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  1. sid

    sid Membro Junior

    Buongiorno,
    io con mia mamma da una parte, e mio fratello dall'altra, siamo ancora in lotta per l'applicazione del testamento di mio padre, che lede in maniera evidente la legittima delle due donne. Ci sarà un secondo tentativo di incontro con il nuovo legale di mio fratello, poi ci sarà il tentativo di conciliazione o mediazione diventato obbligatorio, e nel frattempo io vorrei chiedere al commercialista (persona di dubbia fama, tutt'ora commercialista di mio fratello) le dichiarazioni dei redditi o copie, che lui è obbligato a tenere per 10 anni.
    Deve consegnarle a tutti e tre lì presenti e d'accordo ? il che non sarà mai. Deve dare le copie a chi le richiede ?
    Grazie delle risposte
     
  2. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Se ti riferisci alle dichiarazione dei redditi di tuo fratello, deve consegnarle solo a lui. Ma a parte ciò, che c'entrano le dichiarazione dei redditi con la controversia relativa alla successione?
     
  3. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    infatti:occhi_al_cielo:
     
  4. sid

    sid Membro Junior

    La nostra è una storia molto complicata, quasi una spy story. Se leggete i miei post precedenti…

    Comunque. Mio padre smette la sua piccola attività in sostanza nel 1992, lo si vede chiaramente dall’agenda di cui mi sono appropriata. Mio fratello continua, ma tutto è intestato a mio padre, che di fatto lascia la rendita a mio fratello, ma gli paga anche le tasse e la mutua. Ho anche gli estratti conto ma solo degli ultimi 10 o 12 anni, in cui mio padre, come da sua caratteristica, annota molte cose a mano accanto alle entrate e uscite. Le dichiarazioni dei redditi corrono ancora a suo nome, però dalle copie che ho era a credito . Tuttavia escono soldi ogni anno e lui annota “tasse” o “mutua” o “IRPEF”. Credo continuasse a pagare per mio fratello. E come se non bastasse arrivano lettere da Equitalia per mancato pagamento tasse, con interessi, me ne accorgo per un fatto, che forse nomino nei miei altri post. Ma questo non c’entra. C’entra il fatto che se avesse pagato per mio fratello, in caso di causa legale, potrei forse avvalermene. E dal commercialista vorrei avere le carte che lui aveva per fare la dichiarazione redditi (ma forse queste non è obbligato a tenerle) e le stesse oppure copie, per vedere se corrispondono a quelle che ho, o se questo commercialista “modificava” tutto, salvo poi non tenersi la copia delle modifiche. Ma forse questo ultimo passaggio è pura fantasia. Spero essere stata chiara
     
  5. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Se tu credi che ci sia stata una sorta di donazione continua e vorresti conteggiare il tutto, non puoi fare altro che andare in giudizio. Credo che stai in giudizio visto che e' ancora aperta la successione. Fai presente queste possibili dazioni all'avvocato il quale con facilita' potrà entrare a conoscenza dei movimenti di conto corrente e delle dichiarazioni dei redditi di tuo padre. Per quanto riguarda tuo fratello, dubito che si possa venire a conoscenza dei suoi dati sensibili.
     
  6. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Non ti sembra contraddittorio quello che hai scritto?
    Hai scritto che tuo padre pagava le tasse a tuo fratello e non le sue. Forse volevi dire che tuo padre dava i soldi al commercialista per pagare le tasse e questo non le pagava.
     
  7. sid

    sid Membro Junior

    E' così. A me basterebbe che mio fratello accettasse il conteggio secondo legittima che ha fatto il geometra. l'incontro col suo primo avvocato è fallito, ora ha un altro legale che ci ha scritto di mettere addirittura in dubbio l'acquisto della casa di mio padre da parte mia (era una casa da buttare giù) e un altro piccolissimo acquisto. Ma ho letto in una interessante discussione in un forum che i contratti notarili sono difficilmente dichiarabili nulli, anche se ipotesi mio padre fosse vivo e dichiarasse o avesse scritto che era una finta vendita.
    I conti correnti li ho ,visto che durante l’amministrazione di sostegno ( a cui indovinate un po’ mio fraatello ho cercato di opporsi) li ho richiesti. Ora chiedo all’avvocato per le dich. redditi che tu suggerisci. E se si arriva in giudizio, allora tiro fuori tutto, anche perché mio padre nella sua agenda scrive spessissimo il nome di mio fratello accanto a cifre anche dopo essersi ritirato dall’attività, il mio nome non compare mai.

