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  1. placcait

    placcait Nuovo Iscritto

    Ciao a tutti,
    sono una nuova iscritta, vi ho conosciuti girovagando alla ricerca di un "probabile" problema. Mi scuso se non è la sezione adatta, ma è quella che più ha attinenza al caso specifico (almeno per me!).
    Veniamo subito al dunque, sono sposata da una decina di anni e ho optato per la comunione dei beni. Nell'acquisto della mia attuale e unica casa, al fine di escludere la comunione legale su questa proprietà, in quanto comprata con proventi già posseduti antecedentemente al matrimonio, ho ritenuto necessario far inserire dal notaio, d'accordo con il mio coniuge, che nell'atto di acquisto venisse inserito la clausola che la escludesse dalla comunione dei beni.
    Dopo circa due anni dal matrimonio il fratello di mio marito ha comprato una casa cointestandola a mio marito (50%) per la quale, per varie vicissitudini, non sono state pagare le rate (circa 5 anni) del mutuo acceso per comprarla.
    In merito qualche giorno fa gli è stata recapitata una ingiunzione in solido a tutti e due fratelli specificando, a mo' di deterrente, che noi ci trovavamo in regime di comunione dei beni. Adesso, il fratello non ha nessuna intenzione di pagare, noi non abbiamo la possibilità di pagare un ulteriore mutuo e quindi è molto "probabile" che la banca si rivalga anche su di noi (il fratello oltre la casa, è nullatenente). Il mio dubbio è questo: quanto i creditori (in questo caso banca) possono incidere sulle proprietà della comunione dei beni e in particolare sulla casa che, da atto notarile, risulta solo di mia proprietà?

    Grazie a quanti mi sapranno/ vorranno dare una utile risposta.

    P.S.
    In conseguenza dell'atto notarile, il mutuo è stato intestato solo alla sottoscritta.
     
  2. lupetta

    lupetta Nuovo Iscritto

    Ciao ho letto la tua email...mi sembra chiaro che se hai nell'atto notarile messo la clausula di esclusione della comunione di beni ....non possono toccarla..se invece tu non ti saresti tutelata anche se la intestavi tu durante il matrimonio il marito entra con il 50% percento ,sarebbe meglio controllare l'atto ed essere sicuri che e' scritto tutto questo...in alternativa ti consiglio se non specificato, di farti fare un'atto di donazione o vendita della sua meta' cosi' sei sicura e non ti possono toccare nulla spero di essere stata utile ciao Claudia
     
  3. placcait

    placcait Nuovo Iscritto

    Ciao e grazie per la tua risposta.
    Ad essere certa, ne sono certa. Sull'atto è stato inserito che ai sensi della legge sulla comunione dei beni, questa ne è esclusa aggiungendo che la cosa è stata confermata anche da mio marito presente all'atto.
    A questo punto mi sorge il dubbio dell'acquisto fatto da mio marito in un periodo in cui eravamo in comunione dei beni al quale non ho partecipato ne tantomeno ne ero stata messa a conoscenza, che rischio posso correre e nel caso a cosa mi posso appellare?
    Grazie anticipatamente a quanti mi sapranno dare qualche indicazione ovvero supporto.
     
  4. lupinnicola

    lupinnicola Nuovo Iscritto

    Se l'hai comprata prima del matrimonio e anche se poi sei in comunione dei beni.
    I beni che avevi prima restano di tua proprietà. Quindi loro si possono rifare solo sul 50%
     
  5. lupetta

    lupetta Nuovo Iscritto

    Ciao mi sorge a questo punto un sospetto..se tuo marito ha acquistato un'altro immobile...anche se tu non ne eri a conoscenza saresti anche tu comproprietaria anche se non sei inserita nell'atto perche e' stata acquistata mentre eravate in comunione di beni..e per questo la banca si potrebbe rivalere su di te..ti consiglio a questo punto di fare la separazione di beni prima che sia troppo tardi so che all'incirca costa su € 500 meglio spendere quelli che rimanere magari senza niente ,per gli errori di altri spero ti possa servire il mio consiglio ciao
     
  6. placcait

    placcait Nuovo Iscritto

    Grazie a tutti per i consigli e il conforto.
    Se opto per la separazione dei beni non sarà retroattiva al momento dell'acquisto,o sbaglio?
     
  7. placcait

    placcait Nuovo Iscritto

    Ciao, a questo punto mi sale l'ansia ... qualche autorevole intervento mi potrebbe confermare che potrebbe verificarsi il caso che lupetta ha evidenziato??? ... vi prego una risposta ... non so che fare e come risolvere la situazione :-o
     
  8. Franz

    Franz Membro Attivo

    Impresa
    mi permetto di risponderti, per quanto ne sò....

