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  1. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Come astenersi correttamente dalla costruzione del nuovo impianto ascensore, nel senso che abitando al piano rialzato, non essendoci lastrico solare e non essendoci piano interrato non ho nessun interesse nella costruzione e l'installazione dell'ascensore che si vuole realizzare nel mio condominio, attualmente non c'è pertanto sarà tutto nuovo.
    Perchè correttamente, 1° perchè non voglio toccare la suscettibilità della maggioranza che potrebbe impormi la sua volontà ( e questa non sarebbe una novità )
    2° perchè ho letto in giro che anche se si è esclusi dalla normale manutenzione e relative spese di gestione, si è obbligati a contribuire nel mantenimento dell'impianto.
    Ho letto o ho capito cavolate?
    poi c'è qualcuno che è un tecnico che possa istruirmi a capire la differenza tra ascensore e mini ascensore?
    Un salutone a tutti :)
     
  2. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Non sono un tecnico ascensorista e non saprei risponderti sulle differenze dei due impianti (ascensore e mini ascensore), però posso confermarti che se l'assemblea decide di installare l'impianto, chiunque non ritenga opportuno con rinuncia espressa a verbale, magari sottoscritta dall'interessato può esonerarsi da qualsiasi spesa sia di installazione che di manutenzione futura, infatti questo è previsto dall'art. 1121 del Codice Civile;

    cc art. 1121. Innovazioni gravose o voluttuarie
    Qualora l’innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni e all’importanza dell’edificio, e consista in opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.
    Se l’utilizzazione separata non è possibile, l’innovazione non è consentita, salvo che la maggioranza dei condomini che l’ha deliberata o accettata intenda sopportarne integralmente la spesa.
    Nel caso previsto dal primo comma i condomini e i loro eredi o aventi causa possono tuttavia, in qualunque tempo, partecipare ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell’opera.

    Per cui se non desideri utilizzare l'impianto, assicurati che la tua rinuncia sia chiaramente scritta sul verbale, non credo sia necessario altro.
     
    A Nikkoletto, Daniele 78, Ennio Alessandro Rossi e ad altre 2 persone piace questo elemento.
  3. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Condobip sei sempre il soloto secchione se non ci fossi ti dovremmo inventare un Grandissimo grazzzzie
     
  4. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Apprezzo il tuo ringraziamento, grazie infinite, ma tutto non è merito mio, è già previsto dal CC, non ho fatto altro che ricopiare :stretta_di_mano:
     
  5. Franca68

    Franca68 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    ma rinunciando non potrà utilizzarlo?
    e come si può stabilire che non lo utilizza se è comune?
     
  6. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    No non potrà utilizzarlo perchè non è di sua proprietà, probabilmente l'ascensore sarà provvisto di chiave e chi non aderisce alla spesa non ne sarà provvisto, questo è successo nel condominio dove abita mia madre.
     
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  7. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    No, questo vale per gli impianti già preesistenti, in quanto comproprietari degli stessi.
    L'impianto di ascensore, installato in epoca successiva alla costituzione del condominio, costituisce invece una comunione parziale separata rispetto al condominio preesistente.
    I condòmini che faranno eseguire l’opera devono sopportare per intero la spesa e l’impianto resta di proprietà di loro soltanto. Attenzione però, perché comunque deve essere data la possibilità anche al condòmino originariamente dissenziente di farne uso in un momento successivo, previo pagamento pro quota della spesa sostenuta dagli altri per l’installazione e per la successiva manutenzione sia ordinaria che straordinaria: il tutto con applicazione di un correttivo che tenga conto del logoramento dell’impianto che ne abbia determinato un deprezzamento, così da ottenere un valore del contributo da versare da parte del nuovo utente per poter far uso dell’ascensore e per partecipare ai conseguenti vantaggi.
     
