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  1. giuseppe fattori

    giuseppe fattori Membro Attivo

    Professionista
    A mio figlio la sua compagna ha affidato un appartamento di sua proprietà , dandogli l'incarico di affittare, percepire i relativi redditi, provvedere alle spese di manutenzione.
    Questa a mio avviso si traduceva in un comodato d'uso. Ho visto che per il comodato d'uso i redditi devono comunque essere dichiarati dal proprietario e non dal comodante per cui ritengo che vi possa essere un contratto di affitto a prezzo simbolico ( esempio pari all'importo IMU) con facoltà dell'affittuario a sublocare il bene intestandosi, a quel punto , i redditi derivanti. Possono dirmi gli esperti del sito se sono nel giusto o se esisten un altro sistema ( nei limiti di legge) .

    giuseppe fattori
     
  2. hanton21

    hanton21 Nuovo Iscritto

    giuseppe : purtroppo le "presunzioni" non valgono un xxxxx ! se esiste un contratto in comodato d'uso sara' necessario sapere che TIPO di comodato e'....e ,principalmente, se e' stato regolarmente REGISTRATO come tale.....resta valido che un "affidamento" NON puo' essere considerato un "comodato" a nessun effetto e di piu'....come "affidatario" hai precisi obbli sia morali che legali ai quali soggiacere...il resto,per come e quanto descritto, rasenta l'illegalita' (lo dice la legge ...non io )....e qualsiasi "convenzione" DEVE essere scritta ,dichiarata ,registrata e/o notariata...altrimenti NON esiste
     
  3. giuseppe fattori

    giuseppe fattori Membro Attivo

    Professionista
    grazie per la risposta .
    Ovviamente avrei regolarizzato il tutto con le dovute registrazioni ma , se il comodato d'uso , in qualsiasi forma scritto, non consentisse il passaggio di reddito dal proprietario al comodatario (come una risoluzione della Agenzia delle Entrate che ho trovato su Propit.it sembra negare) , quale può essere la forma legale per arrivare a ciò?

    A mio avviso credo possa essere la forma del contratto di affitto con facoltà di subaffitto ma vorrei essere confortato su ciò.

    Per quanto riguarda la cifra bassa da indicare nel contratto di affitto , non mi risulta ci sia un limite da rispettare ( o se ci fosse fatemelo sapere) .

    Per amara esperienza personale il Tribunale di Firenze mi impone dal 1996 di praticare alla mia inquilina un canone di € 180 mensili per un appartamento arredato e confortato in piazza Duomo ( che nel mercato ne costerebbe dieci volte tanto) , quindi se la legge non ha vergogna ad imporre simili canoni , perchè dovrebbero venire a me questi scrupoli?
     

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