    Pe Luigi: è come dici tu. Dava i soldi al commercialista, ci sono alcuni assegni fatti al commercialista, e queste uscite sono segnate anche sulla sua agenda e c'è in nome di questo commercialista accanto alle uscite in CC. Per altre uscite simili è solo segnato sull'agenda e ma non c'è riporto negli E/C. Lui dava i soldi al commercialista (ad esempio ci sono i bollettini della camera commercio che gli venivan portati e che risultano non pagati dal resoconto di Equitalia) ma per diversi anni mio padre era a credito. Ad ogni modo la dichiarazione redditi di mio padre è la sola che veniva fatta, mio fratello è sempre risultato dipendente fino a 5 anni fa. E mio fratello e il commercialista son legati da un cordone ombelicale.
    Mi son dimenticata...perché fra le tasse io considero anche l'Inps
     
    Ultima modifica di un moderatore: 12 Novembre 2013
  8. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    In questo momento cosa ancora non e' chiaro?
     
  9. sid

    sid Membro Junior

    Non ho capito a cosa ti riferisci.
    Comunque forse dovrei (anche) andare a parlare col commercialista, tenendo presente che tutto quello che verrà detto sarà riferito a mio fratello. l'avvocato per intanto aspetterebbe.
    Vorrei anche telefonare e poi scrivere ad un paio di fornitori e compratori, chiedendo su che CC avvenivano i pagamenti, perché papà e fratello avevano un conto cointestato dal 2006 al 2010 in cui c'era transito in tal senso (conto che sembra aperto per difesa) ma prima, dal 2000 al 2006, sui CC di papà non c'era transito.
    Tutto questo perché per me sarebbe importante dimostrare che effettivamente l'attività la teneva mio fratello. I testimoni chiave non vorrebbero esprimersi. L'agenda di mio padre fornisce comunque un valido aiuto.
     
  10. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non capisco come possano i Fornitori e i Compratori, come li chiami tu, possano fornire i dati del C/C di tuo Padre se i pagamenti avvenivano a mezzo bonifico.
     
  11. sid

    sid Membro Junior

    Credo, ma correggetemi se sbaglio, che clienti e fornitori abbiano nei loro archivi i nomi e i conti correnti su cui fare i bonifici. Ad ogni modo devo chiamare quanto prima.
     
  12. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Dal bonifico si risale ai c/c. Comunque tutto questo e' compito dell'avvocato se stai in giudizio. Devono fornirgli anche i transiti sul conto di tuo fratello se avevano una attività in comune. Questo per far apparire eventuali donazioni occulte.[DOUBLEPOST=1384773707,1384773609][/DOUBLEPOST]Questo lo puoi richiedere in virtù del fatto che il lavoro poco transitava sul conto di tuo padre.
     
  13. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Il Cliente che dispone il bonifico è certamente a conoscenza del numero di c/c , ma il fornitore che riceve un bonifico non necessariamente è a conoscenza del c/c di provenienza ( di sicuro si conosce il nome della banca).
     
  14. sid

    sid Membro Junior

    Il commercialista dovrebbe consegnarmi oggi le copie delle dichiarazioni degli ultimi 10 anni, comprese copie fatture. Nel frattempo siamo in mediazione obbligatoria, vediamo se la cosa procede o si arena. Comunque son stupita della relativa preparazione degli avvocati, si studiano qualche paginetta di successione. Questo in vista di una causa, che si rivelerebbe lunga e costosa.
    Vado in altra sezione che c'ho una domanda :)
     
  15. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    ovvero???:domanda:
     
  16. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    @sid non scappare
     
  17. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    :^^::^^:
     
  18. sid

    sid Membro Junior

    No no, vi tengo aggiornati.
    La discussione che ho aperto è su "usufrutto, nuda proprietà, etc etc", dal titolo "cancello imposto" mi sembra di ricordare.
     
  19. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Con copia-incolla potevi postare semplicemente il link
     
  20. sid

    sid Membro Junior

    Allora, dovevo tenervi aggiornati no? Il commercialista non mi ha ancora consegnato le copie dichiarazioni redditi di mio padre morto due anni fa….. ma acqua ne è passata, e sono, senza esagerare, in un incubo. Io e mio fratello abbiamo quasi raggiunto l’accordo in sede di mediazione obbligatoria, inutile dire che geometra e avvocato (quest’ultima presentatami dal primo come non brava, ma bravissima, ma che a mio avviso neanche studia, ma lascia a lui studiare un po’, per cui a mio avviso mi son anche trovata senza assistenza pratica di avvocato, al punto che tanto avendolo intuito prendo ogni tanto il treno e vado da uno vero, di avvocato, e pago entrambi e finora ho comunque mostrato il massimo rispetto per loro due) hanno carenze incredibili. Al punto che al primo incontro a luglio del 2013con il primo avvocato di mio fratello, il geometra ha presentato una divisione successoria alla controparte in cui le donazioni (senza dispensa dalla collazione o dalla imputazione) le faceva rientrare nella disponibile, e 5 mesi dopo, a novembre,era imperterrito nella sua idea (e la avvocatessa controllava?). e io zitta per rispetto. Ho anche una mail a riguardo scritta a novembre alla avvocatessa, se volete ve la posto.

