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  1. Gae

    Gae Membro Junior

    Professionista
    buongiorno
    è possibile oggi iniziare l'attività di amministratore di condominio, senza esperienza, ma con l'abilitazione di un'associazione nel 2012 in vista dell'imminente riforma del condomio che entrerà in vigore a giugno?
    grazie mille
     
  2. Alessia Buschi

    Alessia Buschi Membro dello Staff Membro dello Staff

    Professionista
    Certamente, l'importante è studiare bene essere sempre aggiornati, assolutamente imparziali e trasparenti.

    In Bocca al lupo!
     
  3. Gae

    Gae Membro Junior

    Professionista
    Grazie molto gentile e chiara la risposta
    Anche per un solo condominio, non il mio, e' indispensabile avere una partita IVA?
     
  4. Alessia Buschi

    Alessia Buschi Membro dello Staff Membro dello Staff

    Professionista
    No, se non erro la partita IVA si apre quando il compenso annuo supera i €. 5.000,00.
     
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  5. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    Noooooo, assolutamente no. Questo è un requisito richiesto per la prestazione occasionale nel cui alveo non può rientrare l'attività di amministratore di condominio trattandosi di un mandato della durata di un anno, ovvero 365 gg. (superando quindi di gran lunga i 30 gg di limite massimo richiesti per tale tipologia di prestazione).
     
  6. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    Sì, in quanto solo per chi gestisce il condominio in cui abita è possibile l'inquadramento quale Co.Co.Pro. senza obbligo quindi della posizione IVA. Ad ogni modo, ad oggi esistono regimi agevolati, quale il nuovo regime fiscale di vantaggio, che consente, in sintesi, l'assoggettamento dei compensi ad un'imposta sostitutiva del 5%, di fatturare senza addebito di IVA e senza applicazione della ritenuta d'acconto.
    Qui troverai maggiori dettagli
    Agenzia delle Entrate - Regime di vantaggio - Agevolazioni
     
    A Gae piace questo elemento.
  7. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    Dal 18 giugno 2013, questi saranno i requisiti richiesti per lo svolgimento dell'attività di amministratore condominiale:

    Art. 25 Legge 220/2012

    1. Dopo l'articolo 71 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie sono inseriti i seguenti:
    «Art. 71-bis.
    Possono svolgere l'incarico di amministratore di condominio coloro:
    a) che hanno il godimento dei diritti civili;
    b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;
    c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
    d) che non sono interdetti o inabilitati;
    e) il cui nome non risulta annotato nell'elenco dei protesti cambiari;
    f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
    g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.
    I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono necessari qualora l'amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile.
    Possono svolgere l'incarico di amministratore di condominio anche società di cui al titolo V del libro V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei condominii a favore dei quali la società presta i servizi.
    La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del primo comma comporta la cessazione dall'incarico. In tale evenienza ciascun condomino può convocare senza formalità l'assemblea per la nomina del nuovo amministratore.
    A quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per almeno un anno, nell'arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, e' consentito lo svolgimento dell'attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma. Resta salvo l'obbligo di formazione periodica.
     
  8. Gae

    Gae Membro Junior

    Professionista
    grazie mille dolly, ho tutti i requisiti per poter essere un amministratore.
    Ho visto sul sito dell'A.d.E. il regime agevolato. Ma per me sarebbe un secondo lavoro ed io dovrei iscrivermi alla gestione separata dell'Inps ed al massimo, se il mio fatturato è inferiore ai 30.000,00 Euro (così mi dice il commercialista) potrei optare per il regime agevolato dell'IVA.

    qualcuno saprebbe dirmi in via indicativa i costi per uno come me che già ha un lavoro da dipendente:

    . costi annui per una partita IVA?
    . IRPEF da versare alla gestione separata?
    . se ci sono altri costi o adempimenti? oltre al commercialista che ho già monitorato

    grazie mille e..... che bel sito e che belforum
     
  9. Gae

    Gae Membro Junior

    Professionista
    ehhh. crepi il lupo
     
  10. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    se per gestire un solo condominio devi, essere amministrato da un commercialista, non ti bastano quelli che prendi per pagarlo, ciao
     
  11. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    Non è detto debba essere per forza coadiuvata da un commercialista.
    Compilare il quadro LM del modello UNICO PF, che rimpiazza il quadro CM (rispetto al quale è più semplice) per il regime di vantaggio non è cosa complicata.
     
  12. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    Alla Gestione Separata Inps dovrai iscriverti comunque, anche nel caso non volessi aprire partita IVA. Nel tuo caso, che sei già lavoratore dipendente, il contributo Inps, da calcolarsi in sede di UNICO, sarà pari al 20% e sarà versato alle stesse scadenze previste per l'IRPEF (con facoltà di rivalsa in fattura nella misura del 4%). Il costo del contributo sarà interamente a tuo carico e comunque deducibile dal reddito imponibile.
    La partita IVA NON ha alcun costo.
    Come già detto, i redditi percepiti (che NON faranno cumulo c on quelli derivanti dal lavoro dipendente) saranno assoggettati ad un'imposta (ominicomprensiva) sostitutiva nella misura del 5%.
    Non vi sono costi aggiuntivi, tranne quelli eventualmente legati alla facoltà di voler affidare la consulenza ad un commercialista.

    Saluti
    dolly
     

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