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  1. lobo80

    lobo80 Membro Junior

    Salve, avrei alcuni dubbi da chiarire sulla materia in oggetto;
    vi espongo il caso: dopo il matrimonio, quindi 2 anni fà, io e mia moglie siamo andati a vivere nella casa che mio suocero ha fatto per la figlia e allora lui andò al comune per dichiarare che la figlia avrebbe preso la residenza in quella casa.
    Adesso, un amico ci ha detto che in questi casi si deve registrare un contratto di comodato d'uso gratuito presso l'agenzia delle entrate, ma ho letto in giro su internet che non è obbligatorio nei casi tra padre e figli e può essere anche solo un accordo verbale;
    se dovessero rimanere così le cose, pensate che mia moglie o mio suocero siano in difetto?
    ho trovato inoltre questo approfondimento: Comodato d'uso gratuito e imposta di registro , in cui si dice che si deve registrare, obbligatoriamente solo se il contratto di comodato in questione sia enunciato in altri atti.
    Che significa?
    Grazie
    Saluti
     
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  2. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Che è stato sottoscritto un contratto scritto.
    Alcuni comuni richiedono, per la concessione dell' esenzione ICI, il contratto di comodato scritto (e registrato). :daccordo:
     
  3. lobo80

    lobo80 Membro Junior

    quindi dovrei verificare se mio suocero e mia moglie due anni fà hanno sottoscritto un contratto scritto al comune per l'esenzione dell'ICI?
     
  4. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    contratto d'uso tra familiari, non necessità l'obbligo di registrazione se non in caso d'uso, pertanto, non dovrebbe essere a tassazione ICI:daccordo:
     
  5. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Dipende dal regolamento ICI comunale e dalla interpretazione che ne danno i funzionari...:daccordo:
     
  6. bender71

    bender71 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    giusto maidealista!!!! mia mamma ha concesso in uso gratuito un appartamento a mio fratello e ha registrato il contratto all'agenzia delle entrate ed essendo abitazione principale mio fratello è esente dall'ICI e mia mamma non lo paga (ICI) come seconda casa.
    buona fortuna
     
  7. pasquale vero

    pasquale vero Nuovo Iscritto

    esatto, a volte il comune ha i prestampati per la denuncia di concessione in comodato e contemporanea richiesta di esenzione ICI, informati presso il comune
     
  8. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    da genitore a figlio non è necessario registrare il contratto di comodato, basta la comunicazione della cessione fabbricati al comune e alla questura:daccordo:
     
  9. lobo80

    lobo80 Membro Junior

    oggi sono andato al comune per verificare cosa ha fatto mio suocero 2 anni fà (visto che non lo ricordava) e i funzionari dell'ufficio ICI mi hanno detto che gli hanno fatto fare una dichiarazione sotitutiva dell'atto di notorietà in cui lui dichiara di concedere la casa alla figlia per accomodamento gratuito, inoltre mi hanno detto che fino all'anno scorso, in questi casi, il comune non obbligava a registrare il comodato presso l'agenzia dell'entrate, invece da un anno a questa parte, quando il padre (proprietario della casa) và al comune per chiedere l'accomodamento per il figlio/a al fine dell'esenzione dell'ICI, risulta necessaria la registrazione di cui sopra.
    Mi hanno detto che siamo stati fortunati perchè non obbligati a pagare questa' altra imposta....mi devo fidare?
     
  10. pasquale vero

    pasquale vero Nuovo Iscritto

    Non sono un competente in materia, in linea di massima penso di si.
     
  11. Fly68

    Fly68 Nuovo Iscritto

    buongiorno a tutti
    la mia situazione è simile ma alcuni punti non mi sono chiari
    mia madre usufruttuaria di un immobile (seconda casa) di cui io sono proprietario lo ha locato ai consuoceri ad uso gratuito
    per fare le cose maggiormente a regola ho registrato il contratto e fatte le dovute denuncie
    in virtù delle recentissime disposizioni di legge essendo per mia madre seconda casa ma non percependovi reddito deve pagare l'IMU:?:
    vista la registrazione se dovuta l'imposta spetta a lei o ai consuoceri che tral'altro vi risiedono:?:
    spero di essere stato chiaro grazie per l'aiuto
    buon anno a tutti
     
  12. gorgiagorgia

    gorgiagorgia Nuovo Iscritto

    risposta

    Purtroppo tua madre, in quanto usufruttuaria ma non residente anagraficamente e non dimorante nell'abitazione concessa ai consuoceri, dovrà pagare l'IMU come seconda casa (7,6% nella migliore delle ipotesi. Nel mio comune è stata elevata al 9,6%!!! E i comuni possono farlo fino al 10,6%).
    La novità è stata introdotta dalla 'manovra Salva Italia' di Monti che forse salverà l'Italia ma solo in compagnia dei pochi italiani che riusciranno a sopravvivere.
    In proposito, ti riporto il testo dei commi dell'art. 13 della manovra suddetta che ti interessano.
    c. 2:
    "L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ivi comprese l'abitazione principale e le pertinenze della stessa. Per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unita' immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente".
    c. 3: "La base imponibile dell'imposta municipale propria e' costituita dal valore dell'immobile determinato ai sensi dell'articolo 5, commi 1, 3, 5 e 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e dei commi 4 e 5 del presente articolo". (= rendita catastale x1.05x160)
    c.4: Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore e' costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutate del 5 per cento ai sensi dell'articolo 3, comma 48, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i seguenti moltiplicatori: a. 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7,
    c. 6: "L'aliquota di base dell'imposta e' pari allo 0,76 per cento. I comuni con deliberazione del consiglio comunale, adottata ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, possono modificare, in aumento o in diminuzione, l'aliquota di base sino a 0,3 punti percentuali".
    c. 7: "L'aliquota e' ridotta allo 0,4 per cento per l'abitazione principale e per le relative pertinenze. I comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, la suddetta aliquota sino a 0,2 punti percentuali".
     
    A maidealista piace questo elemento.

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