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  1. Nesh

    Nesh Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Buonasera,
    mi trovo in una situazione particolare e non sò davvero come uscirne fuori.
    Sono comproprietaria di una casa con il mio ex compagno con cui ad oggi non ho alcun tipo di rapporto se non il pagamento del mutuo mensile. Vorremmo entrambe vendere l'immobile ma non riusciamo a metterci d'accordo con il prezzo in quanto lui vorrebbe venderla ad un prezzo troppo eccessivo per il momento il che equivarrebbe ad una NON vendita, mentre io vorrei venderla ad un prezzo di mercato. So perfettamente che anche venderla ad un prezzo di mercato vuol dire "svendere" calcolando che l'abbiamo acquistata nel 2008 ma pagare il mutuo per me è diventato insostenibile.
    La mia domanda è... come si procede in questi casi?
    E' possibile nominare, tramite vie legali, un perito per valutare l'immobile ed imporre un prezzo di mercato?
    Lui può rifiutarsi comunque di venderla al prezzo eventualmente stabilito dal perito nominato dal giudice?

    Grazie a tutti coloro che cercheranno di chiarirmi le idee
     
  2. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    L'art. 1103 c.c. prevede che ognuno dei comproprietari possa vendere la sua quota (al prezzo che riterrà opportuno). Pertanto, ciascuno dei due potrà disporre del suo diritto e cedere ad altri la sua quota. L'art. 1108 c.c. prevede che è necessario il consenso di tutti i partecipanti alla comunione per gli atti di alienazione o di costituzione di diritti reali sul fondo comune.
    L'art. 1111 c.c. prevede che ciascun partecipante alla comunione ha il diritto di domandarne lo scioglimento.
    La divisione può essere fatta d'accordo fra le parti con un contratto (e, dunque, in via amichevole). In difetto di accordo essa viene fatta dal giudice, ex art. 1116 c.c.
     
  3. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Come fa ad imporre un prezzo di mercato. Il prezzo lo si contratta con un acquirente e non perché lo impone un giudice.
    Cerca invece di "vendere"la tua quota , al prezzo che va bene per te, al tuo ex compagno. Se non hai voglia di incontrarlo, dai l'incarico ad un intermediario, ad un agente immobiliare, etc.
    @Nemesis, ho l'impressione che mi stia spiando. Mi precedi sempre!:^^:
     
  4. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Beh, ovviamente non "spio" te, ma spesso "spio" la presenza di nuovi argomenti, la stessa cosa che presumo faccia tu. :innocente:
     
  5. Nesh

    Nesh Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Scusate la mia ignoranza in materia... cosa si intende per "vendere la mia quota"?
     
  6. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Vendere, al tuo ex compagno, o a un altro soggetto la quota dell'immobile di cui risulti proprietaria (e presumo che siate titolari di una quota del 50% ciascuno).
     
  7. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Trovare un acquirente per la quota del 50% lo vedo molto in salita. L'unico ad avere interesse è il comproprietario. Non credo che uno investa una somma pari al 50 del valore di mercato per infilarsi in una comproprietà che sfocerà in un controversia, salvo che anche l'altra quota non venda. Il consiglio sarebbe quello di contattare un acquirente che cerchi di stipulare dei compromessi con le parti vincolandosi solo al raggiungimento dello scopo.
    Diversamente entrambi i comproprietari potrebbero nominare un unico tecnico o uno ciascuno per fargli fare la stima dell'immobile.
     
    A Avvocato Luigi Polidoro e alberto bianchi piace questo messaggio.
  8. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    Purtroppo il prezzo di vendita dell'imobile non può essere definito univocamente dal venditore, di solito è il mercato che definisce un prezzo, tecnici od agenti immobiliari potrebbero fare ipotesi ma alla fine il prezzao sarà definito in conclusione ad una trattativa. Se c'è la volontà di vendere potrebbe essere opportuno rivolgersi ad un professionista come dice Gianco. Basarsi sulle singole aspettative potrebbe non essere la politica giusta così come vendere ognuno la propria metà, magari allo stesso compratore con due trattative diverse
     
  9. pippopeppe

    pippopeppe Membro Attivo

    Impresa
    se uno dei due rifiuta a prescindere di vendere non se ne esce se non con procedure legali.
     