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  8. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Franca68 ti è sfuggito che "abito" al piano rialzato, anche se non è proprio cosi, il palazzo non ha terrazzo ma tetto spiovente e non ha cantine dovrei utilizzare l’ascensore solo per andare a trovare qualche condomino al piano di sopra ma questo è fisiologico anche il garzone delle pizze non paga la costruzione dell’ascensore eppure potrà utilizzarlo.
    Grazie Dolly ricordavo un qualcosa del genere ma non ne ero sicuro
     
  9. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Appartamento a piano terra e spese per l'ascensore
    condominio, se non è diversamente stabilito dai titoli d'acquisto, anche i proproetari di unità immobiliari a piano terra devono pagare le spese per l'ascensore.

    Il proprietario dell’unità immobiliare ubicata al piano terra di un edificio in condominio deve partecipare alle spese riguardanti l’ascensore?
    La domanda se la pongono in tanti: la risposta, stando solamente alla legge, è positiva, salvo particolari casi.
    Vediamo che cosa bisogna fare per sapere se l’amministratore che inserisce nel piano di ripartizione delle spese riguardanti l’ascensore anche i proprietari dei piani terreni sta facendo la cosa giusta oppure sta sbagliando.
    Per fare ciò, pare utile una piccola premessa sulla natura delle Spese condominiali-
    I proprietari di unità immobiliari ubicate in condominio devono partecipare alle spese di gestione e conservazione delle parti comuni per il solo fatto di essere tali.
    Ciò perché, si dice in dottrina e giurisprudenza, le obbligazioni condominiali sono obbligationes propter rem.La figura della obbligazione propter rem sussiste ogni qual volta ad un diritto reale, esclusivo o frazionario, si accompagna una obbligazione, la cui origine si riconduce alla titolarità del diritto sul bene: contestuale titolarità in capo allo stesso soggetto del diritto e dell'obbligo. La connessione tra il diritto e l'obbligo consiste in ciò che, a certe condizioni, l'obbligazione segue le vicende del diritto, trovando la propria ragione d'essere nella titolarità, o nella contitolarità, del diritto reale, in virtù del principio per cui ai vantaggi si accompagnano taluni eventuali riflessi negativi (cuius comoda eius et incomoda).Le obbligazioni dei condomini di concorrere nelle spese per la conservazione delle parti comuni si considerano obbligazioni propter rem, perché nascono come conseguenza della contitolarità del diritto sulle cose, sugli impianti e sui servizi comuni. Alle spese per la conservazione per le parti comuni i condomini sono obbligati in virtù del diritto (di comproprietà) sulle parti comuni accessori ai piani o alle porzioni di piano in proprietà esclusiva. Pertanto, queste obbligazioni seguono il diritto e si trasferiscono per effetto della sua trasmissione (Cass. 18 aprile 2003 n. 6323).
    Spese condominiali e condominio parziale-Chiaramente se una cosa non è di proprietà di tutti i condomini, si pensi all’edificio con più scale, le spese devono essere ripartite solamente tra gli interessati.--A sancire questo principio, che è alla base della figura del così detto condominio parziale, è il terzo comma dell’art. 1123 c.c. che recita:Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell'intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità.
    Nel caso di più scale con più ascensori, quindi, i condomini saranno tenuti a pagare le spese relative all’impianto di ascensore della loro scala di riferimento.
    Spese e uso differente dei beni comuni--Non tutti i condomini utilizzano le parti comuni allo stesso modo: chi abita all’ultimo piano userà l’ascensore con più frequenza di chi abita al primo.
    A nulla vale il fatto che il condomino è un’atleta o comunque non utilizzi realmente l’ascensore.
    Norma di riferimento è il secondo comma dell’art. 1123 c.c., a mente del quale:Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne.
    Ciò che conta non è l’uso realmente fatto ma l’uso potenzialmente fattibile.
    In tal senso la Cassazione ha specificato che la norma appena citata stabilisce una ripartizione delle spese in questione in misura proporzionale non già al valore della proprietà di ciascun condomino ma all'uso che ciascun condomino può fare di una determinata cosa comune - riguarda il caso in cui la cosa comune (più esattamente il servizio comune) sia oggettivamente destinata a permettere ai singoli condomini di goderne in misura diversa (inferiore o superiore al loro diritto di comproprietà sulle parti comuni); e, a tal fine, si deve avere riguardo all'uso che ciascun partecipante può farne, cioè al godimento potenziale e non al godimento effettivo, e, quindi, non all'uso che effettivamente ne faccia o non ne faccia (Cass. n. 13161/91).
    L’art. 1124 c.c. dedicato alla manutenzione di scale ed ascensore rappresenta un’applicazione specifica del principio contenuto nel secondo comma dell’art. 1123 c.c.
    Ascensore e piano terra--
    In questo contesto, quindi, i condomini proprietari di unità immobiliari ubicate al piano terreno, se gli atti d’acquisto ed il regolamento contrattuale non dicono nulla di diverso, devono essere considerati comproprietari dell’ascensore ai sensi dell’art. 1117 c.c. e pertanto partecipare alle spese di manutenzione.
    Anche se di fatto non lo utilizzano mai?
    Sì, com’è stato affermato dal Tribunale di Milano, infatti, l'ascensore è una parte comune anche per i proprietari delle unità condominiali site al piano terra poiché essi possono trarre utilità dall'impianto, che è idoneo a valorizzare l'intero immobile e normalmente permette di raggiungere più comodamente parti superiori che sono comuni a tutti (Trib. civ. Milano. sez. VIII, 16 marzo 1989 in Archivio delle locazioni e del condominio, 1989, pag. 515).
    E che cosa dire dei proprietari dei locali commerciali o comunque di abitazioni con ingresso indipendente ed esclusivo?
    Secondo la giurisprudenza (cfr. App. Bologna, 1 aprile 1989), sì, salvo diversa disposizione del regolamento condominiale.

