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  1. giovaci

    giovaci Nuovo Iscritto

    Salve, vi scrivo per segnalarvi una situazione piuttosto singolare nella quale mi sono sentito raggirato da una persona che nemmeno conosco.
    Tramite un sito di annunci ..... questa persona (un presunto claudio morelli) mi ha contattato chiedendomi la spedizione di una telecamera professionale del valore di €4000, 00 che avevo messo in vendita sul sito specificato. Così ho spedito il tutto in contrassegno presso uno studio a Milano come richiesto dal presunto acquirente.
    In pratica, dal momento in cui la telecamera è arrivata a Milano, questo tizio si è volutamente reso irreperibile, non rispondendo alle mie chiamate, nè tantomeno alle mie e-mail, attraverso le quali cercavo di avvisarlo che il corriere aveva l'esigenza di contattarlo. Ha risposto solo a qualche mail, scrivendomi che era in palestra o che doveva ricaricare la batteria del cellulare, non mi risulta che ci voglia una settimana per ricaricare un cellulare. E poi avrebbe potuto contattarmi da qualsiasi altro telefono dato che aveva il mio numero.
    Ovviamente dopo una settimana il pacco mi è tornato indietro, così ho dovuto sostenere inutilmente le spese di spedizione, comprese di assicurazione tutto a mio carico.
    Come prova di tutto ciò ho le mail che questo signor claudio mi aveva inviato per chiedermi la spedizione della telecamera.
    Il mio interesse è recuperare la cifra della spedizione soprattutto per una questione di principio, non considerando lo stress sostenuto per organizzare la spedizione. ho provato presso la polizia postale che mi ha sconsigliato di fare querela poichè quasi sicuramente verrebbe archiviata.
    Questo tizio la deve fare franca? Aggiungo che all'indirizzo specificato (che esiste realmente) non risulta nessuno studio morelli come specificato da lui via email (l'ho cercato su internet). cordiali saluti
     
  2. zanclag

    zanclag Membro Attivo

    Hai coinvolto il portale........
    Non puoi aprire una contestazione tramite questo portale.
    Ovviamente trattandosi solo di spese postali ti conviene non fare querele rischi che la controparte inventa un castello di carte per giustificare il mancato pagamento e ti chiede i danni.
    Negli acquisti tramite commercio elettronico conviene utilizzare qualche cautela o utilizzare sistemi di pagamento tipo Pay pal. Per esempio potevi chiedere un anticipo prima della spedizione e il resto della somma in contrassegno.
    E facile che il compratore abbia semplicemente cambiato idea e non avendo speso niente si è sentito autorizzato di respingere l'oggetto che si era impegnato a comprare.
     
  3. Il Custode Guardiano

    Il Custode Guardiano Custode del Forum Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Non sono un esperto legale, ma a mio parere l'acquirente ha tutto il diritto di ritirarsi in caso di contrassegno. Tutto dipende dal regolamento imposto dal portale dove hai concluso l'affare. Prova a consultare la direzione del servizio e vedere se nei termini e condizioni d'uso del servizio vi siano delle obbligazioni delle parti nel caso di compravendita di oggetti.

    Se fosse e-bay - per esempio - qualcosa credo che si possa fare... oltre a un semplice feedback negativo.
     
  4. zanclag

    zanclag Membro Attivo

    Si tratta di un altro portale di commercio elettronico.
     
  5. Il Custode Guardiano

    Il Custode Guardiano Custode del Forum Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Hai controllato il loro regolamento? Recita qualcosa in proposito al tuo caso? Li hai contattati?
     
  6. carlo16352

    carlo16352 Membro Junior

    per tutti gli acquisti fuori sede (compreso il commercio elettronico) esiste il patto di ripensamento entro 15 gg. quindi puo' ritornare il pacco al mittente senza dare corso all'acquisto.
     
  7. Il Custode Guardiano

    Il Custode Guardiano Custode del Forum Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Infatti. Penso che sia nel suo diritto ritirarsi dall'acquisto. Tuttavia la vendita è un contratto e ci possono essere regole che non possono di sicuro eliminare i diritti sanciti dalla legge, ma aggiungere regole intorno a buchi legislativi qualora ve ne siano.

