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  1. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Salve. Volevo fare la seguente domanda: è dovuta l'imposta di risoluzione al termine di un contratto di locazione temporanea? Grazie.
     
  2. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    Se il contratto è giunto alla scadenza naturale, non è dovuta l'imposta di risoluzione.
     
  3. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Oltre alla scadenza naturale, quale/i scadenza/e c'è/ci sono? Grazie dolly e buona domenica!
     
  4. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    In che senso se ci sono altre scadenze...?
    Se ricorre una risoluzione anticipata (cioè un recesso anticipato dalla locazione prima della scadenza naturale del contratto), allora sarà dovuta l'imposta di registro da versare entro 30 gg dal giorno in cui la stessa ha effetto.

    Buona domenica anche a Te!;)
     
  5. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Tu, proprio tu hai parlato non di 'scadenza' sic et simpliciter, bensì (cito) di 'scadenza naturale'. Che cos'è la scadenza 'naturale'? Grazie!

     
  6. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    E' il termine del periodo di locazione (art. 1596 c.c.).
     
  7. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    L'articolo da te citato parla giustamente di 'scadenza' , non di 'scadenza naturale'. L'aggettivo qualificativo 'naturale' m'inquieta un po', te lo confesso.
    Un altro aggettivo che mi inquieta un po' lo trovo nei contratti 3+2 di Roma. Vi è scritto (esempio di vigenza: dal 1/1/2010 al 31/12/2012):
    "Il contratto è stipulato....dal 1/1/2010 al 31/12/2012 e, alla prima scadenza...".
    Oddio, di scadenza io ne vedo solo una: 31/12/2012 , quindi il termine prima a che serve?
    L'ho detto all'UPPI, ma m'hanno detto di lasciar stare.
    Ciao.
     
  8. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    Ma mi prendi in giro???
    L'art. 1596 parla di "spirare del termine".
    Per il contratto 3+2 alla prima scadenza, significa allo scadere dei primi tre anni (e laddove le parti non concordino sul rinnovo del contratto, questo è prorogato di diritto per 2 anni, fatta salva la facoltà di disdetta da parte del locatore; alla scadenza del periodo di proroga biennale, ognuna delle parti ha diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia al rinnovo del contratto previa comunicazione con lettera raccomandata da inviare all'altra parte almeno 6 mesi prima; in assenza della comunicazione, il contratto si intenderà tacitamente rinnovato ed alle stesse condizioni).
     
  9. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Premesso che, a differenza di Leonardo, io leggo i documenti da sinistra a destra perché ritengo che l'autore questo si aspetti da me, il contratto predisposto dall'UPPI all'art. 1 recita:
    "Il contratto è stipulato per la durata di 3 anni, dal [diciamo] 1/1/2010 al 31/12/2012...
    "
    Quindi finora è presa in considerazione solo una scadenza (il 31/12/2012), dunque quella è LA scadenza, non la prima scadenza. Dopo, solo dopo, ne scappa fuori un'altra.
    Per quanto riguarda il testo dell'art. 1596 c.c., ti sfido a trovarvi l'espressione 'scadenza naturale' da te usata.
    Una volta pensavo 'Quandoque bonus Homerus dormitat', ultimamente mi sto convincendo che è più aderente alla realtà dire 'Spessoque bonus Homerus dormitat'.
    Personalmente ho trovato molto utile, per il tema in esame, il libro di Cesare Musatti "Elementi di psicologia della testimonianza".
    Buona serata e domani, sia pure basse, paga le tasse.
    P.S. Ma che rottura de palle so' diventato!
     
  10. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    Mi chiedo come sia possibile che tu non abbia mai sentito parlare di scadenza naturale dei termini di contratto....per quello che ho chiesto ieri se mi prendi in giro....:maligno:
    :risata:
     
  11. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Come disse Pipino re dei Franchi quando il medico di famiglia gli diagnosticò l'eiaculazione precoce - non c'era arrivato da solo? -, sarò Breve.
    Un aggettivo qualificativo qualifica, ossia individua un sottoinsieme di individui facenti parte di un insieme. Prendiamo l'insieme dei fiori (andrebbe però bene anche picche, quadri, cuori). Nell'insieme possiamo individuare i fiori bianchi, i fiori rossi, i fiori di pesco (Lucio Battisti). I fiori bianchi sono un sottoinsieme dei fiori in quanto la proprietà colore li contraddistingue rispetto agli altri. Per un daltonico totale come mio nonno paterno (che anche negli anni sessanta guidava la macchina, chissà come valutava il semaforo) questo sottoinsieme e gli altri non avrebbero alcun senso.
    In 'fiore bianco', bianco è l'aggettivo che qualifica, l'aggettivo qualificativo. Per farla breve (se ovviamente la partner ci sta, se no..) tu nell'insieme delle scadenze hai individuato un sottoinsieme, quello delle scadenze 'naturali'. Evidentemente ci sono scadenze 'non naturali', se no che senso ha specificare? E' come quando uno mi dice convinto "fai la tal cosa entro e non oltre". Dimme un po', la posso fare "entro e oltre"? Mai seguire la massa, come invece fecero i topi del pifferaio di Hammelin. Un po' di studio sugli insiemi, come si fa oggi alle scuole elementari, non guasta.
     
  12. dolly

    dolly Membro Senior

    Professionista
    Adesso sono io ad essere "esausta"...:shock:
    Se un contratto non giunge al termine fissato quale scadenza "naturale",
    per via di un recesso anticipato, ecco che avrai un contratto che "spira" anzi tempo per "morte NON naturale"....:D
     
  13. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Hai fatto a scuola l'esercizio della riduzione ai minimi termini di un testo? Se in un testo togli una parola e purtuttavia il testo non perde alcuna informazione, quella parola è inutile. Una volta l'amministratore del condominio ove abito faceva la tabella del consuntivo (o del preventivo, non cambia) così. Sulla prima colonna metteva l'identificativo delle u.i. Bene. Poi però sulla seconda colonna (a destra, mentre gli Arabi scrivono da destra a sinistra, infatti sono mancini, come i loro tiri)
    metteva il nome dei condòmini. Allora una volta gli ho detto:
    "A se' [si chiama Sergio], prima fai la prima convocazione a mezzanotte a casa tua, io te busso puntuale e tu mi prendi a brutte parole. Vabbè. Poi per ogni u.i. scrivi a destra il proprietario: ma a che serve, ognuno sa qual'è la riga di sua competenza, essendo contrassegnata dall'identificativo dell'u.i." Morale della favola, ha tolto il nome dei condòmini e così risparmiamo carta e inchiostro. La prima volta, chiamato il condòmino con il nome dell'u.i. non si gira, ma poi si abitua: "Ciao, 8, come va?". "Bene, 3, sto andando a prendere un caffè da 5". Essere ermetici e chiari è possibile e, dati i costi delle memorie, conveniente. D'altronde, per individuare Mao in un Paese di un miliardo di abitanti sono state sufficienti tre sillabe: Mao Tse Tung.
     

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