    Redatto quello che dovrebbe essere l’accordo da firmare in sede di mediazione obbligatoria, tutti mi fan pressione di firmare entro quattro giorni, mi oppongo perché voglio andare all’agenzia delle entrate, che però poco sanno ma mi mettono una parola in testa “integrazione di legittima” con cui cercare in internet.

    Poi vado dal notaio e … bomba! In tutti i sensi perché di conseguenza io mi arrabbio anche con i miei professionisti.

    **

    Il notaio redigerà un atto in cui tiene conto del testamento e dell’accordo. Ma :

    Il notaio ha rilevato che l’accordo di mediazione, così come anche in fretta si doveva firmare, è una bomba fiscale. visto il primo foglio dell’accordo di mediazione stragiudiziale ha detto :” ma come me lo presentate, per me questo è un trasferimento di beni, e io oltre i 50.000 euro vado via con la tassa di registro al 9% per i fabbricati e al 12 per i terreni …praticamente oltre alla tassa di successione, ulteriori 20 o 25.000 euro; qui non c’è neanche scritto come titolo Reintegrazione Di Legittima, non c’è il calcolo usuale –calcolo ben preciso- con cui il legittimario beneficiario della lesiva reintegra gli altri, si capisce chiaramente che c’è qualcosa che esula dalla pura reintegrazione…(e qui non mi dilungo). Se dovete firmare questa cosa qui e i vostri legali non vi garantiscono le tasse che vi posso garantire io, ovvero tassa di registro fissa di 200 euro( e eventualmente un ulteriore 1% se c’è una divisione,ma secondo me no perché non siete in comunione ereditaria) non firmate, venite qua che ve lo faccio io l’accordo di reintegrazione . Per gli altri punti aggiuntivi cercate di mettervi d’accordo. “ Il notaio si è anche leggermente arrabbiato perché quando si pubblica un testamento e l’erede beneficiario della disposizione lesiva decide di reintegrare gli altri, quello che il notaio alla fine redige è proprio un atto di questo tipo, indipendentemente dagli accordi effettivi. Viceversa se si va in tribunale, quello che si chiede è proprio la reintegrazione… noi eredi fra l’altro nell’accordo di mediazione abbiamo tenuto conto delle volontà del de cuius e abbiamo cercato di reintegrare, pur con qualche scarto e negozio, se vogliamo. Ma proprio queste ultime condizioni inficiano tutto, e le imposte di registro sarebbero di 25.000 euro, a fronte dei 200 euro di un reintegrazione pura. Quindi perché non fare uno sforzo per evitare di pagare la tassa di registro ? inutile dire che noi eredi siamo d’accordissimo col notaio, neanche bisogno di pensarci su.


    Abbiamo letto assieme a lui una pubblicazione di un commercialista su come il notaio procede con le tasse, che egli ha confermato:

    Ma, quindi, come va tassato l’accordo- atto pubblico o scrittura privata autenticata- in questione?
    Se esso va inquadrato nell’ambito della vicenda successoria, atteso che di esso deve tenersi conto nella determinazione dell’imposta sulle successioni, dovrebbe concludersi che esso sia soggetto ad imposta di registro fissa.

    Contro la pretesa dell’Erario presentava ricorso il Notaio, sostenendo che l’Ufficio avesse errato nel ricondurre l’accordo tra eredi e legittimari all’art. 9 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 131/86, in quanto esso configurava, invece, un atto mortis causa, di cui tenere contonella determinazione dell’imposta sulle successioni, come espressamente previsto dall’art. 43 del DLgs. 346/90. Pertanto, in applicazione del “pacifico principio di alternatività tra l’imposta di successione e l’imposta di registro”, tale atto, secondo il notaio, andava assoggettato ad imposta di registro in misura fissa.

    Se l’atto comporta una divisione, l’imposta è dell’1%


    Quello che dice il notaio è vero, mi son letta un paio di cose interessanti, due pubblicazioni online.


