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  1. ilario77

    ilario77 Nuovo Iscritto

    Buon giorno,

    io e mia moglie siamo proprietari di un appartamento acquistato nel 2002 in comunione di beni al 50%. Abbiamo intenzione di acquistare un altro appartamento in un comune diverso da adibire ad abitazione principale.
    Per poter usufrire delle agevolazioni prima casa , diversi notai ci hanno consigliato di effettuare la separazione dei beni tra coniugi e fare un atto di compravendita per l 'appartamento di nostra proprietà , mantenendo una corretta valutazione dell' immobile e facendo una reale movimentazione bancaria. In questo modo mia moglie diventerebbe proprietaria unica dell' immobile e io acquisterei l 'altra soluzione usufruendo dell 'agevolazioni prima casa.
    Purtroppo, altri notai ci hanno fatto presente che questa prassi che si è spesso fatta in passato ora viene contestata dall'agenzia delle entrate.
    Visto che dai notai non abbiamo ricevuto risposte univoche qualcuno è in grado di consigliarci?
     
  2. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Anche io i avrei consigliato la prassi di cui parli.
    Per quanto riguarda l'altro parere
    vediamo se qualche utente è a conoscenza di qualche circolare dell'AdE (Agenzia delle Entrate) in merito.
     
  3. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    anch'io come Jrogin avrei consigliato questa mossa. e non vedo cosa possano contestarvi. e voleste "separarvi"?
     
  4. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    La contestazione probabilmente è quella di considerare la "prassi" di cui stiamo parlando come elusione fiscale.
     
  5. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    il ragionamento però è contorto. la separazione dei beni serve a stabilire con chiarezza anche verso i terzi ciò che è mio, separandolo appunto da ciò che è di mio marito. dunque se mio marito vende la sua quota a mia sorella anzichè a me cosa cambia per il fisco? lui non vuole più quel bene. la cosa più intelligente,oltre che obbligatoria peril diritto di prelazione è offrirla all'altro comproprietario che, interessato la compra. assegni, rogito passaggio di denaro proveniente magari da un'eredità, tutto ok. lui non possiede più il bene e, pensando di assicurarsi un futuro ne acquista un altro. certo se si deve perder tempo per non perseguire i vari imprenditori che portano allegramente all'estero miliardi va bene.. altrimenti.. insistendo si finisce solo per costringere a mosse che consistono solo in prese in giro. i coniugi fingono una separazione, la moglie acquista parte del marito chiarendo nell'atto che lo stesso continuerà a frequentare l'ex casa coniugale per i figli o altro, e poi dopo un pò si riappacificano..
     
  6. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Non occorre che si separino dal punto di vista del legame affettivo, quello che dovrebbero fare è chiedere il regime di separazione dei beni.

    Per il resto concordo con te. L'AdE (Agenzia delle Entrate) dovrebbe rivolgere la propria attenzione altrove.
     
    A tamara piace questo elemento.
  7. Semino

    Semino Nuovo Iscritto

    riporto l'attenzione sul tema...
    quali sono i rischi in caso venga accertata la falsa compravendita?
     

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