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  1. Balsal

    Balsal Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Salve a tutti.
    Avrei l'esigenza di predisporre un impianto elettrico per un piccolo immobile da ristrutturare ed adibire a garage e magazzino per attrezzature agricole/enologiche (fondamentalmente per l'illuminazione e per l'apertura, anche telecomandata, della serranda).
    Visto che tale immobile non è adiacente alla abitazione principale, ma dista circa 40 mt (di una strada urbana normalmente trafficata) proprio dalla nicchia del contatore Enel, vorrei chiedere:
    1) Posso portare la corrente elettrica dalla abitazione principale alla pertinenza, attraverso un condotto aereo o sotterraneo, che sia realizzato rispettando tutte le prescrizioni di sicurezza necessarie, comprese le eventuali autorizzazioni comunali e dell'ente erogatore?
    o, in alternativa
    2)Non ho altra scelta che chiedere un secondo contratto per questa pertinenza? (vi potrebbe essere una terza ipotesi di un piccolo impianto fotovoltaico, ma non vorrei complicare troppo le valutazioni, per ora)
     
  2. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Ti sei dato le risposte da solo, o ti autorizzano una linea aerea o interrata, cosa che dubito, o l'enel ti fornisce un'altra utenza, che mi sembra la più ragionevole.
     
  3. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    L'Enel non ti autorizzerà mai ad eseguire un allaccio dal contatore di casa che non sia una pertinenza della casa medesima.
    Poiché la distanza è notevole, non puoi far passare il locale come "pertinenza" dell'abitazione.
    La via per te più percorribile è quella della domanda di una nuova utenza. Puoi fare la richiesta di preventivo anche telefonicamente e l'azienda ti dirà -dopo sopralluogo- quanto dovrai spendere e quali saranno le tue incombenze.
    Ciao da ex dipendente Enel.
     
  4. Balsal

    Balsal Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Grazie Luigi, risposta che toglie ogni dubbio. Certo immaginavo che fosse poco probabile, ma in ogni caso è sempre meglio assicurarsene da addetti (ex, in questo caso) ai lavori.
    Sai, vista l'esiguità dei consumi previsti, non è certo piacevole dover sostenere quasi esclusivamente dei costi fissi e delle spese una tantum. Già ho dovuto affrontare una spesa analoga per una utenza elettrica per sollevamento acqua in un piccolo podere che coltivo ad orto/frutteto.
    A questo punto capisco che non ho molto da girare attorno al problema.
    Saluti.
     
  5. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Tanto per ribadire che "una volta andava meglio," se un qualsiasi aspirante utente (tu) chiedeva un allaccio, fino al 1985 circa, pagava una quota fissa di circa 30.000 lire. Dopo il 1985 e fino a circa il 2002-2003 pagava una quota determinata dalla distanza dalla più vicina cabina di trasformazione entrata in servizio almeno 5 anni prima della richiesta di allaccio. A questo andava sommato l'importo per "quota potenza". Cioè in funzione della potenza da installare: 3 Kwh, 6 Kwh ecc. ecc. E fino a qui le cose, anche se rincarate non facevano davvero gridare allo scandalo. Anzi, mettevano anche un pò d'ordine fra confinanti. Va ancora detto che tutte le opere erano a completo carico dell'Enel, così come l'ottenimento dei permessi occorrenti (Comune, Provincia ecc.ecc.) Adesso, almeno dal 2004 a quanto detto sopra si sono anche aggiunti le spese per gli impianti che possono essere richieste anche fino al 70% del loro ammontare. In alcuni casi e per particolari tipologie di utenze possono arrivare al 100%. E....dulcis in fundo, l'ottenimento dei permessi sono a carico del richiedente!!! Privato è bello???
     
  6. Balsal

    Balsal Membro Junior

    Proprietario di Casa
    "E....dulcis in fundo, l'ottenimento dei permessi sono a carico del richiedente!!! Privato è bello???"

    Altro chè se è bello. Direi....meraviglioso!!!!
    Se poi, come mi è successo per l'orto, la nuova richiesta di utenza ricade all'interno di aree con vincolo paesaggistico-ambientale (è molto più frequente di quel che si creda, es. adiacenze fiumi, torrenti, stagni, aree boscate, emergenze archeologiche, e varie), allora anche ottenere l'autorizzazione per realizzare una banalissima nicchia per contatore, diventa una "via crucis" costellata di ulteriori spese. Anche se per il paesaggio si ha (come me) un rispetto quasi maniacale.

    Comunque, seguirò il consiglio di chiedere un preventivo con sopralluogo. A quel punto potrò valutare se, appunto, il gioco vale la candela (è proprio il caso di dirlo).
     

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