    Chiamo l’avvocatessa che è in riva al mare, non le riferisco del colloquio ma semplicemente la interrogo. Vi faccio un riassunto:


    Le chiedo l’ esenzione oltre i 50.000 euro cosa riguarda?

    RISPOSTA :Tasse che verrebbero pagate comunque nella intestazione degli immobili. E’ uno dei benefici della mediazione avere questa esenzione. Dal notaio non si avrebbe questa esenzione, questo beneficio. Riguardo alle tasse, sarà il notaio che dirà quali tasse sono da pagare, il mediatore professionista sa dire solo che c’è un beneficio in ragione del fatto che questo accordo viene fatto nell’ambito di una mediazione. Comunque c’è sempre un vantaggio rispetto ad un atto di integrazione di legittima (l’avvocatessa nomina per la prima volta questa fatidica parola, reintegrazione di legittima, perché era nella mia domanda) fatto dal notaio. Se si conclude un accordo nell’ambito della procedura di mediazione, rispetto di andare direttamente dal notaio per fare la divisione, c’è questo vantaggio fiscale. IL calcolo specifico ce lo dà il notaio nel momento in cui si fanno le intestazioni degli immobili. Si può dare al notaio solo il criterio, perché noi abbiamo stabilito nell’accordo che le tasse sono in ragione della percentuale degli immobili che toccano a ciascuno.

    Le chiedo nuovamente :L’accordo di mediazione rispetta il maggiore vantaggio fiscale possibile che noi possiamo avere da un accordo di questo tipo? Nell’ambito di una analisi fiscale globale, un qualsiasi mediatore professionista prende in mano questo accordo e può dire : dal punto di vista fiscale avete fatte la cosa migliore?

    RISPOSTA

    Certamente, deve stare tranquilla; questo posso dirglielo io senza bisogno di andare dal mediatore professionista romano autore di una pubblicazione ( avv. Giuseppe Marottoli). Non posso dire quanto, in quanto è un calcolo che fa il notaio, non lo posso dire io, non è in grado di dirlo l’avvocato della controparte né il mediatore al tribunale.

    **

    Da notare che circa 40 giorni fa tutti- i due avvocati, i due geometri e il mediatore erano contro me (e mio marito che mi aiuta) perché volevano che l’accordo praticamente approntato al 4° incontro in tribunale, venisse firmato in fretta; noi ci siamo impuntati per analizzare meglio.

    Cosa sarebbe successo se fosse stato firmato l’accordo definitivo di chiusura positiva della mediazione ?

    Ora dicono sempre tutti che nel momento in cui l’accordo sarebbe arrivato dal notaio che deve autenticare le firme in caso di trasferimenti immobiliari, in quel momento, rendendoci conto dell’errore, avremmo riscritto l’accordo.

    Ora sto facendo una interrogazione con posta certificata presso l’ordine dei mediatori, di norma comunque mi dicono da questa sede che l’accordo definitivo che chiude la mediazione, quello è, si può forse rivedere in casi particolari, e dipende da come è stato scritto l’accordo. Non mi è ancora arrivata risposta scritta al mio quesito particolare, d’altra parte l’ho inviato ieri.

    Sono comunque disgustata dalla mancanza di preparazione dei legali. Oppure sono esagerata io? Fra l’altro come è capitato a qualcun altro in questo forum, l’avvocato mi ha fatto il preventivo, su mia richiesta, solo alla fine di questo quarto incontro.Mentre ho appreso che è obbligatorio. Perchè non glielo avevo chiesto prima ? perché nella fase prima era stata a buon mercato, il mio geometra che me l’aveva presentata aveva detto che era tale. E il geometra era anche un mio amico

    Ora il geometra se ne lava le mani, lui non si intromette. Anzi è arrabbiato con me perché secondo lui è stato tutto professionale. Ha anche lui stesso revocato l’incarico un paio di giorni fa, ma ieri sera era già cambiato, era disponibile, perché c’è ancora da spremere, infatti ci sarebbe un frazionamento che i due geometri hanno deciso di lasciare a lui.

    Ieri l’avvocatessa al telefono ha negato all’incirca la nostra telefonata in riva al mare, e ha detto che non ha nessuna responsabilità fiscale. In realtà a mio avviso non sapeva nulla, credete che se avrà altri casi non avviserà i clienti? L’accordo di mediazione infatti lo possiamo modificare, tenendo gli stessi accordi ma dandogli aspetto di reintegrazione di carattere ricognitivo, le uniche reintegrazioni che rientrano nella tassazione del Testo Unico.

    Mi sento un animale ferito che cerca vendetta
     

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