    Dubito che questo sia il caso, ma tanto vale controllare :)
     
  8. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Un contributo :

    VENDITE A DISTANZA
    (via internet, per telefono, eccetera)
    Si puo' recedere senza penalita' e senza darne alcuna giustificazione, inviando al venditore una lettera raccomandata a/r entro dieci giorni lavorativi dalla data di sottoscrizione del contratto. Se il consumatore non viene informato sul diritto di recesso ha novanta giorni per il ripensamento.

    Attenzione, non esiste il diritto di recesso per le vendite a distanza:
    - di strumenti finanziari;
    - tramite distributori automatici;
    - tramite telefono pubblico;
    - per la costruzione e acquisto di beni immobili (per i contratti di locazione a distanza esiste invece il diritto di recesso);
    - per la fornitura di prodotti alimentari o di uso domestico corrente consegnati con scadenza regolare;
    - di servizi relativi all’alloggio, ai trasporti, alla ristorazione, al tempo libero, quando e’ prevista una data o un periodo determinato per la fornitura (per esempio con prenotazione);
    - di servizi la cui esecuzione sia iniziata prima di 10 giorni lavorativi;
    - di beni e servizi il cui prezzo e’ legato al tasso di interesse e non puo’ essere controllato dal venditore;
    - di beni confezionati su misura o personalizzati;
    - di prodotti audiovisivi o software sigillati aperti dal consumatore (per esempio un DVD sigillato);
    - di giornali, riviste e periodici;
    - di servizi di scommesse e lotterie.
    (Per approfondire clicca qui)
    ADUC - Scheda Pratica - SUL DIRITTO DI RECESSO: ho appena fatto un acquisto ma ci ho ripensato
    :daccordo:
     
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  9. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    la prossima volta potresti limitare le offerte a persone della tua zona con cui puoi incontrarti.
     
  10. mitti

    mitti Nuovo Iscritto

    Buongiorno credo che con il pagamento in contrassegno il venditore si accolli tutto il rischio e non possa pretendere nulla, l'unica cosa garantita è quella di non perdere la merce spedita.

    Per le vendite on-line quando non coinvolgano marchi assolutamente conosciuti, ma privati o entità poco conosciute prediligere sempre paypal. Il venditore deve sostenere un costo in percentuale, ma il compratore si sentirà rassicurato. In alternativa il venditore potrebbe pretendere un bonifico, ma sono pochi gli acquirenti disposti a rischiare (conosco persone che lo hanno fatto ingenuamente e non hanno mai visto il prodotto)
     
  11. zanclag

    zanclag Membro Attivo

    Oggi i pagamenti con carte di credito e il sistema paypal offrono molto più sicurezza di un bonifico bancario.
    Anche il pagamento con contrassegno alcune volte ha avuto degli inconvenienti, il prodotto ricevuto era molto diverso da quello ordinato.
     
  12. mitti

    mitti Nuovo Iscritto

    Si per gli acquisti appunto io uso solo paypal e carte di credito quando ci sono i marchi come SSL e Verisign ( Secure Sockets Layer, a protocol developed by Netscape for transmitting private documents via the Internet. SSL uses a cryptographic system that uses two keys to encrypt data − a public key known to everyone and a private or secret key known only to the recipient of the message. Both Netscape Navigator and Internet Explorer support SSL, and many Web sites use the protocol to obtain confidential user information, such as credit card numbers)

    Da venditore invece devo essere disposto a pagare una percentuale a Paypal, il problema può sorgere se il tuo potenziale acquirente non ha carta di credito e vuole pagare cash allora meglio vedersi di persona
     
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  13. zanclag

    zanclag Membro Attivo

    La commissione richiesta a paypal è sicuramente un onere per un venditore ma offre molte garanzia ad entrambe i soggetti coinvolti.
    Del resto questo strumento di pagamento, diffusosi rapidamente in pochissimo tempo, ha consentito un eccezionale sviluppo del commercio elettronico permettendo al venditore, in pochissimo tempo, di aprire un proprio negozio virtuale, e consentire il pagamento con carte di credito.
    Prima del sistema paypal che apriva un negozio di commercio elettronico il venditore era costretto a rivolgersi ad una banca tradizionale per avere una abilitazione, con i diversi circuiti delle carte, per accettare sul suo portale (negozio virtuale) le carte come sistema di pagamento.
    Questa situazione comportava per il venditore di pagare commissioni annuali alla banca che faceva da tramite e una percentuale ai diversi circuiti in funzione del volume degli affari e in base all'importo della vendita pagata con la carta.
     

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