    D’altra parte, ragionando in termini pratici, se il proprietario del negozio è anche comproprietario del tetto (o lastrico) e se qui può installare un’antenna o altro, perché non dovrebbe essere anche comproprietario dell’impianto di ascensore che, è evidente, gli tornerebbe utile?
    Chiaramente alla scarsa utilizzazione (quante volte mai lo userà?) corrisponderà una minima percentuale di spesa.
    Infine, se l’ascensore viene installato ex novo dopo la costruzione dell’edificio, i condomini del piano terra possono decidere di non partecipare alla spesa e quindi all’uso dell’impianto (art. 1121 c.c.).


    avv. gallucci 9 dicembre 2013
     
    A Nikkoletto e Daniele 78 piace questo messaggio.
  10. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
  11. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    i condomini dei piani a raso se nel condominio esiste l'ascensore devono partecipare solo alla spesa di manutenzione e alla conservazione dello stesso, non per l'uso ed i consumi
     
  12. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Qui si tratta di nuovo impianto in costruzione non dotata di ascensore (visto il post iniziale), per cui vale quanto detto in precedenza e confermato da Ennio Alessandro Rossi nel post nr. 9 che si conclude con le parole dell'avvocato Alessandro Gallucci;

    Infine, se l’ascensore viene installato ex novo dopo la costruzione dell’edificio, i condomini del piano terra possono decidere di non partecipare alla spesa e quindi all’uso dell’impianto (art. 1121 c.c.).

    Che mi permetto di completare con quanto avevo scritto nel post nr. 2
    Innovazioni a carattere di utilizzazione separata (cc art. 1121), per cui qualsiasi condomino, anche di altri piani, potrebbe astenersi dalla spesa e dalla manutenzione del nuovo impianto rinunciando all'utilizzo, visto che questo ascensore potrebbe essere dotato di chiave in possesso solamente dei legittimi proprietari (quindi utilizzazione separata)
    Ripeto, questo si è fatto nel condominio dove abita mia madre, ossia solo i proprietari paganti la posa in opera (annessi e connessi), hanno la chiave e solo loro possono utilizzare l'impianto e solo loro pagano le spese.
     