  10. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    nel post iniziele siparla di volontà a vendere ma a prezzi diversi, sembrerebbe come dire: la mia Ferrari per ma vale 2 milioni e non la vendo a meno, salvo che un bene simile è stato venduto a 200 mila ma a me non mporta
     
  11. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Come dice Griz trovate l'acquirente il tuo compagno vende la sua parte diciamo a 10 tu venderei sempre alla stessa persona a 8 alla fine il prezzo per il compratore sarà = 18 se come dici il tuo compagno in seguito non vuole abbassare il prezzo potrai sempre farlo tu e lui, chiaramente lui sarà avvantaggiato.
    Oppure dagliela a lui :)
     
  12. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    Ma chi abita attualmente in questa casa?
     
  13. raffaelemaria

    raffaelemaria Membro Assiduo

    Professionista
    attendo cosa si risponde a adimecasa per capire meglio
     
  14. Nesh

    Nesh Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    La casa è al momento affittata a terzi ma comunque la quota dell'affitto non è sufficiente a coprire il mutuo. Il mio ex compagno non ha alcuna intenzione di prendere lui la casa. Il fatto è questo....io non voglio imporre un prezzo di vendita, vorrei solo vendere l'immobile ad un prezzo di mercato. Se la casa è stata valutata da più agenzie immobiliari ad un prezzo che può andare dai 130.000 ai 140.000, come è possibile venderla a 160.000 perchè lui non vuole scendere al di sotto di questa cifra? Questo non equivale ad una sorta di "ipoteca" che lui sta mettendo sull'immobile? Inizialmente si era partiti con la cifra che diceva lui, con l'accordo di scendere man mano con il prezzo xchè era chiaro a tutti (a lui in primis) che a quel prezzo non si sarebbe mai venduta. Ora le sue volontà sono cambiate e mi ritrovo in questa situazione. Escludo di vendere il mio 50% xche concordo con quanto detto da Gianco. Credo si debba optare x le vie legali ma non sono davvero informata al riguardo. Qualcuno sa dirmi qualcosa?
     
  15. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Temo che il suo ex usi l'espediente del prezzo maggiore per farle scontare ben altro...

    Comunque e a prescindere da ciò, considerato che nessuno intende acquisire il 50% dell'altro, non le rimarrà (come già indicatole da Nemesis) che lo scioglimento giudiziale con vendita all'incanto del bene.
    Faccia presente ciò al suo ex:
    - l'immobile verrà di certo venduto ad un prezzo molto basso rispetto a quello di mercato.
    - tutte le spese per lo scioglimento (peritali e di procedimento) graveranno su entrambi.
     
  16. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Pertanto se le spese di scioglimento (e costano tanto tra avvocati tempo infinito e incognite varie) ti riducono di molto quello che ricaveresti ti ribadisco abbassa il tuo prezzo, hai detto che sarebbe giusto a 130 mentre lui vuole la metà di 160 ossia uguale a 80 ebbene valuta la tua parte a 50 ci otterrete 80+50 = 130 "ok il prezzo è giusto" si ti rode perdere tanto ma considera che finisce molto più velocemente la questione e poi vuoi mettere la soddisfazione di chiamarlo PIDOCCHIOSO se non era per me col fischio che vendevamo e prendevi i tuoi soldi. :)
     
  17. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Le spese sostenute/anticipate da @Nesh ai fini della divisione, andranno sostenute al 50% dal suo ex! Il conteggio su indicato é da rettificare
    Troppo comodo altrimenti...
     
    Ultima modifica: 11 Agosto 2015
    A alberto bianchi piace questo elemento.
  18. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    La separazione è la condizione che permette ad una parte di far pesare la sua capacità di infierire sulla parte più debole: è una vendetta. E' umano, a volte è una vendetta, una rivincita, ma il più debole deve aspettarselo.
     

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