    essendo tu in comunione dei beni con tuo marito, i coniugi rispondono dei debiti e beneficiano anche dei crediti che si creano durante il matrimonio

    la casa che hai comprato, facendola stare fuori dalla comunione dei beni, con apposita clausola, è una tua proprietà esclusiva

    però tuo marito ha contratto un debito nell'acquisto della casa al 50 % con il fratello, ed essendo voi coniugi in comunione dei beni ne sei responsabile anche tu, moglie del debitore

    ecco il significato della '' minaccia '' della banca di rivalersi sulla tua casa>>loro dicono:

    siccome tu moglie del debitore sei in comunione dei beni con lui, sei responsabile per la metà di questo debito del marito che si è creato durante il vostro matrimonio

    quindi ci rivarremo sulla tua casa, per questa cifra


    non mi sembra possibile fare azioni per difendere la tua casa: esiste infatti la Revocatoria, che è un'azione legale volta ad annullate tutti quegli atti che si fanno per sottrarre beni ai creditori

    quindi le donazioni, le vendite fittizie, le separazioni dei beni improvvise, possono essere legalmente annullate su richiesta del creditore, entro il termine di un anno o due(non mi ricordo) dalla data dell'atto
     
  9. placcait

    placcait Nuovo Iscritto

    Grazie della risposta.

    ... anche se l'acquisto è stato fatto a mia insaputa e senza interpellarmi in alcun modo? ... posso in qualche modo appellarmi a questo?

    ... se non erro dovrebbe essere quinquennale :shock: ... qualcuno mi ha consigliato una doppia vendita quindi un doppio passaggio per ovviare alla revocatoria!?!?
    ... non so proprio come uscirne, è un bel "problema" ... vi prego, ditemi che c'è qualche soluzione per non perdere il frutto di sacrifici di una vita intera :-o

    Aggiunto dopo 32 minuti :

    Mi correggo, per la revocatoria ordinaria sono un'anno (1) :occhi_al_cielo:
     
  10. mario ravanini

    mario ravanini Nuovo Iscritto

    mi sa che sei inguaiata, rispondi sul 50 % della casa che ha comperato tuo marito, essendo in solido, loro si attaccano al tuo bene, tu hai un bene di proprietà esclusiva, e sta bene, ma tuo marito si è assunto un debito in solido con te, perchè in comunione dei beni......
    Rivolgiti ad un notaio per informazioni, ma temo che sei nei guai......
     
  11. placcait

    placcait Nuovo Iscritto

    ... però non riesco a capire una cosa: di solito la banca concede un mutuo pari all'80% del valore dell'immobile e quindi dalla sua vendita dovrebbe ricavarne più del dovuto ... allora perchè rivalersi su mio marito quando ha già più di quello che gli spetta? ... perchè cerca di riavere i soldi dagli interessati invece di rifarsi sull'immobile sul quale per l'occorrenza è stata accesa un ipoteca? ... mha :occhi_al_cielo:
     
  12. Franz

    Franz Membro Attivo

    Impresa
    la casa andrà all'asta probabilmente ad un prezzo più basso del valore di mercato, per invogliare i compratori, come è solito succedere

    magari se la casa vale 100, viene proposta ad 80, e se nessuno compra si fà una nuova asta con prezzo ribassato ancora, finchè qualcuno la compra

    una volta ricavata la cifra della vendita, la banca la utilizzerà per recuperare il suo prestito concesso più gli interessi più le spese + ecc.

    se i soldi ricavati non coprono tutto, ciò che non è coperto verrà richiesto a te, se tuo marito non è in grado di pagare

    forse potresti farti fare dalla banca un resoconto di quello che dovrebbe succedere economicamente con la messa all'asta della casa: prezzo ipotetico di aggiudicazione, capitale prestato, interessi, spese, ecc.
     
  13. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Sintesi e commento :
    D.sono sposata in comunione dei beni. La mia attuale e unica casa A è stata comprata con proventi già posseduti antecedentemente al matrimonio.
    R: E' assodato che questa casa (A) è solo sua ed esclusa dalla comunione

    D. Dopo il matrimonio, mio marito ha comperato-pari quote- con il fratello il fratello una casa (B) sulla quale è stata iscritta una ipoteca da parte della banca che ha concesso il mutuo. Da 5 anni non vengono pagate le rate .
    R. Qui potrebbero essere sollevate delle eccezioni giuridiche: visto che il 50% di suo marito entrato nella comunione, Lei quale comproprietaria avrebbe dovuto assentire alla iscrizione ipotecaria della casa B

    Cio' premesso
    Poco fa è pervenuta una ingiunzione di pagamento (evidentemente per le rate omesse) determinando un debito solidale ai fratelli ove si accenna a mo' di avvertimento al regime patrimoniale (comunione)
    Oggettivamente non Vi sono le condizioni economiche per pagare gli arretrati ; si teme che la banca insoddisfatta possa rivendicare i suoi diritti sulla casa A.

