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Angelomario37

Membro Attivo
Proprietario Casa
#1
Buona giornata a tutti.

Vi sottopongo un problema (non so se anche per chi mi legge è grande o del tutto trascurabile) che in questi giorni mi sta assillando in vista dell’assemblea di un Consorzio Edilizio in cui si procederà alla sostituzione del presidente dimissionario. In sede di costituzione, a detto Consorzio aderì il 73% dei vari proprietari di unità immobiliari insistenti in quel determinato Comparto Edilizio.
Ovviamente, detta Assemblea sarà riservata solo ai proprietari consorziati come da atto costitutivo notarile.
Nella superficie complessiva considerata dal Consorzio, rientrano talune particelle con un solo proprietario (poche) ed altre con più proprietari (tutti comproprietari/parenti con “pari diritti ed oneri reali” così come recita la visura catastale).
Come sappiamo, nei Comparti Edilizi vige il “principio della solidarietà” o dell’” uno per tutti e tutti per uno”, che talvolta prende in considerazione anche quei proprietari del medesimo Comparto che non hanno inteso aderire al Consorzio stesso.
Se in ciascuna di tali particelle con più proprietari vigesse unità d’intenti, ebbene, nulla quaestio. Se invece dovessero apparire i cosiddetti “parenti serpenti”, allora sì che l’aria comincerebbe ad ammorbarsi.
Nel caso della elezione del nuovo Presidente, sarebbe sufficiente che per una determinata particella con più comproprietari (poniamo 5) si recasse a votare solo uno di essi, il voto di quest’ultimo rappresenterebbe senz'altro, oltre che la sua, anche la volontà di tutti gli altri quattro assenti, sempre per il conclamato “principio della solidarietà”.
I guai emergerebbero ove dovessero presentarsi a votare solo due dei cinque comproprietari, ma che ahimè sull'indicazione del neo Presidente hanno punti di vista diametralmente opposti.
Pertanto, cortesemente vi chiedo:
1) Stando così le cose, il “principio della solidarietà” che fine farebbe, visto che il voto è stato espresso in maniera monca, cioè solo per 2/5, e per di più difforme fra di essi senza possibilità di estensione per analogia agli altri tre assenti non votanti?
2) Sarebbe possibile risolvere il tutto in maniera salomonica, e cioè: considerato che non è stato possibile applicare il “principio di solidarietà”, i due voti espressi sarebbero da intendersi nulli con la logica conseguenza che quella determinata particella, per la serie “meno siamo meglio stiamo”, non sarà apportatrice di voti?
Perdonatemi se ho detto delle …… Vi ringrazio immensamente. Attendo vostre dritte.
 
Ultima modifica:

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
#2
Non so se esista normativa specifica e/o se sia applicabile, per analogia, quella di altri istituti... ma quando qualcuno deve rappresentare una proprietà, comune a più persone, la sua "nomina/indicazione" deve essere presa a maggioranza pena l'esclusione.
Sbagliato accettare il voto "disgiunto" ... ma visto che si sono autoannullati si e giunti al medesimo risultato.
 

alberto bianchi

Membro Storico
Proprietario Casa
#3
Trattandosi dell'elezione del Presidente "comune a tutte le particelle" che senso ha calcolare la maggioranza di "ogni singola particella" ? Fate votare ogni singolo "proprietario indipendentemente dalla provenienza. In fondo chi non partecipa all'assemblea non può poi lamentarsi se l'eletto non sarà di suo gradimento.
Verifica se lo Statuto permette la votazione di tutti i soci e non dei soli rappresentanti della singola particella.
 
Ultima modifica:

Franci63

Membro Assiduo
Proprietario Casa
#4
Credo di ricordare che, per una qualche analogia con le regole del condominio, ogni particella esprima un solo voto, tramite voto da parte di uno solo dei comproprietari, scelto dai comproprietari stessi .
Solo costui potrà partecipare all'assemblea con diritto di voto vincolante anche per gli altri.
In caso di disaccordo, sarà necessario ricorrere all'autorità giudiziaria, per sapere chi tra i comproprietari avrà diritto di voto .
 

Angelomario37

Membro Attivo
Proprietario Casa
#5
Non so se esista normativa specifica e/o se sia applicabile, per analogia, quella di altri istituti... ma quando qualcuno deve rappresentare una proprietà, comune a più persone, la sua "nomina/indicazione" deve essere presa a maggioranza pena l'esclusione.
Sbagliato accettare il voto "disgiunto" ... ma visto che si sono autoannullati si e giunti al medesimo risultato.
L'ultimo capoverso mi trova del tutto d'accordo, non fosse altro perché non riesco ad intravedere soluzioni diverse. In buona sostanza, si deve accettare che -sempre per questo "principio di solidarietà"- o votano tutti i comproprietari indicando unanimemente l'identico candidato oppure non se ne fa niente. E se qualcuno obietta qualcosa, gli si può provocatoriamente chiedere d'indicare la normativa che disciplina tale materia. Peccato. Non so se si fa in tempo a far intervenire il ministro Buonafede per colmare questo vuoto normativo (avversari permettendo....).
 

Angelomario37

Membro Attivo
Proprietario Casa
#6
E allora sì che si potrebbe concludere con un bel "E vissero tutti felici e contenti". Certo, anche nel mio caso una particella esprime un solo voto, ma sempre a condizione che tutti la pensino alla stessa maniera. La conclusione, ovviamente, non può che essere un bel autogol dei rissanti ed un bel "mi faccia causa"!
 

Angelomario37

Membro Attivo
Proprietario Casa
#7
Trattandosi dell'elezione del Presidente "comune a tutte le particelle" che senso ha calcolare la maggioranza di "ogni singola particella" ? Fate votare ogni singolo "proprietario indipendentemente dalla provenienza. In fondo chi non partecipa all'assemblea non può poi lamentarsi se l'eletto non sarà di suo gradimento.
Verifica se lo Statuto permette la votazione di tutti i soci e non dei soli rappresentanti della singola particella.
Non ho ben capito il significato dell'ultimo capoverso. Dello Statuto abbiamo raschiato il fondo del barile, con la conclusione che "è' la somma che fa il totale", e che non si riesce ad intravedere una soluzione diversa da quella saggiamente indicata da Franci63!
 

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