondo, certamente influisce dal 3° piano in su).

    Per le u.i.u. a partire dal terzo piano, anche se non aventi diritto al servizio in quanto non hanno contribuito alla spesa, vale il principio della “potenzialità” vista la possibilità di loro allaccio (utilizzo) futuro, per cui di ciò va tenuto conto ed occorre comunque provvedere all’aggiornamento;

    --> In caso di avvenuta installazione dell’impianto di riscaldamento o di condizionamento, la necessità di presentare Denuncia di Variazione in quanto l’opera è tale da comportare la modifica della sola Classe (da inferiore a superiore); a questo proposito si vuole precisare che per impianto si intende certamente quello centralizzato, mentre per quanto concerne l’autonomo occorre valutare caso per caso tenendo presente che riteniamo si possa parlare di impianto quando esistono tubazioni, caldaia ed elementi radianti

    --> In caso di intervenuta acquisizione da parte del condominio di aree adibite a parcheggio non occorre presentare alcuna Denuncia di Variazione in quanto l‘aumento della consistenza condominiale non comporta modifiche della Categoria e della Classe delle singole u.i.u.;

    --> In caso di intervenute migliorie delle finiture (pavimenti, rivestimenti, ecc.) non occorre presentare alcuna Denuncia di Variazione in quanto questi elementi non sono influenti per la modifica della Classe della u.i.u..

    --> In caso del sommarsi di diversi interventi di miglioria occorre verificare la specifica casistica con decisione caso per caso.

    In ultimo si conferma come l’attuale normativa (salvo possibili future modifiche legislative) onde ottemperare a quanto richiesto dal Comune, non consente di presentare Denunce di Variazione (DOCFA) senza l’allegata planimetria, anche se l’u.i. risulta invariata dal punto di vista planimetrico.

    Si fa inoltre presente come la attuale normativa non consenta di inoltrare un’eventuale istanza nella quale il contribuente (o per lui il tecnico) dichiari che l’u.i.u. non ha subito modifiche planimetriche ma solamente una variazione della Categoria e/o della Classe per le intervenute migliorie incidenti sul valore e sul reddito, così lasciando all’Agenzia del Territorio il compito di determinare la nuova rendita.

    Genova, 07 novembre 2005

    *************************************************************
    Associazione Geometri Genova - See more at: http://www.geolive.org/guide/proced...ategoria-e-classe-26426/#sthash.6Qu8eL37.dpuf
     
    Ultima modifica: 15 Gennaio 2014
    A Pitiuso piace questo elemento.
  15. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Bravissimo! Di dovrebbe fare un archivio consultabile a disposizione di un lettore, interventi come questo andrebbero salvati
     
  16. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Aggiungo inoltre che non in tutte i Comuni ci sono tutte le classi, ad esempio da noi in alcuni comuni gli A/2 trovi classe U (unica) nel senso che non esistono A/2 classe 1°, 2° ecc...ma solo A/2.
    riporto altre informazioni utili trovate:

    Servizio di documentazione tributaria Ministero delle Finanze
    CATASTO E SERVIZI TECNICI ERARIALI
    Circolare del 14/03/1992 n. 5
    Oggetto: Revisione generale della qualificazione della classificazione e
    del classamento del N.C.E.U.
    Sintesi:
    Integrazione e modifiche al quadro generale delle categorie.
    (Soppresse: A/5. A/6. B/8 ) (Istituite: D/10. D/11. D/12).

    Testo: Concluse le operazioni di revisione degli estimi urbani con la pubblicazione sulla G.U. delle nuove tariffe, occorre completare la fase operativa della revisione della qualificazione, classificazione e classamento, gia' avviata conformemente alle disposizioni impartite con la circolare n.4 del 3 maggio 1991.
     
    Ultima modifica: 15 Gennaio 2014
  17. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    ma sei proprio il nostro tesoro! :idea: :idea: :idea: la nostra lampadina accesa su questo mondo oscuro! :shock: :shock: :shock: oh! capitano, mio capitano!
     

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