    Ultima modifica: 10 Marzo 2014
  13. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    Riservandosi il diritto d'uso pagando la loro quota senza interessi, in caso di necessità
     
  14. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Non è proprio così che dice l'art 1121 cc, ossia non può usarlo solo in caso di necessità, poicheè la necessità della comodità d'uso dell'ascensore potrebbe essere quotidiana, ma dice;

    - Nel caso previsto dal primo comma i condomini e i loro eredi o aventi causa possono tuttavia, in qualunque tempo, partecipare ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell’opera.

    E non credo sia possibile pagare le spese uguali a quelle pagate dai primi condomini che hanno partecipato, metti il caso che uno decida dopo vent'anni, dovrà le quote debitamente rivalutate, perchè un ascensore 20 anni fa poteva costare (dico cifre solo ad esempio) 20 milioni di lire oggi potrebbe costare 100.000 Euro, cioè circa 20 volte tanto.
    Ossia non è un interesse vero e proprio, ma una rivalutazione della spesa dovuta allora e questo dovrebbe valere anche per tutte le manutenzioni che sono state fatte a spese dei condomini partecipanti all'innovazione di questo impianto.
     
  15. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    condobip, le norme non le fai tu un impianto di 20 anni sarà si costato meno ma è stato pure usato tanto ora la manutenzione è molto più frequente e pertanto, rientra con le stesse spese pro quota dal costo iniziale
     
  16. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Infatti sarà stato usato e chi entra a trarne vantaggio, come stabilito dall'art. 1121 cc dovrà contribuire anche a tutte le spese di manutenzione fin qui eseguite. Non lo dico io lo dice il Codice Civile, e logica vuole che non puoi far pagare i costi di allora se sono trascorsi 20 anni ne per la costruzione ne per le manutenzioni.
    Lo dico con certezza perchè è capitato nello stabile dove abita mia madre (dove non tutti avevano aderito alla spesa all'inizio), ed hanno dovuto far effettuare questi calcoli ad un perito.
     
  17. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ieri serra si è fatta la riunione, hanno accettato il mio scritto dove chiedevo di essere escluso dalle presenti e future spese relative alla costruzione dell'ascensore e non hano detto niente, pertanto è legge condominiale.
     
  18. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    essendo una novazione, era tuo diritto astenerti, come sempre da me sostenuto nei post precedenti, spero che ti sei riservato in caso di necessità di poterla utilizzare pagando la tua relativa quota
    Per condoip non è così il tuo caso non fa testo, ma la norma è quella da me sostenuta, si paga la quota iniziale al costo della nuova ascensore, anche se rientrando in possesso d'uso la trovi usata
     
  19. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    La norma da te sostenuta se non sbaglio non era esattamente quella che prevede l'art. 1121 cc da me citato nel post nr. 2
    Tu sostenevi che chi aderirà in seguito pagherà le stesse quote dovute all'epoca della messa in opera dell'impianto e senza nessun interesse, dove uno condomino, come ora ha fatto chiacchia astenendosi, e metti il caso che tra 20 anni lui o i suoi eredi aderiranno all'impianto per poterlo usare dovranno pagare la stessa quota dovuta oggi, questo è assolutamente inconcepibile, in quanto il valore odierno non si potrà paragonare identico a quello che avrà la moneta tra 20 anni.
    Metti il caso che Chiacchia rinunciatario, accantoni la stessa cifra (p.es. 10.000 euro) che avrebbe dovuto versare oggi e la depositi in banca, magari vincolati per venti anni, trascorso tale tempo non si ritroverà mica solo 10.000 euro, per non parlare delle manutenzioni periodiche previste per Legge e quelle accidentali che possono succedere trascorsa la garanzia. Per cui tutto questo farà cumulo per chi tra 20 anni deciderà di aderire.
     
    Ultima modifica: 12 Marzo 2014
  20. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    la stessa quota perche ma l'impianto è vetusto, e necessita di più manutenzione, chi chi subentra ora deve anche partecipare, mentre queste spese erano ininfluenti ad ascensore nuovo
     

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