    MIO PARERE:
    1-Fare atti di donazioni o simili a questo punto espone all'azione di revocatoria ; per cui secondo me (anche per non esborsare inutilmente altri soldi) non conviene agire in tal senso. Nè ha senso procedere alla "separazione dei beni" (troppo tardi, biosgnava farlo prima dell'acqusto della casa B)
    2-La banca prima di ogni altra azione dovrà rivalersi sulla casa cui si riferisce l'iscrizione ipotecaria ( bene acquistato dal fratello per il 50% e da Lei e da suo marito per l'altro 50% - come detto essendo in comunione il 50% acquistato da suo marito và considerato in comunione)
    3-La questione se l'azione della banca ( eventualmente insoddisfatta dalla vendita all'incanto della casa cosa tutta da verificare valutando quanto ammonta il debito residuo ed il valore della casa di prossimo pignoramento) possa agire sui sulla casa A è cosa che giuridicamente sarebbe da approfondire e che non darei per assodata.

    Valuti anche la possibilità di trovare un compratore della casa B che contatti la banca proponendo uno "stralcio " ossia una transazione che piu' o meno suona cosi': Io compero la casa B e a te banca pago il 50% di quanto vanti verso i fratelli e signora. Paradossalmente è una soluzione possibile e paradossalmente la piu' conveniente ( si evita l'accumularsi delle spese legali che vanno ad erodere il valore dell'immobile come la svendita dell'asta)

    Valuti anche la possibilità di far confluire la Casa A "nel fondo patrimoniale della famiglia". Costa poco, esiste giurisprudenza favorevole e comunque si tratta di "piantare" un paletto in piu' a difesa della sua casa A.

    E' evidente che le conviene quanto prima ricorrere ad un esperto del settore che la assista
     
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  14. placcait

    placcait Nuovo Iscritto

    La ringrazio per l'autorevole intervento. In qualche modo mi sento più sollevata!
    Per quanto sopra, vorrei chiederLe cosa sia esperibile per la mancanza di assenso all'iscrizione ipotecaria e, più di tutte, quando e come far "confluire" la casa nel fondo patrimoniale della famiglia (e fattibile tutt’ora ed elimina il rischio di revocatoria?).
    Grazie ancora per l'esaustiva risposta e per quant’altro potrà indicarmi.
     
  15. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
  16. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    D.....la mancanza di assenso all'iscrizione ipotecaria
    R. Come ripeto bisognerebbe studiare il caso. Penso non sia peregrino eccepire che, se Lei è anche proprietaria allora avrebbe dovuto sottoscrivere il contratto di mutuo ed assentire alla iscrizione ipotecaria. In sostanza si tratta di sollevare
    un vizio formale ed invocare l'illegittimità della procedura esecutiva nei suoi confronti

    R.D. Non è certo che il Fondo Patrimoniale della Famiglia ( basta in caso rivolgersi ad un notaio dicendo che Lei intende conferire la Casa A in detto FPF; Lui sà bene cosa fare; il costo non supera in tutto 1.500 euro) elimini il rischio di revocatoria, ma è una strada che vale la pena di percorrere per ostacolare l'azione esecutiva. Personalmente procederei cosi' senza dubbio. Male che vada è un altro "bastione" che la banca dovrà espugnare.
    cordialità

    Aggiunto dopo 6 minuti :

    I beni che sono oggetto del fondo patrimoniale, ossia di quell'insieme di beni costituiti per far fronte ai bisogni della famiglia, non possono entrare a far parte dell'attivo fallimentare. E' quanto stabilisce la prima sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza 1112/2010) Secondo i giudici di Piazza Cavour, prendendo in considerazione il D. Lgs n. 5 del 2006 che ha modificato l'art. 155 della legge fallimentare, si deve escludere la "confondibilità" di beni destinati a soddisfare esigenze specifiche (come accade nel caso di fondo patrimoniale) con gli altri beni di proprietà dell'imprenditore fallito. Inizialmente i giudici del tribunale avevano ritenuto che fosse possibile acquisire al fallimento i beni del fondo patrimoniale sia pur limitatamente alla quota di pertinenza del coniuge fallito.

    La sentenza sopracommentata , seppure non calzi al suo caso, potrebbe assumendone la "ratio" contenere spunti interessanti a sua difesa
     
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  17. placcait

    placcait Nuovo Iscritto

    Grazie ancora, un’ultima cosa: nel caso di vendita del bene rientrante nel Fondo Patrimoniale della Famiglia a quali incombenze aggiuntive devo sottostare (se ve ne sono!) ... cioè l'immobile rimarrebbe sempre solo mio oppure la “partecipazione” di mio marito diventerebbe, in questo caso, obbligatoria?
     
  18. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    La proprietà dei beni costituenti il fondo patrimoniale spetta ad entrambi i coniugi, [U]salvo che sia diversamente stabilito nell'atto di costituzione.
    Se non è stato espressamente consentito nell'atto di costituzione, non si possono alienare, ipotecare, dare in pegno o comunque vincolare beni del fondo patrimoniale se non con il consenso di entrambi i coniugi e, se vi sono figli minori, con l'autorizzazione concessa dal giudice, con provvedimento emesso in camera di consiglio, nei soli casi di necessità od utilità evidente.
    In sostanza la costituzione del Fondo lascia spazio a deroghe e per cui potrà essere calibrato secondo necessità
     
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  19. placcait

    placcait Nuovo Iscritto

    Grazie di tutto e a tutti :)
     

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